Perché certi giorni mi fa male il fuore

Lascio andare la mano   Settembre trascina con sé l’inizio della scuola, ma non la fine del cantiere. Del resto a certi dettagli – come il soffione della doccia mancante o l’assenza del citofono – finisci davvero col non prestare più attenzione. Fare il reboot ai Pupi e riavviarli verso le loro usuali destinazioni, inoltre, è stato meno traumatico del previsto.

Che mi stringe la gola   L’unica con cui abbiamo dovuto faticare parecchio è la Piccolissima, che riteneva di non dover più tornare a scuola. «Ci sono già andata», spiegava con la logica ferrea che hanno i treenni. Della Piccolissima mi affascinano molte cose tra cui il suo modo di scandire il tempo. «Ci sono già andata aieri» indica un generico passato: può esser cinque minuti fa ma pure l’anno scorso. Abbiamo dovuto insistere molto per convincerla. «Ci sono le maestre C. e L., che ti aspettano». «Non è vero».«Ci sono tutti i tuoi amici». «Non ho amici». «Ma come, e tutti i bambini della tua classe?». Risposta post-apocalittica: «Non ci sono più bambini. Nessuni».

Cerco di non trattenere più nulla   La Piccolissima adora nominare le parti del corpo, a suo modo. A volte viene tenendosi la pancia e dice: «Mi fa male il fuore» (variante: «Mi batte forte il fuore»). A suo padre, che adora pasticciarla: «Smettila di farmi il solletico sotto le shelle». Lo dice proprio così: shelle, molto fluido e fricchettone. A  volte riferisce di avere mal di gola, il che genera provocazioni e ilarità diffusa. «Dove ce l’hai, la gola?» le chiedono i fratelli, e lei si tocca lo sterno. Non so dire perché ma le sue inusuali collocazioni a me fanno un’enorme tenerezza.

Lascio tutto fluire  Sentite questa perché è buona, ma mentre la leggete provate a visualizzarla perché merita. L’altro giorno ero a casa a lavarmi le shelle e mi telefona il mio direttore. Anzi mi videotelefona, con chiamata WhatsApp. Vorrei agganciare – per richiamarla in un altro momento – e invece per sbaglio schiaccio il tasto “rispondi”. Panico: sono – come chiunque si stia lavando le shelle – mezza nuda. E qui sta il genio: giro lo schermo del telefono in modo da non farmi riprendere, ma di fronte a me… ho lo specchio. A quel punto schiaccio tutti i tasti e in qualche modo riesco ad attaccare. Mi faccio coraggio e la richiamo pensando: se la chiamata le è partita per sbaglio, avrà un tono della voce naturale. Se la sento imbarazzata vuol dire che ha visto tutto e io ho fatto la più colossale figuraccia della storia.

Le palpitazioni tornano battiti  Insomma le telefono. Lei risponde ma la voce è lontanissima e ovattata «Non sen-toh! Non sen-toh!» ripete, e mi ricorda tanto Fantozzi quando chiama dalla cabina telefonica con la patata in bocca. Merde! penso in francese, allora la figuraccia l’ho fatta davvero. In seguito mi ha giurato che assolutamente no; la videochiamata le era in effetti partita per sbaglio e il telefono aveva un problema al microfono. Ma chissà, forse non conoscerò mai la verità.

Vince chi molla  Domanda: sono una cattiva madre se ho comprato il microonde e lascio che la Pupa, 12 anni, al mattino si scaldi il latte da sola per dormire un po’ di più? Niente critiche da perfettine, solo consigli (cit.). Avrei altro da raccontarvi ma lo tengo per il prossimo post.

 

Soundtrack: È, di fatto, l’intero album di Niccolò Fabi, Una somma di piccole cose. Ascoltatelo tutto di fila perché racconta una storia bellissima, il cui ultimo capitolo-canzone è proprio Vince chi molla. Per la cronaca, lui – altro che “piccole cose” – è un gigante.

 

 

 

 

 

30 commenti su “Perché certi giorni mi fa male il fuore

  1. Ma perché dovrebbe essere.un problema a 12 anni usare il microonde?
    Io a quell’età mi preparavo il pranzo….
    Torna a dormire senza sensi di colpa, anzi falle fare pure il latte per i fratelli (se qualcuno ti.critica.sostieni che è per la sua autonomia, ovvio…)
    :-)

  2. Ciao, grazie del post, ha rallegrato una giornata storta!
    Per il microonde io approvo, a 12 anni prepararsi la colazione da sola non mi sembra una vessazione, anzi!
    Brava, buon 5 minuti di riposo in più 😀
    Ciao, aspetto il prossimo post
    Anna

  3. Una mia compagna alle medie preparava il pranzo per la famiglia. Erano i tempi in cui i bambini delle elementari andavano a scuola in bici da soli, ma insomma il microonde ci sta tutto.
    Il linguaggio dei pupi in evoluzione mi fa sempre molta tenerezza, qua la piccola è abbastanza grande da azzeccare i congiuntivi, e a parte la domanda “Ma è morito?” (per morto) non si stropicciano più le parole, purtroppo

      1. … infatti ho riso tanterrimo !!!!
        E ho pensato alle pancine inorridite dall’esposizione letale alle onde magnetiche che imponi alla tua inerme bambina …

  4. La nostra adorabile teppista ha incominciato l’ultimo anno di nido (è duenne e mezzo). Dopo qualche giorno e qualche lacrima si è messa serena e tranquilla, ma ancora non racconta niente delle sue giornate. Silenzio totale (e lei è una chiacchierona…). Al massimo alla domanda “com’è andata all’asilo?” risponde “benone”. Basta. Ma il vero colpo di genio è stato questo: da quest’estate la tremenda, nei momenti più opportuni, usa una parola che non riusciamo a capire da dove l’abbia tirata fuori: ‘filanda’. Boh. Suo fratello grande oltrequattrenne fa il gioco delle associazioni (totalmente casuali) di parole con noi grandi, arriva lei e dice: “e io cosa dico? …filanda”. E via così.
    L’altro giorno, alla domanda “che bimbi c’erano all’asilo oggi? C’era Daria? C’era Saverio? …” la risposta è stata “c’era un bimbo che si chiama …FILANDINO!”. …Sto ancora ridendo.
    In compenso oggi il nostro grande che ha iniziato il secondo anno alla scuola dell’infanzia senza problemi, andando a nanna mi ha chiesto se domani dovrà andare ancora a scuola. Sarà un luuungo anno. Evviva!

      1. No… Era solo una sua elaborazione della ‘filanda’… Non corrisponde a niente credo, non c’è neanche un bimbo con un nome simile al nido. Ma non è la prima volta che la piccola adorabile teppista ci mostra che ha una grande capacità di capire e giocare con le parole. Quest’estate eravamo in macchina e lei ha buttato qualcosa ‘petella’ (per terra… Non ha ancora la “erre”). Ha iniziato a dire ” ho buttato (non mi ricordo cosa) petella” e chiaramente suo fratello grande l’ha corretta: “non petella.. PeR teRRa”. Il dialogo successivo tra loro è stato “l’ho buttato petella” “PER TERRA” “petella” “PER TERRA”… “L’ho buttato GIU’ “. Chiuso il discorso.

  5. Di tre figli, il maschio è sempre stato quello che dormiva meno, soprattutto al mattino. Leva il pisolino, mettilo a letto tardi, fa’ pure come cavolo ti suggerisce lo snaturato istinto antimaterno (tutte ne abbiamo uno), ma di fatto alle 7 e mezzo anche a tre anni era già su. Così, dacché adorava leggere anche se ovviamente non sapeva leggere, gli insegnammo che, nel weekend, poteva alzarsi da sé, andare in salotto in silenzio ecclesiastico e leggere tutto quello che gli pareva. E noi… dormivamo. Prima o poi saremmo arrivati, lui lo sapeva, e in generale questo sistema poco professionale ci ha salvato un sacco di mattine. Altro che microonde 😉

  6. è sempre molto bello leggere i tuoi post!
    che mi fanno piangere e ridere insieme!
    compra il microonde, lascia che si scaldi il latte da sola, dormi beata
    baci

  7. 12 anni il microonde è ok!
    Io in 4/5° elementare ho intimato a mia mamma di non alzarsi più la mattina xké non combinava niente ed anzi occupava inutilmente il bagno.
    Io preparavo colazione x me e mio fratello scaldando il latte sul fuoco, accesso con l’accendino.
    Siamo sopravvissuti!

  8. A 12 anni può tranquillamente scaldarsi il latte da sola, farsi una pasta, apparecchiare la tavola e farsi il letto, tranquilla 😉

    Alla sua età i miei genitori ci lasciarono per la prima volta a casa da soli (12 e 14 anni) per una un weekend lungo, ce la siamo cavata alla grande!

    I ragazzi che a 20 anni non sanno fare niente in casa hanno avuto mamme che li hanno coccolate troppo..

  9. Il mio cucciolo (3 anni) dopo i primi giorni di scuola (qui in Belgio è iniziata il 1 settembre) ha sentenziato: la scuola è finita! Io ho continuato a ripetergli che era appena iniziata, sicchè un pomeriggio che vado a riprenderlo mi dice: ora è finita davvero! nonostante questo comunque ci va volentieri ed è contento.

  10. Che ridere paola!
    la piccolissima è fantastica!
    Sull’uso del microonde a 12 anni, non scherziamo, mi sembri persino in ritardo, io a volte sono tentata di insegnarlo al mio di 5 anni.
    Bacioni

  11. Si vede che sei una sessuologna laureata al classico.

    Ma a parte questo, e a parte il fatto che appena Marghe sarà in grado di arrivare a vedere il display del microonde le insegnerò a usarlo in piena autonomia, anche se all’ora della sua colazione sarò già sveglia, volevo dirti che vedo notevoli somiglianze tra me e la Piccolissima. Capelli a parte, io ancora adesso dico “l’altro giorno” per riferirmi a qualunque giorno dall’altro ieri al Big bang. E non ho tre anni, eh.

  12. Non voglio fare la laureata al classico (anche perchè ai tempi feci il linguistico…) ma mi sembra che a 12 anni fai benissimo a insegnare alla Pupa a scaldarsi il latte!
    Ho visualizzato la scena delle tue shelle… e mi viene in mente quando il mio ex-Nano (ormai Sognatore in prima elementare) mi vede mezza nuda e commenta “eccole, le tette di pongo!” con un candore che mi umilia totalmente… mannaggia al secondo allattamento!
    Infine, la Piccolissima mi ricorda il mio Terribile (15 mesi, appena iniziato il ). Ma lei è più mitica, perchè lui per ora dice solo sì, no, e Batman.

  13. Santo santissimo il sonno delle mamme, che rimanga inviolato il più possibile, se si può. E in questo caso direi che si può eccome (scrivo questo commento dopo una notte con 4 risvegli del mio amato sabotatore di nottate di 14 mesi e mezzo, in piena fase esplorativa da neo bipede pie’ veloce e quindi pienissimo di stimoli notturni da elaborare).

  14. Mia figlia ha quasi 9 anni e per tutta l’estate la mattina uscivo verso le 8 per andare a lavoro lasciandola dormire. Lei quando si svegliava, si lavava, vestiva, rifaceva il suo letto (non sempre 😉) poi andava dalla nonna che sta nella casa a fianco…. quindi la colazione a 12, mi sembra proprio che ci possa stare!

  15. Mia figlia ha quasi 9 anni e già da un anno se si sveglia presto ( e può capitare perché dorme poco), spesso me la trovo che ha già fatto colazione, scaldandosi il latte al microonde.
    Anche Il fratellino quasi quattrenne non voleva tornare all’asilo…in effetti quest’anno il ritorno a scuola è stato lungo per tutti: le due grandi che si auguravano che la loro scuola andasse a fuoco e il piccolo che voleva andare alle elementari. Poi ha rivisto i suoi amici e per fortuna ha cambiato idea. Le grandi invece no.

  16. sto pensando alle tue shelle in videochiamata e rido come una stupidina…
    in questo periodo tormentato e disordinato, che solo rompendo gli schemi e togliendo le maschere potrà tornare in ordine, sei sempre una garanzia di leggerezza e simpatia…
    la tua piccolissima come la mia Lulyna (terza figlia) è una garanzia di simpatia!

    una grandissimo abbraccio da una ragazza tormentata…

  17. Ecco, l’immagine di te che ti lavi le shelle e tenti di evitare la videochiamata rischia di farmi licenziare in tronco, che son qua che tento di riprendere il ritmo di lavoro dopo le mie (tardive) ferie, e me la rido cercando di nascondermi dietro lo schermo del PC. La vedo grigia, che se qualcuno passa davanti al mio ufficio, mi sgama di sicuro. Tornando agli argomenti seri, penso davvero che a 12 anni la tua bimba sia già abbastanza grande per prepararsi la colazione per sè e per i suoi fratelli, prima la rendi autonoma, meglio è, si risparmierà un sacco di problemi in età più adulta. Ok, che son passati cinquantanni da quando io a nove anni andavo a fare la spesa e preparavo il pranzo per tutta la famiglia, mentre mia mamma era assente perchè era andata ad assistere una parente in ospedale in un’altra città, erano altri tempi, ma comunque ora i ragazzini sono molto più svegli di come potevano essere quelli di mezzo secolo fa. Non sentirti in colpa, mia mamma non si è mai alzata per prepararmi la colazione dopo che ho compiuto i sette anni e io la ringrazio di questo.

  18. micro: ma siii io facevo i ravioli per me &fratello a partire dalla mia prima media. li buttavo in acqua fredda e facevo bollire tutto insieme, senza sale, senza niente: et voilà! chissà come si sente grande lei ad essere autorizzata a smaneggiare in cucina, io ero super orgogliosa di avere questa responsabilità.

    shelle: ribaltata!

    nessuni merita una menzione nel Grande Libro delle Parole Giuste.

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