Uscire la sera quando si hanno dei figli

Non è un paese per vecchi

(Sorella di Mike Delfino, anche detta Giàina): “Ma allora tu e Mike Delfino giovedì volete andarci, al cinema, oppure no? Aspettavo una tua telefonata di conferma ieri sera ma poi non ti ho più sentito. Se vi serve vi faccio da baby sitter, altrimenti esco con un’amica che avevo conosciuto nel 2003. Insomma, muoviti a farmelo sapere”.

(Io): “Sì, scusa Giàina, è vero, dovevo chiamarti, poi ieri sera sono crollata alle dieci, anche perché i vicini-amici della casa-cantiere mi hanno offerto sette milligrammi di rum della nota marca Pampero. E siccome, pensa un po’, proprio dal 2003 non bevo superalcolici, mi sono anche vagamente ubriacata”.
(Giàina): “Tra te e Mike Delfino mi fate ridere, entrambi alle 22 crollate… Vabbe’, riderò meno quando sarà il mio turno, comunque facciamo così: alle 19.30 circa sono lì, mangiamo qualcosa e poi voi ve ne andate e io me ne sto”.
La mia prima reazione è: evviva, finalmente un’occasione per uscire (escluso il viaggio a Parigi, l’ultima volta era stata il 20 agosto), poi il mio cervellino iperattivo inanella le seguenti considerazioni:
1) non facciamo in tempo ad andare al cinema al primo spettacolo, e il secondo inizia alle 22.30. La domanda è, come si fa a restare svegli fino a mezzanotte passata? Voi ci riuscite? Se sì, che sostanze assumete per restare in piedi il giorno dopo?
2) in effetti Mike Delfino vorrebbe portarmi a vedere “Drag me to hell”, davanti al quale immagino sia difficile cadere vittima di un colpo di sonno. La domanda in questo caso è, ma se guardo un horror fino a tarda ora, una volta tornata a casa come farò ad addormentarmi? Voi ci riuscite? Specifico che sono un tipo estremamente suggestionabile (l’anno scorso ho visto “Riflessi di paura”, poi per mesi ho evitato di guardarmi allo specchio perché ero sicura che prima o poi ne sarebbe uscita una creatura diabolica; ancora oggi non sono del tutto tranquilla). 
Mentre rifletto su queste difficoltà, ecco arrivare una mail di Giàina:
“Però ora che ci penso, sai che ho avuto quella crisi d’asma, se è una cosa virale non vorrei attaccare qualcosa ai Pupi, anche se comunque sono dotata di mascherina. O mi tengo a 1,5 metri di distanza da loro oppure la indosso, che dici?”
Dico che sono felicissima dei miei bambini ma che a volte, anche se so che è un’utopia, vorrei poter uscire senza programmarlo con otto settimane d’anticipo e senza incastrare orribilmente orari e persone in funzione di quel che devo fare. 
Che poi per un motivo o per l’altro, che sia la pandemia di suina o un semplice fatto di logistica estremamente sconveniente, finisce sempre che mi lascio sopraffare dalla stanchezza. Così rinuncio e resto nel cortile della casa-cantiere, tra betoniere e carriole, a fare quattro parole con i vicini-amici anch’essi orribilmente incastrati dai figli. Una volta su due, per giunta, nella penombra tendo a impantanarmi nel cemento fresco, azione cui preludono le imprecazioni degli operai la mattina dopo: “Ma  chi c***z* è lo scemo che ha camminato ancora qui sopra?”, esclamano i galantuomini nel chiarore dell’alba del nuovo giorno. 

21 commenti su “Uscire la sera quando si hanno dei figli

  1. Cara Paola, anche le mie uscite serali con il marito sono veramente poche (due-tre all’anno), e di Pupo ne ho uno solo! Il Pupo in questione, poi, è stato in vacanza con i nonni e senza di noi solo tre settimane in tutto in quattro anni e mezzo di vita (durante le quali invece di darci alla pazza gioia siamo stati preoccupatissimi, abbiamo dormito male, e abbiamo sentito terribilmente la sua mancanza).
    Circa un anno fa, prima che partisse per la sua prima vacanza senza mamma e papà, ho preteso che provasse a passare una notte a casa dei nonni, per vedere come la prendeva. E con l’occasione – wow!- avremmo fatto gli sposini per un intero fine settimana! Poco dopo aver consegnato il “pacchetto” mi sono accorta di aver perso le chiavi della macchina, quindi mio padre mi ha dovuto accompagnare a casa in modo che io recuperassi le chiavi di scorta, poi mi ha dovuto riportare dove avevo lasciato la macchina. Già non era stato un buon inizio, io e il maritino avevamo perso un bel po’ di tempoprezionso. Poi siamo andati in pizzeria. Invece del cinema, siamo dovuti tornare a casa presto perchè io, che da un paio di giorni avevo gli occhi gonfi, ho cominciato a far fatica a respirare e a sentirmi veramente stanca. La notte è stata molto asmatica e assai poco romantica. La mattina dopo avevo la faccia gonfia come un pallone e invece di accompagnarmi alla prevista passeggiata al parco mio marito mi ha dovuto portare al pronto soccorso. Lì mi hanno fatto due iniezioni (antistaminico e cortisone) e diagnosticato una reazione allergica a qualcosa di non bene identificato (ho scoperto dopo sei mesi che era colpa dei detersivi). Dopo questo fine settimana di follie, siamo andati a recuperare il figlio. Che poi in vacanza con i nonni ci è andato, ma a dormire a casa loro non è più tornato. Per scaramanzia!

  2. Anche a me capita a volte di volermi ritagliare dei momenti tutti miei ,per fortuna Matteo ha una nonna disponibile che lo tiene con sè un giorno alla settimana così ben volentieri glielo affido facendo lei felice e libera io di potermi dedicare a ciò che più desidero fare .

  3. Noi ci abbiamo provato una volta a liberarci una sera. Il compagno della mia vita mi lascia l’onore di accompagnare il figlio (allora unico) dalla nonna. Vado, dò le istruzioni e torno (tempo d’assenza: venti minuti – mezz’ora). Torno a casa e trovo il compagno che giace addormentato sul divano (saranno state le otto e un quarto!). Cerco di svegliarlo, mi bofonchia “siarrivosubito”. Decido di attenderlo vicina vicina a lui. E inesorabilmente mi addormento all’istante…
    Non ci abbiamo più riprovato. Nel frattempo i figli sono raddoppiati…

  4. Noi, sprovvisti di parenti-baby sitter, non usciamo insieme a cena da…no, non lo voglio sapere!!
    La scorsa settimana sono uscita (obbligata) a cena con dei colleghi dopo aver fatto addormentare il nano- che non dorme senza la sottoscritta-alle 21.30..giuro mi pareva Capodanno!
    vistodalei.splinder.com

  5. Ciao Paola!
    Noi abbiamo programmato un pomeriggio a teatro cone due mesi di anticipo (a novembre). Perchè pomeriggio? Perchè altrimenti anch’io la sera mi lascio sopraffare dalla stanchezza proprio come te…mi impigrisco, mi impatofolo e impiagiamo… e crollo!

  6. Io mi sa che faccio la figura della più sfigata di tutte: in 13 mesi di vita della Papera siamo usciti da soli due (dico due!!) volte ! E non è andata proprio benissimo! Ora come ora la sola organizzazione della cosa mi stressa quasi più del fatto di non uscire…
    @Sheireh: alle 22???? Ma tu sei una nottambula !

  7. Ciao Paola,
    seguo il tuo blog da un po’ (e avrò regalato il libro ad almeno 10 amiche), senza intervenire perchè mi pare di non aver mai nulla di particolare da aggiungere alle belle considerazioni delle/gli altri partecipanti. Ma stasera si è verificata una coincidenza di post inquietante. Vado sul blog di mom@twork e c’è uno spiritoso commento sulle divergenze di vedute fra amiche con/senza figli…Il parallelo con questa discussione mi è parso straordinariamente coincidente: c’è chi alle ventuno parte per iniziare la serata e chi poco dopo le 21 la conclude…Lo spartiacque sono sempre loro,i nani, naturalmente. Chi, come pure mia sorella, non ha mai avuto problemi di incastro organizzazione-logistica-stanchezza cronica-malattie improvvise quanto inopportune (mie, delle nane, della baby sitter, della nonna ecc…), non può nemmeno lontanamente immaginare cosa significhi, senza spocchia nè offesa per nessuno! Dice bene Giàina. “Vabbe’, riderò meno quando sarà il mio turno”… Giulia

  8. p.s. Naturalmente, se vi leggete la discussione da cui parte il commento di mom@twork (quella di lanterna), il discorso si sposta, focalizzando non tanto sugli orari, quanto sulle amicizie. Ma mi pareva significativa la divergenza assoluta di prospettiva che divide chi ha bambini da chi non li ha.Insomma, le “divergenze d’orario” poi non sono solo quelle d’orario…

  9. Questo post capita a fagiolo. Proprio ieri sera, il Vikingo e io ci siamo concessi uno spettacolo a teatro, dalle 19 alle 20.30, con l’aiuto babysitter di Zio Vikingo.
    Dovevamo rientrare in tempo per mettere a nanna il Mezzovikingo, che si addormenta di solito per le 21.
    Il figliolo ci ha puniti restando alzato bello fresco e pimpante fino alle 23.30!

  10. grazie care, siete sempre molto affettuose e solidali. piccolo aggiornamento, siamo effettivamente usciti, ma niente cinema (ovvio), solo una breve cenetta a 70 metri da casa e a letto alle 23…

  11. io supero il problema, esco con le amiche per andare al cinema, una volta alla settimana, mentre con marito poche volte all’anno ma sospirate e godute….

  12. io come valewanda, anzi, spesso al cinema ci vado pure da sola così evito di dover dire a qualcuno:” si ok, ma solo se lei si addormenta in tempo, lui non è malato, lei ha cenato, lui il giorno dopo va all’asilo e marte è in congiuznzione con venere”

    se e quando sono pronta vado e basta!!

  13. Come ti capisco…noi in 17 mesi e mezzo di vita del Pelloni siamo usciti due volte a cena, entrambe con Pelloni medesimo, e una volta al cinema, botta di vita. E’ una strada lunga e impervia, quella che porta alla reconquista delle proprie serate, e forse tra 15-16 anni ce la faremo di nuovo anche noi. Forza e coraggio.

  14. io ogni tanto, con organizzazione maniacale e driblando i sensi di colpa ce l’ho fatta…per una pizza con le amiche, per qualche serata a due con il mio maritino…ma il pensiero corre spesso, sempre a casa…

  15. Io e mio marito usciamo spesso con o senza pupe..preferibilmente dopo le 21 soli perchè la piccola ha 10 mesi ed è un po’ un casino x la pappà fuori casa..però mai cinema al secondo spettacolo!! solitamente le bimbe alle 20:30 dormono tutte beate e quindi per due orette viene la nostra vicina di casa a vedere la tele da noi e se usciamo non ci sentiamo per niente in colpa! :-) Quanto al sonno noi siamo in debito perenne da 4 anni ma comunque siamo abituati a non andare mai a letto prima delle 23..resistiamo ora che quando saremo vecchi ci riposeremo!

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