Un appello

Poi dicono che in Italia non nascono bambini. Per forza
Domenica sono caduta in tentazione e ho tagliato la frangia alla Pupa. E pensare che da quando ho l’età della ragione il mio motto è: mai tagliare la frangia a sé stessi o ai propri figli, a meno di non essere parrucchieri professionisti. E invece questa volta l’ho fatto, perché lei insisteva: «Mamma, mi vanno i capelli negli occhi». E infatti: ho tagliato troppo, e tutto storto, e ora la Pupa ha una frangia a zig zag, lunga da due a quattro centimetri, priva di qualunque criterio. Ieri pomeriggio mi ha chiamato al telefono mia madre, che era appena andata a prenderla a scuola, per dirmi: «Complimenti, Paola. Dopo quasi sette anni, sei riuscita nell’intento di far sembrare tua figlia una demente».
Ma la cosa davvero strana è che la settimana scorsa ho messo un annuncio su Subito.it. Il testo più o meno recitava: «Regalo lettino con le sbarre in discrete condizioni, a chi se lo viene a prendere». Questo perché, come sapete, il Pupo è passato al letto normale (nel caso ve lo steste chiedendo: ebbene sì, nottetempo il disgraziato continua a migrare verso camera nostra al motto di «Mamma, io devo stale con te»).  Risultato: in mezz’ora mi hanno risposto in 20. Così ho tolto subito l’annuncio, ho detto di sì al primo in ordine di tempo, e poi mi sono sforzata di scrivere a tutti gli altri, per spiegargli che il lettino non era più disponibile.
Qui sta il brutto, perché un sacco di gente mi ha confessato di aver perso il lavoro, di essere disperata e di non sapere come fare: non dico a comprare un giocattolo al figlio, ma nemmeno i vestiti. Le mutande. I calzini. I grembiuli di scuola. Alcuni mi hanno chiesto se li aiutavo. Sto provando a farlo, organizzando raccolte tra amici e conseguenti spedizioni in vari luoghi d’Italia. Però ecco, insomma, ci sono rimasta malissimo. Perché sono convinta, è vero, che la felicità non passa attraverso il circuito monetario. Ma sentire che ci sono persone che non hanno nemmeno i soldi per prendere un paio di scarpe al proprio figlio mi sembra davvero troppo. E mi chiedo: dove ho vissuto io fin qui, con gli occhi foderati di prosciutto, per non accorgermi che eravamo a questo punto? Che in una manciata di minuti venti poveri cristi ti chiedono se per piacere, per piacere, per piacere possono avere il tuo lettino usato? La crisi ci schiaccia. Che ne pensate? Quali sono le vostre esperienze, dirette o indirette? Avete qualche idea (costruttiva), qualche strategia? Mi è venuta anche l’ideuzza di fare un pezzo su Gioia, a partire da questa storia del lettino. A proposito (e scusate se mi permetto): se avete anche voi qualcosa che marcisce in cantina o in solaio, provate a pensarci, magari, alla possibilità di regalarlo.

79 commenti su “Un appello

  1. l’altra sera, a report, mostravano l’esperienza di un non tanto piccolo (circa 45.000ab.) comune toscano (non chiedermi quale, ma aveva un nome buffissimo) che si è organizzato con una cooperativa sociale che passa a ritirare roba usata/dismessa (mobili, abiti, casalinghi, elettrodomestici…), la sistema e la mette a disposizione di chi ne ha bisogno (famiglie, singoli, associazioni di volontariato…).
    chi può lascia una piccola offerta, altrimenti va bene lo stesso.

  2. Intanto grazie per la tua esperienza sulla frangia, io l’ho fatto l’anno scorso alla Purulla quando aveva pochi mesi… e il risultato è stato teRibile.
    Ho una caterva di vestiti della bimba, alcuni mai usati neanche una volta. A dire il vero sto smistando gli articoli di puericultura tra gli amici, i vestiti aspetto che qualche amica abbia finalmente una bimba… ma quando l’armadio straripante chiederà pietà regalerò tutto.
    C’è molta più povertà di quanto si pensi. Ma ci sono anche tanti che pur di avere l’Iphone lo pagano a rate, e poi non hanno i soldi per comprare le scarpe ai figli.

  3. Questo è solo un’aspetto del periodo che stiamo vivendo.
    Io ho sempre cercato di regalare a chi ne avesse bisogno e li accettasse con piacere quanto non utilizzavo ma era ancora in BUONO stato, e devo dire che vuoi extracomunitari, che ns connazionali ho sempre riscontrato che ricevevano con piacere e a volte con sollievo.
    La mia stessa famiglia e io per prima ho sempre preso abiti che altri “scartavano”…e ne ero felicissima! perchè potevo avere abiti per me nuovi senza spendere (soprattutto visto che nn potevamo spendere!). Senza alcuna vergogna!
    Come potersi organizzare per “donare”?
    Forse è suff guardarsi in giro, alle volte chi ha bisogno è più vicino a noi di quanto crediamo.
    BUTTARE E’ SEMPRE PECCATO!
    SPECIALMENTE SE è ANCORA IN BUONO STATO E POTREBBE ESSERE UTILE AD ALTRI!
    questo mi han sempre insegnato e non vale solo per i vestiti, ma anche per il cibo.
    SE NE SPRECA DAVVERO TROPPO!
    CI AVETE MAI FATTO CASO???
    Si butta solo quando non c’è altra via di “riciclo”…
    Se poi riuscirai a dare maggior risalto a questa situazione, FORSE si riuscirà anche a fare qualcosa di più per chi ha bisogno…
    GRAZIE!

  4. Ma non eravamo messi meglio di altri o nella crisi, grazie alle sagge misure prese dal Grande Timoniere SB, valorosamente coadiuvato dal genio economico di T.?
    Insomma, erano gli altri, in crisi, la Germania, per esempio, no ?

    Anonimo SQ

    1. Io non tanto. Tremonti e Silvio li ho sempre calcolati dei paraculi, ma milioni di italiani si sono fatti abbindolare…per 17 anni. ed ora siamo tornati al ’92, solo che non abbiamo + Ciampi e la possibilità, con l’entrata nell’Euro, di abbassarci gli interessi sul debito di 10 punti…

      Anonimo SQ

  5. Io già lo faccio, soprattutto con i vestiti, quelli che per varie ragioni non usiamo più ma sono ancora in buono stato li do ad una suora che conosco che in un niente li fa fuori…anche io mi chiedo sempre dove sono vissuta visto che anche io mi sto rendendo conto solo ora della brutta crisi che colpisce soprattutto le famiglie e gli toglie persino la dignità costringendoli quasi ad elemosinare un vestito usato!

  6. La nostra scuola fa la raccolta di tutte le cose disemsse ma in buone condizioni e le mette a disposizione anonimamente delle famiglie meno agiate, compresi i quaderni con le righe che non servono più.
    Ho realizzato a fondo di quanta crisi c’è un giorno che imprevistamente sono andata a prendere PdC a scuola ed ho visto che era pieno di papà che se la prendevano comoda.
    Purtroppo il problema è molto più diffuso di quanto si pensi e chi lo vive fatica a condividerlo.
    Alla nostra sensibilità, quando ci è possibile, aiutare senza far pesare.

  7. Odio essere madre. Mi fa schifo tutto della maternità, i miei kg di troppo, il mio cervello rincretinito sulle pappe, lo stato di perpetua imbecillità in cui cadi una volta che sei madre. Troppe fanno questo errore, ed è colpa della società e di propaganda semifascista che ci ordina di essere genitori. Una volta fatto un figlio abbiamo un cappio al collo. Gli uomini costruiscono il mondo, noi facciamo figli…bella differenza. Ci dicono che va bene cosi perche cosi usciamo di scena in fretta. Ogni madre che conosco è una persona finita, in tutti i sensi. Le madri invecchiano prima, dimostrano molti piu anni della loro età, sono consumate dalla maternità. Che vita orribile. Ma non sono l’unica a dirlo. Ho trovato diverse testimonianze su internet. Di solito le straniere hanno piu coraggio ad ammetterlo. Vedete il resoconto qui sotto. Questa è la ragione per cui le donne non vogliono fare figli. Essere madre è degradante. Beatrice

    I hate motherhood!
    Jan 11, 2008 at 1:10 AM

    By
    Beba2m
    Message Friend Invite Comments (50) Total Views (20726) Everyone can see this journal post.
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    ..Why is it that we are conned into thinking that motherhood is a blissful, satisfying, and rewarding blessing? I attend a mothers group for young mothers and the other day one of the social workers asked…”Who hates being a mom?” Everyone looked at each other as if they were afraid of the question and that admitting to it is a mortal sin. My hand shot up. After a year of being a mother I can’t hate it more. It just prevents me being truly happy. I know some women out there have invested time and money into having a child and think its the most glorious and officious thing in the world. But I think that from little girls we are brain washed into thinking that being a mother is what our duty is. Its evident by the toys marketed towards girls: baby dolls that poop and pee with their carriages, little tiny kitchens, even vaccum and broom sets. JESUS!

    Needless to say my pregnancy was unplanned and unwanted. I was 21, unmarried, and still in college with hopes of attending medical school. I dreaded being pregnant and the permanent scars it would leave on my already flawed body. I thought that once I had the baby I would love being a mother and a wife. The truth is I hate it. I couldn’t love my child anymore, his smile touches a part of my heart that no one else can, but I don’t like being his mother.

    It is just a burden I don’t want to deal with at this point of my life. The feeding, the changing, the constant neediness, which I know will perpetuate until the day I die. I decided to breastfeed him and still do and regret every day I decided to do this. It has been 14mo since he was born and I still have no ownership of my body. I have tried to ween him, but he become unbearable.

    Before having him I was a straight A student, active in school, and I held up to two jobs. Now its seems I can’t get my shit straight. My grades would be more that satisfactory for other students, but they just don’t cut it for me. I feel like I have to choose between my dreams, and being a good mother, which isn’t fair.

    1. Mi dispiace tremendamente leggere le tue righe Beatrice….mi dispiace che tu sia triste….mi dispiace perchè hai preso la cosa dal verso sbagliato. Gli uomini non potranno MAI provare le emozioni, le sensazioni, il totale piacere di fare un figlio…ma noi donne possiamo , invece, avere l’ufficio più importante dell’azienda! Essere mamma, per me, è la cosa più bella che potessi fare nella mia vita..e non mi sento imbecille..non sono una persona finita..non mi sento il cappio al collo…anzi vorrei che il bellissimo legame che ho con i miei figli non si rompa mai…Mi dispiace, Beatrice…mi dispiace tanto per te!
      :-(

    2. ah biancaneve, non ti preoccupare, questa è la nostra troll che ogni tanto ci viene a trovare. prima diceva di non essere madre, adesso ha cambiato approccio: sostiene di essere madre e di odiare la maternità. mette sempre anche le traduzioni in inglese, hai visto mai che ci fosse qualche anglofona che ci legge.

  8. Quando oggi mi è arrivata la bolletta del riscaldamento , decisamente non economica, ho pensato “e chi ha perso il lavoro, ha un attività che risente della crisi…come fa ? E pensavo alla gente che va alla mensa della Caritas , a chi si suicida per problemi economici…i figli rischiano di diventare un lusso per i più fortunati. E non sono buone premesse per il futuro di un paese. Purtroppo a vedere chi ci ha governato non nasce un gran sentimento di fiducia. La crisi c’è, non per tutti ma per troppi. Argomento interessante per un articolo

  9. Io le cose dei miei figlie le ho dato tutte al CAV (centro di aiuto alla vita), di un paese vicino. Le sciure volontarie hanno ritirato anche il seggiolino della macchina che aveva la fodera un po’ strappata dai piedini, ma di solida struttura. Hanno detto che l’avrebbero rifoderato loro. Penso che centri come questi ce ne siano un po’ dappertutto.
    GISELLA

  10. Da anni faccio volontariato presso gli uffici del magazzino del banco alimentare…. Da me vangono gli enti assistenziali (laici e religiosi) e noi distribuiamo prodotti alimentari provenienti dalla CE da grandi aziende e dalle raccolte che vengono effettuate una volta l’anno presso i supermercati. Beh, sino a poco tempo fa chi veniva a ritirare raccontava che andavano a ritirare i “pacchi” maggiormente gli exracomunitari…..adesso no…in fila per la distribuzione ci sono famiglie italiane…. i “nostri” vicini di casa…. la domanda è impennata….. le richieste più che raddoppiate…iniziano le guerre tra poveri. Le grandi aziende che prima ci inviavano merci a scadenza breve non mandano più…perchè iniziano proprio a produrre meno e solo sotto richiesta…perciò non ci sono più eccedenze di magazzino…. insomma ragazza mia…. qui dobbiamo iniziare ad aprire gli occhi tutti… e ancora non abbiamo toccato il fondo a quanto pare. Che tristezza.

  11. Io faccio volontariato presso un Centro di Aiuto alla Vita. Aiuta le mamme in difficoltà, ma soprattutto aiuta me a non dimenticarmi mai di quanto sono fortunata ad avere una casa, un lavoro in sanità che non mi lascerà mai senza stipendio, amici e parenti con far girare tutta quella caterva di roba che e’ indispensabile per un piccolo ma solo per pochissimo tempo. E quando ha finito il suo ciclo vitale da noi, lo porto al cav, che ridistribuisce a chi ha più bisogno. In modo diretto. Arriva, viene catalogato, lavato, sistemato e viene quindi consegnato ad una famiglia bisognosa. Il bisognoso non e’ uno che entra e dice “ho bisogno”, ma uno che ha presentato dei documenti comprovanti il suo stato di necessita e con cui viene fatto un piano di aiuto, a volte economico, a volte fatto di cibo e pannolini, a volte con vestiti e attrezzature per bimbi, a volte con combinazioni delle varie cose.
    Sembra una cosa piccola, ma quando rincontro le persone che aiutiamo per strada e mi fermo a fare due chiacchiere, capisco che la nostra piccola azione, per loro e’ grande.
    Il problema più grande del nostro cav ora e’ che ci sono troppe persone da aiutare, perciò diamo sempre meno per poter dare a tutti. E’ tristissimo.

  12. Io lo faccio molto spesso, vestiti, cose che non uso più, giochi etc. tutto perchè so che le cose per i bambini costano e servono per poco tempo.
    E’ dura andare avanti con i bambini piccoli, anche se al giorno d’oggi ci sono tante cose superflue che non servono e che ci ostiniamo ad avere a tutti i costi :(
    Capisco il tuo imbarazzo di fronte alla situazione, e vedere e testare la crisi con mano fa sempre pensare, soprattutto se di mezzo ci sono famiglie e bambini.

  13. Io da poco ho dato una marea di abbigliamento dei bambini. Cose usate e cose ancora con il cartellino attaccato, magari regali di misure errate. Un prete, che conosco bene, ritira le cose per la caritas. Quando ho chiamato gli uffici caritas del mio paese mi hanno detto “No signora eravamo aperti ieri e adesso deve aspettare una settimana!” Io avevo già messo a posto tutto e quelle mega buste mi ingombravano. Però complimenti alla disponibilità! Per l’abbigliamento lo faccio ma tutto il resto (Tris carrozzina, lettino, seggiolini auto, ecc. ecc) l’ho venduto. Noi siamo in 4 con un solo stipendio e a me quei soldi sono serviti a ricomprare abbigliamento ai bambini.Ogni cambio di stagione devo ricomprare tutto per due. Si, abbiamo una casa, ma sarà nostra solo se paghiamo il mutuo. Anche noi arriviamo al fine mese tira-tira….non posso sentirmi in colpa per questo, quello che posso lo faccio molto volentieri, ma solo fin dove ci arrivo.

  14. non dubitavo del fatto che foste un pubblico sensibile. qualcuno più sopra ha detto: “capisco che tu sia rimasta spiazzata”, o qualcosa del genere. ecco, “spiazzata” è l’aggettivo giusto. non mi aspettavo tutta quella gente in cerca d’aiuto in meno di un’ora. e tutti gli appelli disperati che ne sono seguiti. ecco, quello che adesso mi chiedo è: magari ci sono persone che hanno bisogno e che mi passano a un centimetro dal naso, e io non me ne rendo conto.

  15. cara paola, io mi chiedo come hai fatto a non accorgerti fino ad adesso della miseria che abbiamo intorno, ogni giorno, dovunque… basta guardare bene gli scaffali al supermercato, i carrelli della spesa, dare un’occhiata dentro i negozi, osservare le facce della gente, sentire i loro discorsi sul tram… i signori che si aggirano con i trolley accanto ai cassonetti…
    Ti sembra strano che qualcuno non abbia i soldi per le scarpe dei bimbi? A me no, affatto. Io a scuola sento delle mamme che hanno già portato il sapone e la carta igienica per i figli e che vorrebbero indietro l’euro o due che hanno dato per gli acquisti collettivi… se non è miseria questa…
    come puoi non rendertene conto? forse vivi in una situazione molto privilegiata, oppure sei una distratta cronica…

    1. ma, begonia, credo di essere una delle persone meno distratte al mondo. magari sei un po’ distratta tu che non hai letto bene: ho scritto che sono rimasta spiazzata – chiunque lo sarebbe – dalle venti richieste ricevute in meno di un’ora per l’annuncio. e sì: trovo spiazzante anche il fatto che gente che non ho mai conosciuto mi scriva disperata. le facce della gente le osservo anch’io, ma trovo stupefacente, in senso negativo, che siamo in tempi relativamente rapidi arrivati a questo punto. poi sul caso singolo, ribadisco: magari mi passa una persona a un centimetro dal naso e io non mi accorgo che quella persona ha un gran bisogno di aiuto. la povertà non è (sempre) scritta in faccia

    2. Non sarà scritta in faccia ma con un po’ di attenzione la puoi riconoscere… e comunque non è vero che chiunque sarebbe rimasto spiazzato dalle venti richieste, TU lo sei rimasta… degli altri non puoi sapere.
      Sei tu stessa a dire che hai vissuto finora con gli occhi foderati di prosciutto, e chiedo scusa, ma a me queste cose urtano… quando uno si sveglia la mattina e si accorge di qualcosa che è lì da un bel pezzo… e poi ci suggerisce anche di pensare a regalare le nostre cose… come se il resto del mondo si fosse svegliato nello stesso momento e non avesse mai pensato prima a tutto ciò

    3. Uhm, il tuo nickname gentile non somiglia un granché al modo in cui scrivi. Beata te Begonia, che osservando le persone per un istante capisci esattamente come se la passano. Per me non è così facile, sai?, e credo non lo sia per la maggior parte della gente; per esempio se in autobus, seduto di fronte a me, c’è un signore che legge un giornale free press e indossa le scarpe di tre anni fa – ma ha un’aria in ordine e curata – non posso dare per scontato che sia un poveretto che non riesce neanche a fare la spesa. Quando scrivo “ho vissuto con gli occhi foderati di prosciutto” mi riferisco ancora una volta al fatto che tutte quelle, esplicite, email contenenti richieste d’aiuto rappresentano un’anomalia del sistema, una “storia forte” che infatti un giornale a tiratura nazionale come quello per cui lavoro ritiene valga la pena di raccontare. Venerdì scorso su Repubblica c’era la storia di una famiglia che non riusciva ad arrivare a fine mese. Se tutto fosse arcinoto come tu dici, quell’articolo non l’avrebbero neanche pubblicato.
      In ogni caso, se quel che scrivo ti urta ti prego vivamente di andare a visitare un altro blog; a me interessa trovare soluzioni per migliorare le cose, non fare stupide polemiche su chi si accorge prima, o dopo, dell’altrui bisogno. A meri fini statistici, le persone con cui ho parlato di questa storia del lettino sono rimaste tutte impressionate. E nessuno di noi è milionario o distratto, né “vive in una situazione molto privilegiata”. Diversi, ed era se vuoi il mio obiettivo, hanno avuto questa reazione: “Ho la cantina/il solaio/ lo sgabuzzino pieno di roba dei bambini che non uso più, questa è la volta che mi decido a darle a qualcuno che ha bisogno”. Perciò gli appelli al regalare le cose che non ci servono, come vedi, hanno in fondo una loro utilità. Molto spesso sono la pigrizia mentale e la comodità a impedirci di farlo. Se qualcuno magari ci sprona, invece, ecco che all’improvviso ci comportiamo in modo diverso. Tanto meglio, dal mio punto di vista.

    4. Mi dispiace se sono stata poco gentile, anche se non mi pare; ho solo espresso un mio pensiero come tutti gli altri.
      Né credo che uno non debba più leggere un dato blog se si trova in disaccordo su un post… ma vedo che preferisci così, e non c’è spazio per la discussione, o forse questo non è lo spazio adatto…. a proposito, qual è lo spazio per il disaccordo e per l’eventuale discussione?

    5. guarda, sei sicuramente provocatoria e secondo me hai anche la tendenza a voler travisare quello che uno dice; e non parlo di questo tuo ultimo commento, ma dei precedenti. Perdonami, ma non mi va proprio di sentirmi dire da una che non sa niente di me (=tu) che sono “molto distratta”. Credo di essere una delle persone meno distratte al mondo; anzi, sono talmente poco distratta che ho proposto un pezzo su questo argomento per il mio giornale.
      È fastidioso anche che tu scriva: “a me queste cose urtano (…). quando uno si sveglia la mattina e si accorge di qualcosa che è lì da un bel pezzo. e poi ci suggerisce anche di pensare a regalare le nostre cose… come se il resto del mondo si fosse svegliato nello stesso momento e non avesse mai pensato prima a tutto ciò”.
      Scusa, Begonia, ma come ti permetti?
      Non mi sono mai sottratta al confronto e alla discussione rispettosa; francamente, però, di farmi prendere per i fondelli gratis da una sconosciuta faccio volentieri a meno. Di qui l’invito a frequentare altri blog se, come dici tu, le cose che leggi qui “ti urtano”, o le trovi poco interessanti, o ancora, pensi che io sia come Maria Antonietta, che di fronte a chi le faceva notare come il popolo non avesse più pane, rispose “Che mangino brioches”. Ma per carità.

    6. Scusami Paola,
      io non prendo per i fondelli nessuno né ho detto che sei come Maria Antonietta… dove l’hai letta questa? Tanto meno ho scritto che le cose che trovo qui sono poco interessanti, ma non importa…
      a me pareva una discussione rispettosa, come dici tu, ma se secondo te non lo è non proseguo.

    7. “come puoi non rendertene conto? forse vivi in una situazione molto privilegiata, oppure sei una distratta cronica…”. parole tue. che mi fanno venire in mente la storia di maria antonietta. forse comunque ci siamo un po’ fraintese, il tema è caro a entrambe in modo diverso e siamo (ultra)sensibili. comunque il succo della questione non è questo, almeno mi pare, ma ancora una volta il fatto che c’è gente disperata. e i nuovi dati (parlo delle ultime ore) sono sempre più impressionanti.

  16. Cara Paola, è veramente un colpo scoprire che non in Africa, ma nel tuo stesso quartiere, ci sono persone in grave crisi economica. Certo, i soldi non fanno la felicità, ma quando non si hanno per il necessario tutta la vita è incentrata su quello:come tirare fine mese.Nel mio piccolo ho una rete di contatti, tutte conoscenze dirette, a cui do i vestiti che butto e che sono in buono stato. E’un’enorme soddisfazione poter aiutare chi hai davanti!

  17. a me è capitato il contrario: sia con la prima che con il secondo non ho mai avuto problemi ad accettare roba usata, sia oggetti che vestiario: durante il primo anno le cose si mettono pochissimo e mi arrivavano caterve di roba nuova che ho usato tantissimo, tanto che per nessuno dei due ho quasi comprato nulla per i primi anni.
    Quando la grande ha fatto tre anni e non potendo reciclare tutto con il maschio, mi sono fatta avanti con tutte le pancione che conoscevo, mi faceva piacere ricambiare il favore fatto a me eppoi era tutta roba buona, praticamente nuova, mi spiaceva buttarla via.
    Beh, ci credereste, hanno fatto tutte le schizzinose.
    Alla fine ho fatto un mondo di bustoni e li ho portati in una casa famiglia dove veramente ne avevano bisogno
    rob

  18. Purtroppo si hai ragione. Io da quando è nata Caterina non so nemmeno più quante buste ho fatto per i bimbi di famiglie che veramente non hanno neanche i soldi per vestirli e sempre gli ho messo anche un giochino o un pupazzo che tanto la mia, fortunatamente, ne ha anche troppi. Invece per le cose “grosse” ho reciclato tutto quello che poteva darmi da mia cognata che ha due figli perchè proprio gli sprechi visto come va il mondo non li sopporto.

  19. Cara Paola,

    purtroppo questa è un duplice tema dolente: la miseria che avanza e il non rendersi conto di quanto avanza.
    Oltre ad essere una pallosa vegana, sono pure una che ogni tanto si fa affligere dai mali del mondo (senza purtroppo riuscire a combinare molto se non raccimolare rabbia e frustrazione) e per anni ho fatto volontariato, raccolta firme, propaganda sociale della serie “fatti carico anche tu di questo e di quello”…Insomma,sono stata spesso in mezzo a chi “non sta bene sul serio” in vario modo. Ed ora mi rendo conto che sempre più famiglie (la mia compresa) si avvicinano agli standard delle persone che cercavo di aiutare. Io sono fortunata e sono piena di amiche che mi danno una mano: vestiti ne ho dovuti comprare pochissimi, mi hanno passato lettino e seggiolone, la casa per le vacanze me la prestano e anche tanti giochi li ricevo di seconda mano ma praticamente nuovi. I miei suoceri ci danno olio e salsa di pomodoro e con i gruppi d’acquisto risparmio sulla frutta e la verdura buona. Ma senza questi aiuti la mia family, con un mutuo trentennale di 1000 euro al mese (+ spese condominiali) per una casa all’ultimo piano senza ascensore in super periferia (mutuo al 100% perché i nostri genitori non hanno potuto darci nulla), uno stipendio da infermiere di sala operatoria (1500 euro) e uno da impiegata nel settore cultura con orario di 6 ore (1350 euro) non ce la faremmo. Certo non mi lamento e non sto a fare la piangina perché ho tutto quello di cui ho bisogno e molto di più, ma nel 1999 con il mio primo stipendio di 2.000.000 di lire al mese mi sentivo stra ricca. Le cose sono cambiate in peggio da questo punto di vista e anche se continuo a fare sacconi di roba che poi mia suocera porta alle suore, mi rendo conto che quel libro che voglio non me lo posso più comprare. Anche se poi vinco un concorso e me lo regalano 😉
    mamma jane
    ps. la grande salvezza sono le relazioni, le persone che sono veramente in difficoltà sono quelle che sono anche sole, senza contatti. E’ lo stesso insieme di concause di cui parlavi nell’articolo sulle madri che hanno ucciso i propri figli e che ti porta alla disperazione. Come dice mio marito “dobbiamo stare vicini vicini”

    1. Perdono per quello che scrivo, sicuramente non è una guerra tra chi se la passa peggio o meglio, ma due persone con stipendio complessivo di 2850 euro, togliendo anche il mutuo di 1000, in questo periodo mi sembra puerile anche stare a scriverlo….o gestisci male il tuo bilancio o ci stai prendendo in giro. Qui si parla di gente che fa la fila alle mense dei poveri…….. che non riesci a mettere da parte qualcosa pur avendo aiuti a destra e manca è un problema che sinceramente non tange.
      Barbara

    2. L’ho scritto solo per dire che la situazione peggiora, che nel 1999 mi sentivo “ricca” e ora faccio fatica ad arrivare a fine mese. Ho detto anche che non mi lamento e che ho tutto quello di cui ho bisogno e anche di più. Mi sembrava chiaro che non mi stavo mettendo a livello della gente disperata e senza lavoro. Comunque magari non sono brava a far quadrare i conti, magari mi puoi dare tu qualche consiglio. Ai 1000 euro aggiungi 200 euro minimo al mese di spese condominiali. Poi togli luce, gas, telefono, abbonamento ATM, spese bollo e assicurazione macchina (queste divise a metà perché l’auto è in comune con un’altra famiglia) togli il cibo ( spendo parecchio perché sono vegana e vivo di frutta e verdura ma in compenso non spendo per le medicine), però se c’è un imprevisto tipo meccanico o idraulico, non ci sto dentro. Ora, ad esempio, ci hanno comunicato che dobbiamo per forza rifare la facciata di casa perché cade a pezzi e che dovremo pagare altri 250 euro al mese per 5 anni e sinceramente io non so come farli uscire fuori. Non abbiamo vizi, tipo sigarette, non usciamo mai e le vacanze le passiamo a casa di amici, sono anche fissata con la decrescita quindi a parte i libri, non compro nulla. Se però hai altrii consigli da darmi ti ringrazio. Mamma jane

  20. Ciao Paola,
    soluzioni non ce ne sono… ma esistono delle buone pratiche che possono aiutare.

    Una è quella che suggerisci tu: regaliamo, scambiamo, barattiamo… non passiamo per i circuiti distributivi…riutilizziamo e ricicliamo, sempre. Dovremmo smetterla di essere schiavi del comprare tutto il comprabile, viviamo bene lo stesso anche se abbiamo vestiti usati e mangiamo verdure del nostro orto in terrazza.

    I gruppi d’acquisto aiutano, se sono veri gruppi d’acquisto ti supportano anche in momenti economici di difficoltà. Noi a Padova lo facciamo e cerchiamo di farlo anche con i nostri fornitori.

    Infine…se hai voglia e tempo prova a leggere il saggio “L’ALTRA VIA” di Francesco Gesualdi: descrive un nuovo modo di concepire il mondo e il sistema economico. Dà una visione diversa, traccia una strada alternativa…che magari non sarà giusta, ma dà una speranza che un altro mondo sia possibile!

    Se puoi, racconta su Gioia di tutte quelle esperienze che stanno cercando di cambiare il mondo perseguendo valori di solidarietà, accoglienza e decrescita… ce n’è tante, funzionano e possono servire da esempio e aiuto a chi magari ha perso la fiducia sulle possibilità di cambiare.

    Un abbraccio

  21. @mammaJane, hai ragione da vendere: quel che conta davvero sono le relazioni. Forse la crisi ci ha spinto a mettere a fuoco meglio, più in fretta, questo aspetto della vita. Tu sai, e credo anche gli altri lettori, che io vivo in un cohousing; la motivazione forte che mi ha spinto a farlo riguarda proprio l’aspetto relazionale. Senza contare che in cohousing si baratta, si ricicla, si scambia, ci si offre collaborazione a vicenda (e imparando a farsi le cose da soli, dal tagliare l’erba del giardino alle piccole riparazioni meccaniche ed elettriche, si risparmia anche un bel po’). Un bel modo di essere, come direbbe tuo marito, vicini-vicini.
    @Darietta, grazie per la segnalazione, mi procuro subito il libro di Franco Gesualdi!

  22. Scusa se mi permetto, ma davvero mi domando anch’io dove vivi?? Non ti eri accorta che anche in Italia esistono i poveri, non ti capita di leggere notizie riguardo la disoccupazione? Se la gente non ha lavoro e deve pagare affitto e bollette quanto soldi pensi che gli avanzino!?
    Sonia

    1. Sonia, certo che me ne sono accorta, grazie, sei molto gentile a ricordarmelo anche tu. sto dicendo che HO MESSO UN ANNUNCIO SU INTERNET E IN MENO DI UN’ORA MI HANNO RISPOSTO VENTI PERSONE CHIEDENDOMI DI TUTTO (L’ANNUNCIO ERA PER UN LETTINO IN REGALO), RACCONTANDOMI LE LORO STORIE DI DISPERAZIONE E IN GENERALE I FATTI LORO. scusate, mi è scappato il maiuscolo. ora: ebbene sì, rivendico il diritto a trovare questo fatto spiazzante. E il mio post, questo post, nasce come riflessione sul tema e soprattutto con l’intento di coinvolgere il maggior numero possibile di persone che magari possono dare una mano a chi, in questo momento ne ha bisogno. mi chiedi dove vivo. a milano, in un posto in cui per risparmiare sulle spese e per promuovere uno stile di vita sostenibile e non consumistico abbiamo scelto di scambiare/fare la banca del tempo/ riciclare/farci l’orto in terrazza e le riparazioni da soli. e infine, altra risposta,lavoro in un settimanale femminile; non solo leggo le notizie sulla disoccupazione, ma le scrivo pure. grazie per la tua attenzione.

    2. Posso capire l’intento del tuo post e anche che tra conoscere una realtà e sbatterci la faccia sia diverso, ma il tuo post era di facile fraintendimento, credo che tu nn abbia scelto le parole più giuste. Ed è proprio perché so che sei una giornalista ho trovato “strane” le tue affermazioni.
      Ciao Sonia

    3. sonia, a voler fraintendere puoi trovare “strana” qualunque cosa. io credo invece che le parole che ho usato siano centrate. sei libera di pensarla diversamente, ovvio.

  23. Ti capisco… A volte passo con delle borse di vestiti che non usiamo più (ma in relativo buono stato) in una cooperativa di bisognosi. L’altra volta era un mercoledì (giorno in cui distribuiscono vestiti e cibo a chi ne ha bisogno). Io sono entrata con una sacca e una giacca appesa su una gruccia. Appena mi hanno vista con la giacca (da bambino maschio-taglia circa 4 anni) in mano due padri di famiglia hanno cominciato a seguirmi e uno ha chiaramente allungato il passo per essere il primo ad afferrarsi la giacca. (che poi io ho consegnato ad un volontario)…ecco mi ha fatto un po’ tristezza… un bambino è rimasto senza giacca…

  24. la crisi avanza, la povertà pure anche tra persone fino a poco tempo fa “normali”, famiglie con bambini e magari un mutuo, se uno dei due genitori perde il lavoro, ecco che saranno una nuova famiglia di poveri. mi pare aumenti sempre di piu’ la sperequazione sociale. Paola, perche’ non scrivi anche dei suicidi? piccoli imprenditori, piccoli artigiani che colti dalla disperzione la fanno finita….i piu’ con mogli e bambini….
    Alessia

  25. …comunque, secondo me, se “non ci sei dentro” a questa nuova povertà che purtroopo aumenta, uno non ci pensa, lo legge sui giornali, lo ascolta alla tv, ma non pensa sia cosi’ tangibile, cosi’ realmente vicino…e tanti secondo me, non ci sono ancora perche’ noi italiani abbiamo ancora, di solito, le famiglie che anche economicamente possono aiutare (santi nonni!!)…ma finiti i risparmi familiari, se non ci si riprende da questa crisi, come finiranno tante famiglie italiane?
    Alessia

  26. Cara Paola, stiamo iniziando l’orto sul balcone. Confido in Fabio e Bennji perché io ho il pollice nero di seppia :-) speriamo ci scappi almeno un’insalata! Piacerebbe anche a me il cohousing…notte. Jane

  27. Ciao Paola, retorica sulla crisi a parte (che c’è, che è tutto vero) sarebbe carino organizzare qualcosa per chi è in difficoltà.
    E se scrivessi un articolo su Gioia creando un’iniziativa, magari organizzando un evento (tipo mercatino dell’usato, la butto lì) forse sarebbe anche utile.
    alla fine sono i fatti a cambiare le cose.
    Io sono di Milano e se vuoi possiamo organizzare qualcosa insieme, se ti va, se ti interessa, se hai la possibilità, voglia, tempo, ecc.ecc. Possiamo contattarci se vuoi, la mia mail è zauli.elena@gmail.com
    Elena.

  28. Qui in Toscana sono molto forti i gruppi di acquisto solidale (GAS) che tra tutte le attività permettono molti scambi/baratti/ragali e ricicli di qualsiasi tipo di materiale.
    Proprio stamattina ho fatto il “cambio degli armadi”: praticamente il mio primogenito che ha quasi 4 anni ha ereditato tutto di seconda mano, dal lettino al seggiolone ai vestiti, giochi vari, bicicletta ecc.
    A nostra volta facciamo girare tutto ciò che non ci serve più, non solo vestiti, ma attrezzi vari, apparecchi elettrici, mobili. Davvero qualasiasi cosa.
    Per la prima volta mio marito ha messo un annuncio su un giornale gratuito con il ns n. di tel. per uno stereo NON FUNZIONANTE (non va il lettore cd, ma solo le audiocassette), vecchio, ingombrante. Lo davamo via gratis ovviamente. In quattro giorni penso di aver ricevuto una trentina di telefonate.
    E ho vissuto la tua stessa esperienza, in piccolo…

  29. io credo ci siano due problematiche di fondo: che siamo in un periodo di crisi e molta gente è rimasta senza lavoro e che ci sia una cultura consumistica malata, che porta ad avere – esempio raccontatomi da un’assistente sociale – il televisore LED da 40” e non avere abbastanza sedie in casa per tutti.
    molti miei amici lamentano di arrivare a fine mese col conto in rosso. non uno che non abbia il cellulare ultima generazione, il vestito firmato o la dispensa piena di cibi precotti e preconfezionati… bisognerebbe riflettere anche su questo, no?

  30. Quando la ditta per cui lavoravo ha chiuso, nel 2010, sono rimasta incinta della mia secondogenita.
    Ora sto cercando lavoro, lei e’ grande e con uno stipendio non basta.
    Purtroppo non trovo nulla.
    A volte mi sento inutile per la mia famiglia perche’ non riesco a contribuire nemmeno con qualche centinaio di euro. Poi c’e’ il lato personale: ho studiato, ho sempre lavorato e ora nessuno mi vuole. Deprimente.
    Tutto e’ misurato. E le cose superflue tagliate.
    La domenica si fa una passeggiata vicino casa per non consumare benzina. Zero pizze fuori. Zero vestiti. Zero sfizi.
    A volte mi butto proprio giu’. Per fortuna i miei figli mi rendono felice e orgogliosa. Ma il futuro mi spaventa: riuscire a dare ai bimbi tutto quello di cui hanno bisogno?

    1. Anche io sono come te.
      Ho 2 figli, e mutuo da pagare.
      A gennaio arriva il licenziamento dopo solo un anno di lavoro,stessa sorte era capitata a mio marito 15 gg prima.
      Lui per fortuna ne ha trovato subito un’altro,io dopo diversi mesi.
      Ieri ho saputo che anche qui mi stanno per chiudere le porte.
      Si è molto frustrante… mi sentivo una mezza persona, una mezza mamma e una mezza moglie.
      Poi ho reagito, e mi sono resa conto che se riusciamo ad arrivare a fine mese è anche merito mio:
      faccio i dolci in casa, la pizza, aggiusto i vestiti, i giocattoli e mi arrangio per sfruttare a meglio tutto ciò che abbiamo.
      Per me il cinema, le vacanze, il parrucchiere, l’estetista, senza parlare dei vestiti nuovi non esistono più da anni.
      Ma non importa, l’importante è che la mia famiglia stia bene, e figli felici col poco che abbiamo.
      Si è vero più di cosi non posso stringere la cinghia, non vedo molte vie d’uscita.. ma nonostante ciò conservo gelosamente tutti vestiti e gli oggetti usati per far crescere miei figli perchè spero prima o poi di averne almeno un’altro.
      Se avessimo dato retta ai soldi non ci saremo mai sposati ne tanto meno avremo avuto figli, ora non posso concepire l’idea di una vita senza queste due cose.
      é VERO C’è MOLTA CRISI MA I SOLDI SONO ANCHE MOLTO MAL SPESI…
      Il mio lavoro mi porta ad avere a che fare con gente che sta veramente male, vedo purtroppo molte PERSONE NON CURARSI per non rinunciare all’apparenza estetica del parrucchiere ecc ecc.
      Tanto so che mi darete tutte addosso ma devo dire quel che penso:
      CERTE PERSONE SI MERITANO LA CRISI PER RIDIMENSIONARE LE PRIORITà, ma probabilmente non arriveranno mai a capire.
      MAMMA ANNA

  31. Visto che qualche post fa si parlava di organizzare un incontro tra “mamme che erano brave prima di avere dei figli”, si potrebbe organizzarlo con annesso mercatino del regalo e del baratto…che dite? mamma jane

  32. Ciao Paola, vorrei dire anche io la mia. Spero tu legga queste righe, dopo che io ho letto il tuo articolo su gioia oggi. Ti dirò subito che sono in netto disaccordo sulla tua decisione di dare a Mario il lettino e capirai il perchè. Odio i furboni….perchè per anni ho dato a una mia cara amica (testimone delle sue nozze e madrina della bambina)e suo marito (la mente come poi l’ho soprannominato), a cominciare dagli arredi della cameretta, tutte cose di marca costosissime, e poi lettini passeggini,seggiolini macchina, seggioloni e quantità enormi di vestiti, trapunte per lettini, cappotti, piumini, doposci ecc….. per poi capire dopo tanto ma ci sono arrivata che si erano rivenduti quasi tutto!!!!!!!!!!!!! Hanno tenuto solo un lettino e il vestiario della miglior marca…. Inutile dirti il mio dolore e nello stesso tempo rabbia e cmq da quando me ne sono accorta non ho più dato loro nulla…ho fatto solo tanti bei sacchetti caritas……Ciao…
    p.s. premetto che non sono ricca, ho tre figli, ho lavorato ventanni come impiegata e poi ho lasciato per stare con loro…adesso avrei tanto bisogno di quel lavoro a cui ho rinunciato…….
    ….per chi legge..postate tanti commenti, vorrei sapere cosa ne pensate!

  33. Eccome se ti rispondo subito!! Ciao, io ho già commentato più su anche su questo argomento che metti tu…Io ho venduto tutto il vendibile, tranne l’abbigliamento che ho dato anche io alla caritas.
    Con i soldi ricavati ho comprato altro abbigliamento ai miei due bambini. Purtroppo non mi è stato regalato quasi nulla e abbiamo comprato tutto con i nostri soldini (uno stipendio in 4)e onestamente mi sembrava giusto ricavarci qualcosa dai 2 seggiolini auto, dal lettino, dall’alzatina per la sedia da pranzo, dalla sponda per il letto grande (che tra l’altro l’ha comprata un ragazzo per sua nonna superanziana per non farla cadere dal letto), dal trio del passeggino ecc ecc. Mi sono rientrati bei soldini!!!! Di regola quando metto gli annunci mi contattano immediatamente i negozi dell’usato per bimbi. Ti propongono il 50% di ciò che chiedi….L’ho fatta una sola volta la fesseria vendendo il box, pagato un sacco di soldi, e mi hanno dato 15€…Non mi hanno fregata più…Vendo tutto in privato e i soldi me li tengo tutti io! Ho ancora in vendita un paio di cosette, ma conto di fare in fretta a liberarmene!Tempo fa una mia amica mi ha chiesto il seggiolone, mentre era in vendita, per sua sorella!! Bè mi è dispiaciuto ma le ho detto di no…Era già stato usato per due bambini e qualcosa ci potevo ancora ricavare…con un terzo uso, alla fine, sarebbe stato da buttare.
    Scusa ma tu questi amici non li frequentavi? non vedevi che tutte le tue cose non esistevano a casa loro? Li frequenti ancora? spero di no vista la falsità estrema con cui ti hanno trattata!!!!

  34. Ciao Biancaneve, si può sembrare strano ma li frequento ancora, però la delusione mi ha un pò staccata a livello di affetto… si li conoscevo ma non fino a questo punto…diciamo più lei in quanto siamo amiche da quando eravamo ragazzine, e ha sempre avuto un pò il braccino corto, da più grandi quando andavamo a ballare non prendeva mai la sua macchina, non divideva mai le spese della benzina e non offriva mai nulla, premetto che tutte e due vengono da famiglie benestanti e loro hanno due lavori di tutto rispetto…è così, quando nella vita non sei scaltro di conseguenza sei “scemo” ma nel senso buono della parola. Io vivo in provincia e da noi c’è un solo negozio dell’usato che non ti da quasi nulla…diciamo che più di dieci anni fa vendere sul web non era tanto una cosa consueta…cmq io le cose l’ho date con il cuore visto che quandi ti nasce un figlio ci sono tantissime spese e si rimane sempre all’asciutto a fine mese….cmq non ho potuto verificare perchè avendo una casa piccola,con una sola camera, mi avevano detto che avevano messo tutto nella cantina dei suoceri….quando hanno fatto la cameretta ho capito tutto ma non ho avuto il coraggio di dire nulla….p.s. all’ultima borsa piena di abiti, giacche ecc…che ho consegnato a lui, mi ha detto che gli faccio roteare i dollari negli occhi come a paperon de paperoni…..

    1. Noooo ti avevano detto pure una balla pazzesca…che la roba era in una cantinaaa…Onesta ti dico che non riuscirei a frequentarli, ma io sono di quella pessima razza che non riesce a passar sopra ai torti…specie così sporchi!
      Ma quando lui ti ha detto quella frase…non gli hai risposto nulla? Il dollaro ti si forma nella pupilla se sai che le cose ti renderanno un introito…non se sai che le dovrai usare tu! A me la gente così mi sa troppo di viscidume….non ce la farei…comare o meno!
      Dieci anni fa non si vendeva sul web…hai ragione, ma c’erano già tantissimi giornali appositi! Bè diciamo che loro hanno guadagnato ciò che spettava a te!
      Però ti devo dire una cosa….mi fa specie parlare con una ragazza “anonima”! Tu puoi entrare nel mio blog e conoscermi….piacerebbe anche a me!..Ciao 😀

  35. ahahahahhaahha io credevo tu lo facessi apposta proprio per restare anonima!!!! Bè…a parte che uno si può anche firmare alla fine dello scritto! Devi fare una iscrizione su Google (oppure se ne hai già una ad es su YouTube, va bene lo stesso)poi quando entri nei blog e commenti, quando ti chiede con quale opzione vuoi entrare a fare i commenti, tu lo fai con l’Id e la password della tua iscrizione…non è necessario avere un blog!E’ facile!

  36. Quel genio di mio marito
    Immagini…Pensi…

    Questi sono i tuoi blog? Scusa ma ho difficoltà a districarmi qui….cmq mi sono iscritta al secondo, ho un avatar con la faccia della Pausini….

  37. Siiii E Brava Tiziana!!!! Ti ho vista…Il mio blog personale è proprio quello dove ti sei iscritta….l’altro è un blog stupendo in condivisone, ma non è mio.
    Magari ora possiamo parlare da me visto che stiamo sfruttando il blog di Paola( perdono!!!!) e non abbiamo nemmeno pagato l’affitto!!! A presto!

  38. Io mi sto inventando di tutto per arrivare a fine mese. Abbiamo la fortuna sfacciata di avere cognate e amiche che ci passano di tutto per la piccola, altrimenti non so come potremmo andare avanti. presente le anoressiche che contano le calorie di ogni briciola che mangiano? ecco, io ogni azione calcolo quanto mi costa , di continuo, compro solo lo stretto indispensabile, in cucina sviluppo tutta la fantasia possibile e immaginabile e così con poca spesa sembra di mangiare di lusso ;)) .
    è difficile ammettere con gli altri di essere in questa situazione, un po per non volersi piangere addosso, un po per vergogna….
    eppure siamo ancora fortunati, anke noi facciamo borse di indumenti usati da portare al dormitorio e la gente ti aspetta e ti kiama angelo …
    so ke sono completamente irresponsabile ma nonostante tutto siamo in cerca del secondo figlio (ke molto probabilmente saranno due!!)!!

  39. Il mio motto è: se una cosa funziona, si può riciclare. Con la maternità ho preso praticamente tutto quello che mi hanno dato di seconda mano o prestato: dai vestiti premaman a quelli per la bimba, al lettino, culla, seggiolone. E lo stesso farò con le cose che non dovrò restituire o che ho comprato io. Oltre che una questione di umanità, è anche una questione di attenzione per l’ambiente: ci rendiamo conto di cosa comporta smaltire un seggiolino auto? Quanto inquina buttare un lettino di legno? Prima di buttare pensiamo a regalare le cose che per noi sono ormai inutili a chi saprà farle rivivere.

  40. C’è una cosa che di molti commenti che mi lascia basita: ho regalato un sacco di cose di mio figlio: culla,passeggino, lettino, sdraietta, trapunta,trapuntino,trapuntone,copertina leggera, sovracoperta, vestiti, seggiolino auto, seggiolino moto, seggiolino treno, seggiolino pulman, seggiolino spaziale..
    Logicamente ironizzo ma non vi sembra un pò eccessivo tutto questo corredo per un bimbo. bastano meno cose.. o no?

  41. Scusate se approfitto, qualcuna ha esperienza di siti SERI dove poter scambiare o vendere articoli usati per bambini?
    Grazie 😉
    Raffa

  42. Io non ho ricevuto nulla per la mia bimba, anche perchè non ho parenti o amici con bimbi. Abbiamo comprato tutto con grossi sacrifici, ricorrendo a prestiti dei familiari. Mi sarebbe piaciuto regalare la roba, ma non lo farò…qualora io dovessi avere un altro figlio o magari mio fratello, non ho assolutamente le possibilità di comprare tutto nuovamente essendo io disoccupata (e non riesco a trovarla un occupazione). Ps. Il lettino di mia figlia lo ha fatto interamente a mano il nonno.

  43. Io ho ricevuto molta roba da una mia amica che qualche anno fa faceva da collegamento tra le mamme e mi son detta: perché non fare anche io qualcosa che possa facilitare l’incontro e lo scambio?
    Ho due bimbi e gli armadi pieni di roba, non voglio buttarla e mi piacerebbe moltissimo poterla dare a chi ne ha bisogno e trovare oggi anche io qualcosa per i miei piccini.
    Spinta da questa necessità ho fatto, nell’ultimo anno, un sito che dovrebbe servire proprio a facilitare l’incontro. E’ TOTALMENTE GRATUITO, se volete visitarlo ci sono già un po’ di articoli: http://www.condividi-amo.it

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    1. I’m a proponent of points scored. The biggest issue with the head-to-head tiebreaker, to me, is that it doesn’t account for bye weeks. I might have half of my studs on bye in a given week, and could be playing against an opponent who’s at full strength.Bye weeks only take into account one or two data points during the course of the season, whereas points scored considers all thirteen weeks. My vote goes for total points scored.VN:F [1.192._1169](from 1 vote)

    2. oo.. puteri bayu… memang aku tk peka pun… sbb ayah aku pakai uniform polis yang mantan ketua polis dok pakai tu.. sbb tu aku tktau.. tp time kasih la sbb kau bgtau.. lagipun aku tk kawin ngan polis mcm kau.. so.. sorilah k..

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