Trenta giorni all’alba

Dovete fare pensieri dolci e meravigliosi
Mi è piaciuto che questo inizio d’autunno sia stato a conti fatti fin qui così clemente. Mi piace però anche il vento che oggi agita le foglie degli alberi in giardino e rende i bambini elettrici. Per finire il libro che sto scrivendo di recente mi capita di alzarmi alle 5.40, subito dopo la poppata mattutina della Piccolissima, anziché tornare a letto a rotolarmi e imprecare nel tentativo di riprendere sonno. Così ho osservato l’alba più spesso di quanto mi sia mai capitato prima. Molti scrittori che ho intervistato per lavoro negli anni, in effetti, mi hanno ripetuto che è proprio in quel momento sospeso tra la notte e il giorno che riusciamo a volare alti; è in quell’ora assieme magica e tragica che ancora possiamo sentire quel prurito sulle spalle nel punto dove un tempo avevamo un paio di ali.
Nessun uomo bianco è così astuto Da cogliere di sorpresa i pellerossa senza imbrogliare. Pensavo che quelle raccontate dai famosi scrittori fossero fregnacce e invece ho capito che se ho una probabilità su cento di riuscire, un giorno, a campare di libri, quella probabilità risiede per me nell’arrivare in anticipo sulla giornata; evitando, nei limiti del possibile, di farmela rotolare addosso come uno schiacciasassi implacabile che non ho modo di schivare.
Quando il primo bambino rise per la prima volta Nel frattempo i miei figli permangono in modalità casino, il che non aiuta la mia concentrazione. Sono lieta di verificare giorno dopo giorno che hanno in questo preso da me, tutti e tre, e amplificano con la crescita il fare caciarone ma tenace tipico dei Maraonidi. Il Maraone non entra, irrompe. Il Maraone non cammina, corre. Non si stanca, si sfinisce. Non mangia, si abbotta. Non discute, ma massacra l’avversario. Non sorride, si contorce a terra dalle risate fino a svenire. È in fondo una specie di Chuck Norris, però di origini ciociare.
Tutti i bambini crescono, meno uno Avere in casa tre Maraonidi di statura compresa tra i 70 e i 130 centimetri è un bello sbattimento persino per la Maraonide-madre, che avendoli generati e geneticamente influenzati ben sa di che pasta sono fatti. All’asilo nido della Piccolissima l’ultimo report la descrive «ottimamente inserita, simpatica, decisa, ostinata; per ottenere quel che vuole strilla a più non posso finché non l’ottiene». Tra gli altri achievements della Pupa ci sono la risata sforzata a comando (con tono gutturale), il ripetere «mamma» con voce bassissima e rauca, tipo E.T., il segnalare l’appetito con una serie di «am, am, am» progressivi espressi a decibel che aumentano esponenzialmente.
Oh, perché non puoi restare così per sempre? I Pupi grandi sono molto affezionati alla sorella. Le affibbiano ogni genere di soprannome e lei risponde a tutti. La chiamano «corpo» perché soprattutto da nuda somiglia a un compatto tronchetto della felicità. Oppure Bobona, Small Boboni, Sbomballoni, e ultimamente anche Small Farloni che non vuol dire niente ma fa ridere. «Dov’è tua sorella?». «Sta farlonando sotto il tavolo». «Che combina Boboni?». «Ha dato ancora il suo Plasmon al cane». Laccio ha capito come gira il fumo e si fa trattare come una bambola di pezza in cambio di doni gastronomici: il Pupo lo chiama «lo spazzino» perché quando a tavola non gli piace qualcosa è sufficiente farlo scivolare a terra con discrezione; qualcuno, nel giro di pochi istanti, arriverà a farlo sparire. Se mi fate una lista dei soprannomi più buffi in voga nelle vostre famiglie ve ne sarò grata.

Soundtrack: Se avete capito le citazioni (penso di sì, eh) allora sapete anche cosa andare a (ri)ascoltare.

67 commenti su “Trenta giorni all’alba

  1. Noi ci chiamiamo banalissimamente “gatto” a vicenda.. che poca creatività! Mia nipote è stata soprannominata Popi da piccola, ed è rimasta Popi anche ora che è adolescente.

  2. Il piccolo è Bob lo spaccatutto, il grande è Losky (da Milosky o il Grande Lebosky dipende da come butta :). Mio figlio grande, una volta ospite da vostri vicini di casa, ha fatto cadere a terra della pasta al sugo e guardandola esterrefatto ha esclamato: “Ah già qui non ci sono cani che vengono a pulire, accidenti!”. Si abituano presto e bene ai pulitori.

  3. io e mio marito quando non ci detestiamo ci chiamiamo piccione (termine sia maschile che femminile) e quindi nostra figlia diventa piccionetta.

    Siccome però ultimamente ci detestiamo assai, lui mi chiama con il mio nome completo senza diminutivi e con tono da subito polemico e io lo chiamo col suo diminutivo ma con tono molto scocciato.

    non so se è buffo, effettivamente anche no.

    m.

    La bambina resta sempre piccionetta

  4. Il piccolo lo chiamiamo Goz (Gozzilla perché distrugge le cose che il fratello costruisce) o Quà Quà (se conosci il suo nome i arrivi da sola!).
    Io quando ero bambina ero amorevolmente ribattezzata “Manicchie” perché pare mi cadesse tutto. Infatti il mio primogenito quando dico che sono maldestra chiosa: anche malsinistra!

  5. Uhh noi coi soprannomi ci andiamo a nozze! (soprattutto io, lo ammetto).

    Il nostro bimbo era banalmente “pisellino” nella pancia, per poi diventare “piccolo pisello”->”piccolo pizelu”->pizelu, ad oggi.
    A pizelu alterno “cornucopio”, deformazione molto fantasiosa di “cornuto” (perchè è un gran cornuto), “kreacher”, come l’elfo di harry potter, perchè “creatura” fa troppo napoletano, o ancora “jackie chan”, visto che banalmente si chiama Giacomo e ancora non ho trovato un diminutivo decente, se non “jack”.

    E ha solo due anni, povero cristo!

    Il soprannome piu’ bello e di cui vado piu’ fiera, pero’, è quello che ho appioppato a un collega: si chiama Thomas (alla francese, tomà), e dopo che una volta un amico toscano mi ha chiesto “ma chi, quel budello di to’ ma’??”, è diventato piu’ stringatamente “IL BUDELLO”.

    Poverino..

    franz

  6. Allora, la mia piccola è stata soprannominata Baba e se l’è sentito dire talmente tante volte che ora quando le chiedono “Come ti chiami?” prontamente risponde: “Baba!” E s’incavola se le dici come si chiama davvero. Poi io mi produco in altri soprannomi poco lusinghieri tipo Puzzetta, Puzzi Puzzi, Puzzi Trepuzzi, Popozzella e così via, che comunque sembra accettare perché si gira sempre. Poi, se parliamo di soprannomi affibbiati da me al prossimo adulto, un compagno delle medie coatto, fighetto, ma comunque basso è diventato Il Bonzetto.

  7. Mia figlia, ormai alle soglie della maggiore età, sin da piccola viene chiamata Blindozza (anche nella versione Blindovizza) nessuno ricorda perché se non che tutto é partito da un gioco di parole storpiate, ma quali?

  8. cavolo,noi non abbiamo soprannomi, che tristezza. Però mio nonno mi chiamava gamberilli (mio fratello era astutillo, boh) fino ai dieci anni, pare perché fossi molto magra. Evidentemente, non lo rimasi, sigh. Mio marito mi chiama “Hey”.

  9. Risposta: popi (pure io!), popipopi, popilupi, popilù, che ora è diventato topilù, da cui sgnopilù, topiletta, topimici, pippilippi, mitchi, mitchina, titti (ora che è arrivato tito), titino il breve, tittituttotitta

  10. Mitica Popi. Povero Laccio.
    Però questa cosa di alzarsi a cavallo tra la notte e il giorno un po’ mi fa paura. Lo devo fare anche io? Se però è la ricetta giusta allora lo faccio. Ma non c’è una versione light?

    1. francesco devi farlo se vuoi diventare un uomo migliore! me l’ha detto una visione apparsami in sogno. stamattina però ho dormito fino alle 7.11 (dalle 22 di ieri sera). la piccolissima infatti mi ha graziato

    2. Va bè, ma invece a me la visione apparsami in sogno mi ha detto che potevo svegliarmi anche alle 7:30. Io sapendo del fatto tuo gli ho chiesto: “Ma se mi alzo a quell’ora divento una persona migliore?” E lui mi ha detto: “Per quanto ti possa alzare presto non sarai mai migliore di Popi Copi”. A quel punto ho gridato e mi sono svegliato. Buongiorno

  11. Mamma che brava! Io quando la piccolo si riaddormenta dopo la poppata del mattino ricrollo svenuta all’istante!!! Altro che scrivere libri…da piccola mi chiamavano checca o checché…da adolescente ovviamente lo detestavo! Giorgia invece era “puntino” visto che alla prima ecografia era 1,5mm di esserino! Adesso topino, topolo, topinambur e visto che non sta ferma un attimo è agente toposky in azione!

  12. I soprannomi che appioppo io sono tragicamente senza senso: mio figlio (manuel) è Chapper o Franco..così…mia figlia è Anina (e non si chiama Anna).
    Nota tenera e romantica: mio padre chiama ancora mia mamma, alla soglia dei 72 anni, BIMBA
    Chiara

  13. I tuoi racconti sono sempre bellissimi e la stirpe dei Maraonidi è ufficialmente sinonimo di allegria, qui. I nostri soprannomi sono, per lei il poco originale Nana (ormai superato, data la statura) e l’azzeccato Chiappina. Per lui, invece, Pietrocci, affibbiato quando, a pochi mesi e ciocciotto, veniva -poverino!- vestito con un paio di braghe ascellari, tipo Fantozzi, Fantocci, Pietrocci. E così è rimasto, con quella desinenza ridicola applicata ad ogni parte del suo corpo: la manocci, il piedocci, la chiappocci…

  14. Io e marito siamo i “Truffini” (da Truffolone. ..chi ha letto Ortolani sa!), quindi si sprecano i Truffy, Truffolina, ecc. In alternativa usiamo “Murmurini” (da “mur mur”, onomatopea per le fusa) 😀

  15. Mio marito e io usiamo topo e topa e tutti i possibili derivati, diminutivi e storpiature, dai classici topino e topina fino a topo-bambù, topinambour e perfino Tom Ponzi.
    Nostro figlio e’ stato Schroedino o Schroedie (da Schroedinger, o meglio dal gatto di Schroedinger: una lunga storia infarcita di umorismo nerd) per tutta la gravidanza, per poi diventare, appena nato, Bicio e, ultimamente e con gran soddisfazione, Bicetto.
    Per il mio papà sarò sempre la sua Bibi.
    M.

  16. Il mio compagno fin dalla nascita ha soprannominato nostro figlio “patatolante” perchè patato era troppo banale. In alternativa “bisolante” (che proprio non vuole dire niente)…Lui però si sente chiamato in causa solo con il suo nome corretto.

  17. Il mio bimbo grande quando era nella pancia era “asterisco “(alla coop c’è una fila preferenziale per le donne con un asterisco nella pancia, non so se l’hai mai notata!), una volta fuori dalla pancia è stato per un po’ “il ciucciobimbone” e infine è diventato ed è rimasto Tomato (si chiama Tommaso). La piccolina, che si chiama Olivia, era Edmontonia Ribelle quando era in pancia, nome datole da suo fratello che voleva a tutti i costi chiamarla con il nome di un dinosauro…Poi per un po’ è stata Miri (da una canzoncina imparata a Music Together dal Tomato) e infine è diventata e rimasta Smigul, che è la crasi tra una parola in dialetto usata da mia nonna per indicare i movimenti dei neonati e il nome del Gollum del Signore degli anelli.
    Io ero Cucci, abbreviazione di cucciola e qualche volta i miei genitori mi chiamano ancora così. Mio fratello invece, che si chiama Lorenzo, era Lawrence da Rabbia, poiché particolarmente incazzoso da bambino!

  18. Da noi soprannomi classici per i pargoli: nano/nana, gatto/gattone. Loro ricambiano chiamandoci per nome!
    Ps anch’io aspetto il nuovo libro!

  19. Io sono grande e grossa da quando sono nata, ero una bambinona e ora sono una matrona, ma i miei genitori mi hanno sempre chiamata Valina (vero nome Valentina).W gli ossimori!!
    Mia mamma ha coniato un soprannome geniale : Pavanna (che riunisce il nome delle sue tre figlie, io e le mie sorelle in ordine di nascita, ovvero Paola, Valentina e Anna), nato dalla confusione cronica dei nostri nomi e rimasto per rappresentarci come concetto unitario.
    V@le

  20. Bu, non ho capito le cit. :(
    Le mie bimbe sono soprannominate:
    Carolina: Cachina, da quando le gemelle fingevano di non saper pronunciare bene il suo nome;
    Lucia: Sanbernardo, per i suoi modi decisi e simpatici;
    Camilla: Pulcinone, perché quando si arrabbia incassa il collo e si gonfia.

  21. …Tommaso e’ stato “Chichito” fino a quest’estate,quando dai suoi quasi 6 anni mi ha detto che non era il caso di chiamarlo così in spiaggia,davanti a tutti!!! La piccola,17 mesi,e’ la nostra Calamity…80 cm di pura felicità! ma fu battezzata come Ottavia…

    1. Basta non continuare x decenni, almeno in pubblico! Ho assistito al grande imbarazzo di un signore ultra cinquantenne appena conosciuto dopo che l’anziana madre l’aveva affettuosamente chiamato “pulcino”, penso volesse sprofondare.

  22. Mia figlia grande si chiama Catherine, detta Mimi; la piccola Floriane, detta Paciocco, Cioccolino, Ciocchino, Paciocchino. Il mio compagno Jules, detto Minou, cioè micio. Anche le bimbe lo chiamano più minou che papà. Ma anche noi, come qualcuno qui sopra, siamo in un periodo drammatico (che chissà se finirà) in cui più che altro ci chiamiamo per nome o non ci chiamiamo affatto… Anna

    1. Grazie Paola. A volte sarei tentata di scrivere più a lungo, ma me ne manca il tempo e forse ho troppo pudore. Grazie comunque per le tue pagine dense e leggere, che ho cominciato a frequentare quando è nata la mia prima bimba, già sei anni fa. Anna

  23. Nostra figlia nora la chiamiamo sempre norac’é perché in olandese il diminitivo é “je” quindi lei é noratje che si legge norace, e infatti lei c’é e siamo tutti felici della sua presenza! jakob invece siccome da piccolissimo durante il periodo della “lallazione” diceva sempre, in un soffio, todli-lolli-lollilo allora lo abbiamo soprannominato todli, declinato poi in todlino quando é particolarmente in formato tenerezza, oppure todlito quando sembra un piccolo messicano burbero…io non ho mai avuto soprannomi e il consorte neanche. La cosa tenera é mia mamma che ultimamente mi ha detto: ho deciso che voglio darti un soprannome!! che ne dici? – Grazie per il tuo blog sempre interessante. Sarah

  24. Ciao,
    La mia piccola grande è la tophiña, da quando in pancia era totipotente – a volte la potente.
    Lei e il suo amico L sono i balonzi, x descrivere il loro essere un Po anarchici, rompiballe ma adorabili.

    Il piccolo è Pimpo da libretto di Nicoletta costa (ma x noi pimpo luigio), buino o puzzolone (copyright della sorella).

    Noi siamo pep, da una mia scottatura di sei anni fa _ decisamente pre peppa pig.

    Il gatto Whip ha mille nomi, ma non risponde a nessuno (ms se c’e pappa da rubare e sempre presente)

    Baci
    V

  25. Essendo colleghe di piccolissime, capirai bene l’ora di questo post! Dunque: primogenita Camilla veniva chiamata Camilla camelia camerlenga, così, per assonanza di suoni; poi signorina mille puzze (da mamma a mamma mica devo spiegarti perché vero;) miss capriccio e banalmente munellina o scimmia (ad oggi). Il vero divertimento è arrivato con la secondogenita, definita dalla numero uno (altro nomignolo 😉 La ridicola (perché ride sempre…sarà!) la buffettona la patatona la caccolosissima, la mocciolona la pipiona. Io, vista la potenza di tiro durante l’allattamento, l’ho più volte apostrofata : “sisasuga” . Fra me e mio marito un nomignolo che non ricordiamo affatto quando nacque: pippilino e pippilina

    Cmq a me tuo figlio piace troppo! Ciao e buon risveglio fra un paio di ore allora :*

  26. Giorgio, soprannominato in prima battuta Godzilla (vi lascio immaginare perchè) è diventato Giorgilla. Adesso lo chiamano così praticamente tutti i suoi amichetti. Muoio letteralmente dal ridere…

  27. i bimbi (11 e 9 anni ) chiamano me Mammoti e il papà Papo, Pipo o Po….a loro abbiamo dato sempre un sacco di soprannomi : francy è stata: cichita, cichi, titti, frufry, frufrina, titina…;-) .Ale : Tato, tatino, scriciolo, scricetino, crici, poldo, po :-) anche la coniglietta chiamata Stella è diventata Purdinchi, Purdi, cichinchi..:-)

  28. Io sono sempre stata Ghita, mio fratello Ghito, ovviamente insieme i Ghitis. Credo che in mammese voglia dire “bimbi”, e presumo sia un derivato del “ghè”, la sillaba bambina per eccellenza.
    In particolari periodi di sciupataggine, il soprannome si poteva combinare con “Ma” diventando “Ghita MaGhita”, col significato di “bimba mia come sei magra!”. E’ un po’ che non lo sento in effetti :)
    Mio unico altro soprannome nella vita “Laion”, affibbiatomi dalla migliore amica all’asilo e utilizzato correntemente dalla sua famiglia (genitori, sorelle, fidanzati, figli..) come mio nome ufficiale, originato probabilmente dalla folta/disordinata capigliatura. Sua figlia grande – mia “nipote” !! – ora è “Petit Po”, il fratellino neonato ancora non si sa, ronfa soltanto per ora, ma presumo emergerà qualche idea geniale a breve.. ti aggiornerò.
    Tra me e il socio .. appunto “socio”, “pagliaccia” o “pagliaccissima” a seconda del momento, “pata” e derivati (“pati”, “patatozki”..) e vari altri più o meno imbarazzanti.

  29. La figlia grande è Pinu, la piccola è Pinolo detta ‘nolo. Il motivo non è noto nemmeno a noi che i soprannomi li abbiamo inventati…
    Insieme dette “le Pinuses”. Pronunciato come si scrive. Da matti, lo so :)))

  30. Io sono la Babysitter e il mio compagno è, appunto, il Baby e questo perchè ohibò sono più grande di lui di 6 anni. Il nostro Gabriele, 7 mesi, dopo un esordio nel mondo dei soprannomi come Mr Tatoni, Tatonni, Tatonnoni, da ormai un paio di mesi è Giuppi con le varie declinazioni del caso: Giuppi, Giuppini, Giupperoni, Giupperons… Ah, e per finire il nostro cane è mrs Rumba Rumbetti, per gli amici Rumbutti :-)

  31. Questa cosa dei soprannomi mi piace troppo: io sono dede ( me lo sono data da sola a un’anno e mezzo perché il mio nome e’ impossibile), tra me e mio marito ci chiamiamo “cielo” in spagnolo, la piccola si chiama puzzetta (storpiatura di puffetta), il grande si chiama javier detto “javi potter” o “lo javitt

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