Scambiocasa con sorpresa

Pipistrelli (e altri animali)
Per qualche motivo non del tutto comprensibile, ma certo spinti anche dalla stanchezza e dagli ormoni post-parto, qualche mese fa abbiamo concordato il nostro consueto scambiocasa estivo con una famiglia francese che vive in un’oscura località del Midi-Pirenei. Già dal nome avremmo dovuto capire che non è montagna (non ancora), non è mare, è insomma una mezza campagna incerta e polverosa la cui principale attrattiva sono le zanzare.
And it was not your fault, but mine La località, nel caso voleste spinti da umana curiosità anche solo sbirciare su Google Maps, porta l’accattivante nome di Escorneboeuf, letteralmente “scorna-buoi”. Attorno non c’è nulla. Ma nulla davvero. Solo una chiesa romanica sempre chiusa la cui campana però, mistero della fede, non manca di svegliarci ogni mattina alle 7; un microscopico bosco di cedri; e un immenso campo di grano a tre metri da casa. Ma tre metri veri, eh? Tra noi e lui c’è giusto un piccolo fosso pieno di insetti e di una cosa che sembra compost ma che non oso guardare da vicino.
I really fucked it up this time La famiglia francese che nel frattempo a Milano occupa casa nostra, che sapeva bene dove abitava ma ovviamente non ci ha avvertito, ci sbeffeggia mandandoci email tipo «Siamo stati a vedere la mostra di Salgado» oppure «ma che bello, il nuovo allestimento del Design museum» o ancora «Meraviglioso, il sushi all-you-can-eat che ci hai consigliato», mentre noi qui mangiamo lenticchie e investiamo i nostri risparmi in palette scacciamosche. A proposito, non avevo mai visto le zanzare muoversi in piccole nubi compatte. Voi sì?
Come as you are Al Pupo per fortuna certe cose vengono naturali. Mentre mangiamo attorniati da mosche che si posano di continuo sui piatti e sul cibo – è la campagna, bellezza – lui le schiaffeggia a mani nude per tenerle lontane. Alcune però le grazia, secondo insondabili criteri suoi personalissimi: «Questa è mia amica», «Questa ho capito che fa la brava». Dà una caccia spietata anche a vespe e formiche rosse, ma vuole bene a tutti gli altri insetti: dal bombo allo scarrafone alla forbice alla coccinella al ragno che porta guadagno, tutto lo interessa, nulla lo schifa.
You see a lot up there but don’t be scared Il problema di come occupare il tempo considerato che nei dintorni c’è poco o nulla da vedere è un problema, diciamo, secondario. Siamo anzitutto impegnati a tenere la campagna fuori da casa. Topi non ne abbiamo ancora visti ma l’altra sera stavo leggendo seduta in soggiorno in un raro momento di quiete e ho sentito due «plop», «plop» come due polpette di sabbia umida scagliate contro il muro. Poi ho alzato brevemente lo sguardo e ho chiamato Mike Delfino pregandolo di venire a vedere. «Fai che non siano quello che penso», ho sospirato rassegnata, indicando due grumi scuri e pelosi appollaiati contro uno degli alberi-scultura di cui questa casa è piena.
Who needs action when you got words «Madre santa, non avevo mai visto un pipistrello tanto da vicino». «E adesso che si fa?». «Non sono esperto di pipistrelli». «Aspetta che li googlo. Dice di prenderli delicatamente con i guanti». «Non se ne parla». «Non ti credevo così pavido». «Allora fallo tu». «Sei matto? Potrei vomitare». «Aspetta, ho un’idea, porto in giardino tutto l’albero-scultura con le due bestie sopra».
Nel trasferimento, uno dei due animaletti ha spiccato il volo, è andato a sbattere contro un vetro e poi si è infilato sotto un pianoforte. Siamo andati a letto rassegnati e un po’ preoccupati. Per tutta la notte mi è sembrato di sentire dei sommessi «plop», «plop», come di una polpetta di sabbia umida che cercasse invano di uscire di casa. La mattina dopo abbiamo trovato il grazioso animaletto, invero un po’ stordito, appollaiato sul cavo di una delle lampade da terra del soggiorno.
Jesus don’t want me for a sunbeam Contavamo molto sul Pupo, ma lui ci ha liquidato con un «Siete matti», e così, senza troppe speranze, abbiamo tirato fuori la nostra carta di riserva. «Pupa, hai visto che bello scoiattolino?». «Ma mamma, perché è nero e ha le ali e la faccia da topo?». «Sono francesi. Sono fatti così». «È un pipisssstrello!» ha sibilato il Pupo, fervente naturalista, tradendoci all’istante. «Se lo prendi con delicatezza e lo porti fuori ti dò dieci euro», ho offerto alla mia angelica bambina. Lei ha mormorato «Non c’è bisogno», è andata in camera e con semplicità è tornata tenendo in mano una maglietta, ha avvolto con tocco lieve il pipistrello e l’ha portato in giardino, sotto una pianta. Cinque minuti dopo è tornata a controllarlo. «Non c’è più! È volato via! Allora sta bene!» ha trillato contenta. Poi ha guardato la sua maglietta e ha scosso il capo con un sorrisetto. «Che c’è, mia eroina?» le ha chiesto Mike Delfino, ammirato. «È tutta pelosina. Non la voglio più lavare».
And the work, it was fun Adesso vorrei raccontarvi qualcosa sull’arredamento di questa casa e sulle condizioni di pulizia in generale, ma vedo che la tenda in fondo al soggiorno ondeggia. Forse non sono abbastanza forte per vivere in campagna. Chi di voi ci abita, come diavolo fa? Mi faccio coraggio e vado a dare un’occhiata. Voi intanto andate a riascoltarvi questa, che secondo me non sentite da un po’. Quanto alle altre canzoni citate, vi lascio il piacere di andarvele a scoprire mentre io capisco che razza di bestiola è entrata qui dentro stavolta.

52 commenti su “Scambiocasa con sorpresa

  1. Ogni anno peggio. L’anno scorso un po’ ti lamentavi, ma questa volta è veramente dura. Dai, dici la verità, tu fai questa cosa per scrivere un post carino e divertente. ahahah.
    Se vuoi possiamo fare lo scambio con la mia casa a Napoli. Topi e pipistrelli non ce ne sono…al massimo entra qualche malvivente, ma ci mandi Mike l’impavido e tutto è risolto. Che dici accetti?
    P.S. Ma non era meglio la Puglia?

  2. Bhè.. senza dubbio un’esperienza indimenticabile… troppo forte il discorso delle mosche amiche e quelle antipatiche da scacciare via… i miei cuccioli non hanno poprio simpatia per le mosche… no no 😉

  3. Whoa!!! Anche noi siamo in campagna, mare-campagna Tex Mex… Scarafaggi delle piante ( giganti) e coyote, armadilli, leprotti e scoiattoli… Il più’ delle volte spiaccicati on the road … Da truck impietosi… Belli però’ gli armadilli, sai? Baci baci Nic

  4. Non ho mai pensato di fare questo tipo di vacanza, principalmente per il timore di quello che potrei trovare a casa mia al mio ritorno. Ora scopro che può stupire anche quello che si trova dove si va!!!
    Io abito in campagna: effettivamente i pipistrelli li vedo fuori, abbiamo anche una civetta, alcune tane di volpi a qualche metro da casa (non scherzo! l’altro giorno una si è sbagliata ed è saltata sullo sterrato di giorno, prima visione diurna!), mosche e zanzare tenute fuori dalle zanzariere, ogni tanto qualche topino tenta una sortita domestica ma il tuo racconto mi pare alquanto inquietante… pipistrelli in casa, santa pazienza, mi verrebbe un colpo!!!
    Un sorriso
    Anna

  5. Mi sa che la prossima volta vi conviene informarvi prima sul posto!!!
    Comunque a qualcosa questa esperienza servirà: a capire dove non andare più (in campagna) e cosa regalare al pupo per le prossime feste/compleanni…no, non insetti veri, solo libri, strumenti di osservazioni, vetrini ecc…

  6. Nata in quasi campagna ( paese con molto verde), vivo in città. ?…e come mi manca il paese!!! In città gli unici animali “selvatici” che trovi sono piccioni e blatte….dai che i pipistrelli sono simpatici! :-) sono pure utili e protetti: mangiano le zanzare!
    Buona permanenza!:-)

  7. No ma la campagna non è quello che descrivi!!!! Lì siete nel nulla, non in campagna! Io ci vivo, ci sono nata. Ho vissuto anche in Torino città e Milano. Meglio la campagna.
    La campagna è una bella casa pulita in cui tornare dopo escursioni e giochi esterni. La campagna è poter mangaire fuori in giardino, tornando a cucinare dentro con ogni comfort…insomma, la campagna a giusta isura di civiltà è fantastica!!! Io se vedessi un topo morirei! E con una giusta dose di scopettone via anche le ragnatele. Zanzariere alle finestre e vape air alla mano tutto diventa asolutamente vivibile (ricordo zanzare più grosse sui navigli). Mica siamo nel medio evo!!!! Io non potrei vivere in città!

    1. Sono d’accordo con te su tutto!! Nata e vissuta in campagna e non e’ assolutamente come la descrive Paola!!! Quello e’ degrado!!! :-) non potrei mai vivere in città neanche io e sono tanto contenta che i miei figli abbiamo tanto giardino dove giocare e noi tante cene e riunioni da poter fare fuori con barbecue e ottima compagnia….mi sento libera!! :-). Pamela
      P.S. Paola spero tanto che la tua vacanza/ calvario finisca presto!!! :-)

  8. Io da Roma centro città mi sono trasferita in campagna e non è che mi sia proprio abituata…però mi sto ambientando alcuni insetti ormai li prendo con le mani e li butto fuori casa, altri li aspiro simpaticamente con l’aspirapolvere per il reso ci sono le zanzariere. Certo in campagna bisogna togliere le ragnatele che non ci sono in città e che spesso i ragni tessono alle tue spalle mentre stai togliendo quelle dei loro compagni :) Però come dice GiorgiaLand la campagna è mangiare all’aperto…panni asciugati al sole e bimbi che giocano in giardino sulle loro altalene senza dover aspettare il loro turno e dondolare a timer per lasciar spazio agli altri. La campagna è il tuo animale domesticio (gatto) che fa una buona vita correndo fuori e dormendo dentro casa. La campagna sono le polpette di fango di mia figlia che a fine giornata andrebbe messa anche lei in lavatrice con il programma delicato :)

  9. Io vivo in (quasi) campagna e se potessi sceglierei un posto ancora più wild..ho un amico che abita in Svezia e ha gli orsi che gli passeggiano sotto casa e le renne in cortile..sogno! Dove sto ora mi capita di vedere conigli selvatici, civette e gheppi…e ovviamente pipistrelli!Ne abbiamo trovato uno minuscolo settimana scorsa..forse appena nato..era bellissimo!!Ma immagino che per chi vive a Milano sia dura adattarsi!
    Ps: con i Nirvana mi hai reso felice!

  10. Mi sa che vai molto vicina a dove andrò io a settembre nella casa di vacanza della famiglia del marito: un paese che non esiste neanche sulle mappe, con un’unica strada (però il nostro vicino di casa è il sindaco eh!), 22 abitanti e la camionetta che passa alle 7.30 a portare il pane.
    Ma ho ricordi bellissimi di lunghe camminate nelle dolci colline, di silenzio assordante e grandi dormite.
    Niente zanzare ma una casa tutta in legno dove si nascondono con grande agio tutti gli insetti più perniciosi…
    Rispetto a te però cara mia alcune qualità: vicino c’è un lago dove si può nuotare, la montagna è a mezz’ora di macchina e la casa è di mia suocera…

  11. Io vivo in campagna, e nessun insetto o animale e’ realmente pericoloso. Certo, anche i topolini di campagna e’ meglio stiano più lontano possibile dalla casa, si sa, quindi da me basta non tenere cibo vicino alla porta. Per i pipistrelli, la pupa ha davvero, davvero ragione, sorriso e delicatezza, niente e’ pericoloso fuorché le vespe o le api, queste ultime molto di rado, e in genere basta aprir le finestre, mantenere penombra in casa, battere forte le mani per allontanare vespe, Martinelli, e simili.

    1. ecco il fatto è questo: bisogna abituarsi a stare attenti a una serie di cose. e prima non ci avevo pensato. comunque qui è campagna “hard”, non prendetemi per una sprovveduta cittadina schifiltosa…

  12. Ma i Pipistrelli non mangiano le zanzare? Potevi tenerlo in casa al posto dell’Autan :-) mi viene in mente la Massironi con un occhio chiuso che dice “Rabbrividiamoooo”

    1. « On ne reprend pas racine dans une terre abandonnée en même temps que le prénom qui l’a vue naître. Trop de temps a passé. Tout a changé, à commencer par soi. Et puis on ne recommence pas le film d’une vie. »Mais est-on pour autant « définitivement d’ici »?Il me semble que l’exil est une amputation, un enrichissement aussi bien sûr , mais qu’on reste exilé à vie

  13. La mia collega Anna sostiene che se una mosca gira per la stanza, basta scrivere il numero 86 su un foglio e la mosca sparisce. Considerato che mi pare che laggiù ce ne siano parecchie, mi sa che vi conviene andare nel campo di grano e tipo alieni comporre con le spighe un enorme 86. Magari funziona…

    1. proveremo con questa cabala dell’86 nei campi di grano, ringrazia la tua collega. invece adesso ti ha messo come Chiara L. ma non so perché. baci!

  14. oh no accidenti alla tenda, io volevo sapere dell’arredamento della casa, perché già gli alberi-sculturi mi avevano parecchio incuriosita…quando abitavo in Germania, in un villaggetto appena fuori da una grande città, la frase che sentivo più ripetere agli altri italiani era “troppa natura!” perché in effetti la fauna era ricca e piuttosto invadente. Mio marito dice che sono una city-girl senza speranza.

    1. io sono anche stata scout per 20 anni ma qui è veramente un po’ troppo. stanotte mike delfino si è svegliato con un insetto nell’orecchio e una forbice (insetto, sempre), ehm, nelle mutande. sono cose che danno fastidio.

  15. oddio che orrore svegliarsi così, e le forbici poi le ho sempre odiate. Deve essere oggettivamente un posto fuori dalla grazia di dio e la mia esperienza tedesca è niente al confronto. La cosa che più aveva sconvolto noi italiani là era che le panetterie o pasticcerie tedesche tolleravano che i loro prodotti esposti brulicassero di vespe…a me veniva il voltastomaco, a loro evidentemente no!

  16. Quando ero piccolina, avrò avuto 5 o 6 anni, ci fu un’estate in cui ebbi molti incontri ravvicinati coi pipistrelli. Quando scoprimmo di ospitarne una numerosa famiglia sotto le grondaie, mia sorella maggiore non mancò di spiegarmi con dovizia di particolari che questi animaletti, oltre a succhiare il sangue alle mucche, cosa che mi turbò solo momentaneamente, si attaccavano ai capelli per poi non staccarsi mai più. (Io avevo i capelli lunghi all’epoca). Una sera che noi tre fratelli eravamo soli in casa ne entrò uno e ci svolazzò un bel po’ sopra le teste prima che riuscissimo a chiuderlo in una stanza. Mia sorella però fece finta di continuare ad avvistarlo in ogni angolo buio della casa per tutta la sera. Passai la notte con gli occhi granati. Tutt’ora quando vedo un pipistrello il mio primo istinto è quello di coprirmi i capelli.
    MonnaLisa

  17. Tre urrà per la Pupa, di cui sto meditando seriamente di fondare un Fan Club (se ce n’è già uno fatemelo sapere che mi iscrivo). PERO’:
    i pipistrelli sono animali utili e preziosi, tutelati da tutte le associazioni animaliste e protetti in tutti i modi perché a rischio. Quelli che succhiano il sangue (di altri animali) sono nella foresta tropicale e sono poche specie. I pipistrelli nostrali sono grandi mangiatori di zanzare & simili, e quindi vieppiù preziosi in quella strana plaga di mondo in cui sei finita. Toccarli non porta a niente di male (anche se io ho sempre avuto dei seri problemi, ai tempi in cui la bella Alphonsine, tutta nera come il carbone, usciva in avanscoperta sul tetto, li catturava e si ostinava a portarceli come regalo e noi cercavamo in tutti i modi di salvare i poveretti, con grande indignazione della gatta).
    Comunque sono innocui, se non sei una zanzara, e anche molto, molto belli e ben fatti ^__^

  18. Complimenti per la play-list.
    Sto anch’io in un paese simpatico (non proprio isolato dal mondo, actually) che chiamo #BucoDelCulo, che a me sembra pieno di meraviglie nascoste: il telefono che non prende, 20km che lascio dietro alle spalle quando esco dall’ufficio, il fiume, il parco naturale con i prati da correre e le colline da scalare, la grotta dove andare in gita con lo speleologo, le persone che sono una vera e propria esperienza antropologica…però è vero che al tramonto le zanzare ci uccidono, in cantina ci sono i pipistrelli, e poco che ti addentri nelle colline di sera, magari vai in un ristorante sperduto dove si mangia bene con pochi soldi, facile che incontri lepri o bambi, qualche simpatico cinghiale o un istrice. Invece la città non mi esalta, alla mostra per dire ci vado se sono da sola, ma l’80% del tempo libero lo passo con le bimbe, dunque la mostra è una tortura. Sono gusti :). Bacioni! (Ma te però ci hai sempre una sfiga oh).

  19. Ogni tanto andiamo a trascorrere qualche giorno nell’ameno paesino natio di mio suocero (sei case in tutto), in campagna.
    Per fortuna ci sono le zanzariere! E la sera chiudiamo la porta e civette, tassi, volpi e cinghiali fanno quello che vogliono, non voglio sapere niente…Topolino ne ho visto correre uno (all’aperto) anni fa, ma sembrava carino. Invece un pipistrello è entrato nel nostro cittadinissimo appartamento al nono piano un luglio di qualche anno fa. Mai più! Non riusciva a uscire e io mi ero nascosta completamente sotto una coperta sul divano, perchè non volevo muovermi (si parla sempre di temperature estive, quindi immaginiamo). Ho detto tutto…

  20. Anche noi abbiamo vissuto in campagna per diversi anni, non era neppure la campagna piu’ spinta che si possa immaginare (come parrebbe essere la tua), ma ci siamo ritrovati in casa un po’ di tutto!!
    Compreso il pipistrello! è entrato in camera da letto, non siamo riusciti ad acchiapparlo e ce ne siamo andati a dormire, per poi ritrovarlo l’indomani addormentato, a testa in giu, spiaccicato contro la zanzariera del bagno.
    Io l’ho trovato carinissimo <3
    (pero’ come ci sei finita in sto posto dimenticato da dio, lo sai solo tu 😀 )
    franz

  21. Quale sito usi per lo scambio di casa? Mi piacerebbe farlo anche a me e ce ne sono tanti non so a quale iscrivermi…magari non andrei nel paese scorna buoi :)

  22. io in campagna ci vivo e l’adoro…tutto quello che hai detto per me è normalità…tranne i pipistrelli…che non ho…ma vorrei invece avere (gli ho costruito pure la casetta) perchè sono il rimedio naturale alle zanzare, sono il loro cibo preferito!

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