Una mi fa: non voglio soffrire

Continua la saga degli homeless di Forte dei Marmi, e intanto

Da quando Elisabetta Gregoraci è diventata mamma avverto, come tutte voi, un senso di identificazione profonda con le sue vicende e gli orribili disagi che ha vissuto a partire dal sequestro dello yacht Force Blue, lo scorso 21 maggio, per una vicenda di contrabbando ed evasione fiscale. Ricorderete le urla disperate di Elisabetta: “Il piccolo Nathan Falco non è più sereno, sente la mancanza della sua cameretta bianca, dei suoi spazi, che lo hanno protetto fin dai primi giorni”.
Alcuni avevano pensato di organizzare una colletta per il povero bambino, altri hanno lanciato su Facebook la campagna “dona anche tu 1 euro per ricomprare lo yacht a Briatore”, anche se proprio nelle ultime ore si è scoperto che Flavio, consorte e pupo – anche noti come “gli homeless di Forte dei Marmi” – hanno trovato riparo sul Force Blue One, una barchetta di poche decine di metri che può parzialmente lenire il loro dolore.
Elisabetta mi è venuta in mente anche perché nei giorni scorsi ho visto sulle solite riviste di gossip le sue foto: niente più pancia, forma perfetta, con la provocatoria didascalia “Non faccio mai ginnastica, solo un po’ di yoga e di yogurt”, e ho pensato che del resto ci sarà pure un motivo se lei ha trovato un bravo marito come Briatore e noi invece no. E poi, mi è venuta in mente perché ha scelto di partorire col cesareo, proprio come quella ragazza che, incinta al sesto mese, l’altro giorno mi ha detto: “Lo faccio anch’io, perché non voglio soffrire”.

Che in effetti il cesareo lì per lì non lo senti, solo la vaga impressione che qualcuno ti stia frugando nella pancia ma – mi dice chi ci è passata – nei giorni successivi qualche problemuccio te lo dà. E i bimbi che vengono al mondo col parto naturale respirano meglio, da subito.
E… la ragazza dell’altro giorno mi ha fatto impressione soprattutto perché dopo il “non voglio soffrire” mi ha anche spiegato che dopo il cesareo sei – scusate – più o meno una verginella, se capite cosa intendo, mentre una che da lì fa passare un bambino diventa “certamente meno interessante” (parole sue) per il compagno/marito.
Ecco un elemento che non avevo mai considerato. Vedi che non si finisce mai di imparare? Ma voi, a questo ci avevate mai pensato? E la Gregoraci? Chissà.

61 commenti su “Una mi fa: non voglio soffrire

  1. Io devo ammettere che ci avevo pensato alla storia del “verginella” ma poi ho avuto i seguenti due incontri:

    uno è con Giuliana Musso e il suo meraviglioso spettacolo “Nati in casa”, in cui spiega, in maniera ironica perchè scegliere il parto naturale a quello cesareo (soprattutto in caso di non complicazioni) e perchè questa scelta vada un pò contro il “consumismo”

    il secondo incontro l’ho avuto con una mia collega simpaticissima a cui ho proprio chiesto “ma dopo il parto, non ti si slabbra tutta?” e lei gongolando come una bimba mi ha risposto “Teo dice che è pure più stretta di prima, vai a sapere che avrò fatto i muscoli”

    E comunque povero Nathan Falco. Con un nome così sembra un personaggio mitologico a metà tra pesce e uccello… tutto suo padre insomma!

    (a me la Gregoraci non piace, sarà pure magra e tutto il resto ma c’ha una bocca da viale Zara! :D)

  2. Incredibile! e pensare che madre natura sta sbagliando da millenni! è proprio una pasticciona! per fortuna ci sono le nuove paladine dell’ordine naturale delle cose pronte a sistemare tutto! E se qualcuno vede la Gregoracci,non è che le chiede che marca di yogurth usa? no, perchè io ne mangio, ma i miei chili post gravidanza sono ancora tutti lì!

  3. allora cara, io ho partorito le gemelle tramite tc e blondie tramite parto vaginale, e ti assicuro che ho sofferto moooolto di più per il cesareo. vabbè, ci sono state delle complicanze che non è detto capitino anche a ELY briatore, però il senso di estraneità che provi a vedere tuo figlio dopo ore…bè, non ve lo raccomando.
    detto questo, ti confermo che il padre delle mie figlie ha confessato di essere rimasto scioccato quando l’ostetrica gli ha detto “papà, guarda i capelli biondi di carolina”…inutile dire che i capelli biondi si trovavano…ehm…spuntanti dalle mie viscere. però insomma, di qui a dire che ho perso la verginità con il parto…

  4. mai sentito parlare di esercizi per tonificare i muscoli vaginali? sono utili sia prima che dopo il parto e faranno felici i vostri compagni. un po’ meno lo speculum della ginecologa che rischia di rompersi (marò che imbarazzo).

  5. Idem come polly, anch’io sono stata male molto ma molto di più dopo il cesareo, che dopo il parto naturale.
    Oltretutto il cesareo mi ha lasciato il bruttissimo scalino sotto la pancia, mentre col naturale ero tornata in forma perfetta.

  6. Confesso con grande ingenuità che non avevo mai preso in considerazione questo aspetto…ma può essere che la più scaltra Lady Briatore abbia pensato alle sue performance sessuali post partum.
    In ogni caso molte amiche/conoscenti che hanno partorito con il cesareo mi hanno parlato di dolorosi postumi e per questo non rimpiango il parto naturale…

  7. beh…qualche dubbio che qualcosa potesse cambiare io ce l’avevo… ma forse la storia dei muscoletti o cos’altro è vera… è meglio di prima sia per me che per lui!

  8. senti un po’, ma se ti danno i punti dopo il parto naturale( come a me e tante altre )in che categoria rientri? in quelle ancora un po’ verginelle o nell’ altra???

    … paola

  9. I tuoi post sono sempre uno spasso!
    premetto che per me sono passati tanti anni dal primo parto (24) cesareo ma non programmato, nooo!! dopo 8 ore di travaglio indotto e il parto che non si apriva, il bimbo che aveva qualche problemino…. uno stress insomma. Stress che è aumentato a dismisura perchè mi hanno fatto l’anestesia generale e io dopo avevo dolori e un sonno infinito, così quando sono arrivati tutti i parenti in visita non facevano altro che dirmi quanto era bello il mio bambino, che avevano appena visto al nido, E IO NON LO AVEVO ANCORA VISTO! questa cosa è stata un incubo per anni per me. Così ho aspettato ben 8 anni prima di fare il secondo figlio, che è una figlia :), nata col parto naturale dopo un travaglio di 3 ore circa… una meraviglia! E… per quell’altra faccenda io non so, prima cesareo poi punti, non ho l’esperienza da verginella, ma va bene così ti assicuro!!
    baci Sara

  10. Questo argomento, sul mio blog ha scatenato la guerra!!!
    Io penso che il cesareo sia un intervento salvavita di mamme e bimbo. Da destinarsi a quando ci sono impreviste condizioni che non permettono un parto naturale.
    Anche la mia riflessione è partita da un colloquio con una mia amica.
    http://bismama.blogspot.com/2010/07/occhi-chiusi.html
    Tu cosa ne pensi?
    Io penso che scegliere il cesareo perchè si risparmia il dolore è una gran cazzata (scusa il francesismo). Il dolore c’è lo stesso. Non durante ma dopo. E poi sto fatto della verginella mi lascia sconvolta. Mia nonna ne ha partoriti 7 dal buco giusto. A questo punto invece degli ovuli vaginali -secondo la teoria della tua amica – poteva usare gli sciroppi con tutta la bottiglia….va la va la LOL

  11. io ci avevo pensato proprio subito dopo il parto. sarà stato il fastidio/dolore dei punti (leggi episiotomia), ma sentivo di avere un’enorme presa d’aria là sotto. ora posso assicurare che è tutto tornato alla normalità. però ho fatto un figlio solo. 😉
    mammasidiventa.ilcannocchiale.it

  12. penso anche io che il cesareo andrebbe destinato a situazioni in cui partorire naturalmente è difficile se non impossibile. in questa categoria ci faccio rientrare il terrore di alcune future mamme: ne ho conosciuta una che davvero era in preda al panico, e viveva la situazione così male che il parto naturale le faceva venire gli incubi. peraltro poi ha fatto il cesareo rifiutandosi, in seguito, di prendere gli antidolorifici “perché voleva punirsi” (parole sue) per non aver saputo affrontare la cosa. come al solito, credo che la cosa davvero importante sia che le donne possano essere informate e rassicurate: troppo spesso ginecologi compiacenti dicono “signora, faccia il cesareo, che è una passeggiata” mentre non è proprio così.
    poi certo la teoria della mia amica mi ha lasciato di stucco. magari su questo specifico tema c’ha pure ragione… anche se come alcune di voi hanno detto gli esercizi di kegel fanno miracoli (ad avere la costanza di farli) (ne parleremo in un altro post)

  13. Nell’ospedale dove ho partorito (che dovrebbe essere di livello eccellente) il cesareo lo fanno SOLO se necessario. Ne so qualcosa io che ho avuto un parto indotto con un travaglio di 12 ore in cui non c’era la minima dilatazione e urlavo implorando il cesareo… niente da fare! Poi per fortuna il pupo ha deciso di nascere e così ho goduto della gioia di questa esperienza da brivido che è il parto naturale.

    Quanto alla Gregoraci, scusate, ma lei si preoccupa della verginità post partum? Ma perché, prima ce l’aveva stretta stretta? Non so come ma avevo immaginato che ci fosse passata tanta di quella gente da lì…
    😉

  14. Io ho dovuto fare il cesareo d’urgenzaa in piena notte perchè sono entrata in un travaglio velocissimo e Daniel era podalico, per velocizzare mi hanno fatto l’anestesia totale. Devo dire che particolari dolori post-operatori non ne ho avuti, ma la cosa che mi ha devastata è stata la componente psicologica: in sostanza otto mesi di trepidante attesa, di preparazione psicologica al parto ecc. si sono risolti con una cosa tipo vado a dormire la sera con il pancione e mi sveglio la mattina senza, con qualcuno che grida “Sorpresa!! Mentre dormivi è nato!!!” Me lo sono perso capite? Mi hanno portato un bambino che potevano aver preso ovunque. Mi è veramente mancato qualcosa, è come se qualcosa non fosse scattato e sono convinta che questo abbia contribuito in modo importante al non avere avuto il latte.
    LaDistratta

  15. Oddio per recuperare gli antichi ARDORI un po’ dopo il parto naturale con punti&Co effettivamente ce n’è voluto, ma che dire…qualcosa morfologicamente deve essere cambiato perche “Tutto” poi è stato pure MEGLIO 😉

    Un abbraccio e se passi da me, c’è un pensiero dedicato a TE!

  16. Ehi,giungo in ritardo, come sempre. Credo, da cesarizzata a fine di un travaglio infinito quanto più o meno inutile, che questa opzione non vada scelta a casaccio o per continuare a stappare le bottiglie con la Gina (lava-gina) quanto per necessità, di madre, o figlio, dato che comunque è un intervento, ti becchi un’anestesia, un fracco di farmaci,eogni cosa ha un suo rischio intrinseco.
    Detto questo,io che l’ho fatto, sinceramente non ricordo un gran dolore. Ilprimo giorno 3 volte ho richiesto la flebo di antidolorifico, e a metà della bottiglietta già godevo e mi rialzavo in piedi. Ilsecondo giorno, due bustinelle di banale antidolorifico tipo quello che prendi per il ciclo, e via.
    Certo, beh,io adesso le bottiglie le posso ancora stappare…come la grego! Però al suo contrario continuo ad essere chiatta (forse perchè gli unici yogurt che mangio son quelli iper calorici con panna, creme, pezzi di cioccolato,etc?)

  17. donne! un po’ di rispetto per la famiglia briatore sostengono che “si fa del gossip sulle disgrazie degli altri”..porelllliiiii.
    Io personalemente non sapevo che si potesse scegliere su come partorire. La natura dovrebbe dettare legge! Io ho dovuto fare il cesareo perchè podalica la prima figlia e dopo tre anni nonstante essere arrivata in ospedale con quasi 7cm di dilatazione mi hanno negato il parto naturale! sic! Per la forma fisica: sono ancora un cilindretto!! ma almeno io lo yogurt lo mangio solo con la panna e il gelato!

  18. Una cosa che mi hanno detot sul cesareo al corso preparto è che non lo puoi richiedere se puoi affrontare benissimo un parto naturale. Le donne che pur potendo affrontare un parto vanno al cesareo sono le così dette ” madri non collaborative” cioè quelle che per gravi problemi psichici non vogliono partorire. Una donna sana fisicamente e mentalmente che richieda il cesareo e lo ottenga viene segnalata comunque ai servizi sociali. Credo che la tizia che conosci debba informarsi per bene sulla questione e scegliere se affrontare un bel parto naturale con epidurale se non vuole soffrire, o sperare (rabbrividisco solo all’idea!)in qualche complicazione che la conducano al cesareo.
    Personalmente per “il passaggio da là sotto” non credo sia la vagina ad essere la parte ” attraente” di una donna. E comunque a meno che il suo compagno/marito non sia un micropenieno che rischia di perdersi in un posto naturalmente più accogliente diventa comunque interessante. E poi diciamocelo: non c’è solo il “metti dentro, tira fuori” c’è tanto altro che conduce a certi piaceri e complicità. se serve le dò qualche ripetizione

  19. ciao tutte, ho pedinato questo blog da bismama. ho riso come una matta leggendo della gregoraci che mi ricorda parecchio la gelmini, anche lei cesareo elettivo e qualche parola di troppo sui ‘sacrifici’ della madre…
    ma insomma…

    rimango perplessa invece leggendo l’ultimo commento sulle madri non collaborative, perche’ mi sembra la mazzata finale per le donne che affrontano un travaglio magari indotto che dura 12-24 ore, non si dilata nulla, e vengono pure colpevolizzate perche’ c’e’ una corrente di pensiero che dice che hanno psicologicamente boicottato il travaglio.

    vorrei segnalare il blog che ho aperto sul parto, che e’ pensato come uno spazio aperto a tutte, per tutte le esperienze, anonimo e senza (auto)censure. se vi va, mandatemi il vostro racconto

  20. ohh quante cose si imparano..bè di qualcosa farei pure a meno.
    Io ho partorito due gemelli con parto cesareo, non erano in posizione e non ho riportato problemi, una passeggiata a mio dire ma comunque non ho mai pensato al problema “patata” e a meno dolore, ho pensato solo alla cosa giusta da fare….ma con tutte le cose a cui deve pensare la “povera ” Elisabetta ..bè lasciamo perdere…certo poi sentire queste cose da una mamma “normale” ti fanno un pò effetto..

  21. Buongiorno, è la prima volta che scrivo al tuo blog Paola, pur avendolo sempre letto con gusto ed estremo apprezzamento.

    In questo caso mi sono venuti i capelli dritti dopo aver letto con quanta superficialità, pochezza e arroganza viene giudicato chi SCEGLIE il cesareo.

    Io ho scelto il cesareo pur essendo fisicamente sana, non avendo “gravi problemi psichici” e incredibilmente senza neppure essere stata segnalata ai servizi sociali!

    Sono infinitamente grata al medico illuminato che, dopo avermi informata dei rischi di un intervento chirurgico e di una anestesia spinale, mi ha dato la possibilità di scegliere ciò che da sempre ritenevo giusto per me e il mio bambino.

    Ho avuto anche la fortuna di avere un cesareo dagli esiti non particolarmente dolorosi … perlomeno non più di quelli della mia compagna di stanza (partoriente naturale) che a causa delle lacerazioni e dei punti di sutura non ha potuto camminare per due giorni! Naturalmente so benissimo che un sacco di donne escono dalla sala parto con le proprie gambe e non hanno problemi di recupero. Tra le cesarizzate di cui ho sentito i racconti credo comunque di potermi ritenere molto fortunata perchè quasi da subito sono riuscita a prendermi cura autonomamente del mio piccolino.

    Non mi ha mai convinta tutta questa mitizzazione del parto come momento di svolta, rinascita, catarsi ecc. E mi sono sempre chiesta perchè sia obbligatorio soffrire in un modo che io reputo inaccettabile quando l’alternativa c’è. Aletranativa che, peraltro, nonostante non se ne parli mai, mette in una condizione di maggiore sicurezza il nascituro perchè diciamocelo francamente, se per la madre c’è un rischio intrinseco nell’intervento, per il bambino il rischio di complicazioni è decisamente più basso nel caso di un cesareo (quanti traumi da parto ancora oggi!).

    Per quanto mi riguarda ciò che stravolge la vita è un figlio, indipendentemente da come esce dal nostro corpo. Non mi sento di essermi persa nulla e con questo sia chiaro non intendo sminuire ciò che dai racconti delle madri partorienti si evince essere una esperienza forte, potente, di dolore e gioia pura, racconti che anzi mi commuovono sempre.

    Io non giudico la mia scelta la migliore o quella giusta, solo adatta a me ed evidentemente diversa dalla vostra, così come le vostre saranno per molti aspetti diverse tra loro.

    Non erigetevi vi prego a vestali della “normalità”, del “giusto”, del “naturale”.
    E’ facile sparare sulla Gregoraci o sulla ragazza che voleva conservarsi verginella ma non è sempre tutto o bianco o nero: ci sono persone intelligenti – forse addirittura a par vostro! – che semplicemente valutano percorsi diversi.

    Libere di criticarle, figuriamoci, il confronto, anche duro, è spesso stimolo per la crescita e per la consapevolezza … non però di BANALIZZARLI in modo anche offensivo.

    Grazie Paola dello spazio e a tutte dell’attenzione.

  22. ciao ultima anonima che non ti sei firmata (ma credo sia una svista!) e grazie per il tuo intervento. sono contenta che tu frequenti questo blog e che lo reputi un luogo libero e intelligente. però attenzione: mi sono riletta gli interventi e mi pare che il senso complessivo non sia “criminali voi che partorite col cesareo”, ma “occorre informazione anche su questo argomento”. mamma pellona, che è intervenuta poco sopra, è un’anestesista e ho parlato tantissimo con lei di questi e altri argomenti: magari vorrà intervenire di nuovo e ci dirà la sua anche dal punto di vista scientifico. per quel che ne so – e credo abbastanza – non è vero che il cesareo è più sicuro per i bambini, anzi, al contrario; mi domando da dove ti derivi quest’informazione perché non mi pare corretta.
    quando, sopra, dicevo che SECONDO ME il cesareo andrebbe riservato alle donne che hanno difficoltà a partorire naturalmente, difficoltà fisiche e anche psicologiche, non intendevo dire “pazze” o “deboli”, e credo che nessuna abbia in mente questo. per esempio io sono in difficoltà psicologica quando devo prendere un aereo, e anche a fare un mucchio di altre cose (ognuna ha i suoi limiti). aggiungo anche che sul cesareo c’è spesso tanta disinformazione; moltissime donne vengono incoraggiate a farlo perché, come saprai, un cesareo significa più soldi per l’ospedale che lo pratica.
    infine per rispondere al dubbio di qualcuna sopra: ci sono certamente ospedali in italia in cui è possibile richiedere il “cesareo d’elezione”. nessuna donna viene per questo segnalata ai servizi sociali, e non credo proprio che venga catalogata come con “gravi problemi psichici”, e ci mancherebbe anche.

  23. @ Paola: ho letto i commenti dopo il mio intervento riguardo al cesareo. Ho semplicemente riportato ciò che mi è stato detto al corso preparto l’anno scorso, non me lo sono inventata. Se volete maggiori delucidazioni su “madri non collaborative” e “segnalazioni ai servizi sociali” in merito al cesareo potete contattare direttamente la maternità dell’ospedale di Lodi.

  24. Ciao Paola, grazie per la solerte e garbata risposta.

    Per quanto mi riguarda ho partorito in un ospedale pubblico del nord italia dove il cesareo non viene assolutamente incentivato, anzi! Diciamo che ho dovuto portare avanti la mia ferma convinzione con particolare caparbietà: in pratica ho rotto i co…..ni fino allo stremo al ginecologo che si è così convinto della mia irremovibile posizione e ha acconsentito, informandomi dei rischi e delle modalità.

    Rischi che mi sono sentita di assumere in ragione del fatto il cesareo abbia rappresentato per me, da che il discorso figli mi ha accarezzato, l’unica strada percorribile.

    Non so se si possa trattare di una vera e propria difficoltà psicologica: nel caso lo sia è un po’ contorta.

    Ti spiego: io la vivo come una forma di affermazione del mio status di donna del XXI secolo. E anche come un affrancamento dal retaggio cattolico e maschilista del “partorire con dolore” che in modo più o meno strisciante ammorba la nostra cultura.
    Quando mi si dice che si partorisce così perchè “è la natura”, “è così da che esiste il genere umano”, mi viene un moto di irritazione: la natura faceva ben morire i nostri avi per una infezione? le abbiamo lasciato fare il suo corso o abbiamo scoperto e imparato ad usare la penicillina?

    Ritenere il parto doloroso una ineluttabilità della condizione femminile mi atterrisce.

    Non sarei così estremista sull’argomento se le strutture pubbliche usassero come prassi consolidata quella della analgesia. Ma ancora oggi per avere una epidurale o hai la fortuna di trovare – nelle strutture che la prevedano – un anestesista casualmente di turno e allora guai a partorire di notte o nei week end
    o ti paghi il servizio (dalle mie parti si viaggia sui 600 euro).

    Io non farei comunque un parto nemmeno con l’epidurale ma mi preme che passi un diritto così elementare e fondamentale come quello di una donna che voglia vedersi alleviato un dolore come quello del parto.

    Non è che perchè le donne dalla notte dei tempi partoriscono come gli altri mammiferi, questa sia l’unica cosa buona e giusta.

    Che diamine al giorno d’oggi manco un dente ci si fa più togliere senza l’anestesia!

    Ad ogni modo la mia convizione sul minore rischio per il nascituro in caso di cesareo non è supportata da nessuna evidenza scientifica documentabile, forse un po’ semplicisticamente mi guardo attorno e parlo con persone un po’ più addentro di me a certe casistiche, come mia sorella che durante la specializzazione per l’insegnamento e formazione di alunni diversamente abili, ha avuto modo di apprendere quanti e quali casi di disabilità ancora oggi siano imputabili a tramuni da parto (naturale).

    Non salgo però su alcun pulpito perchè vi assicuro non ne ho gli strumenti, ho sempre e solo cercato di farmi un’idea su ciò che ho letto e ascoltato negli anni sull’argomento in base alle mie capacità critiche e alla mia capacità di guardare il mondo con occhi ritengo abbastanza disillusi, se vorrete quindi confutare le mie convinzioni con qualche dato sarò ben lieta di cambiare idea.

    Sonia

    p.s. prometto che tornerò a postare qualche argomento più “frivolo” perchè vi assicuro che, a parte su certi argomenti dove prendo delle posizioni e un tono tali da risultare simpatica “come la sabbia nelle mutando”, sono anche una personcina piuttosto divertente!

  25. io penso che parto naturale o cesareo, il corpo cambia con gli anni, perciò se anche un lobo di un orecchio si allunga in età avanzata anche qualcos’ altro cambierà;perciò chi decide per un cesareo perchè ha timore di “rovinarsi” c’è il tempo che non perdona nessuno .Ora che ci penso ci sono anche dei piccoli interventi se propio una ci tiene e si ritorna diciottenni,o forse è meglio dire al giorno d’ oggi dodicenni.ciao Paola

  26. @Sonia il tuo commento mi ha colpito per la sua pragmaticità ed il modo garbato con cui hai espresso le tue idee fuori dal coro.
    Mi ha dato modo di riflettere sull’argomento come probabilmente non avevo mai fatto.
    Dal momento che sono rimasta incinta ho pensato che avrei partorito naturalmente, senza pensare ad eventuali ripercussioni sulla mia vita sessuale post partum e senza mai prendere in considerazione l’ipotesi di un cesareo “programmato” (ho sempre pensato al ceseareo solo come soluzionene in caso di complicanze improvvise)
    L’idea di affrontare un’anestesia mi terrorizzava davvero molto (nonostante fossi del tutto consapevole che anche un parto naturale non fosse una passeggiata), inoltre ho sempre creduto che la piccola nascendo naturalmente avrebbe sofferto di meno ed infine ero convinto che il parto naturale mi avrebbe permesso una ripresa, dal punto di vista fisico, più veloce e meno dolorosa (e così è stato per mia fortuna).
    Ho vissuto i terribili ed estenuanti dolori del travaglio, tirando fuori una grinta che non sapevo di avere, pensando che tutto quel male tremendo non era fine a se stesso ma a generare una vita, a far nascere la mia bambina.
    Il parto mi ha fatto sentire ineluttabilmente donna, un essere unico e davvero speciale.
    Questo è il mio punto di vista e sono davvero contenta di aver avuto a disposizione questo spazio per conoscerne altri!

  27. @Sonia
    Sono davvero colpita da quello che dici e da come lo dici. Con grandissima onestà e precisione, tanto che mi viene da pensare che devi essere un tipo niente male!
    😉
    Ho un’opinione diversa dalla tua, ma forse non così tanto. Nel senso che anche io trovo aberrante l’idea che si debba partorire con dolore perché così è e punto.
    Una validissima alternativa è la peridurale, che nell’ospedale della mia città fanno regolarmente a chi la richieda (parlavo appunto di un reparto di eccellenza!).
    Ma come ognuna di noi posso portarti solo la mia esperienza: ho subito (non trovo altri termini) un parto indotto causa diabete gestazionale. Significa che dal primo istante partono delle contrazioni dolorosissime come a fine parto, peccato non ci sia la minima dilatazione e si va avanti così per ore.
    Alle prime urla si affaccia il ginecologo che non ci pensa due volte a chiamare l’anestesista per la peridurale (o epidurale che dir si voglia).
    Erano forse le 11 del mattino. Il dolore è sedato e per due ore ritorno a respirare.
    L’effetto dell’anestesia passa in fretta e nonostante 4 altre dosi di analgesico, non ho sentito che dolore (in compenso mi si è addormentata una gamba e se non fosse un po’ tragico verrebbe da ridere).
    Morale della mia favola (che poi finisce bene, il pupo si decide a nascere, il passaggio in sala parto è bellissimo, l’emozione, il pianto, eccetera eccetera)… non sempre si può programmare tutto.
    Detto questo sicuramente al prossimo parto (speriamo di avere un altro figlio!) sceglierò nuovamente questo ospedale e la peridurale, ma so anche che nessuno può assicurarmi che farà effetto al 100%.

    Tu hai scelto il cesareo con una motivazione che non posso non condividere, anche se io ho scelto una strada diversa.
    Io non ho scelto il cesareo perché qui non me lo avrebbero mai fatto e anche perché per me (e solo per me) avrebbe significato soprattutto voler avere il controllo su tutto, proprio nel momento in cui si ha meno controllo che mai e la vita decide al posto nostro.
    Io non avevo fatto l’amniocentesi proprio perché non volevo avere il controllo totale su tutto (oltre che per evidenti rischi di aborto). Non ho voluto sapere il sesso del mio bambino perché è un’emozione impagabile saperlo alla nascita.
    Ma questa è solo la MIA strada.

    Cara Sonia, sono sicura che ci siamo capite!

  28. ah ragazze, ho un moto d’orgoglio per l’intelligenza con cui esponete le vostre idee e per il senso di rispetto che traspare da quel che scrivete. siete fantastiche, sul serio!

  29. Ciao a tutte, scrivo per sostenere quanto ha detto Anonimo-Sonia sui minori rischi per il nascituro con il parto cesareo.
    Io ho fatto un parto cesareo programmato, per due motivi: 1) avevo più di 40 anni e quindi il parto si prospettava un po’ meno facile che per una donna più giovane.
    2) Ma soprattutto, perché la mia era quella che viene considerata dai medici “gravidanza preziosa”. Nel senso che prima della mia stupenda bambina avevo già avuto 5 aborti nei primi mesi di gravidanza (tre con intervento chirurgico) e con ogni probabilità altre gravidanze sarebbero finite allo stesso modo (infatti, ho avuto un altro aborto due anni fa).
    Questo non significa che avrei avuto necessariamente un parto difficile. Solo che, potendo ridurre un rischio su una gravidanza già di per sé “miracolosa”, io e il mio medico abbiamo deciso di fare il possibile.
    La scelta del cesareo, infatti, dal punto di vista dei medici, è davvero la più sicura per il bambino. Quali traumi da parto ci possono essere se il travaglio non c’è? E aggiungo, mia figlia non ha avuto alcun problema respiratorio, mentre so di molti bimbi che proprio per la mancanza di ossigeno durante travagli particolarmente lunghi i problemi li hanno avuti, eccome. Non so, forse bisognerebbe confrontare le statistiche degli ospedali…
    In ogni caso, trattandosi di chirurgia le complicazioni del cesareo ovviamente ci sono, ma sono tutte per la madre. E ovviamente nella mia situazione (e sottolineo nella MIA situazione, una donna senza preoccupazioni particolari faccia come meglio si sente e la consigli il suo medico) è andata benissimo così.
    Un bacione
    I.

  30. Io ho partorito col cesareo, purtroppo non per mia volontà. Mi sono però fatta anche la mia buona parte di travaglio, dalle 4 di notte alle 4 del pomeriggio successivo…poi si è bloccato tutto. Comunque il post partum non è una passeggiata col cesareo, soprattutto quando ti lasciano su una sedia scomodissima con un bambino da allattare e tu che non hai più addominali non ce la fai nemmeno a tirarti su per te…figurati con un bimbo che sai a malapena tenere in braccio!
    A me è dispiaciuto molto non poter partorire naturalmente soprattutto perché ho il cruccio costante che il rapporto con mio figlio (dal punto di vista empatico per dire così…a pelle insomma!) ne abbia risentito.
    Rispetto comunque tutte le scelte a riguardo.Ciao Katy.

  31. Posso dire che nonostante il dolore il parto è anche un immenso sfogo per una donna? può essere non condivisibile ma io l’ho vissuto tutte e due le volte senza epidurale ed anche se naturalmente non è una passeggiata, esattamente un secondo dopo la nascita delle mie bamnbine mi sono sentita forte come un toro e grande, sfacciatamente grande. Non voglio dire la mia a tutti i costi sul cesareo anche perchè se viviamo in democrazia ognuna è libera di scegliere come meglio crede per se stessa e per i propri figli, dico solo che l’esperienza del parto naturale io non la cambierei con nessuna al mondo,anche indolore. E non è giusto comunque tirare per il colletto chi quell’esperienza ha paura di affrontarla,magari dopo scopre di avere più forza di quella che immaginava.Ognuna dovrebbe scegliere in base al proprio istinto , e naturalmente alle possibilità.

  32. è da tanto che leggo il tuo blog, da prima di aprire il mio blog, l’ho sempre trovato simpaticissimo e perciò se passi dalle mie parti e se lo accetti c’è un premio per te e il tuo blog.

  33. Se dovessi descrivere il mio parto, avvenuto 14 mesi fa, la prima parola che mi viene in mente è: potenza.

    Mi sono sentita potente, forte, al mio posto, totalmente presente nel qui ed ora, come forse non mi era mai capitato.

    A differenza di Sonia e di tante altre non ho mai pensato al cesareo e all’epidurale: ho deciso per il parto a casa con la presenza delle due ostetriche (che mi avevano seguita per tutto il corso della gravidanza) e del mio compagno.
    Mia figlia è nata alle 22,40 e a mezzanotte e mezza dormivano tutti e tre nel lettone con la nostra bimba nel mezzo.

    Sono fermamente convinta che, nel XXIesimo secolo, sia un diritto imprescindibile per ogni donna poter decidere di partorire dove e come vuole e sogno una società in cui le donne vengano puntualmente informate su tutte le possibilità oggi a disposizione: un’epidurale, un cesareo programmato, un parto a casa o un parto in casa maternità.
    Purtroppo le ultime due opzioni vengono scarsamente pubblicizzate dalle strutture pubbliche e molti operatori, così come molte donne, pensano che queste modalità siano impraticabili o addirittura illegali.

    Ci tengo a confrontarmi con @Sonia su un punto.
    Mi ha colpito molto il punto del tuo secondo post in cui dici “io la vivo come una forma di affermazione del mio status di donna del XXI secolo. E anche come un affrancamento dal retaggio cattolico e maschilista del “partorire con dolore” che in modo più o meno strisciante ammorba la nostra cultura.”
    Mi ha colpito perché quando ho deciso di partorire a casa sono stata spinta anche da questo tipo di motivazioni: per me partorie a casa era un affrancamento da quella società maschilista che fa del medico colui che “ti fa partorire” e che vede la donna come incapace, inadeguata, inetta.

    Ora mi rendo conto che quelle motivazioni per me non sono più valide: sono motivazioni ideologiche che in gravidanza mi hanno spesso portata ad essere reattiva, rabbiosa e rancorosa nei confronti di quel “mondo” che stavo in qualche modo “combattendo”.
    Oggi – dopo il parto e la nuova vita con mia figlia – vorrei che le mi scelte fossero dettate da spinte diverse: più personali, concrete, femminili.

    Per quel che riguarda il dolore del parto: c’è, è tanto, è una bella sfida.
    E penso che ai corsi preparto organizzati nelle strutture dovrebbero smettere di dire che in una scala da 1 a 10 il dolore del parto è 9 – come un colpo di pistola.
    Non è come un colpo di pistola, e non è come togliersi un dente. Potrebbero dire quello che è realmente: un dolore fisiologico, non continuo e protettivo per la salute di mamma e bambino (c’è una consistente letteratura su questi temi).
    Penso che anche su questo fronte sia in gioco la possibilità per le donne di scegliere come partorire: di compiere una VERA scelta informata.

    Grazie a Paola per questo blog e a tutte per il confronto!
    Marianna

  34. ah ah ah!!!!! mai pensato!!!!! però in effetti ho fatto due cesarei (uno d’urgenza, l’altro x paura di….cesareo d’urgenza) quindi ora posso dirmi + interessante? uh, che bello! :)

  35. Mi scuso se non ho letto tutti i post: l’ho fatto sia perchè al piano di sopra c’è un pupetto di 4 mesi che da un momento all’altro potrebbe dare fiato alle trombe, sia perchè non vorrei arrabbiarmi troppo.
    Io credo che ogni futura mamma debba avere la possibilità di scegliere il parto che meglio crede. Io sono una di quelle che ha fatto il cesareo e che ha sperato di fare il cesareo fin dal primo momento. Che non si è pentita della sua scelta, che ha sofferto il dolore post e che non si sente meno mamma di altre. Quando dicevo che volevo il cesareo molte si sono permesse di dirmi “come puoooooooooi?”. Io non mi sono mai permessa di dire “come puoooooooi” a chi mi diceva che avrebbe voluto il parto naturale a tutti i costi.
    Io ho voluto il cesareo perchè ho paura del dolore e avevo paura di non saper gestire quello del travaglio. Che poi il cesareo, per me, a posteriori, sarebbe comunque stato meglio per una serie di fattori che non sto qui ad elencare, questa è un’altra storia.
    Ah! e la panza ce l’ho come e forse più di prima, nonostante gli yogurt.

  36. ps – L’ultimo monitoraggio fatto accanto alle sale travaglio mi ha convinta di aver fatto la scelta giusta -per me, sento di ripeterlo-
    e spero che anche il prossimo sia un tc.

  37. ciao carissima Paola, i commenti a questo post sono tantissimi e non ho tempo per leggerli tutti, uffi, alcuni sono spassosi quanto il tuo, altri fanno pensare. Io ho fatto due cesarei, per motivi clinici, non per divertimento e il post è stato pesantuccio per il primo, decisamente meno per il secondo. Il punto però importante è un altro: bisogna smetterla di fare le classifiche: parto naturale = mamma di serie A, cesareo = serie B. Un po’ come la storia dell’allattamento!!! del cesareo non si deve abusare, la prima scelta dovrebbe essere quella di madre natura, ma se non si può?? e non potere non deve significare che la mamma deve essere pressochè in fin di vita prima di passare alla seconda opzione!!! la gregoraci è un caso limite e non la commento nemmeno perchp la considero una cr…..

  38. Ma che bello! Un sano dibattito naturale vs cesareo. Oh toh. Come ha detto Paola,io faccio l’anestesista,e pure in un ospedale ostetrico, dove di analgesie se ne fanno a bizzeffe, non esiste un orario o un giorno per averla, non esiste chel’ostetrica remi contro ad averla. Cosa posso dire di sensato? Poco, suppongo. Un dato inoppugnabile è che i bimbi nati da cesareo programmato in effetti possono avere qualche difficoltà in più a respirare autonomamente,perchè il loro polmone, che per nove mesi è pieno di acqua e che in pochi secondi si deve svuotare di questa acqua per far entrare l’aria, subisce questo passaggio di “svuotamento” in modo più repentino: un attimo stanno dormendo nella panza el’attimo dopo sono fuori nel mondo. I bimbi che nascono da parto naturale, subiscono una sorta di spremitura del polmone nel momento in cui vengono espulsi, e possono quindi avere meno spesso ilcosiddetto polmone umido. Ma attenzione, tutti i bimbi che nascono da cesareo, sia questo programmato per uzzolo materno, sia emergente per tragedia in atto, vengono assistiti da un neonatologo, quindi mi sentirei di dire che il problema non è così cogente.
    Indubbiamente la natura ha scelto per noi la cosa migliore nel corso dei millenni. E ha scelto di farci partorire, dalla vagina, che poi si lacera, e fa male, ma guarisce. Quello che credo è che la natura abbia scelto la cosa migliore per l’umanità, il che non è necessariamente dire che questa sia la cosa migliore per la singola persona. Ci sono mamme spaventate, e io credo questo basti, se correttamente informate, a doverle assistere con un cesareo piuttosto che con un parto naturale. Ci sono mamme che arrivano a partorire dopo percorsi lunghissimi, e notevoli sofferenze fisiche e psicologiche, e fanno questa scelta che permetteloro di controllare più fattori, e passi se poi sentiranno più male di chi ha partorito naturalmente (cosa sulla quale non mi sento di essere d’accordo). Ci sono mamme che hanno problemi di salute. Ci sono anche mamme che voglio partorire a tutti i costi,ma qualcosa si intraversa, e finiscono a fare il cesareo. E queste spesso, mentro tengo loro la mano in sala operatoria,si lamentano del loro destino avverso. Ma quale destino avverso? Sono mamme che staranno bene e avranno un bel bambino, e una piccola cicatrice, e, sinceramente…chi se ne frega se non hanno provato la catarsi della testa che esce. Io, almeno, l’ho vista così, la mia vicenda.
    L’ultima annotazione che vorrei fare, è che nel 2010,forse è ridicolo discutere di cosa sia meglio. Se tutto va bene, certo che va bene partorire. Ma se uno ha anche un solo dubbio.. non se la sente… perchè non può, nel 2010, scegliere, adeguatamente informata, cosa pensa essere meglio per se stessa? E per il suo bambino? Perchè, anche ammesso che tutto fili liscio, deve conservare il ricordo della nascita delproprio figlio come di una cosa forzata, che non si sentiva di affrontare? Molte volte vedo donne che al secondo, o terzo, o quarto figlio addirittura, scelgono di fare un cesareo, nonostante i precedenti parti naturali, perchè e solo perchè sono rimaste traumatizzate dall’esperienza precedente. Hanno forse torto? Devono andare a partorire come se fossero al patibolo? Io non credo. Credo che tutte debbano essere informate. Credo che a tutte debba essere offerta l’analgesia, come avviene nei paesi che al riguardo sono molto più civili. Credo si debba fare informazione anche sul fatto che non è che se uno fa l’ananlgesia, verrà fulminato dal Signore perchè è stato attatto nelle sgrinfie di Satana.
    Quando le persone non vivono nell’ignoranza, poi il grosso è fatto. Si farà tutto il possibile per accontentare il volere di tutti, se questo è possibile dal punto di vista medico, ovviamente, senza mettere a repentaglio la salute di nessuno.

  39. Un’ultima cosa. Poi davvero mi chiudo il becco.
    Non posso scordare la mia prf.di Ginecologia che spiegando il travaglio ed il parto esordì dicendo “il travaglio è il viaggio più pericoloso che l’uomo affronti nella sua vita”.

  40. care mamme, tutto molto, molto interessante. vado un po’ di corsa perchè sono in vacanza coi bambini (3) e ho pochissimo tempo per stare al computer (a casa, benchè debba cucinare e fare i mestieri, paradossalmente ne ho di più).
    dò il mio contributo con le mie personali riflessioni sul dolore del parto.
    a) è un dolore fisiologico che non può per sua natura essere paragonato a nessun altro tipo di dolore
    b) da un punto di vista di storia dell’uomo e di selezione naturale, chiediamoci come mai questo dolore è stato conservato dalla selezione e non eliminato..ci sarà un perchè..la selezione agisce favorendo comportamenti e strutture che favoriscono la “fitness” dell’individuo e della specie..
    c) nel travaglio si liberano endorfine..e se servissero al bambino per soffire meno? avete mai considerato il parto dal SUO punto di vista? (secondo me è per il ricordo del parto che non amano indossare cappelli e se li tolgono appena imparano a farlo)
    d) e se questo dolore servisse a spostare la nostra sofferenza sul piano fisico rendendo accettabile il dolore psicologico, non meno duro, della separazione?

    sull’ “humana vaginae” dopo il parto, abbiate fiducia in lei e nella sua elasticità ed adattabilità! e poi Kegel all’occorrenza..non credo che ci siano differenze sostanziali tra chi ha avuto figli e chi no..ho sentito dire di restringimenti dopo episiotomie. non so, a me non l’hanno mai fatta, che culo. anzi, che perineo.

    concludo con la mia sulla Gregoraci..ma non sembra un po’ un troione? è facile perdere i kg se hai la tata e la servitù e puoi andare in palestra e dall’estetista..io i miei kg delle gravidanze li ho sempre persi, tornando al punto di partenza, il punto è che non partivo da 50kg :-)
    ma sapete? chi se ne frega!!

    baci

  41. @Sonia Non ci posso credere che appena ti ha accarezzato l’idea di un figlio tu abbia pensato che il cesario fosse l’unica strada percorribile! Il cesario è un’operazione chirurgica a cui ricorrere in casi di difficoltà o di pericolo per la mamma o il bambino e non un’alternativa per chi non se la sente di partorire naturalmente. Tu dici che hai partorito in un ospedale pubblico in cui il cesario non è incentivato: ci mancherebbe altro! I medici non dovrebbero fare cesarei perchè la partoriente gli rompe le balle fino allo sfinimento, ma se esiste una ragione clinica che lo giustifichi. Per come la vedo io tu hai abusato della sanità pubblica, gravando la collettività di un costo (che per il cesario è ovviamente molto più elevato di un parto naturale) senza che ne avessi necessità. Se volevi partorire senza dolore (neanche l’epidurale avresti accettato..) potevi recarti in una clinica privata e pagartelo sto cesario!! Sì a rendere più fruibile a tutte l’epidurale ( e non solo per chi se lo può permettere), ma soprattutto creare strutture veramente accoglienti, che aiutino la futura mamma a partorire in un ambiente il più possibile sereno, con personale che ti aiuti veramente anche psicologicamente a mettere al mondo un figlio. Partorire non è come togliersi un dente o fare un’appendicite. Ok a ridurre il dolore, ma non a snaturalizzare l’esperienza della nascita. Ormai siamo abituate a pensare che possiamo fare un figlio quando e come ci pare, senza soffrire, senza ingrassare, rimanendo esattamente come prima. Io non penso che questo sia un progresso e una conquista per la donna, anzi.
    Francesca

  42. per poco tempo ma anch’io ho lavorato in sala parto, e penso che ci siano persone che abbiano veramente delle difficoltà ad affrontare il parto naturale, forse è un pò come un attacco di panico un qualcosa di incontrollabile e ingestibile perciò perchè non aiutarle ?la medicina non serve anche a questo ?Un bacio a tutte

  43. Francesca pensi io abbia abusato della sanità pubblica? Bene ci può stare … ho gravato sulle tue spalle di contribuente? senz’altro … così come ogni singolo grava per un verso o per l’altro sulle spalle di tutti gli altri individui che costituiscono la società. Ora stare a discernere chi meriti l’accesso ad un certo tipo di spesa pubblica e chi meno, non è così semplice.

    Ognuno di noi ha sicuramente qualche causa verso la quale mai vorrebbe vedere versati i propri soldi trattenuti dalle tasse; purtroppo e per fortuna viviamo in una società democratica nella quale gli interessi della collettività vengono decisi dalla maggioranza (per lo meno dovrebbero!).

    Ti dirò che per il mio personale modo di vedere, ritenendo la richiesta di cesareo elettivo come una cosa normale, riterrei altrettanto normale che, nel rispetto della volontà del singolo, questa venisse considerata una strada praticabile nelle strutture pubbliche così come vorrei vedere meno cliniche private, lautamente rimborsate dallo stato per gli interventi sostenuti (leggi + cesarei si fanno + soldi arrivano nelle casse), promuovere con leggerezza la strada del cesareo anche presso donne che giustamente informate e sostenute potrebbero benissimo scegliere il parto naturale.

    Credo che se ci fosse un sistema sanitario meno drogato dagli interessi economici di tagli alle spese da un lato e di rimborsi faraonici dall’altro, saremmo tutte più libere e consapevoli … e credo ne gioverebbero anche le tasche dei contribuenti.

    Sono sempre stata dell’idea che la massima espressione di apertura, maturità e senso civico risieda nella volontà di veder rispettate ed accolte – ove possibile – le volonà altrui anche se diverse dalle proprie.

    Non mi verrebbe mai in mente di recriminare sulla destinazione d’uso delle mie tasse se queste servissero anche a finanziare iniziative di parto in casa (pratica che mi lascia perplessa ma in ascesa negli ultimi anni); se ci sono donne che desiderano questo tipo di esperienza, bene che si faccia ciò che è nelle disponibilità del SSN per agevolarle … dovrei allora arrabbiarmi perchè l’ostetrica a domicilio costa di più e se qualcosa va storto pago loro – con le mie tasse – il trasporto d’urgenza con l’ambulanza?!

    Non capisco perchè ci siano persone che vedano l’affermazione di un diritto altrui come la lesione di uno proprio … idealmente, o perlomeno negli intenti, dovrebbe esserci posto per tutti, cosa ne dici Francesca?

    Per finire vorrei complimentarmi con Mammapellona per la professionalità, la chiarezza e l’umanità che traspare dalle tue parole. Devi essere una ottima professionista e io sono onorata di … contribuire al tuo stipendio con le mie tasse!

    Sonia

  44. Io ho partorito la prima volta tre mesi fa. Stranamente l’idea del dolore che avrei provato non mi spaventava particolarmente durante la gravidanza, la vedevo come una sorta di “liberazione” dopo i lunghi mesi dell’attesa. Mi sono pazientemente applicata negli esercizi per il pavimento pelvico e per la respirazione, ho letto libri su libri sul parto naturale,… Poi è arrivato il Grande Giorno. Contrazioni senza pausa per ore e ore e dilatazione che non aumentava. Ero stremata. Ossitocina. Bimba che va in sofferenza. Il cesareo con anestesia totale è stata una benedizione. Anche se la bimba l’ho vista molte ore dopo. Anche se non riuscivo a tenerla in braccio. Anche se camminare è stata dura per una settimana. Sinceramente, se potessi evitare il travaglio la prossima volta, lo farei. O una cosa o l’altra!
    Comunque anch’io in gravidanza pensavo con preoccupazione più all’episiotomia che al parto..

  45. @ Sonia Io continuo a rimanere della mia idea: praticare un cesareo senza che ci sia una ragione clinica, solo perchè si ha timore ad affrontare un parto naturale non è, secondo me, un ragionamento corretto e i medici non dovrebbero assecondare questo tipo di richieste. Come ho già detto, andrebbero potenziate le possibilità di accedere, per chi non se la sente di affrontare un parto naturale, aiuti come l’epidurale o offrire alle donne la possibilità di scegliere liberamente il proprio parto ( in casa, in acqua ecc.) Soprattutto andrebbe rafforzata l’assistenza post- parto, quando ci si trova da sole tra mille difficoltà inaspettate. Se poi ci sono situazioni complicate, travagli lunghi e stremanti io sono la prima a ritenere giusto un rapido accesso al cesareo, perchè non ha senso dopo 10 ore di travaglio inefficace continuare a lasciare soffrire una donna in nome della nascita naturale. Allo stesso modo credo che non ci siano mamme di serie A o B in base al tipo di parto o al tipo di allattamento. Non sono però assolutamente d’accordo nel presentare il cesareo come un’ alternativa femminista e progressiva al parto naturale, meno rischiosa e più salutare per il bambino.
    Basti pensare alla maggiore difficoltà per l’allattamento che il cesareo comporta.
    Francesca

  46. Sono andata incontro al dolore del parto cosiddetto naturale con fiducia , pensando “è così che va da sempre, ce la posso fare. Sono capace e dopo sarò più forte”. Che sfiga , colta da un attacco di amnesia , a poco tempo dal parto mi ero completamente dimenticata del dolore provato al punto che quando mio figlio ha compiuto un anno mi sentivo in “colpa” per non averlo partorito con dolore, anche se ci sarebbero svariati testimoni non pagati pronti ad affermare il contrario,e soprattutto in colpa per aver avuto bisogno di ossitocina , manovra di kristeller, e episiotomia per espellerlo. mannaggia ! ho perso la mia grande occasione per dirmi “quanto sono stata brava, ho fatto tutto da sola” :-) Forse io sono frutto di quel “retaggio cattolico e maschilista del “partorire con dolore” che in modo più o meno strisciante ammorba la nostra cultura” anche se da anni ho maturato riflessioni sul mio indubbio ateismo…o forse sono solo affetta da mancanza cronica di autostima… touché… la seconda che ho detto! Povera la mia creatura, ancora non era nata che già volevo farne strumento per il mio personalissimo riscatto…
    In quest’ottica la scelta del cesareo, la volontà precisa di decidere il proprio destino,piuttosto che subirlo,mi sembra quasi ammirevole.
    MaMMaggia

  47. @Sonia e Francesca: non perdiam tempo a discernere di chi usi più o meno i soldi del contribuente per se stessa. Chi partorisce naturalmente fa risparmiare al momento. Ma più frequentemente in età un filo più avanzata farà pagare per interventi di prolasso uterino o incontinenza. Quindi il tutto si pareggia. La spesa pubblica non crolla nè migliora.

  48. io ho partorito con cesareo per necessità e dopo aver tentato di partorire naturalmente per 24 ore con dosi di ossitocina a go go e epidurale che non ha preso…insomma, viva il parto naturale, a me è mancato tanto, ma viva il cesareo quando è necessario.

  49. Salve a tutte. Io ho partorito in Francia, dove vivo da tanti anni, e il problema epidurale o no non si è mai posto, nel senso che viene fatta a chiunque lo richieda e sia in condizioni fisiche adeguate. La prassi dell’ultimo mese prevede d’ufficio un incontro con l’anestesista in vista dell’epidurale durante il parto. Ho partorito mia figlia a 41 anni, il travaglio è stato infinito, e devo dire che l’epidurale mi ha aiutata parecchio, anche se non ha eliminato il dolore. Ricordo come un’aberrazione il commento di un’amica che mi disse: nella Bibbia c’è scritto “partorirai nel dolore”. Un conto è scegliere il parto naturale, un conto è farsi schiavizzare da idee come questa. E tra l’altro, a me non risulta che la Chiesa si sia mai pronunciata sull’epidurale. Il problema è che tutto quel che è legato all’essere donna è mostruosamente caratterizzato dall’idea della sofferenza. Perdi la verginità nel dolore, partorisci nel dolore, e via discorrendo. Ma voi lo avete davvero provato tutto questo dolore? Io francamente no. Mi fa rabbia che nel 2010 siamo ancora oppresse da questo tipo di mentalità, dopo anni di femminismo. Ho riletto in questi giorni quel bellissimo libro di Elena Gianini Belotti, Dalla parte delle bambine… possibile che dagli anni ’70 sia cambiato cosi’ poco? Possibile. E finché ci saranno donne (sottolineo donne) che continueranno a giudicarti perché non vuoi, non ambisci, non desideri partorire nel dolore… cambierà molto poco. Sta a noi liberarci, per noi, per i nostri figli, per chi verrà dopo. Avanti tutta!

    PS Briatore ha dichiarato che una donna dopo i 25 anni è da buttare… voi lo vorreste un marito cosi’? 😉

    Anna

  50. ecco, il post che avrei scritto sulla tristissima vicenda l’hai scitto tu. E bene.
    io non o figli, ma un taglio come il cesareo me l’hanno fatto lo stesso per altre ragioni, e si soffre parecchio, quindi ‘verginella’ o meno, se mai dovesse capitare di partorire preferirei le vie dirette.
    Che poi hanno molte meno conseguenze fisiche non solo per il bambino ma anche per la mammma.
    Comunque complimenti per il blog!
    un saluto di passaggio
    Lila

  51. ehi scusate se arrivo tardissimo tra i commenti, ma questo argomento mi tocca tantissimo. io ho partorito una sola bimba, con parto naturale. ho provato molto dolore e mi sono alzata dal letto la mattina dopo perche’ i punti mi faevano girare la testa. “la’ sotto” sicuramente molte cose sono cambiate. e allora? mica mi aspettavo una cosa tipo pubblicita’ del mulino bianco!il parto e’ una faticaccia, e lascia segni che restano sul corpo.
    certo questo e’ difficile da accettare, se il nostro modello e’, appunto la gregoraci(ma quante C si scrive??^^)
    ma cavoli…partorire e’ anche un’esplosione fantastica di “potenza” femminile, come diceva qualcuno sopra!!

    io questa cosa che l’accettare il dolore del parto sia un retaggio della societa’ maschilista eccetera scusate ma non l’ho mai capita. davvero.
    quel dolore e’ una cosa NATURALE, cioe’, e’ la natura che lo ha stabilito, non i nostri mariti!
    e’ un dolore che ‘serve’, senno’ non ci esisterebbe. la natura non fa NULLA a caso.

    so che faccio sempre la figura della super freak, ma io credo che rispettare il proprio bambino non corrisponda all’eliminare il nostro dolore in quegli istanti, ma semmai nell’imparare a viverli in modo diverso, consapevolmente. anche per i bambini il momento della nascita e’ un momento pauroso, doloroso, sconvolgente.
    nessuno ci pensa mai.
    io credo che vivere questa esperienza ‘insieme’ sia SEMPRE meglio che anestetizzarla, spezzando un equilibrio, un processo perfetto.

    posso consigliarvi il libro di Verena Schmid, “Venire al mondo dare alla luce”? io l’ho letto prima di partorire, e me lo sono portato anche in ospedale. mi ha commosso il modo in cui parla delle sensazioni del bambino durante il parto, illuminante!

    saluti a tutte!:)

  52. Gentili signore,
    metto questo mio post anche se a più di 1 anno di distanza dai vostri. Sono mamma di due bambini,uno di 18 mesi e l’altro di 3 mesi. Il primo parto è avvenuto in modo “naturale” (io trovo che a soffrire come bestie non ci sia nulla di naturale scusate!), mentre ero in travaglio,durato circa 4 ore, ad ogni contrazione mi sentivo solo più incazzata di quella precedente, anche perchè avevo chiesto alla mia ginecologa di fare il cesareo durante tutta la gravidanza,avevo gli incubi al pensiero di partorire!lei mi ha accontentata a parole, poi quando è stato il momento mi ha detto tutte abbiamo partorito,per partorire bisogna soffrire e così farai anche tu. in sala parto(ci sono stata 1 ora in tutto punti compresi) non mi sono sentita affatto potente come qualcuna ha detto, nè aiutata dalle ostetriche nè consolata dalla presenza di mio marito, ma arrabbiata perchè stavo subendo qualcosa che non volevo, ed umiliata perchè avevo 6 persone davanti alla mia nudità a guardare e scambiarsi battute(cambio di turno medici e infermieri).il post parto è stato agonizzante,piangevo per fare pipì dal bruciore,faticavo a sedere,forti dolori per l’involuzione uterina..Quando sono rimasta incinta del secondo(non l’ho cercato) mi sono disperata..non volevo assolutamente ripetere!però non ho abortito,rifiuto l’aborto nel matrimonio,lo accetto solo se il bambino ha qualcosa che non va.mesi di incubi perchè già sapevo cosa mi aspettava.Invece sorpresa delle sorprese..mi si è alzata la pressione nell’ultimo mese(stavo benissimo,avevo solo mal di testa io!)così mi hanno detto,facciamo l’induzione,e dopo 6 ore di agonia,visto che non succedeva nulla mi hanno fatto il cesareo!sono entrata sorridendo, l’epidurale nn l’ho nemmeno sentita,ho visto subito mio figlio e l’ho subito avuto in camera.dolore quasi nullo,mi sono alzata 6 ore dopo perchè me la sentivo.è andato tutto alla perfezione!magari del primo mi avessero fatto il tc!il post parto del tc è identico a quello del naturale(che siano diversi sono caxxate!), solo che i punti non li hai lì a tormentarti mentre fai pipì o cacca,e i dolori dell’involuzione uterina anche sono uguali.la differenza tra le 2 cose?è che almeno col tc non soffri prima ma solo un pò dopo!io ho vissuto il parto”naturale” malissimo perchè non lo volevo,il cesareo benissimo e come un dono del cielo,in conclusione penso che i medici dovrebbero valutare l’emotivita’ e i danni che si possono fare obbligando le donne a qualcosa che non vogliono, e che noi dovremmo essere libere di decidere sulla nostra pelle cosa fare!all’estero è così! se avessi avuto la garanzia del cesareo,mi sarei goduta entrambe le gravidanze e le esperienze loro correlate.
    pensateci F.

  53. Il cesareo non viene fatto solo per problemi di salute come pressione alta o parto podalico.
    Se si subisce una precedente operazione come asportazione di fibromi in laparoctomia l’utero è più debole, il parto naturale rischierebbe di romperlo… meglio non morire di parto, no?
    Inoltre, se il parto naturale avviene dopo una certa età c’è da mettere in conto la possibilità di avere un figlio con arti lussati… meglio un bimbo non tetraplegico per motivi legati al parto, no?
    Se poi una come me ha entrambe le problematiche, senza dimenticare che questa gravidanza, completamente inaspettata, arriva dopo la condanna definitiva (“Mi spiace signora, lei a 38 anni sta già entrando in menopausa, non possiamo aiutarla in nessun modo”), ecco che i motivi di un parto cesareo programmato cominciano a diventare pressanti.
    Ciao.
    Nilla

  54. La Gregoraci ha fatto benissimo e ha la vita che è della mia stessa filosofia.
    Pure io avessi un figlio farei un.cesareo programmato perché è più veloce di passare un giorno intero di contrazioni e meno faticoso di spingere fuori un pupo.
    Ovviamente anche la zona sottostante non.si rovina!

    Quello che non capisco è perché le fans del parto naturale critichino chi non la pensa come loro.
    Cos’è, invidia??? 😀

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *