Se tuo figlio, come regalo di pagella, ti chiede un geco leopardino

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Dopo un trimestre di lacrime e sangue il Pupo, prima media, ha deciso di prendere il toro per le corna e durante un pranzo con amici ha annunciato le sue intenzioni: «Voglio essere più bravo a scuola. Facciamo un elenco di obbiettivi. Se li raggiungo tutti entro l’estate, vorrà dire che mi regalerete un geco leopardino». A parte che mi ha fatto molto ridere quel “vorrà dire”, l’abbiamo guardato attoniti. Dei gechi in genere nessuno sa nulla, se non che se ne vedono d’estate, immobili, sui muri delle case del Sud (negli ultimi anni, anche a Milano). «Che caratteristiche ha un geco leopardino?» gli ha chiesto Maria, la migliore amica della Pupa. «Intanto è bello. Elegante. Poi, interagisce. È addirittura empatico. Uno YouTuber esperto di rettili assicura che i gechi leopardini sono come i cani: cercano il contatto, rispondono se li chiami».

Ero perplessa: «Ma dove lo teniamo?». «Ci vuole un terrario», ha spiegato lui. «Dimensioni minime: 80x40x40. Ma quelle ideali sono 100x50x50. Ho già pensato dove: in camera mia, sulla cassettiera. Servono anche delle piante vere. E poi, i gechi hanno bisogno di scalare». «Scavare?». «No, arrampicarsi. Perciò nel terrario bisogna mettere una rete, perché possa fare su e giù. E un tappetino riscaldante».

«Mi sembra molto complicato», ha detto la Pupa. «Macché. Basta attrezzarsi. E averne cura». «Come della volpe del Piccolo Principe?». «Una specie», ha sbuffato.

«Quali sarebbero allora, Pupo, gli obbiettivi che vuoi raggiungere per ottenere il geco?» gli ho chiesto, incuriosita. Maria ha preso un foglio e una penna, e lui ha cominciato a dettare.

«Rocco otterrà un jeco-leopardo al rientro dalle vacanze estive…»

«Si scrive geco leopardino!» ha sbraitato lui.

«… dalle vacanze estive, a condizione che:

  1. Faccia i compiti senza pigolare
  2. Ascolti la mamma e papà e faccia ciò che gli è stato detto.
  3. Abbia, a scuola, come minimo la media dell’8.
  4. Non abbia note sul diario o sul registro.

Al jeco geco verrà accluso un adeguato terrario».

Sono passate tre settimane, e lui si sta impegnando. Mi fa una grandissima tenerezza perché si offre spesso, in tutte le materie, per farsi interrogare. Si è pure iscritto alle Olimpiadi della matematica. In genere arriva al fatidico 8, ma qualche volta non ci è riuscito e si è subito disperato. Di default gli parte il pigolìo. «Lo sapevo. Addio geco». Per cercare di rassicurarlo ho usato una metafora: «Quando l’arcere sta per lanciare, non punta dritto verso il bersaglio, ma più in alto. Solo se la freccia fa una parabola può fare centro». «E questo cosa vorrebbe dire?». «Che devi mirare alto. Anche più in alto dell’8, per essere al sicuro». «Ma se non ci riesco?». «Sai, certe giurie valutano l’impegno. E a volte nella vita il bersaglio non lo devi proprio centrare. Basta che tu faccia del tuo meglio, e che ci vada più vicino possibile».

1 puntata – to be continued

 

 

13 commenti su “Se tuo figlio, come regalo di pagella, ti chiede un geco leopardino

  1. «Sai, certe giurie valutano l’impegno. E a volte nella vita il bersaglio non lo devi proprio centrare. Basta che tu faccia del tuo meglio, e che ci vada più vicino possibile». eh boh, mi hai commosso…sei la madre che vorrei essere.

  2. Già solo per il fatto che come regalo per la pagella ha scelto un geco invece che un videogioco o un cellulare se lo merita….facciamo il tifo per lui!

    1. Regalagli “La mia famiglia e altri animali” se non lo ha già letto. Il protagonista passa ore ad osservare i gechi che si arrampicano sulle pareti della sua stanza .

      PS Sono quasi sicura che arciere si scriva cona la I

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