Quando sarò grande

Purché Tu non me la faccia diventare così
(Pupa) «Mamma, da grande voglio avere i capelli come i tuoi e la voce come la tua. Voglio essere edentica a te. Sei bellissima. Stupenda. Perfetta».
Quando la Pupa mi fa queste dichiarazioni una parte di me è orgogliosa e felice, un’altra la trova francamente eccessiva. Per dire: non ricordo di aver mai detto a mia madre che volevo avere i capelli come i suoi (tutto può essere – magari invece l’ho fatto).
Purtuttavia durante una trasferta Milano-Napoli, a/r in treno in giornata giusto per non farci mancare nulla, a Bologna mi si siede davanti – è ancora davanti a me nell’esatto istante in cui scrivo questo post – una eeeeh, una cosa, cioè una specie, una… non saprei come dire, forse se proprio dovessi paragonarla a qualcuno direi che sembra la versione femminile di Pete Doherty, avete presente quello che stava con Kate Moss e forse per un po’ di tempo anche con Amy Winehouse e nonostante tutta la droga che si è iniettato ancora campa e diffonde per il mondo Grandi Verità; dunque questa cosa, cioè questa ragazza dai capelli scuri che mi è seduta davanti, meno tossica di Pete Doherty, lo ricorda però nel look; tira ogni tanto su col naso (ehm) e porta pure un cappello nero da uomo tipo bombetta, che ora ha poggiato davanti a sé.
Se non che al vostro ritratto mentale Ora dovete aggiungere un iPhone con la cover rosa a forma di coniglietta di PlayBoy che la ragazza trova «troppo fico» e con cui continua a giocherellare; due tatuaggi sulle dita delle mani con la scritta “Give” a sinistra e “Take” a destra, una lettera per ogni dito esclusi i pollici; una giacca di pelle rossa troppo grande; una cosa blu avvolta attorno al collo che lei chiama «capuccio»; una minigonna di pelle marrone troppo stretta, su gambe non perfettamente depilate e un po’ borderline tipo «volevo essere una fotomodella ma poi non ci sono riuscita»; anfibi slacciati che vi giuro ha appena definito «stracomodi per dormire»; unghie laccate marrone scuro e soprattutto un profumo dolciastro fortissimo e insopportabile.
Quel che più m’infastidisce della Padrona di Coniglietta Tra l’altro, a giudicare dalle rughette qua e là, avrà di sicuro più di trent’anni. È accompagnata da un assistente/manager che per la prima mezz’ora di viaggio, fin quando cioè cominciano le gallerie e le conversazioni al cellulare diventano impossibili, s’impegna assai a «chiudere date» al telefono, per lei. A un certo punto della conversazione intuisco che potrebbe essere una deejay. Appartiene al tipo umano a cui piace molto prendere in giro le persone che la circondano. Fa commenti ad alta voce sui vicini di posto; io che le sto davanti rappresento assieme enigma e sfida, non riesce a inquadrarmi, però mi sbircia, bisbiglia e ridacchia oscure freddure all’orecchio dell’assistente, che sghignazza di rimando. A un certo punto per attirare l’attenzione fa un rutto. Partono risatine. L’assistente si finge schifato. Io valuto l’espressione sonora paragonandola ai boati d’abitudine prodotti dai Pupi: l’exploit della Padrona di Coniglietta, in confronto, è un impercettibile bisbiglio.
Potrei alzare un sopracciglio, sollevare un angolo della bocca, abbozzare complicità. Poi opto per l’indifferenza totale. Nel frattempo davanti a me scorrono senza soluzione di continuità discorsi del seguente tenore:
(Lui, cioè l’assistente): «Ho 200 canali e mi costa meno di 10 euro al mese. Diciamo 9 euro, una vera bazza».
(Lei): «Hai anche, come cazzo si chiama, Discovery Channel e i Simpson tutto il giorno? Troppo fico».
(Lui): «Cioè mi hanno proposto questa cosa da maggio a ottobre, hotel 5 stelle a St. Moritz, ti danno vitto e alloggio e 2000 euro al mese. Certo sei inchiodato lassù, però poi non è che ti chiedano tante serate».
(Lei): «Tu l’unica che mi dovevi fissare non me l’hai fissata. Questa serata è l’evento top dell’anno e tu non sei riuscito a fissarmela».
(Lui): «Mi ha chiamato quella ragazza di colore che hai sentito al B Club, quella un po’ scema che cantava tutto il tempo Olelele, olelele, olelele. Mi ha chiesto se andavi a suonare al suo compleanno. Le ho chiesto 2000 euro».
(Lei): «E che ti ha detto?»
(Lui): «Più sentita. Che zoccola».
Bologna-Roma sola andata Per due ore, salvo brevissima pausa-pisolino, i due chiacchierano ininterrottamente o si mandano sms a vicenda, ridendo di continuo perché è Veramente Molto Buffo scambiarti messaggi con qualcuno che se ne sta seduto a cinquanta centimetri da te. Ogni tanto lui parla al telefono con una donna che chiama «amore» ma poi piazza casualmente la mano sulla coscia della Padrona di Coniglietta. Pure la cover dell’iPhone, di fatto, è oggetto di discussione.
(Lei, dominante): «A quei due del locale possiamo pure regalargli una bella cover dell’iPhone».
(Lui, sottomesso): «E se poi non gli piace? E se poi già ce l’hanno?»
(Lei, risolutiva): «È sempre un bel gadget da 40 euro. Al limite a Natale la regalano a qualcun altro».
A un certo punto, a lei suona il telefono. «Nooo, sei tu? Che sbatti! Guarda non sai lo sbattimento che dobbiamo fare nel weekend. Lavoriamo sabato sera, poi alle 6 dalla disco andiamo direttamente a Bergamo e via! Alle 8 siamo già sull’aereo per Fiumicino. Guarda, è uno sbatti assurdo!».
Per fortuna, a Roma L’ineffabile coppia scende. Accanto a me resta un tenero signore americano che, dizionario alla mano, ripassa ad alta voce l’italiano che, ne è convinto, lo aiuterà a sopravvivere a Napoli. «Schiusa. Schiusa. Schiusate. Può indikòarmi la via per la pizeriaah?».
Vi capita mai di immaginare come saranno i vostri figli da grandi? Di riflettere sulle aspettative, di sperare qualcosa per loro? Io per esempio da questo momento in poi pregherò con costanza che la Pupa  faccia quel che vuole della sua vita, tranne diventare come la tizia che mi è stata seduta davanti per tutto questo tempo.

36 commenti su “Quando sarò grande

  1. Io sono letteralmente terrorizzata da quando accidentalmente ho sentito i discorsi di alcune 11-12enni riguardo al sesso e ai ragazzi… giuro che io quel linguaggio e quelle…ahem “cose”… non l’ho mai usato/fatte e ho una figlia… TERRORE.

  2. Dalle mie parti si dice che dal fico non può che nascere il ficarello. Il che vuol dire che da cosa rotonda difficilmente ne nasce una quadrata. Non credo che tua figlia somiglierà a lady Doherty, con una madre come te. O Dio tutto può essere ma sinceramente non credo proprio.
    Raffaella

    1. oddio mentre ho scritto queste due righe mi è venuto in mente che però è vero, che tutto può essere, per esempio può essere che i figli di due vegani per ribellione diventino dei divoratori di carne, o i figli di due guerrafondai pacifisti e pure viceversa… senza voler dare giudizi di merito qui dentro, non è l’atto stesso di fare dei figli un’ammissione del fatto che possano, debbano essere diversi, magari opposti rispetto a te?

    2. Si certo, potrebbe essere anche così. Noi diamo loro delle chances, stumenti, opzioni, schiette e sincere, diamo loro opportunità fisiche e mentali. Non dovremmo imporle, dovremmo suggerirle, sottovoce, giorno dopo giorno efarle sedimentare in loro come semi da cui far nascere qualcosa, si spera, di bello. Riguardo a quanto di noi rimane in loro, beh, credo che sia un mix di buon esempio, sostanza loro e culo, ma molto culo!!!!

  3. io ci penso di continuo.. ci penso da quando portavo il primo nella pancia, e lo penso ora che aspetto la seconda… mamma mia! è veramente una scommessa! io vedo tutte le bimbe anche dai 4 anni in su, vogliono fare tutte le veline, ai miei tempi si voleva fare la maestra!!!! Mio figlio che vuol fare da grande? “Leggere tanti libri!” sue parole!

  4. Guarda, ci penso eccome… e non solo alla deejay, ma anche alla velina, e soprattutto all’aspirante del reality. Mi dico che prima di arrivare al provino del Grande Fratello dovrà pur avere avuto la possibilità di respirare l’aria a casa nostra, no? Cose in disuso come valori, rispetto… ma magari poi per staccarsi dalla famiglia fa tutto l’opposto… speriamo almeno che non si faccia male (in tutti i sensi)

  5. Per ora la mia (4 anni) vuole fare la dottoressa, quindi non so se essere contenta o preoccuparmi di quanto ci verrà a costare un percorso così lungo!
    Comunque facciano entrambi quello che vogliano, purchè lo vogliano davvero fare e a patto che si lavino e si vestano in maniera decente ogni mattina!

  6. Di questi tempi mi piacerebbe che facesse gli studi più adatti a trovarsi un lavoro, fosse anche il meccanico… ma piuttosto che fargli fare il DJ lo segrego in cantina 😉
    Al momento il mio cruccio più grande è che non gli piace leggere e sogna di fare il calciatore… mpf!

  7. Ahahaha Paola che ganza che sei! troppo belli i tuoi reportage!
    comunque si, come si fa non essere ossessionati dai soggetti che ci circondano? se penso che il problema (almeno apparente) di mia mamma era che non usassi inflessioni dialettali o che mi drogassi, dico accidenti che fortuna. Oggi, specialmente con figlie femmine, c’è da aver paura, e secondo me non tanto perchè potrebbero mettere i pantaloni a vita bassa col tanga ma per quello che sta nella testa di ‘ste ragazzine.
    Troppa tv commerciale ha frollato il cervello a tutti! la cosa agghiacciante è che è ritenuto possibile fare tutto e tutto e giustificato.
    Ma voi avete mai risposto male ai genitori, alla maestra od anche ad un adulto sconosciuto? beh la dijeiessa crede che sfottere ad alta voce i vicini di treno sia “fichissimo”, allo stesso modo di come ritiene che non sia offensivo mostrarsi non ben depilata o con un profumo eccessivo.
    Mammamia sembro una vecchia ziba a dire così, però….

  8. Aahahahah, mamma mia che viaggetto interessante. Io sono d’accordo sul fatto che da un albero di mele non nasce una pera ecc ecc
    Certo ci possono essere figli ribelli ma questo vuol dire che useranno gli strumenti che gli abbiamo dato per fare scelte diverse non che diventeranno ignoranti, superficiali e dementi come per magia. Io sono vegana, il Benji no, diciamo che mangia quello che mangio io ma una volta alla settimana mangia la carne, una volta il pesce, l’uovo e il formaggio. No merendine, tanta frutta e tanti discorsi salutisti. E’ possibile, anzi probabile, che appena possibile si sfonderà da MCDonalds ma va bene così, farà le sue esperienze e avrà comunque gli strumenti per decidere cosa ritiene sia meglio. La consapevolezza delle proprie scelte, indipendentemente dalla scelete, fa la differenza.
    Se tua figlia decidesse di fare la Dj, sono certa che non sarebbe come la tipa fusa in questione. Baci mamma jane ps. questa settimana ti ho trovata!

  9. Volevo scrivere GIARDINIERE 😉 però non sarebbe male essere il guardiano del verde (del colore ovviamente) eehehehheeh
    bacio
    mamma J

    ps. non ho accesso alla modalità rispondi. Sigh

  10. Cara Paola, c’è un detto siciliano che mi ripete sempre mia madre. “Nella vita ne ghiabbu e ne maravigghia” ovvero mai meravigliarsi di qualcosa che comunque potrebbe accadere (se ti meravigli, sta sicura che ti capiterà!).
    Quindi relax (lo dico atutte le mamme), l’importante è seminare bene…
    Per mia figlia vorrei un lavoro creativo. Non vorrei vederla dietro una triste scrivania di un triste ufficio. Cuoco, giardiniere, musicista, apicultore, ecc. ecc. Qualunque cosa le regali gioia e piacere fino all’eternità.

  11. Sarei curiosa di sapere chi è la tipa. Se ha l’assistente ci avrà i soldi per pagarlo, ergo sarà pseudofamosa. vabbè che io non ho la tv, di pseudofamosi conosco solo quelli del Grande Fratello 1. A me comunque Pete non mi dispiaciucchia mica eh.

  12. Ma dai, e alla fine non hai capito chi era la tipa di fronte a te? Almeno potevi scrivere una recensione negativa per vendetta!
    :-)
    Il mio nano ha 11 mesi, troppo presto per pensare a come vorrei che fosse da grande. Mi auguro che sia onesto, educato, gentile, generoso, rispettoso del prossimo.. poi che faccia il lavoro che più gli piace..

  13. Caspita il mio grande l’altro giorno ha iniziato la prima elementare e dopo averlo accompagnato sono andata al bar dove c’erano due ragazzini di poco più di 12 anni, uno copiava i compiti dell’altro e va beh (quasi) tutto normale ma stavano fumando sigarette handmade. Tutte le mamme lì a pensare che in un batter d’occhio potrebbero esserci i nostri….. Aaaahhhh…
    Il mio prima voleva fare il pittore, ora l’ingegnere meccanico, troppo regolare, che dici promette male? Prima della fine della materna abbiamo chiesto a tutti i compagni di classe che lavoro avrebbero voluto fare da grandi; c’erano ill classico calciatore con il compare astronauta e l’amico pompiere ma anche una contadina e una applicatrice di smalto, qualcuno non ci aveva ancora pensato… Magari Deejay…

  14. Goditi questi momenti in cui vuole essere ancora identica a te, perché arriveranno quelli in cui vorrà essere tutto il contrario di te.
    Brutta bestia l’adolescenza!
    Io: Amo la musica folk, vado a ballare almeno una volta la settimana. Ho una massa leonina di ricci disordinati, pochissimo trucco, solo un po’ di rimmel e matita. Porto borse grandi e coloratissime, ballerine, abitini o gonne a fiori.
    Mia figlia: Miss Perfezione. Non esce di casa con un capello o un accessorio fuoriposto.
    Scarpe e borsetta Calvin K…. beige. Il colore predominante nel suo armadio è il grigio (insieme al blu dei jeans). E gli amici tutti uguali a lei, sembrano fatti con lo stampino.
    Lo so’ che non dovrei proprio lamentarmi, poteva andarmi peggio, ma a me mettono tristezza. Guardo con invidia i dred del figlio della mia amica.
    Spero che sia una fase in cui è importante uniformarsi agli altri e che poi crescendo cambi!

  15. Che bel racconto. Fa sorridere e rattrista al tempo stesso.
    Per il mio omino, che di mesi ne ha 22, vorrei solo e semplicemente che sia sempre sano e felice. So che può sembrare banale, ma sono le sole cose che spero fortemente, perchè credo che tutto -lavoro, relazioni, scelte di vita…- dipenda da questo. Non credo che soggetti come quelli che hai descritto siano persone che tutto sommato possano dirsi serene…
    Quando io e mia sorella eravamo piccole, mio padre credo tutto si sarebbe aspettato tranne che di vederci, dopo la laurea, una lavorare nell’alta moda e l’altra per la televisione. E’ rimasto sorpreso, perchè a questi mondi a casa dei miei genitori non è mai stata data importanza. Ma siamo felici, abbiamo un lavoro che amiamo e nella vita stiamo costruendo dell’altro… Insomma, non vorrei cadere nella trappola di aspettarmi da lui qualcosa che poi differirà certamente da quello cheavrei sperato 😉

    Ps. Eddai però adesso sono curiosa…! Iniziali?

  16. Ciao e tutte. Il mio pupo di 9 anni vorrebbe andare per mare e comandare un veliero (lo so, le recenti notizie in materia hanno fatto perdere smalto alla professione, ma dove abitiamo noi va per la maggiore) mentre la piccola, al momento, costringe me, mio marito, il fratellino, e tutti i peluche che possediamo, a fare i suoi pazienti, perchè lei è la famosa dottoressa presente su disney junior. Dopo la tua accurata descrizione della tipa del treno sto pregando anch’io per i miei piccoli. E meno male che non è arrivata a Napoli…..

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