Viaggiare con lo scambio casa

Le vite degli altri E così, spinti dalla consueta curiosità, durante la settimana di Ferragosto abbiamo gioiosamente accettato la proposta di scambio casa di una famiglia londinese, dopo aver visitato con la stessa modalità il Belgio (a luglio) e Barcellona (fine maggio). In molti continuano a chiedermi, Come riesci a lasciare la tua casa nelle mani di sconosciuti?, quando forse la vera domanda dovrebbe essere quella opposta, – e cioè come riescano loro, gli sconosciuti in questione, a lasciare le chiavi a noi. Siamo dunque partiti in formazione ridotta, la Pupa essendo in vacanza altrove, con suo padre: io, Mike Delfino, il Pupo di sei anni (e mezzo), la Piccolissima che a 20 mesi è diventata un pernicioso tondino di ferro e ha sviluppato, tra le altre, due faticosissime attitudini: 1) rifiuta il passeggino e vuole sempre stare in braccio 2) quando la porti in braccio e vede qualcosa che la incuriosisce – cioè sempre – si tuffa all’improvviso in direzione di quell’oggetto/persona/animale provocandoti traumi vertebro-midollari multipli, imprevedibili, ogni volta diversi, non sempre curabili con sedute osteopatiche.

Riccioli d’oro La casa degli inglesi da fuori somigliava a quella di certi romanzi gotici. Una rigogliosa mansion su quattro piani (noi ne abbiamo usati solo due) del 1890, due auto di lusso parcheggiate davanti casa, mattoni a vista e vecchi infissi bianchi alle finestre, vetri a ghigliottina e tetto di tegole rosse, bella ma un po’ inquietante nel complesso; dentro però perfettamente ristrutturata, piena di luce, farcita di sculture e altre opere d’arte, con un giardino incantevole e qualche minimo inconveniente legato al fatto che in quella famiglia sono dei giganti: quasi due metri il padre, 1.85 la madre, tre figli fisicamente compatibili con i genitori. Insomma in quella casa era tutto altissimo, per sederti sul water dovevi fare ogni volta un balzo all’indietro e atterrare di chiappa, per salire sul letto saltare con la tecnica del Fosbury, per cucinare tuffarti in avanti verso il piano cottura sperando di non strinarti i capelli: ci siamo sentiti come Riccioli d’Oro nella casa dei Tre Orsi però senza i mobili dell’Orso piccolo, ma a parte ciò abbiamo vissuto una settimana circondati dal lusso e dalla sovrabbondanza: questi non erano gente normale, no, li abbiamo visti nelle foto dove lei, un calice in mano e il sorriso fisso, sembrava una specie di Lady Diana sottoposta a quel metodo russo di allugamento arti, e lui un incrocio tra Hugh Grant e Gulliver; essendo oversize, in casa avevano due lavelli uno di fronte all’altro, tre forni (di cui un microonde) tutti in fila, tre frigoriferi di cui uno doppio per l’uso quotidiano, un congelatore stracarico di black pudding, steak and kidney pies e altre specialità inglesi ributtan deliziose, surgelate; infine, in cantina, just in case, un ultimo frigo stipato all’inverosimile di bottiglie di vero champagne e altri vini pregiati, per evitare di lasciare a bocca asciutta eventuali ospiti di passaggio.

Vizi privati Per dire: gli inglesi erano così viziati da tenere acceso lo scaldasalviette del bagno sempre, e quando gli abbiamo fatto notare che a Londra c’erano 30 gradi ci hanno spiegato via Whatsapp di non essere in grado «di rinunciare alla sensazione di comfort che solo una spugna tiepida può offrirti»; in uno dei lavelli avevano innestato un curioso aggeggio chiamato insinkerator, voi che siete persone di mondo lo conoscerete, è un implacabile mangia-rifiuti umidi che ti permette di buttarci dentro direttamente gli avanzi di cibo, senza passare dalla pattumiera, per fare meno fatica. Tanta opulenza non ci ha messi al riparo da un inconveniente: a causa di un corto circuito, il giorno dopo il nostro arrivo abbiamo scoperto di non avere più acqua, né calda né fredda. Sono arrivati prima l’idraulico poi l’elettricista, hanno capito dove stava il problema, in nostra assenza l’elettricista è uscito a cercare un pezzo di ricambio, nel farlo ha perso le chiavi di casa che ha ritrovato solo il giorno dopo ed è rimasto chiuso fuori; recuperate le chiavi è tornato ma colto da un attacco di fame repentina – sempre in nostra assenza – si è mangiato una confezione intera di pancetta affumicata che avevamo comprato e avremmo volentieri usato per farci una pasta alla carbonara.

Cose di Londra che ci sono molto piaciute sono 1. I cervi in libertà che a Richmond Park ti vengono incontro ovunque, quasi fino a mangiarti dalle mani; 2. I bus rossi a due piani su cui abbiamo girato tutta la città, con la Piccolissima che appena salita urlava «Quooo! Quooo!» (nella sua lingua vuol dire «Qua» o «Là») perché voleva salire al piano di sopra e accomodarsi in prima fila, proprio nel posto di sinistra, urlando contro chiunque – estranei compresi – si fosse erroneamente seduto dove voleva essere lei, e costringendolo ad alzarsi; c’è stato poi un autista che a un certo punto ha fermato l’autobus e ha abbandonato il posto di guida per sgridare il Pupo che continuava, a vuoto, a prenotare la fermata: «Bambino, schiaccia quel maledetto pulsante solo se vuoi scendere davvero, oppure vorrà dire che ti faccio scendere io», gli ha detto, e lui si è fatto piccolo piccolo, cogliendo perfettamente i toni anche se non le singole parole. 3. La Piccolissima che balla sul tavolo di un pub, in equilibrio instabile, muovendo il bacino di fronte agli occhi attoniti degli avventori.

Gli «shottini» della maestra Carmela Tra le leggende metropolitane di cui il Pupo ci ha messo a parte durante la vacanza, quella sugli «shottini» della maestra Carmela, la sua insegnante di italiano che è una tranquilla sessantenne pugliese. Ha detto mio figlio: «Un giorno a scuola la maestra ci ha offerto tanti piccoli bicchieri pieni di birra, che noi bambini dovevamo bere tutto d’un fiato. Ma alcuni non ce l’hanno fatta – soprattutto le femmine – e hanno pianto». «E tu, Pupo, hai superato la prova?». «Certo! E ho bevuto anche quelli di Andreas, Nicolas, Egolas, Matthews, Glìkain, Giàstin e Mìstakain». «Che nomi strani hanno i tuoi compagni, alcuni non li ho mai sentiti prima». «Sono arrivati tutti a giugno, perché al loro paese c’era stato il terremoto». A volte io e Mike Delfino ci chiediamo a quale età è previsto che un bambino «atterri» nel mondo reale. Nel caso del Pupo, ci chiediamo anche se è previsto.

Domande rimaste inevase La prima è un tema antico ma sempre di attualità: come si fa in Inghilterra e in questi Paesi assurdamente senza bidet a lavarsi le chiappe, bisogna per forza farsi la doccia ogni volta oppure sedersi sul bordo della vasca da bagno, dove una volta peraltro sono anche caduta? Per quale motivo una famiglia dotata di tre frigoriferi, tre forni e quattro bagni non può prevedere almeno un bidet? 2. Perché gli inglesi sono così cacasotto? I nostri mi hanno scritto che a casa nostra, la prima notte, non hanno chiuso occhio perché «qualcuno si era nascosto sul terrazzo, sopra la camera da letto, e continuava a “spostare oggetti”, “spazzare” e “fare rumori inquietanti, fino all’alba”». Quando gli ho scritto «È solo la tenda esterna, che quando c’è vento fa un po’ di rumore, non potevate andare a controllare?» non hanno risposto. 3. Come faccio a convincere la Piccolissima a mangiare un po’ di frutta – categoria alimentare di cui ignora l’esistenza – e un po’ di verdura? Si nutre solo di carboidrati e proteine, e a Londra guardava con diffidenza persino le carote, che evidentemente hanno una sfumatura di colore diversa da quelle italiane. Sono disposta a pagare chiunque mi dia qualche consiglio che funzioni, davvero però.

 

 

 

 

38 commenti su “Viaggiare con lo scambio casa

  1. ciao compagna,
    La verdura è una parte importante della mia cucina e non ho mai fornito un’alternativa. Tipo non ti piace quello che ho cucinato? Fantastico, non c’è altro, aspetta, oh wait, ci sono dolci e succose mele, che fortuna. Oppure, andiamo in spiaggia, uh, che fortuna, ho portato carote e cetrioli per idratarci con questo caldo.
    Il metodo finché erano piccole ci poteva stare, ma poi mi chiedo come continui a funzionare ora, che hanno 10 anni e che mangiano a scuola (dove il contorno viene ignorato da tutti i compagni di classe) o da mia madre (che se non mangi lo spinacio, ti propone la cotoletta). Però la verdura continuano a mangiarla, ma tipo che il mio vicino ci ha l’orto e due volte al giorno porta cesti di cetrioli i quali vengono divorati prima di raggiungere il frigo.
    Forse la fame atavica, non so.

    1. hello polly, uso questo sistema con i due più grandi – da che hanno l’età della ragione – ma con la piccolissima non funziona. ora devo trovare qualcosa di smart tipo camuffamento, sigh

  2. La settimana scorsa ho ritrovato il tuo blog, alla buon’ora dirai tu, non mi ero accorta che avevi cambiato indirizzo. Ogni tanto mi venivi in mente, chissà perché non scrive più, mi domandavo. Comunque ora vi ho ritrovato e mi fai morire dal ridere. Questa cosa del bidet è assurda, posso sopportare tutto, tranne l’assenza del bidè. Bisognerebbe fare un’inchiesta seria per farne capire l’utilità e che non siamo zozzoni, al contrario. Mi chiedo quale sia la percentuale di donne e uomini che hanno malattie intime, come fanno le donne con il ciclo, se sono soddisfatti della loro igiene intima. Si potrebbe anche aprire un mercato estero per i costruttori di bidet! Magari fare una campagna pubblicitaria mondiale sull’uso! Dico sul serio! Non scherzo. E’ questo il vero madeinitaly!
    Per quanto riguarda la frutta e la verdura, visto che tua la figlia la schifa, devi introdurla trasformata: polpette e hamburger, vegetariani e misti con la carne macinata anche le frittate sono ottime. Probabilmente dovrai frullare tutto in modo che scompaia qualunque traccia sospetta e passi l’ispezione dei csi. Mio nipote non mangiava le polpette che adorava se vedeva anche una piccolissima traccia di prezzemolo. Prova anche i , frullati e succhi, estratti. Scatena la fantasia e soprattutto non arrenderti di fronte ai probabili fallimenti. Buona fortuna

    1. sui bidet hai ragione anche se dai commenti sotto si evince che forse esportarli all’estero non avrebbe tanto successo. devo mettermi a raccogliere ricette di polpette. con i succhi ho provato e li vomita. riproverò.

  3. Io so rispondere solo a una domanda: frullo. Frullo tutto e ci condisco il carboidrato di turno. Sono abilissima ormai nel fare un pesto di zucchine, noci e tema di capra che spaccio per pesto vero. Lo stesso faccio con le altre verdure, mitigo il sapore con formaggio e frutta secca.
    Faccio se no tutto a forma di patatina e le cucino insieme alle patatine (al forno, nella nostra versione). A volte nella foga li frego, a volte no.
    Ultima chance: li prendo per fame. Se hanno fame sono disposti a mangiare tutto. Perciò se sono lunga con la cena, offro mela, pera, carota, finocchio, pomodorini come spezza fame. O quello o l’attesa. Di solito funziona. Anche questo dipende dal grado di fame che hanno.

    ps. mi consola molto leggere del Pupo, il mio a quasi 4 anni vive ogni giorno di più in un mondo fantastico. Il problema è che ora i suoi racconti sono sempre più veritieri e realistici perciò a volte fai davvero fatica a capire che sta viaggiando con la fantasia.

  4. Ammirazione per come riuscite ad organizzare viaggi così “originali” pur avendo i bimbi piccoli: immagino che la vacanza a Cervia all inclusive per voi sia da schifare come per la piccolissima le verdure…ammirazione e un po’ di invidia perché io quest’anno niente vacanze o quasi, Fatta eccezione per 4 giorni che mi appresto a passare in un posto che non nominerò in una formula che non nominerò perchè l’ho già nominata e un po’, ma solo un poco, me ne vergogno. mio figlio pure è allergico alle verdure , TUTTE.
    L’unico modo in cui riesco ad obbligarlo a mangiarle, non senza polemiche e fatica, è il passato di verdura che cerco di propinargli il più spesso possibile.però è dura , e negli anni mi rendo conto che mi sto un po’ rassegnando al suo essere carnivoro.del resto io ero uguale alla sua età (i primi pomodori in insalata li ho gustati a 30 anni) e ogni volta che mia mamma mi obbligava a mangiare spinaci o minestroni non capivo come potesse essere tanto crudele da sottopormi a una tale tortura.

    1. ah sì, brava! il passato di verdura! anche alla piccolissima piace.
      sulla formula da non nominare mi hai fatto morir dal ridere!

  5. La mia piccolissima, coetanea della tua, è una appassionata di verdure da quando era nella.mia pancia quindi non fa testo (ma tipo che la devo nascondere altrimenti è capace solo di mangiare 3 tipi di verdure e basta). Ai due più grandi la verdura spesso la propongo come antipasto quando iniziano a ronzare in cucina dicendo che hanno fame e quando si mangia… di solito funziona. Dopo aver già mangiato primo e secondo invece nn avendo fame è meno gradita

  6. Bidet bidet bidet!
    Qui in Francia stessa solfa e ci vengo ormai da dieci anni e ogni volta tocca fare un semicupio per rinfrescarsi un po’ là sotto e mi dico possibile che Carlà o Letitià quei cinque giorni al mese non sentano il bisogno di una lavativa aggiuntiva a parte la doccia quotidiana?
    E Laccio dov’è finito?

  7. Sono dieci anni ormai che vivo senza bidet, ahimè, e il mio sogno è comprare una casa dove poter rifare il bagno from scratch e metterci pure l’indimenticato sanitario. Però lasciate perdere le illusioni sul conquistare i mercati esteri coi bidet made in italy: qui non li vogliono proprio, non è che non li conoscono. Negli anni ottanta andavano di moda e infatti i miei suoceri ne avevano uno nel bagno di casa loro. Poi dopo qualche anno lo hanno TOLTO. Capite, non c’è speranza.

  8. Una volta, mentre cercavamo casa qui in Norvegia, ho parlato della questione bidet con un costruttore locale… Mi ha detto che negli anni 80-90 Andavano molto di moda anche qui, ma poi hanno smesso di installarli perché non capivano a cosa potessero servire. Dopo quell’affermazione ho preferito lasciar cadere la conversazione. Io pure sto progettando di rifare il bagno da 0 e di importarne uno dall’ Italia, che non li vendono nemmeno più!

  9. Sugo al pomodoro con dentro tanta carota o zucca, polpette di verdure cotte al forno o tortini o frittate, pasta zucchine e ricotta, finto gelato alla banana: tagliare a fette la banana, mettere nel surgelatore per un giorno , frullare con un normale frullino, il risultato è sorprendentemente cremoso…
    Vivo in Germania da un anno e mezzo e sono in salute anche senza bidet, gli strani alla fine siamo noi italiani visto che nel mondo lo usiamo solo noi, qui molti utilizzano salviette umide tipo quelle dei bambini ma gettabili nel WC, in “quei” giorni è predominante l’uso di assorbenti interni che fanno sentire meno l’esigenza di lavarsi, una doccia al giorno può bastare secondo me!!!

          1. Credo che il bidet sia una grande invenzione, ma ci vogliono generazioni per farlo diventare un oggetto familiare. è stato introdotto nella casa/b&b (in fase di ristrutturazione) della mamma del mio ex-fidanzato tedesco. E tolto (praticamente prima che finisse la fase di ristrutturazione) molto rapidamente, perché tutti i bambini dell’area europea esclusa l’Italia (e probabilmente molti adulti che scaricavano poi la colpa sui figli) lo interpretavano come “wc più basso”, con annessi problemi di scarico. Tema caldo per il Parlamento di Strasburgo

  10. Noi in Francia abbiamo risolto la mancanza del bidet comprando casa, ristrutturandola tutta e mettendocene uno in ogni bagno 😀
    Quando vivevo in Irlanda l’unica soluzione che avevo trovato era quella di togliere mutande e tutta la parte bassa e di lavarmi col doccino nella vasca: che gran sbattone!!
    Il tema del bidet è sempre cosi attuale che un corrispondente inglese che vive in terra italica ne ha fatto un articolo: non so se l’hai letto ma mi ha fatto tanto ridere!!
    http://www.bbc.com/news/magazine-26851005
    Sulla frutta e verdura non so proprio aiutarti, a me è andata di gran C e mio figlio ne è molto ghiotto, forse proverei anche io col metodo “o questa minestra o salti dalla finestra” aka “o magni o stai a secco”, ma ogni bambino ha il suo carattere e non so quanto possa essere efficace.
    In bocca al lupo!
    baci

  11. Bidet: avete già detto tutto sull’igiene, io ci aggiungo un altro carico da 90. Come fanno i bambini che abitano in case senza bidet a lavare i capelli alle bambole? Ultimamente da noi è molto in voga il gioco “lava i capelli di barbie” e se non avessimo il bidet:
    a) mia figlia sarebbe depressa a 3 anni
    oppure
    b) laverebbe i capelli di barbie nella vasca da bagno e io avrei la stanza inondata un giorno sì e l’altro pure

    Verdura: la Marghe da piccola mangiava tonnellate di pomodori, spesso insieme alle fragole. Poi è passata alle zucchine. Adesso siamo alle carote: insomma, si nutre di una verdura alla volta, finchè, immagino, le viene a noia. A volte, se ricattata, accetta di ruminare gli spinaci, ma ci mette talmente tanto che ci fa passare la voglia. Per fortuna ingerisce quintali di frutta, quindi un tot di vitamine comunque arriva a destinazione. Lunghissimo giro di parole per dire che non so come si faccia a tirar su bambini che mangiano la verdura volentieri, però se è venuto su grande, grosso e sano mio marito (noto avversario delle verdure) immagino che anche per la Piccolissima ci sia una chance.

    Baci!

  12. Mi sarebbe piaciuto moltissimo incontrarti a Londra. Peccato davvero. La prossima volta scrivitelo su twitter cosi’ capisco!

  13. ah Mo’ come sei moderna! nemmeno ci avevo pensato che si poteva fare una cosa del genere. la prossima volta lo scrivo, promesso!

    1. Comunque non avrei voluto disturbare che stavi con la famiglia, ma mi sarei fatta trovare a qualche tube stop (anche per l’autografo dei libri!!!)

  14. Il bidet è questione serissima. Io, che mi appresto a una transumanza da Londra a Barcellona, ho inserito “bidet” come parola chiave fondamentale di ricerca per l’appartamento spagnolo. Ma Londra mi mancherà tantissimo, cessi compresi.

    1. Ma magari :) No, a Londra non ho mai conosciuto nessuno che lo avesse. Neanche amici italiani che hanno una casa con 5 bagni. Speravo che a Barcellona fosse scontato trovarlo, e invece no.

  15. Situazione bidet in Germania: non pervenuti. 7 anni fa i miei hanno fatto installare il bidet in bagno (peccato che nel farlo ha dimenticato un tubo allentato e si e’ allagata la casa).
    Ad ogni modo, tutti i nostri amici italiani vengono ad ammirarlo come se fosse una reliquia :)

  16. polpette metà macinato di carne e met`a verdure miste tritate fini tipo: carote, cipolle, sedano, zucchina se c’ è, spezzone di zuccha. Trita fine, condisci con parmigiano e noce moscata, leghi con l’ uovo, pangrattato ad libidinem fino a che non si regge tutto insieme, soffriggo in poco olio, aggiungo passata di pomodoro, coperchio e cuocio a fuoco basse. Con una botta sola sugo, polpette e verdure

  17. Ciao!
    Per il bidet… Meno male che non sei andata in jap dove è incorporato al wc!
    Io unica esperienza lunga al’estero a Barcellona e lì c’era! !

    Invece adesso per me è fondamentale per far lavare le mani ai bimbi! Altro che capelli di barbie!.
    Sarà che mi ricordo ancora la sensazione sgradevole di manica bagnata fino al gomito (o sgocciolante fino al’ombelico) di quando avevo io 4 anni!

    Per le verdure:
    -Metà carne, metà melanzana, grana, mortadella, uova x legare e ti viene un polpettone da urlo (ti ho omesso il prezzemolo perché anche da tritato rimane verde)

    – risotti con verdure frullate. Già cosi migliora il gusto, ma se mimetizzi con zafferano o con salciccia o affettato a tua scelta dovresti non aver problemi

    – passato di verdure: da noi è stata galeotta una vacanza in Romagna in pensione con verdura dell’orto… E tanti tanti crostini.
    Per cui adesso il passato è un appuntamento fisso molto apprezzato , basta che ci siano taralli o crostini! E cosi abbiamo anche il brodo buono per fare il risotto!

    – polpettone ligure… Non so perché lo apprezza anche mio marito che odia i fagiolini!

    Di solito sotto forma di sugo o di polpetta passa tutto.

    Per la frutta invece non so… Per mia figlia l’unica buona è quella dell’asilo
    Per il piccolo invece avevo il problema di fargli mangiare altro… Che non si può vivere di sola banana o mela cotta. Per cui… Frutta secca tritata e farina di avena x rendere un po’ più nutriente il tutto.

    Ma lei all’asilo mangia frutta e verdura o no?
    Un abbraccio
    V

    1. Io invece devo ammettere che trovo l’idea del wc con incorporato il doccino per lavarsi non troppo stramba.
      Lo usavo all’ospedale dove ho avuto il mio primo figlio e l’ho trovato comodo. Ho ritrovato un marchingegno simile anche enll’alberghetto in montagna dove sono appena stata e non mi è dispiaciuto.

      Son gusti personali però!

  18. aaaaaaaah il bidet! Ho vissuto due anni in Svezia e quando tornavo a casa (parenti ed amici esclusi) due sole cose mi davano il sollievo: caffè al bar e bidet! La cosa che mi faceva più ridere è che al supermercato vendevano le salviettine intime con sopra la scritta: “perchè la carta igienica da sola non basta a tenersi puliti!”. E io rispondevo sempre che in effetti il bidet serviva a quello… Comunque lì e in tutti i posti bidet free ho risolto stando accovacciata nella doccia usando il doccino

  19. Ah, il bidet!!!
    Sto facendo un’esperienza di un anno a Copenaghen e mi manca da morire! I bagni danesi in generale, o forse, il mio in particolare, sono orridi. Il mio bagno è un metro quadrato senza finestra e riscaldamento, con un lavandino minuscolo, doccia senza piatto ( con conseguente allagamento costante, pensatemi coi calzini quest’inverno) WC e stop. Per lavare il culetto dei miei bimbi di 4 e 6 anni prendo il doccino e li sciaquo direttamente dal WC
    Ispirata da loro ho iniziato a farlo anche per il mio bidet, ma che nostalgia!!!
    Invece dissento sui bagni giapponesi che ricordo con amore!! Oltre al bidet hanno gli spruzzini incorporati nel WC, sapone, acqua e aria, tutto regolabile, a diversa intensitá e direzione e calore, e tavoletta riscaldata d’ inverno o all’occorrenza. Un vero lusso!!

  20. ecco!!! casomai possiamo parlare di questa orrida abitudine del nord europa dei bagni minuscoli SENZA RISCALDAMENTO e con la FINESTRA COSTANTEMENTE APERTA ANCHE IN INVERNO? ogni tanto mi chiedo se vadano in bagno senza spogliarsi…

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