Questo amore mi sta uccidendo ma sono io a volerlo

Lo so da tempo, che le chat su WhatsApp possono rivelarsi una iattura. Per dire, amministro fieramente «Genitori 5A – the best» e sono iscritta a «Genitori 2A», chat scolastiche che ovviamente cambiano nome ogni anno. La solerte rappresentante della classe del Pupo ha trasformato «1A» in «2A» già ai primi di giugno, comunicandomi un po’ d’ansia preventiva; ho provato a spiegarle che tecnicamente la seconda sarebbe iniziata a settembre ma lei mi ha zittito, va bene così, e non c’è stato spazio per il dibattito. In effetti nelle chat non c’è mai spazio per il dibattito, noi tutti tendiamo a rigurgitare quel che abbiamo dentro senza filtri, e senza ascoltare quel che gli altri vorrebbero dire a noi. Comunque, nel genere chat, queste almeno sono operative, concrete, a tratti pure poetiche, quasi mai fastidiose; per lo più ci si scambiano avvisi e foto di bambini che colorano le uova per Pasqua, disegnano e fanno mediocr meravigliosi lavoretti con la rafia e il filo di ferro proprio come noi negli anni 80.

My love took me down to the river to silence me Qualcuno mi ha infilato a tradimento in «Gen catechismo», una chat di blanda autoflagellazione in cui noi genitori veniamo rimproverati a rotazione se i nostri figli mancano agli incontri, se non abbiamo portato il certificato di battesimo dei bambini, se manchiamo alla Messa o al saluto per il Don che cambia parrocchia. Io in questa chat mantengo un profilo bassissimo e non rispondo quasi mai, forse inconsciamente sperando di provocare una reazione nella catechista (finora non pervenuta). Di recente ho pensato che sarebbe carino inserire come icona della chat un cilicio (domanda tecnica: posso farlo se non sono amministratore? Se sì, scoprirebbero che sono stata io?).

I lay on the ground I tried to scream Una chat bizzarra è la melanconica «Sesto Gei, in vetta», luogo di incontro virtuale di ex scout, farcitissima di battute volgari, dove anche le donne dichiarano di sentire nostalgia per i tempi del militare (?); nei giorni pari ci si scambiano consigli di lettura tipo Centomila gavette di ghiaccio, Il sergente nella neve o Nikolajewka: c’ero anch’io, nei giorni dispari si rievocano i bei tempi in cui eravamo tutti capaci di fare la legatura a squadra, di tirar su in un amen una tenda sopraelevata o di accendere il fuoco con le esche naturali.

But no sound did come out, I could only bleed blue La chat più perniciosa è «Allenamenti touch lovers». Un paio di mesi fa il Pupo ha cominciato a giocare a rugby, che per inciso è lo sport più bello del mondo. Desiderando ardentemente rompermi un altro polso mi sono iscritta anch’io: gli allenamenti sono esilaranti ma la chat – 17 donne più il Mister che fa il gallo nel pollaio – snervante e orribile. Fino al venerdì si passa il tempo a organizzare il dopo-allenamento inviando recensioni dei migliori pub della zona, dal sabato si commenta la serata e il grado di stordimento da alcol delle partecipanti (e del Mister), i punti fatti in torneo da squadre dai nomi assurdi tipo Chippa United o Mysterious Dwarfs. Ci vuole uno stomaco forte per seguire questa chat dove circolano decine di messaggi al giorno, tutti i giorni, nemmeno l’1 per cento dei quali è davvero importante, ma ancora non ho avuto il coraggio di togliermi: mi fa sempre effetto leggere che un certo numero di telefono «ha abbandonato», non vorrei essere considerata una che molla proprio dalle mie compagne di squadra.

Aggiungo che sarò molto felice se condividerete qui sotto qualche esempio delle vostre chat più surreali, insopportabili o amate, e qui concludo: la mia preferita si chiama «Let’s have a beer», ed è a bassissimo impatto essendo composta da sole tre persone, cioè io e i miei amici Paolo e Igor, che conosco da quando eravamo ragazzi e colleghi e sognavamo di diventare Montanelli. Ora abbiamo modificato i sogni con encomiabile resilienza, fatto tre figli a testa (totalino figli: nove) e la famosa birra, in un anno, ancora non siamo riusciti a bercela. Però a quanto pare martedì prossimo pranziamo assieme e questa cosa per quanto piccola mi scalda il cuore proprio in quell’angolino lì, che voi sapete.

 

 

Soundtrack: Sono molto contenta quando qualcuno mi scrive di aver apprezzato le canzoni che segnalo, e dunque continuo. Quella di oggi si intitola My love took me down to the river to silence me, è un brano del 2014 e sta in equilibrio perfetto tra il lievemente doloroso e il sognante. Rivelandosi dunque capace di realizzare, per cinque interi minuti, la mia perfetta seppur provvisoria felicità.

 

 

31 commenti su “Questo amore mi sta uccidendo ma sono io a volerlo

  1. Proprio ieri la chat della classe del figlio grande (per inciso, noi la chiamiamo con l’anno di nascita dei pargoli classe 2008 2009 così va bene sempre) è stata teatro di un diverbio mammesco da centinaia di messaggi, dal quale mi sono pavidamente guardata dal partecipare.
    Le mie chat più belle sono quella con le amiche di una vita, sparse un po’ là un po’ qua che, dati gli impegni, i figli e il ridotto numero di partecipanti (4), richiede un impegno ridotto ma gradevole e quella degli amici di mare,ex giovani conosciuti ai tempi dell’adolescenza ma ancora legati da profondo affetto e voglia di scherzare.
    P.S. Sì puoi cambiare nome e immagine della chat ma si saprà che sei stata tu.

  2. La chat dei genitori di seconda, eccolà lì. Il mio tormento. I bambini escono alle 12.30 da scuola (quelli che hanno qualcuno che li va a prendere e ovviamente il mio sta al doposcuola fino all’ultima campanella possibile, quattro ore dopo). Dopo 5′ arriva l’infaticabile mamma che domanda cosa c’è da fare di lezione. E si va avanti così per tutto il pomeriggio a domandare se le operazioni vanno fatte in abaco o in tabella.
    Io per sfogo ho fondato un microgruppo con le 4 mamme che si salvano. Ci chiamiamo Le ultime sane di mente e ci poniamo domande tipo: ma il quaderno di Ambra è filigranato in oro che la madre è disperata perché non lo trova? Oppure: ma perché fanno anche musica? io non lo sapevo neanche…

    Ma la nuda e cruda verità è che partecipare al gruppo di scuola mi restituisce fiducia in me stessa, nella mia capacità di avere fiducia negli insegnanti e tutto sommato mi fa sentire un genitore equilibrato e allegro!

    1. oddio come ti capisco!! pensavo di essere l’unica pazza! mio figlio ha iniziato quest’anno le elementari….e questa cosa della chat mi sta devastando. io ho il mini gruppo commento con mio marito! alle 13.30 parte la prima, ma la pagina è da copiare? ma in corsivo? ma non sarà presto scrivere in corsivo? ecco…io mi astengo, tanto rispondono in 50 (poi si fa la media delle risposte). Trovo questa roba deleteria per i genitori, per le maestre e soprattutto per i bambini che non si responsabilizzano mai. Io so già prima di lui quello che deve fare. L’altro giorno ho visto foto di quaderni e mamme che copiavano!! mi rifiuto a costo di avere un figlio disadattato.

  3. mi hai fatto subito andare a vedere le mie chat… e a parte la poca fantasia dei nomi (“best friends”, “pranzo domani”, “sabato sera”, “capodanno”, “regalo mary”, tutti intuibili e utilitaristici), la cosa ridicola che mi salta agli occhi è che quando la creo io, una chat, metto sempresempresempre il punto esclamativo. Non solo nell’esortativo “cenetta!”, con le mie amiche storiche; nel chiaramente fintogiovane “rovesciate!”, dopo l’unica serata degli ultimi tre anni in cui io e le suddette amiche siamo transitate da un bar all’altro per l’aperitivo, saltato la cena, andate a un concerto e rientrate a casa la mattina alle 5 bevutissime; ma anche in “ricoverati!”, da intendersi al participio passato, dove davvero non c’era nulla di esclamativo, essendo in ospedale, mio figlio ed io (nulla di particolarmente grave, ma tant’è…)

  4. oddio questi gruppi what’s app sono diventati il vero tormentone della vita moderna…la condanna quotidiana che ogni mamma deve subire…se ci sei subisci se non ci sei, nel gruppo, ne paghi le conseguenze, ovvero sei tagliata fuori da comunicazioni di servizio tipo riunioni scioperi gite ma anche feste ecc ecc….io che ne penso? credo che certe discussioni siano veramente politicamente scorrette, al di là dei livelli minimi di educazione, tipo criticare le maestre per l’età, criticare le regole della scuola, ma che non le sapevamo prima? criticare le varie iniziative scolastiche perchè poche o al contrario troppo costose….basta!!!!per fortuna ci sono i gruppi delle amiche di vecchia data o le chat con i familiari…che con pochi messaggi ci fanno sentire più uniti…ciao Paola, bel post ma il titolo non l’ho capito….

  5. Per fortuna io sono troppo vecchia: figlio adulto, fuori dai contesti scolastici ormai da un decennio. Io ho tolto la connessione internet dal mio vecchissimo Blackberry e quindi non potrei nemmeno se volessi, e francamente proprio non mi manca. forse proprio perchè, ragazze, io appartengo alla vecchia generazione che usava (tanto) il telefono, e pure i contatti di persona, che, abitando in un paesotto, erano molto più semplici.

  6. risposta tecnica: si puoi cambiare l’immagine ma sapranno tutti che sei stata tu!
    Queste chat di whatsapp, a meno che non siano di 3 persone, sono INSOPPORTABILI.

  7. Faccio parte di diverse chat, tra amici, genitori asilo, genitori elementari, catechismo, catechiste e sottogruppo mamme catechiste…la peggiore è stata avviata quest’anno: per un compleanno, una mamma ha creato la chat chiamandola come suo figlio, con tanto di foto, senza nemmeno la dicitura “festa di” o “compleanno di”. Mi sembrava un’autocelebrazione del pargolo. Tra l’altro non l’ha nemmeno cancellata, dopo la festa e ora togliermi mi sembra strano. i problemi peggiori li abbiamo avuti l’anno scorso all’asilo, con i genitori dei nuovi che stavano partendo per la tangente e assalire la maestra per un nulla. per fortuna noi “vecchi” li abbiamo bloccati, stava succedendo di tutto.
    La cosa che detesto di più delle chat? i botta e risposta a mezzanotte o l’una….quando siamo a letto e magari ci stiamo giusto addormentando, e iniziano ad arrivare i bip e bzz…ma la gente non dorme mai?

  8. ti sei iscritta a rugby! Spettacolo! P.S. per le chat, io le subisco abbastanza, in quella della amterna, non reggo quelle mamme che devono dare conferma o no di qualche cosa e invece non dicono nulla (perchè lavorano ecc… io invece mi gratto le sopracciglia…), insomma dire sì o no non credo costi fatica, si fanno vive solo per dire che i loro pargoli non sono portatori di pidocchi o di raffreddori vari, perchè si sà tali mamme hanno figli perfetti (scusa l’astio, ma il pressapochismo lo tollero poco e ribadisco, io le chat le subisco, non faccio quella che fomenta o fa partire discussioni tipo “ma per la nanna gli tolgono le scarpe!”???). P.P.S. come vanno i virus? io alzo bandiera bianca e siamo solo al 24 ottobre. Anna

  9. Ah, il magico mondo dei gruppi di Whatsapp. Ne ho all’attivo alcuni, tra cui “Desperate mommies”, con 2 amiche conosciute all’inserimento dei pargoli al nido, in cui cerchiamo di affrancarci dalle mamme assurde che ci circondano, ma il più bello è quello creato da colleghi della guardia medica in cui le conversazioni sono surreali e ogni volta che lo leggo mi ribalto dalle risate, anche se riveste una notevole utilità pratica per cambi turno e ricerca di sostituti, case e aiuto vario. Non mi soffermo sulla questione gruppi di classe perché nutro nei loro confronti una tolleranza pari a zero, dopo l’ennesima discussione sterile via mail/whatsapp imperniata sul nulla.

  10. Dimenticavo: il gruppo dei guardisti è assurdo a partire dal nome, ovvero “Vomito ne abbiamo?”, coniato in una difficile notte di gastroenteriti epidemiche. Nessuno ha ancora proposto di cambiarlo.

      1. Facciamo così: mi mandi il tuo numero, ti aggiungo sotto mentite spoglie e trai ispirazione per i tuoi prossimi 5 libri :)

  11. ho solo una testimonianza: nella chat della famiglia allargatISSIMA di mio marito tutti si firmano dopo OGNI SINGOLO messaggio. sono tipo una trentina di cristiani, difatti tre messaggi su quattro sono preghiere/benedizioni e affini in foto su sfondo romantico-kitch. il quarto di solito è un video sconcio. quando il tutto riesce a non darmi sui nervi mi fa molto, molto, istericamente ridere.
    non ho ancora trovato il coraggio di uscire dal gruppo (o fare come jack frusciante, per usare un’espressione di mio fratello), potrei scatenare l’ira funesta della suocera.
    la quale per inciso, nell’altro gruppo in cui ci siamo solo io, mio marito, ella stessa e l’altra figlia, si firma ugualmente dopo ogni riga. argh.

  12. Questo post mi ha spinto a controllare i gruppi…. Sono sconvolta da me stessa. Sono partecipe di ben 11 gruppi whatsapp: 4 dei quali deceduti, ma che non voglio abbandonare. Uno con la classe del liceo, dal titolo MATURIIII, uno per i libri universitari dall’inequivocabile titolo Libri Uni. Poi ci sono i miei 2 gruppi preferiti: Esercito di Silente (gruppo composto da tre persone grandi fanS di harry potter) e Chialula (composto da me Chi(ara) da Al(essia) e Da Ilaria detta Ula che ora vive in Corea. )
    sono un bordello, ma sono utili (quando ti rispondono lol)

  13. Croce e delizia i gruppi wapp.
    Diventano magici quando devi recuperare una foto della pagina che il figlio dovrebbe studiare, ma naturalmente il libro si trova sotto il banco.
    Tortura quando, dopo una comunicazione della rappresentante, c’è uno sperticarsi di grazie, pollici in su, ok con le dita, baci e abbracci. Considerando che in classe sono in 28, che traforamento!!!! Considerando che i figli sono tre ho silenziato tutti i gruppi scolastici!
    Gruppo ‘Quatar pas’, io e due amiche, ci siamo impegnate ad uscire a camminare assieme la sera, almeno una volta la settimana. In realtà è un tripudio di scuse e bidoni per bigiare l’appuntamento.
    Tu con il rugby ci bagni il naso!!!!

  14. La mia chat più bella si chiama VLL che sta per Very Low Level ed è composta dal gruppetto di amici e sostanzialmente ci scambiamo battute bruttarelle per ridere (da qui il Very low level) e cerchiamo di organizzare gli incontri/uscite. Ma per lo più brutte battute che fanno bene all’umore

  15. Quando la mia amica si è sposata ha avviato ben tre chat whatsapp: “MOH Consulting”, (=Made of honor) “Bridesmaid” e un’altra che manco mi ricordo… Ci scriveva in tutti e tre i gruppi a seconda dell’importanza dell’avvenimento. Insomma una tortura virtuale.
    un consiglio: silenziare le chat inutili, così che non disturbano! E assolutamente spegnere il cellulare quando si va a dormire. La mia teoria è che se è successo qualcosa di veramente grave/urgente, chiamano sul fisso! Altrimenti può aspettare il mattino 😉

  16. Il massimo per me sono le chat in caso di travaglio/parto, con tutte le notifiche in cui tra incoraggiamenti alla poveretta in travaglio e gli aggiornamenti di lei medesima sulla sua situazione in tempo reale sembra tutti di essere lì in sala travaglio e ti viene uno stress che neanche all’esame di maturità. Infatti io whatsapp l’ho tolto. Comunque lo smartphone lo spengo quando vado a dormire e lo riaccendo la mattina dopo, il sonno è sacro. In caso di emergenze c’è il vecchio e discreto telefono fisso.

  17. Paola grazie per la canzone che è bellissima!

    Io ho notato che ci sono persone dipendentissime dai gruppi, tipo una mia collega ne crea uno per ogni scoreggia che tira: le feste di compleanno dei suoi bimbi, il gruppo di piscina, il gruppo sci…
    I piu’ divertenti e utili sono quelli tra colleghi post seratone (si, quest’anno ho fatto vita sociale), in cui ci si scambia le foto dopo, senza vederle spalmate su facebook.
    In generale a me comunque sti gruppi mettono ansia.

    Grazie a Dio mio figlio va in una scuola di geek e i genitori hanno creato una mailing list, quindi ricevo solo email ogni morte di papa. Li amo.

    baci
    franz

  18. io mi sono tolta dal gruppo mamme della scuola!!!!!! insostenibile… io sono incapace a tacere di fronte a problemi inesistenti (“MA PER QUANTE ORE LA MAESTRA TIENE APERTA LA FINESTRA????”), o allarmi gender infondati (IN GERMANIA C’E’ LA TENDINA IN OGNI CLASSE PER LA MASTURBAZIONE!!!) o commenti razzisti che pullulano sempre a sfavore di chi – manco a dirlo – dal gruppo whatsapp è escluso …
    Sono resistita un mese della prima elementare.
    O_°

    buona giornata Paola!!
    Bea

  19. “Mamme scusate quando avete pagato l’assicurazione l’avete intestata a voi o al bambino?” oppure “Buona tizana a tutte” una fa sempre dolci e ne offre una feta a tutti……….sempre tutte le volte la feta!e a postere mille foto fra cui il dolce mentre cuoce in forno; “però la maestra prima di dare una cosa nuova ai bambini la dovrebero spiegargliela” “io ho una lamentela sui banchi, non mi piacciono” “…..e la mamma del bambino che nonostante i richiami non ascoltava è stata avvisata quindi mi auguro che in futuro si calmi” ma chi la mamma o il bambino? poi c’è una che la camomilla la fa innervosire non oso immaginare se qualcuno le offre un caffè ah e poi i baci gli abbracci e i ti voglio bene si sprecano………………………….potrei continuare all’infinito ma urge tornare a lavoro.

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