Tempo: comunque vadano le cose, lui passa

E se ne frega se qualcuno è in ritardo
Ultimamente ho pochissimo tempo. Quasi non riesco a leggere i vostri commenti, figuriamoci a scrivere un post. Mi sveglio di notte e per via dei pensieri non riesco a riaddormentarmi: tutto mi sembra gigantesco e insopportabile. Compilo liste infinite di cose che non farò. Una volta lo scrittore Gianrico Carofiglio, che adoro, mi ha detto: “L’importante è fare le liste. Se fai le liste, poi tutto si sistema”. Gli ho chiesto: “Cosa succede se non riesco a spuntarne nemmeno una voce?”. Lui mi ha rassicurato: “Rifalla uguale il giorno dopo. O la settimana dopo. Prendi un altro foglio e la riscrivi. Però non tenere lo stesso foglio, eh? Dev’essere significativamente diverso. Diverso, magari, anche il colore della penna. Una settimana lista con la Replay rossa, la settimana dopo con la Bic blu. Così ti illudi che qualcosa sia cambiato.”
Il mio amico Tommaso nei periodi più faticosi della sua vita aggiungeva alle liste occupazioni banali tipo “Fare la doccia”, solo per avere la soddisfazione di poter cancellare almeno una voce. Ignoro se sia ancora nella stessa situazione ma mi piace pensare che sia così; quando sono particolarmente incasinata, di notte mi consolo pensando a lui e a Carofiglio. A ognuno le sue perversioni.
Poi, penso che vorrei un’assistente. Se avessi dei soldi che mi avanzano li spenderei tutti per un’assistente. Una persona che mi aiuti a passare su questa terra lieve, a ricordare per esempio di
– buttare la pattumiera e di non lasciarla in giardino sotto l’acqua per tutta la notte,
– compilare e firmare il modulo per l’autorizzazione della gita di mia figlia,
– metterle in mano il libro “Cuccioli di dinosauro” al martedì mattina in modo che non torni dall’asilo con il foglietto di sollecito della biblioteca, quello con lo smile triste,
– bagnare tra tutte le piante di casa almeno l’orchidea che ho in camera, almeno lei, che me la dimentico sempre e ha le foglie tristi come lo smile triste del sollecito della biblioteca dell’asilo
– prendere il mav per pagare la rata di condominio che scadeva ieri
– vestirmi bene domani, che devo presentare il primo romanzo di un’amica, e non uscire di casa con i trucioli in testa e le sneakers bucate sul davanti

Tutte queste cose e molte altre ancora penso durante la notte, e arrivata a un certo punto capisco che ho fatto un’altra lista, ancora, e che la mia vita è una lista continua di incombenze da rispettare ritardi accumulati dimenticanze impossibili da rimediare se non arrendendosi al fatto che ormai è andata così. Ogni giorno mi ricordo qualcosa che ho scordato, oggi per esempio di comprare il latte, di passare in farmacia per la melatonina che mi illudo possa impedire alcuni dei miei frequenti risvegli, di andare al fax di redazione a ritirare la certificazione degli interessi del mutuo mandatami dopo numerosi solleciti dalla signorina della Deutsche Bank, certificazione che giace lì da ore e che ormai tutti i miei colleghi avranno letto chiedendosi come faccia a pagare una rata così alta ogni mese considerato lo stipendio che ho – essi non sanno che quest’anno nemmeno un paio di scarpe, ho comprato – e forse qualcuno mosso a pietà me l’avrà infilata nella casella della posta dove la dimenticherò per diversi giorni, finché la mia compagna di stanza non me la metterà sulla scrivania, dove la lascerò ancora un po’, finché la commercialista non mi telefonerà impaziente dicendomi che manca solo quella, e io correrò a faxargliela pensando, perché accidenti non l’ho fatto subito, quando l’ho ricevuta?
Questi sono solo alcuni dei numerosissimi motivi per cui se avessi soldi che mi avanzano mi precipiterei a procurarmi un’assistente, che tratterei come una dea e pagherei benissimo, provando nei suoi confronti una gratitudine costante perché la sua presenza mi solleva dalla necessità di masticarmi di continuo le unghie pensando a quello che non riesco a fare. Se avessi un’assistente potrei per esempio di qui a sabato semplicemente godermi la prospettiva di intervistare Jovanotti a Mantova. Che è poi curiosamente l’autore del titolo (e del sottotitolo) di questo post, come avrete certamente capito.
So (immagino) che alcuni di voi penseranno o mi diranno che devo rallentare i ritmi, e prendermela con calma. Ci sono motivi oggettivi che mi impediscono di farlo. Scusate se questo post quasi non fa ridere. Anche se tutto sommato, a rileggerlo, qua e là…

36 commenti su “Tempo: comunque vadano le cose, lui passa

  1. Io non sono capace di fare liste. Però ho ben presente le cose che vorrei fare e che non riuscirò (probabilmente mai) …. tipo riordinare gli armadi, sistemare la taverna, tentare il miracolo di far resuscitare le piante del giardino… e tantissime altre. Semplicemente ho accettato il fatto che non posso fare tutto…e pensare che per tanti anni ci ero quasi riuscita!!!

  2. Sai che invece a me un’ assistente non piacerebbe?
    Tu dirai…”perchè tu non dimentichi di fare le cose!”
    Eh, no! E qui ti sbabli.
    Io continuo a riempire di note il blackberry che puntualmente, proprio nel momento più incasinato della giornata, mi manda il promemoria che io puntualmente pospongo…e me ne dimentico…
    Cmq io non vorrei un’ assistente…vorrei solo capire dove diamine è andata a finire la mia memoria.
    Ma mi dimentico pure di andarla a cercare :)

    Un abbraccio, ignora gli smile tristi che sono contradditori e nuociono alla salute :)
    Paola

  3. anche io faccio le liste…ed è vero che è una vera soddisfazione spuntare le voci…
    riguardo al senso di impotrenza rispetto alle 1000 cose da fare e che sfuggono ti sono nel cuore, ma tu sii nel mio, di cuore, quando leggo che intervisterai il mitico Lorenzo Jovanotti…che figo il tuo lavoro. Vorrei tanto spuntare quella voce su una delle mie liste… con la solita stima

  4. Anche io la notte mi sveglio per gli stessi motivi e con gli stessi pensieri. Forse si potrebbe sfruttare diversamente quel tempo… magari spuntare dalla lista: – inviare un ringraziamento all’amica che ti ha fatto il favore di portarti il documenti sulla scrivania!
    Ho passato un’anno a fare liste. Oggi le faccio e quasi mi dimentico di guardarle! Sono irrecuperabile!!

  5. Credo proprio che Tommaso e Carofiglio diverranno a breve compagni di riflessione in notturna… Già, le LISTE… Cara Paola, tutta la mia solidarietà! Per strapparti un sorriso ti dico che mia cognata, quasi partoriente, ha appena finito di leggere il tuo libro e le è piaciuto moltissimo! Smile? 😉

  6. l’unica lista che faccio è quella della spesa!!
    però uno i promemoria del nokia.
    x il resto, io ce la voglio fare da sola, e un’assistente mi starebbe sulle balle..

    sui soldi: dopo un anno che sbavo dietro alle scrpe con la suola a barchetta, quelle che tonificano, senza potermele comprare, me le ha regalate sabato mio marito x la festa della mamma!
    io cammino 2-3 ore al giorno e se le scarpe aiutano è una bella ginnastica!

  7. Paola, mi ci rivedo. Anzi nel mio post dell’altro giorno ti ho citata appaiandoti con la dea sfiga (che io sto messa peggio di te per intenderci).
    Ti racconto una cosa: ieri stavo entrando in bagno, dell’ufficio, e avevo in mano la moleskine e una penna. Una collega mi ha guardata come fossi ET e mi ha detto “Ma perchè vai in bagno con l’agenda?” “Così mi ricordo alcune cose e le segno sennò me le scordo”.
    Anche io son la dea delle liste disattese e rifatte.
    “A ognuno la sue perversioni” come dice la mia wonder woman preferita 😉

    Baci e solidarietà (a pacchi e secchiate)

  8. Sarebbe bello se chi continua a suggerire di prendersela con calma capisse che proprio, in certe situazioni, non si può fare. Perché il tempo non solo passa comunque, ma non si allarga mai (come fanno invece i maglioni appesi – invece che distesi – ad asciugare, ops!) e quello è per cui non ci si possono ficcare più cose di tanto e alla fine qualcuna la si elimina dimenticandosela. La faccenda delle liste però è interessante: ho provato, con l’idea di liberare il disco fisso della mia memoria, usando la carta come ‘chiavetta’ esterna. Il problema è che ci vuole tempo anche a fare le liste, porca vacca.

  9. Quando ho ripreso a lavorare a tempo pieno, all’inizio di quest’anno, immaginavo che sarebbe stato un allegro delirio (allegro? mmmh). Quel che è venuto dopo supera abbondantemente le mie aspettative, però.
    A qualunque ora mi svegli la mattina il carico di cose che dovrei fare è talmente grande che… beh, non mi sveglio di notte perché sono una dormigliona spaventosa; però la mattina non appena apro gli occhi sono una iena, spaventata da tutto quello che dovrei fare e che so già non farò.
    Forse ha ragione Carofiglio, chissà. Forse una lista -sempre uguale ma sempre diversa ogni giorno- ci aiuta a superare il trauma del “dovrei ma non posso”.
    Lo dico e lo ripeto, aveva ragione Allison Pearson in “Come fa a far tutto”: “nella testa di una mamma che lavora c’è l’equivalente in informazioni dell’aeroporto di Gatwick”. Peccato che Gatwick sia piena di controllori di volo che si danno il cambio. Una mamma sola che cosa può fare?
    PS: per qualcosa in più su Pearson e sul libro, http://goodnewsandgoodbooks.blogspot.com/2010/09/la-donna-che-diventa-un-uomo-e-una.html

  10. D’accordo, non fa molto ridere, ma non credo che far ridere sempre e comunque sia il tuo obiettivo, no? Tenere le persone incollate alla pagina, questo si, indipendentemente dal contenuto, ovvero scrivere bene, e dici poco? Comunque io mi ritrovo tantissimo nella tua situazione e anche nelle tue convinzioni, prima fra tutte quella di non avere alternative, sentirmi dire: “non far questo, non far quello, rallenta” è una cosa che mi irrita profondamente, perché vivere così, 9 su 10, non è una scelta, giacché l’alternativa non esiste, che poi tutte le volte che te la ritagli in mezzo a tutto il resto, i fatti e le persone ti dimostrano che l’alternativa non c’era, te la sei inventata e hai combinato un casino.
    E mi ritrovo anche negli esempi specifici:
    – Documenti per il 730: Dove è finita la ricevuta del pagamento della refezione di Nanni… cerca cerca cerca, non lo trovo, chiamo Milano Ristorazione e scopro di aver pagato solo la prima rata (su 4 scadute)!!! Io ricordavo il momento preciso in cui mi ero recata in posta (e nella to-do-list ci devo mettere “richiedere l’addebito in conto”) ma avevo rimosso che si trattava delle prima rata, ero convinta che fosse l’importo totale!!! Sorvolo sul fatto che recentemente, avevo trovato i 3 bollettini non pagati nell’agenda dell’ufficio e mi ero detta, senza alcuna esitazione: “ah questi sono quelli per chi sceglie di pagare a rate, non come noi che odiamo le rate e scegliamo sempre di pagare tutto subito… e via nella raccolta indifferenziata dell’ufficio). Che figuraccia!!! Pero Milano Ristorazione la copia del pagamento dell’unica rata pagata non me lo ha mandato (vendetta?).
    – Libro biblioteca (ogni mercoledì) nel la relativa sacchetta (ma chi l’ha inventata ‘sta parola? Il sostantivo non era maschile?): ‘ sta mattina mi è venuto in mente sul filo del rasoio;
    – Modulo gita (al parco delle Groane): compilato ieri sera e consegnato, spero, ‘sta mattina da Ale;
    Io adoro le liste (vi ricordo però che la regina delle liste è Ilaria Pedra http://frolliniacolazione.blogspot.com ), faccio liste tipo “i miei film preferiti” o robe simili, ma non faccio mai una to-do-list, forse la lista che più le assomiglia è la lista delle cose da mettere in valigia, ma anche questa ultimamente è solo mentale, il che si sa, ne diminuisce parecchio l’efficacia. Però l’argomento mi affascina e ho trovato un articolo interessante: http://www.matteomoro.net/2007/07/23/regole-pratiche-per-mantenere-una-to-do-list-efficace/ credo non ci sia scritto di elencare anche un’attività banale ma è un’idea grandiosa, in chiave “eleviamo la nostra autostima” (che di cose ne facciamo centinaia). Però per me fare la doccia non è un’attività banale, lo è se non lavo i capelli, ma i capelli bisognerebbe lavarli, no? (a proposito, ecco una cosa da fare: “cercare la molletta nera che ero certa di aver messo in tasca prima di uscire ‘sta mattina), ma visto i miei orari e quelli altrui, leggi tata che se ne va alle 18.40, marito che torna alle 21.00, figli che si addormentano alle 22.15 (se va bene), come faccio?? Al mattino?? Mi rifiuto di anticipare la sveglia! La sera tardi tardi? Ah non vi ho detto che i capelli sono lunghi e che il phon lo uso solo per le decoupage (si coglie la sfumatura ironica??), quindi dovrei attendere la loro asciugatura naturale. La voce: “tagliali tagliali” si sta facendo sentire, sempre più forte, ma al momento ancora non riesce a superare la voce: “con i capelli corti fai schifo e non li sai gestire”.
    Non so se vorrei un’assistente,sicuramente preferirei un bonuso di 2-3 ore alla settimana senza figli, cioè dovrebbe proprio essere molto brava, insomma fare le cose come le farei io, be’ per le incombenze banali, si sarebbe un’idea. Però sono d’accordo con Mammolina, anch’io vorrei un lavoro non dico figo, ma che mi piace, perché il tuo lavoro ti piace, vero Paola?
    Con tanti, tanti cari saluti. Baciao. Giulia

  11. .io…più mi dicono di prenderla con calma…più mi agito…e più faccio liste mentali..allora 10 minuti lì, 5 minuti così, 15 minuti faccio questo, altri 5 quell’altro…ma qualche minuto per andare in bagno dove lo ficco???
    ho la sveglia impostata apposta 15 minuti prima del necessario per farmi la lista mentale di tutte le cose da fare nell’arco della giornata….che poi riesca a farne si e no 1/4 è un’altra storia…
    cavolo…stanno terminando i minuti per la visita ai miei blog preferiti…devo sbrigarmi…

  12. cara Paola,
    liste??!! NON FARLE!
    il mio professore di Diritto Privato diceva: “non fate oggi quello che potete rimandare a domani”.
    forse io ne abuso un tantino di questa frase….ma almeno mi faccio delle gran dormite la notte!

    Marta

  13. ah marta, ma come fai? beata gioventù (ovviamente non so nemmeno quanti anni hai)
    @micol, sei sempre la mia eroina, ma mi chiedo come fai…
    @ mammapellona: assunta!

  14. Hi hi hi, io faccio liste per tutto: la spesa, le incombenze quotidiane (chiamare il commercialista, spedire il pacco x, rispondere alla mail y), le vacanze (cosa portare diviso per individuo ovviamente!)… ogni tanto mi sento un pochino psicopatica, soprattutto quando sono ferma in colonna in macchina e mi scatta l’embolo che se non mi annoto una cosa da fare me la dimenticherò per l’eternità… e allora via a ravanare nella borsa alla ricerca di carta e penna (che NON possono MAI mancare) e finalmente tornare tranquilla.
    Che poi le cose che mi appunto mica le faccio tutte, ma il giorno dopo, proprio come ti diceva Carofiglio, rifaccio la lista aggiornata :-)
    E la notte (pupo permettendo) dormo, eccome se dormo!

  15. Paola: ho imparato a fregarmene, di tante cose, e x il resto mi affido alla Provvidenza. Non immagini quante volte l’ho vista all’opera.e poi ho un marito veramnete figo, ma figo dentro, che mi aiuta e non si lamenta mai.
    a me le liste servono a liberare il buffer altriemnti non riesco ad addormentarmi.
    soprattutto io bigio le cose noiose, tipo: adesso non sto svuotandola lavastoviglie. può farlo anche papy stasera.

  16. Ti prego Paola, fai qualcosa per lo smile triste della biblioteca!!!! Non si può sentire (nel nostro caso, leggere!) … una tristezza infinita! Ma davvero fanno così quelli dell’asilo? Da abolire!!!
    E nel frattempo tappezzati la casa (o la porta d’ingresso) di post it con scritto “Cuccioli di dinosauro”!!!!!!!!!

    Cri

  17. coraggio, eh, paoletta, che ci sono giornate così e anche lunghi periodi, ahimé. non lo dico minimamente per farti sentire in colpa, credimi, ma a volte penso a quanto è assurda la vita che mi ha ammalato e grazie a questo mi ha concesso di mettere tutto il resto in stand by.
    forza, l’estate si avvicina e presto ti sembrerà tutto più leggero. improvvisamente!

  18. Paolaaaaaaaaaa: Come è andata la presentazione del libro??
    L’ho fatto anch’io una volta (Fiera dei Piccoli Editori; Belgiosioso settembre 2010), l’autrice non aveva amiche giornaliste ma solo una sorella che le vuole molto bene…

  19. circa una trentina in effetti….gioventù dimenticata da un pezzo! e con una bimba.
    in linea di massima so che ho ogni giorno ho 1000 cose da fare (come tutti!), ma la sera se il 70% di queste le ho dimenticate/non fatte, penso: ok, le farò domani. e buonanotte!

    Marta

  20. Buongiorno a tutti. Ho due bimbe, una di quasi 3 anni e una di quasi 3 mesi. Insegno all’università e da quando ho le bimbela mia attività di ricerca ha subito un rallentamento incredibile. Pazienza, mi dico, almeno per ora. Vivo all’estero e né io né mio marito abbiamo la famiglia vicina, che significa mai una nonna o una zia che ti tengono i pargoli neanche per un quarto d’ora, e non è sempre facile. Al tempo stesso, quanta energia ti danno i figli? Molta più di quanta te ne tolgono, secondo me. Io non sono più giovane, ho 44 anni, ma da quando ci sono le piccole mi sento veramente bene. Lascio perdere quel che non posso fare, soprattutto quel che è inessenziale. Cosa sarà mai la pattumiera dimenticata? O un pavimento non lucido? Pazienza! Oggi sono perfino riuscita a trovare un secondo per mettermi lo smalto alle unghie, un lusso inaudito!
    Forza e coraggio, la vita è veramente bella!
    Anna

  21. @giulia, bene! è andata benissimo, e il romanzo, che vi consiglio, si intitola Anche il caviale stanca (Sonzogno). l’autrice è Mariangela Mianiti

  22. Grazie Paola, prendo nota e diffondo (leggerlo è un’altra faccenda, ormai non leggo più, per contrastare lo stress preferisco creare).
    Ricambio segnalandoti “Frollini a colazione (ma io volevo la brioche)” di mia sorella Sandra Faè, ediz. ExCogita per tutte le volte in cui rimpiangi il tempo in cui eri single…

  23. Ci credi che ho aperto il blog mentre pensavo alle cose che avrei dovuto fare (e invece stavo forzatamente posticipando o facendo finta di non dover fare)? Come ti capisco! e la cosa triste è che per ora sono mille volte più fortunata di tante altre donne, cioè sono ancora in maternità (non prendo praticamente una cippa ma vabbè) ho mamma e suocera disponibili e vicine e a volte pure la nonna. Come farò quando tornerò in action? (sperando di tornarci visto che sono precaria).

  24. cara elena, quando tornerai in action apporterai necessari tagli ad alcune incombenze a cui ora hai il tempo di dedicarti. per esempio, comincerai a mangiarti le unghie per non sprecare minuti preziosi a limarle.

  25. prima osservazione: posso farti da assistente??? forse visto che come te e come tante io pure mi ritrovo in piena notte a fare liste e desiderare un’assistente il segreto e la soluzione sono proprio questi: diventare l’assistente di qualcun altro!!
    Ora lo sfogo: due settimane di attese e meritatissime (a mio indiscutibile parere) vacanze nella fase di passaggio tra il vecchio e il nuovo lavoro che inizierò tra una decina di giorni. L’ambizione segreta è quella di riuscire a godermi almeno un giorno, uno solo dico io, di dolce o non dolce far niente, o di un far qualcosa che sia scelto da me e sia solo per me. Facile? Mica tanto, tra baby (e scioperi vari del nido!), quadrupede (con zampetta ferita proprio questa settimana!), compagno (che “visto che sei a casa potresti per favore…?”) e le centinaia di cose accumulate da mesi (o forse anni?)e da smaltire perchè quando mi ricapita una simile occasione?? Morale, la prima settimana è andata, veloce, frenetica, rapidissima, la lunga lista di cose da fare sembra mummificata tanto è immobile e immutata e io sono stanca come se avessi lavorato in miniera.
    Se sopravvivo alla seconda settimana di vacanze avrò bisogno di un giorno di ferie, per ricopiar la lista delle cose da fare…

  26. Mio marito è un fan delle liste. A volte trovo nei cassetti, nelle tasche, tra i giornali, al lavoro, praticamente ovunque delle liste vecchie di anni. Non ho mai il coraggio di buttarle. A volte è stato fatto tutto, le voci sono state tutte tagliate, ma comunque non posso buttarle senza chiedere. Alcune sono liste di cose pesanti, che a rileggerle dopo tanto tempo pensi “però, siamo stati bravi, abbiamo fatto dei passi in avanti”; alcune sono banali. L’ultima, che ho scritto io sotto dettatura riguardava la pulizia della griglia per la carne….è di due settimane fa ed è ancora là. Almeno quella lista l’abbiamo sbrigata in una mattinata!!!

  27. scusate, io non capisco… ma perchè rovinarsi ulteriormente la vita compilando liste? Io mamma post babyblues, ho detto no a queste azioni autolesioniste. Io non faccio mai liste,per due motivi:
    1. non sento l’esigenza di mettere nero su bianco i miei futuri,imminenti nonchè ulteriori fallimenti.tradotto: cose che so già non riuscirò a fare
    2. quel poco che per botta di ku riesco a fare sarà comunque un successone non previsto
    3. preferisco pensare di essere libera, almeno in questo frangente in cui ho un minimo potere dall’ennesimo obbiettivo (non ricordo + se si scrive così, chisse)che mi impongo di raggiungere e dedico con amore a mio figlio il tempo che impiego a fare liste kilometriche.
    Quindi Paola, mia fonte ispiratrice dal 06/01/2010,lascia che per una volta sia io a dispensare un micron di saggezza che ho accumulato, sii libera: almeno dalle tue liste, vedrai che differenza. un bacio.

  28. beh, licenze linguistiche a parte, mi accorgo ora che i motivi alla fine sono 3, vedi che se ne trova sempre qualcuno in più? tipo il 3×2 al super….!

  29. Anche io vivo con le liste, inutile scrivere che mio marito le odia e quando le vede scappa….. le faccio anche per lui, e le spunto io quando fa qualcosa, quella è la parte più divertente……giusto?
    un abbraccio

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