Settimana di molti malanni, pochi balocchi, pensieri sparsi

Come Quando Fuori Piove
Vi ricordate quel trucchetto che si insegnava ai bambini per tenere a mente i semi delle carte da gioco, Cuori Quadri Fiori Picche? Mi è venuto in mente stamattina, mentre nuotavo. A ogni bracciata è un po’ come quando sei in auto e fai andare il tergicristalli, un attimo dopo il vetro è di nuovo bagnato: lo stesso avviene ogni volta che immergi la mano in acqua, ruoti la spalla, fai forza coi bicipiti, sfrutti lo scivolo e ti sposti in avanti di qualche centimetro. Il nuoto è uno sport rassicurante perché sempre uguale a se stesso, almeno per me, e infatti mi rifiuto pure di comprarmi quegli aggeggi per sentire la musica in acqua, preferisco annoiarmi. Che poi prima di entrare ci metto ogni volta almeno cinque minuti, mi accoccolo sul bordo della vasca con le gambe incrociate, penso che vorrei essere già dentro ma esito, mi dò della smidollata e della vigliacca, mi rammarico di non essere mia figlia che si butta senza esitazioni, poi mi rammarico di non essermi iscritta ad acquagym ché l’acqua di quella vasca è più calda, poi mi ricordo che l’acquagym mi fa schifo ed è questo il motivo per cui non mi sono iscritta, infine mi chiedo perché gli altri ci riescano, a buttarsi, e io invece no, allora immergo le dita dei piedi, inutile e stupida mossa di transizione, rabbrividisco, disprezzo i nuotatori aggressivi che schiaffeggiano l’acqua schizzandomi e formulo pensieri cattivi nei loro confronti, poi dico a me stessa: dai, buttati, dopo la prima vasca sarà tutto finito, sarai già oltre, libera da questa orribile esitazione. E in effetti è così: nei metri che seguono il tuffo mi sento come se stessi strisciando sul ghiaccio, allora vado veloce veloce e quando tocco la sponda dall’altra parte il Grande Freddo è già passato. Anche se le prime dieci vasche sono un tedio insopportabile, durante le successive tutto acquista un senso, arrivo a quaranta che vorrei farne ancora ma l’orologio mi dice che è ora di andare.
Mentre nuoto penso: al lavoro che mi aspetta, agli amici che non ci sono più, ai progetti ancora da realizzare, ai sogni interrotti, a mia nonna e alle imprecazioni in pugliese, alle prossime vacanze, all’iscrizione al sito di Scambiocasa che non ho mai usato e chissà se prima o poi ce la faccio, a una tizia che mi ha mandato una mail sull’homeschooling, mica in Germania ma dalle parti di Trento; a Fabio Volo che mi propone un’intervista al telefono, dannazione, mentre vorrei incontrarlo di persona; al fatto che uscita di qui avrò fame, alla Pupa che la settimana scorsa ha avuto la gastroenterite e alle notti di sonno interrotto, al Pupo che stamattina mentre mi cambiavo si è messo a ridacchiare compiaciuto perché è riuscito a sbirciarmi senza reggiseno e io mi chiedo: possibile che i maschi già a tre anni pensino a queste cose? E la risposta è, evidentemente sì.
Mi sento fortunata ad avere quest’area di decompressione e mi è venuta la curiosità di sapere qual è la vostra, e che pensieri ci infilate.

22 commenti su “Settimana di molti malanni, pochi balocchi, pensieri sparsi

  1. Paola questo post è bellissimo e dolcissimo. E pure un salvagente :) Anche per me la vasca è stata un’area di decompressione e aiuto, in un periodo duro. E, benchè ancora non avessi figli, si trattasse di circa ehm…15 anni fa…leggendo il tuo post mi sono ritrovata in vasca, coi pensieri sulle cose quotidiane (e le piccole preoccupazioni) che avevo in quel periodo, e alla sensazione che mai dimenticherò di quanto mi abbia aiutato le vasca. curiosamente, questo post mi fa pensare che, benchè sia una pessima nuotatrice e poco amante del nuoto, dovrei, proprio ora, recuperare cuffia e ciabattine. un caro abbraccio

  2. Bellissimo post, mi hai fatto venire una gran voglia di tornare a nuotare.
    Prima che nascesse la mia patonza e anche in maternità mi facevo delle gran bracciate liberatorie..ad ogni bracciata un po di pesantezza se ne andava…ma ricordo chiaramente il pensiero:”ma chi me lo fa fare”poco prima di entrare!

  3. Il problema è che in questo momento non ce l’ho. E allora rischio di tirare fuori la motosega in qualsiasi momento. Forse i rari viaggi in treno, macchina, aereo, quando infilo le cuffie e posso essere sola con me stessa e le mie (torbide) fantasie. Haha.

  4. Non ne ho,di quelle aree.
    Ho due nanette con 20 mesi di differenza però.
    Non ho nonni aiutanti nè baby sitter per casa.
    Siamo solo noi,io ed il Lullu.
    Se avessi un momento tutto per me,nelle 24 ore di un giorno,penso lo userei per leggere,perchè la sera,quando mi metto a farlo,puntualmente scorro poche righe e mi addormento.
    (E spesso rileggo le ultime 3 pagine del tuo libro.Mi danno molta fiducia,mi fanno sempre sentire meglio) 😉
    BimbaBraviccima

  5. A me piace molto camminare, ogni giorno riesco a fare il tragitto casa-lavoro a piedi cosi medito, programmo, penso, mi rilasso…quasi un’ora al giorno! Tanto con 2 marmocchie la palestra me la scordo, almeno è anche un modo per tenermi in forma!

    Mi aveva molto colpito il post su tuo fratello…spero che le cose siano un pò migliorate…

  6. @mcome mamma: in effetti sì, nel senso che è andato in brasile per 20 giorni ma ora è tornato e domani sera lo vedo… grazie
    @bimba, massima solidarietà… e grazie a te per la fiducia!

  7. Io prima di addormentarmi penso parecchio. Salvo poi accorgermi che sto sparando cretinate anche mentalmente. Poi sprofondo nel sonno. Verso le 4 però mi risveglio. Sempre. Ed è un continuo rigirarsi nel letto. Mille pensieri che alla fine non mi fanno più dormire.

  8. Mi sono molto ritrovata nella tua descrizione del nuoto:anche io l’ho fatto per anni:stessa esitazione ad entrare in acqua, stessa sensazione di spilli che ti pungono causata dal freddo. Però io in acqua, mentre nuotavo, pensavo pochissimo..e queli pochi pensieri erano come diluti,lontani. Per me era una sorta di meditazione. Ora non riesco piu’ad andarci e vado invece in palestra, che mi piace, ma è tutta un’altra cosa.
    Il mio momento di relax è sempre in acqua, ma quella della vasca da bagno..non nuoto, ma mi immergo fino al collo e leggo, sento la musica, oppure non faccio assolutamente niente.
    Francesca

    1. Yes I love them all. The problem is I would get them and remember that I usually have no desire to bake anhngity, ever!! We are still on the same costco pack of butter we brought when we moved to Ohio in July. Yes there is basically no baking at my house.

    2. Lache luut. Aso das ist also NIIICHT einfach eine regionale Erscheinung aus Lyss welche ich auch schon mitansehen durfte. Ja ich find' s also SCH….. ( Schöneseich ) aber äs wird ja witter ä soo si im Läbe. Dr Mister wird nume stercher druus das äm Treener siner Buebe einisch glücklecher wärde sii gloub ig o niid. Auso äm Mister si persönlech Treener isch sicher o mega stouz uf ne we ner mau 2te oder 3te macht. :-)Martin

  9. Che meravigliose sensazioni mi sono tornate alla mente, di quando anche io andavo a nuotare e mi bagnavo di mille pensieri.
    Le nuotate piu’ belle le ho fatte con un pancione enorme con dentro la mia piccolina, entrambe felici, che forse erano gli unici momenti di soddisfazione.
    Adesso non posso piu’ nuotare per un problema alla spalla, ma io il tempo di perdermi nei mille pensieri lo trovo, caspita se lo trovo.
    In auto andata e ritorno dal lavoro penso e ripenso e frullo! Non e’ rilassante come nuotare ma meglio di niente.

  10. mah. io mando SOLO il cervello in decompressione non potendo mandarci tutto il corpo. Lo faccio qaundo viaggio in autobus, quando sono dal dentista (quasi mi dispiace di aver finito le cure)..e che nessuno mi tocchi la messa domenicale senza figli!

  11. Anche io decomprimo nuotando. Che poi per una persona non molto competitiva come me è abbastanza assurdo: decomprimo cercando di migliorare sempre un pochino lo stile, la bracciata, il numero di vasche, la velocità. Lì dentro mi sento più forte.
    E cmq lo sapevi quello che si dice del nuotatore? C’è chi conta e chi canta.
    E’ un mantra.

  12. Post molto intenso, di quelli a cui non ti puoi sottrarre dallo scrivere un commento. Le tue/vostre sensazioni le ritrovo tutte quando la mattina di domenica (verso 6,30) mi sveglio, fuori è ancora buio, mi alzo per fare colazione. Nell’attesa che l’uccellino incastonato sul bollitore del tè cominci a cinguettare, sbircio attraverso i vetri e un muro di nebbia mi ricorda che vivo a Milano. A casa tutti dormono e finite le pratiche di routine comincio a bardarmi per andare a correre. La vestizione è molto lenta perché mi possa permettere di acquisire la convinzione/sicurezza necessaria per uscire di casa e non aver paura di morire assiderato o essere investito dal tram 2 mentre attraverso modi sonnambulo il naviglio per dirigermi verso la pista ciclabile. Pian piano che passano i metri e un pallido sole comincia fare capolino mi convinco che ho preso la decisione giusta e non importa che ci siano 2°, la nebbia e che per l’umidità sembra di nuotare in un acquario, mi sento felice, felice con i miei pensieri passati, presenti e futuri. Passano i km e le endorfine cominciano a fare effetto, potrei arrivare in capo al mondo se volessi, ma bastano 10 km, giusto il tempo di tornare a casa e preparare la colazione al resto del family circus che nel frattempo si sta svegliando.

    ps. quest’anno ho già corso circa 1700 km (e non è rincretinimento pre-senile)

  13. wow papongi, la corsa mattutina è ammirevole. l’ho fatta anch’io però d’estate, ora mi piacerebbe riprovare se non fosse che la scorsa settimana mi sono tirata un cassetto sul piede destro e mi fa ancora un po’ male.

  14. la decompressione già… anch’io faccio come mic: mando solo il cervello a decomprimersi, in effetti senza nonni e con la tata solo al mattino che copre la mezza giornata lavorativa, che ti vuoi decomprimere?! comunque quando è nata Gemma (ormai 13 mesi fa) ho avuto subito bisogno di un’area protetta per me e allora cercavo di trovare ogni minuto buono per leggere. Mi ricordo ancora di sessioni al tiralatte con in mano l’ultimo di Sandro Veronesi (forse non era lattura giusta ma era uscito da poco!) e anche adesso quando mi riesce di farla dormire di pomeriggio cerco di comprimere le incombenze della casa e mi estraneo leggendo. Non so se è il modo giusto di decomprimersi o se è un atto profondamente egoistico da parte mia, ma ho fame e devo leggere!

  15. Cara Paola, inutile dirti la mia “buona invidia” per la tua vasca di decompressione, che io non ho… Ormai sono a quesi 8 mesi di gravidanza, kiki domani ne fa 21, e tenere in ordine una casa di 200 mq più il lavoro etc… non mi dà molto tempo libero per me stessa…
    L’unico attimo di relax che ho è al venerdì quando porto kiki in piscina e al sol pensiero della vasca calda per i cuccioli, mi si sciolgono i muscoli e le tensioni…
    Il tempo per pensare e organizzare lo recupero nel tragitto casa/lavoro/casa, e devo dire che da quando ho iniziato ad abbassare leggermente le aspettative verso me stessa, le cose vanno decisamente meglio…
    Un caro saluto, Simona

  16. La stessa tua, 50 vasche in pausa pranzo, ogni dì. Ma lì sotto, cerco di non pensare a nulla, mi sforzo di sentire i miei muscoli e ascoltare il mio respiro, annullando tutto il resto. Provaci, al resto pensi poi quando sei sotto l’asciugacapelli a gettone che ti fa i capelli a fungo!
    Giaina

  17. lista dei miei momenti di decompressione:
    -bagno in vasca piena di schiuma, riesco a concedermelo 1 volta ogni due, anche tre settimane ma quanto me lo godo!!!(per il resto doccia veloce)
    -passeggiata al parco con cane domenica pomeriggio, non penso a nulla, anzi mi concentro amabilmente sui dettagli e sull’universale
    -ogni sera dopo l’immancabile routine casalinga, che si conclude alle undici e mezza circa con (in ordine cronologico) addormentamento baby con filastrocca della pimpa, passeggiata canina con amico-vicino di casa-proprietario di cane, ultime mail di lavoro. Verso l’una vengo trascinata nel letto da compagno più stremato di me..e qui avviene il miracolo, la stanchezza svanisce -si fa per dire,e cullata dal sonno dell’intera family (pesce rosso compreso) mi perdo finalmente nei miei pensieri, o meglio ancora nei buoni propositi, nelle fantasticherie, nelle simulazioni di come potrebbe essere se…non so se questa è esattamente decompressione, forse è più una coccola intima e irrinunciabile. Ed è a quest’ora di solito che mi sento molto fortunata
    ps: io in piscina ci andavo, fino all’anno scorso, con baby: stoicamente 1-2 volte a settimana, corsi nuoto libero corsi mamma-bebè, abbiamo testato tutto il campionario. Divertente anche a tratti, ma per lo più tragi-comico tra riti di vestizione, svestizione, entrata in acqua, inseguimento bimbi per tutta la piscina bacone, asciugature capelli etc etc! Quest’anno ho sostituito il “momento piscina” con il momento “visione winnie pooh o madagascar mangiando schifezze sul divano”: sarà che conosco a memoria ogni singolo fotogramma, sarà che le schifezze + il divano + l’ora tardo pomeridiana dopo giornata al nido rendono baby particolarmente coccoloso e tranquillo…ma questa si che è decompressione!!!!! però mi piace molto l’esperienza di paola, che quasi ci faccio un pensiero…

  18. Come per te, nuotare.
    Io poi odio, odio, odio entrare in vasca, devo trascinarmi da sola per la cuffia. Mi siedo sul bordo, fingo con molta dignità di rimettermi a posto gli occhialini cinquecento volte, osservo interessatissima i corsi di nuoto delle altre corsie e poi, piano, piano, piano, maledicendomi, entro in acqua. La prima vasca è da suicidio, poi si migliora e si guarda con sufficienza chi, entrando, strilla: ma è freddaaaa. Fredda cosa??? 😉
    Oppure uscire a passeggio con i cani (uno per volta). Diventa talmente una droga che devo per forza uscire e camminare tutti i giorni (per fortuna ho i cani, altrimenti sembrerei pazza a girare in tondo al quartiere più volte al giorno…).
    Comunque piacere, ho letto il tuo blog stamattina per la prima volta e ti adoro già.

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