Quel che resta del giorno (del family day)

Non so voi ma io dopo tutto quel che è stato detto, fatto e scritto, ancora mi interrogo: con chi ce l’hanno esattamente quelli del family day che mi rifiuto di scrivere maiuscolo? Cioè cosa esattamente dà loro fastidio dell’eventualità che due uomini o due donne si sposino, adottino, abbiano figli? Già smontate (da gente più preparata di me) le improbabili ipotesi teologiche secondo cui la Bibbia direbbe, anzi Dio in persona direbbe che l’amore omo è contro natura e va perciò combattuto, mi chiedo: cosa ci resta di quel giorno, di quel sabato appena trascorso, in cui 200.000 persone che dicevano di essere due milioni da tutta Italia sono scese in piazza e hanno urlato il loro essere “contro”?

 

Per aspera ad astra   Che poi, il senso di qualunque festa dovrebbe essere questo: festeggiare. E a Roma non mi pare siano tanto riusciti a farlo, e nemmeno a fingere di farlo: era tutto un indignarsi, un ribadire «siamo in piazza per difendere i valori della vita e della vera famiglia». A casa mia se senti il bisogno di usare il verbo “difendere”, vuol dire che pensi di avere un nemico.

 

Le asperità conducono alle stelle   Riflessioni sparse: mi sono chiesta come si viva nelle famiglie Chessa e Spada, sarde entrambe, che di figli, scrive il Corriere della Sera, «ne hanno messi al mondo dodici a testa, uno dietro l’altro, senza soluzione di continuità», e come trovino quei genitori il tempo di dar retta a tutti quei bambini quando noi con tre già ci sentiamo degli eroi. Poi mi sono chiesta cosa spinga il signor Capitanio, padre di “soli” cinque pupi, a farsi carico di frasi enormi tipo «La famiglia siamo noi. Noi e basta. Gli omosessuali non possono essere dichiarati famiglia». Ecco, mi piacerebbe che il signor Capitanio incontrasse i papà arcobaleno che ho avuto occasione di incontrare negli ultimi mesi, che passasse con loro un weekend, e poi venisse a raccontarmi cosa pensa.

 

La forma è sostanza   Parentesi: eccomi qui, dunque, mentre come voi aspetto di capire cosa ne sarà, nelle prossime ore, del disegno di legge sulle unioni civili. Quando Renzi nel 2012 girava l’Italia in camper per fare campagna elettorale l’ho seguito in un paio di tappe, tra Cosenza e Crotone, e mentre si cambiava una camicia bianca dopo l’altra – ricordo che faceva molto caldo, lui sudava un sacco e quelle sporche le appallottolava come fazzoletti a terra, in bagno, pregandomi di non farci troppo caso – continuava a ripetermi, «Questa cosa delle unioni civili la voglio portare a casa». Spero proprio che ce la faccia, ma se anche così non sarà devo dargli atto, almeno in questo, di essere stato coerente.

 

Mentre il vento mi porta improvvise allegrie   Mia figlia aka la Pupa, 10 anni, ha due fratelli di qua – il Pupo e la Piccolissima – e un fratello di là, ancora più piccolo della Piccolissima. L’ha avuto suo padre, il mio ex marito, con la sua nuova moglie e vederli giocare tutti e quattro assieme è uno spettacolo. «Ma sono pazzi? Ma allora noi cosa siamo?» ha commentato un po’ smarrita quando l’altro giorno le abbiamo spiegato che secondo quelli là l’unica vera famiglia è composta da un padre, una madre e dai figli generati all’interno della loro esclusiva e possibilmente benedetta unione. Non che abbia nulla contro questo tipo di unioni anzi guardo con felice meraviglia chi non deve fare i conti quotidianamente con la complessa architettura dei weekend alterni e dei figli condivisi. Comunque il Pupo, 7 anni, fa spallucce e sostiene che anche il fratello della Pupa è suo fratello (proprietà transitiva).

 

The world outside is insane   A un certo punto ho chiesto loro cosa ne pensano di due donne, o due uomini, che si sposino e abbiano un figlio assieme, o lo adottino. Mi ha risposto scuotendo la testa la Pupa, «Mamma, per te sarebbe meglio avere due padri oppure», e ha fatto una pausa ad effetto, «crescere da sola in un orfanotrofio?» (la Pupa ama rispondere a una domanda con un’altra domanda). E poi ha aggiunto: «Mamma, preferiresti forse avere due madri che si amano tra loro e ti coccolano tanto oppure», e nella nuova pausa ho colto un senso di minaccia, «un padre e una madre che si urlano parolacce e litigano e ti maltrattano e non ti comprano neanche l’album degli Amici cucciolotti?». Son cose, ho pensato. Poi ho guardato il Pupo e ho chiesto pure a lui. Che masticando riflessivo una carota mi ha detto: «Per me se due maschi si sposano non c’è nessun problema. C’era anche nel film di Checco Zalone, ti ricordi mamma?» e allora ho pensato, sei proprio figlio di questa nostra Italia, bambino mio.

 

Soundtrack: a me pare molto in tema un album recente del grandissimo Franco Battiato, che si intitola Apriti Sesamo e contiene perle come Caliti junku: in siciliano significa «abbassati giunco». Potrai anche piegarti ma poi ti rialzerai. Ché sei flessibile, e questo nella vita è necessario.

 

 

 

 

35 commenti su “Quel che resta del giorno (del family day)

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      1. Attenzione….classica truffa che promette per poi chiedere soldi. A questa organizzazione appartengono più persone con più indirizzi mail tra cui Alessandro Lucarini

      2. Più che offrire un prestito Alessandro Lucarini (prestitovlcal@gmail.com) Vi offre una TRUFFA …tutti quelli che vogliono anticipare spese di contratto, falso, e poi richiedere altri soldi per assicurazione, falsa, si rivolgono pure a questo truffatore, in compagnia di altri suoi collaboratori con varie mail e numero Whatsapp dediti con grande impegno alla truffa….Presto darò altre notizie da indagini delle autorità

  1. Sapevo che non mi avresti delusa 😀

    Io sono figlia di famiglia allargata dei primi anni ’80, ho due fratelli coetanei che non sono fratelli tra loro e abbiamo passato insieme tutti i pomeriggi d’infanzia.

    Quando uno dei due mi ha rivelato che ero la sua sorellastra (mio fratello è piuttosto sadico) sono scoppiata a piangere, memore di Cenerentola.
    Per me non avere non c’era niente di strano.

    Detto questo, non capisco come si possa orgogliosamente manifestare perché gli altri non abbiano diritti. Come se la società non fosse pronta per due uomini o due donne che stanno insieme apertamente!

  2. Ciao. Io la penso come i tuoi bimbi. Però non mi piace ironizzare su chi è sposato in chiesa e ha un’unione benedetta. Quello che in Italia ha valore è il matrimonio come atto giuridico. Ossia il fatto che sia registrato all’anagrafe. Non c’entra se uno si è sposato in chiesa, al tempio o da altre parti. Quello che fa fede è che sia registrato in comune. Io sono a favore del matrimonio per tutti coloro che si amano. Famiglia è dove c’è amore. Però spesso ho notato che chi convive ed è contro il matrimonio è eterosessuale. E vede il matrimonio come un vincolo negativo, non come un atto d’amore. Ciò premesso io prima di sposarmi ho convissuto sei anni. Poi abbiamo deciso che ci sarebbe piaciuto avere un bimbo. E ci siamo sposati. La mia compagna di università purtroppo è morta insieme al suo compagno. Chiamava gli sposi gli incatenati. Diceva che non aveva bisogno di un pezzo di carta per dire che erano una famiglia. La figlia è stata data in adozione. I parenti amorevoli non erano niente per la legge. Con questo io sono d’accordo che loro erano una famiglia. E trovo assurdo che abbiano tolto una bambina di quattro anni alla sua famiglia. Dopo che già era senza genitori. Però la legge è così. E anche se è sbagliata e assurda, si sa che è così. E per orgoglio e spavalderia è successo un dramma.
    Scusa la lunghezza.
    Eli

    1. è sbagliata la legge che ha permesso di dare la bambina in adozione, e soprattutto l’interpretazione che di quella legge è stata fatta. è successa la stessa cosa a un mio conoscente. la bambina è stata data allo zio però. penso che nel caso della tua compagna d’università siano entrati in gioco altri fattori – quali, onestamente, non lo so.

      1. I figli “naturali” sono equiparati ai “legittimi” e in caso di morte dei genitori il giudice li dà in adozione nell’interesse dei bambini. Se non li dà ai nonni è perché sono troppo anziani, malati, ecc.

      2. oddio, volete dire che se io e il mio compagno dovessimo morire, mio figlio potrebbe non essere tirato su da mia sorella o dal fratello di mio cognato che ritengo i parenti più prossimi? io non ho mai pensato al matrimonio ne religioso ne civile , dando per scontate alcune garanzie che il buon senso suggerirebbe ma forse la legge non farebbe lo stesso?

          1. tranquilla barbara, è come dice girandola precaria qui sopra! se il bambino non è affidato a nonni o zii è perché qualcosa non lo permette, non perché i suoi genitori erano sposati o meno.

  3. In questi giorni mi sono interrogata molto anche io su questo evento.
    Un po’ perché arrivo da una “famiglia tradizionale” che poi a guardarla bene, i suoi scheletri li ha ma li tiene ben nascosti, un po’ perché ho formato una “famiglia tradizionale” a mia volta, un po’ perché alcune delle “famiglie tradizionali” che conosciamo si stanno sfasciando e allora mi chiedo “e quei poveri bimbi?”, un po’ perchè a casa nostra mica ti chiedo qual’è la tua preferenza sessuale prima di farti entrare ma tutt’al più se hai portato un buon vino, un po’ perché il commento migliore lo ha scritto un mio amico frate (teologo, che insegna all’università pontificia) sul suo profilo social: “in questo we mi trovo a 7000 km da Roma. E mai la distanza geografica e quella del mio cuore si sono sentiti così allineati rispetto a quello che sta succedendo li”.
    Purtroppo ho anche amici che erano a Roma o che ci sarebbero andati tanto volentieri e con loro mi sono accorta di cosa sia davvero questo “family day”: una conversazione a senso unico. Non era una festa, era un ritrovo di persone incapaci di avere un contraddittorio e di accettare che qualcuno la pensi in modo diverso da loro (la cosa peggiore è che mi sono scontrata con gente che ancora crede che l’omosessualità sia una malattia).

  4. Non so proprio cosa commentare a proposito del family day, Paola, non ne capisco il senso, pero’ le parole dei tuoi bimbi sono stupende; non ti danno un sacco di speranza per il futuro?!

    Io voglio crederci, che questi pupi potranno vivere un mondo migliore :-)

  5. Argomento vasto, complesso e sfaccettato. Complicato, in primis, dall’ingombrante e minacciosa presenza vaticana così vicino ai palazzi del potere. Proviamo a vederla così: se prendiamo come universo l’intera storia dell’Uomo su tutti e cinque i Continenti, la famiglia nucleare (o “tradizionale”) è solo uno degli enne modi di affrontare la vita e crescere dei figli che l’umanità ha sperimentato e talvolta scartato (vedi l’esperimento israeliano dei Kibbutz). Purtroppo è un po’ come per la religione. La mia è giusta, tutte le altre sono sbagliate.
    Contro il fanatismo – qualunque tipo di fanatismo, anche quello degli omosessuali che sviliscono le lotte dei loro compagni dimenandosi seminudi a favore di telecamera durante i Gay Pride – c’è poco da fare…

  6. Anche le mie figlie non comprendono, e io neppure comprendo e mi dispiace, perché se io non comprendo questa gente e questa gente non comprende me, diventiamo tutti intransigenti, e io ammetto che su questo tema sono intransigente. Le bimbe mi hanno chiesto se questa gente ce l’ha anche con mio fratello (il loro adorato zio) e la loro cugina eccetera eccetera, e io purtroppo ho dovuto dire che sì, ce l’hanno proprio con noi. Fortunatamente non abbiamo la tv quindi ne abbiamo parlato poco e a loro sembrano persone strane e lontane, che siano duecentomila o due milioni.

  7. Paola, tu dici “Già smontate (da gente più preparata di me) le improbabili ipotesi teologiche secondo cui …” . Mi dai qualche riferimento? MI interesserebbe moltissimo approfondire la questione!

  8. Sempre citando Guccini “stan mutando gli astri nelle notti di equinozio”. Non so se il progetto di legge passerà questa volta è come era stato pensato ma sicuramente il cambiamento non potrà essere bloccato per sempre. Queste persone assomigliano ai gerarchi della DDR che festeggiavano il regime i giorni appena prima della caduta del muro, come disse Gorbaciov in quell’occasione ” la Storia punirà chi non saprà riconoscere il cambiamento”. Spero sarà così per i politici che su questa vicenda, e sulla pelle di altri, stanno facendo campagna elettorale.

    1. sai cosa, pensavo anche: questa roba prima o poi passa – perché passa – e, dopo i primi mesi (non credo anni) di mugugni l’italiano medio, proprio lui, finirà col dimenticare che è esistito un tempo in cui gli omosessuali non si potevano sposare. proprio come l’americano medio non ha più memoria degli anni in cui neri e bianchi in autobus non potevano occupare gli stessi posti

      1. Sarebbe bello cara Paola. Intanto alle donne che vogliono praticare l`aborto terapeutico vengono ancora messi i bastoni tra le ruote

      2. Passerà , ne sono convinta anche io, con ritardo e vergogna per essere stati così ottusi. quello che temo non passerà è il bigottismo imperante nel nostro paese.

  9. Il livore mi annichilisce.
    Ma la risposta è nelle storie vere delle persone che ci circondano.
    Mamma cosa sono le lesbiche? Sono due donne che si amano, come le mia amiche M. e C., e decidono di vivere insieme. Mamma perché non si sposano? Perché non possono.

  10. I tuoi figli la prossima volta portali al family day (sperando che non ce ne sia mai un altro), falli salire sul palco, e con poche semplici chiare parole innocenti vedrai come li zittiscono tutti due milioni quanti sino. Ops, pardon. 200 mila.

  11. Cara Paola,

    tu parli di family day e io penso subito all’onnipresente Costanza MIriano.
    [tra parentesi, ho scoperto che la signora ha un solo grado di separazione da me: il prete che mi ha sposato, diventato amico e poi, una volta “condannati” la sottoscritta e il fidanzato al fardello della reciproca sopportazione, inviato a perfezionarsi in Vaticano. Lì, tramite amici comuni, ha conosciuto la signora Miriano. Tu guarda le coincidenze]

    Insomma, condivido alcune delle tematiche di fondo sostenute dalla signora (tipo non mollarsi alla prima difficoltà, tipo curare il matrimonio come un piccolo e prezioso bonsai: tagliando di qui e annaffiando di là, tutti i giorni, altrimenti l’alberello o muore o cresce storto o troppo grande o soffre), ma soprattutto il fatto che da anni si parla dell’importanza della famiglia come ammortizzatore sociale e poi l’entrata in vigore di agevolazioni fiscali come il quoziente familiare rimane lettera morta.

    Poi oggi leggo questo
    http://www.lezpop.it/costanza-miriano-e-il-matrimonio-posticipato-di-13-anni-per-convenienza/
    e mi viene voglia di andare a Roma a dirgliene quattro.

    Se qualcuna vuole unirsi, ci facciamo compagnia in treno.

    (Oddio, non è che adesso qualcuno legge il commento e mi denuncia per molestie o simili? Guardate che sono solo un po’ seccata, non è che dico sul serio)

      1. .. io mi metto in coda per leggerlo!

        Paola, grazie per questo post.
        Porto sempre nel cuore le poche righe con cui mi rispose l’ottimo Claudio Rossi Marcelli oltre tre anni fa, quando gli chiesi come difendere efficacemente gli omosessuali dal pregiudizio che serpeggia purtroppo tra persone che frequento, e le voglio condividere con voi.

        Cara Lia,
        le parole sono utili, ma i fatti fanno miracoli. E se le persone non vogliono ascoltare le parole, saranno travolte dai fatti. Io e il mio compagno abbiamo tre figli e siamo molto ottimisti, e io non mi danno troppo se ci sono persone che non vogliono capire. Davvero, peggio per loro.
        Un abbraccio e grazie.
        Claudio

        PS: il 12 Dicembre è arrivata una dolce bimba a farci compagnia. Credo che il nome che alla fine abbiamo scelto potrebbe piacerti : )))

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