Devi sempre passarmi sul cuore

In questo inizio di autunno – a tratti cupo e orribile – succede, che ci siano giorni in cui le cose sfavillano. A volte basta cambiare leggermente punto di vista per trovarle brillanti anziché spietate. Avete provato? Nascosto tra le pieghe c’è qualcosa di meraviglioso, per me un esempio è la Piccolissima che ogni sera per addormentarsi mi si arrampica addosso.

Di recente ho riguardato sul telefonino un piccolo video girato quando lei aveva poche ore di vita e mi guardava attentissima come fanno i neonati – che a poche ore di vita sanno tutto. Nel video le dicevo, per nessun motivo in particolare, «Ho capito, tu avrai bisogno di stare vicina». Forse pensavo a tutto il tempo che ci aveva messo per nascere – come se non volesse lasciarmi – e, prima ancora, a tutto il tempo che ci aveva messo per decidere di arrivare, come se avesse voluto con quell’attesa infinita farci capire che stava per venire al mondo proprio lei, e che aveva scelto proprio noi.

Life sure has its meaning La Piccolissima che a 21 mesi è più simile che mai a Holly Hobbie controlla ogni sera che i suoi fratelli salgano al piano dove abbiamo le camere, che vadano in bagno e si lavino i denti, che mettano il pigiama. Poi soddisfatta viene con me nella sua stanza, schiaccia 46 volte l’interruttore per accendere e spegnere l’abat-jour, mi raggiunge al buio nel letto in cui l’aspetto sdraiata. Si mette prona, nella posizione del ranocchio, proprio sulla mia pancia indossa il ciuccio e mi poggia la testa sul petto, girandola da una parte e dall’altra e usando le orecchie come uno stetoscopio, finché non intercetta il mio battito.

Over years I have postured the sun Poi finalmente rimane immobile, grata. Averla lì mi scioglie ogni volta i nodi di stomaco e cuore. Le carezzo piano la schiena, restiamo così un paio di minuti, poi le dico «Adesso vai a fare la nanna bellissima», con un’esitazione tra “nanna” e “bellissima” che certi giorni è una virgola, certi altri no. La metto nel suo lettino e lei mi osserva uscire dalla stanza. So che dopo pochi secondi crollerà, comincerà a opporsi al sonno solo tra qualche anno.
Now with my heart wide open Più tardi, quando vado a dormire, controllo sempre che non si sia scoperta, che stia bene. L’altra sera nel farlo l’ho trovata riversa nel vomito. Non è un argomento piacevole, lo so, ma mi corre l’obbligo di dirvi che doveva aver tossito molto forte. I bambini piccoli fanno sempre casino tra stomaco e trachea e questa è una cosa risaputa, ma quando l’ho vista mi ha fatto pena perché ronfava beatamente immersa in una pozza disgustosa, bocconi, proprio come Jimi Hendrix che poveretto a 27 anni nel suo vomito dopo una notte di bagordi ci morì soffocato, quasi certamente perché non aveva una mamma che come me lo controllava prima di dormire. L’ho cambiata e pulita senza quasi svegliarla con l’aiuto del prode Mike Delfino, e ieri mattina l’ho mandata lo stesso all’asilo, perché sono un mostro.
I listen to the wind just for a word Ero convinta che non fosse una cosa virale e in effetti non lo era, la bambina sta bene, ma il fato mi punisce da allora: ieri prima di pranzo mi ha chiamato la scuola del Pupo («Signora, il bambino ha molto mal di pancia e lei non ha nemmeno segnato il suo numero sul quaderno degli avvisi, questo è molto grave, venga a prenderlo»), e da quel momento in poi la strada si è fatta pericolosamente irta; stamattina uscendo ho pestato la cacca del cane nel mio patio – ok, direte voi, porta bene – poi ho perso le chiavi di casa, dimenticato di portare con me il cellulare, sono tornata a recuperarlo dopo aver lasciato i Pupi a scuola, ho avvisato al lavoro che avrei fatto tardi per una visita medica, attraversato la città – tutta – nel traffico dell’ora di punta, poi proprio davanti al medico ho realizzato di avere sbagliato giorno (la visita è domani), e così ho riattraversato la città – tutta – nel traffico dell’ora di punta. Arrivata al lavoro (in ritardo di dieci minuti, causa traffico) sono passata a prendere un caffè d’asporto al bar d’angolo, ma alla scrivania, aprendo il bicchierino per metterci lo zucchero, ho visto che era un cappuccino – che odio. Cosa avreste fatto voi a quel punto, al posto mio?
Soundtrack: La canzone di oggi si chiama Salt in the wound. «Sale sulla ferita» mi sembra la metafora ideale per queste ore faticose e scintillanti. La cantano i Delta Spirit, e non dovreste perdervela per nulla al mondo.

22 commenti su “Devi sempre passarmi sul cuore

  1. Se ti consola, la Marghe ha trascorso il fine settimana prestando a ripetizione cacche montanare di vario genere. L’ultima, di mucca e bella intrisa d’acqua, è riuscita in qualche modo a spalmarmela su buona parte dei jeans.
    Però poi lunedì mi ha raccontato che all’asilo era stato l’onomastico dei piccoli e quindi si sono rotolati nel salone. In realtà stava parlando della psicomotricità, ma dato che la parola per lei non aveva senso, ne ha usata una a suo giudizio simile.
    e allora pazienza la caccia di mucca…

    1. eheh anche la mia non sa dire quella parola difficile. mi parlava di questo gioco della “antica pubblicita’”, e io immaginavo simil-teatro! quando poi ho capito, le risate!!!

    2. cara Chiara, l’onomastico dei piccoli è un’immagine bellissima. comunque oggi il Pupo ha chiamato la nostra vicina Luciana “Groeliana”. «Ciao, Groeliana», e ha quasi 7 anni.

  2. Posso vantare, con gli amici nelle mie serate mondane, la paternità della frase “somiglia a Holly Hobby” della piccolissima? 😀

    1. ciao barbara certo che sì! ma si scrive Holly Hobby o Holly Hobbie? qualcuno mi ha scritto per farmi notare già altri due refusi (che ho corretto)

          1. allora mettiamo tutti i puntini sulle i: effettivamente dopo aver scritto di getto (come sempre faccio) mi sono accorta sia dell’errore nella parola Hobby che nella parola “paternità” ma ho pensato “inutile rettificare altrimenti faccio la figura della puntigliosa che di per se è un ruolo spesso antipatico” . vedo che tu non sei della stessa opinione :-)

  3. Ti ci vuole una cazzo di vacanza in un resort di lusso per almeno cinque giorni rilassata tra massaggi, oli, cene, passeggiate a cavallo e golf. Lo dovrebbero fare proprio un programma tv così per le mamme stanche.

  4. Paola, ti leggo sempre! l’immagine di te e la piccolissima ha sciolto anche un po’ dei miei, di nodi. grazie!!!

  5. Ahahaha. Rido perché conosco la scena. Anzi le scene. Trovare un pupo beatamente addormentato nel suo vomito, fatto. Mandarlo all’asilo il giorno dopo tanto non è niente ma per tutta la giornata ti senti una madre degenere, anche. Certo ti invidio un casino invece per la scena della Piccolissima che si addormenta su di te, per il momento sono una cuccia perfetta solo per l’unico gatto che mi è rimasto, sob. Per tutto il resto, so cosa vuoi dire: ci sono giorni che tutto va male ma tu sei in gran forma e puoi dire canticchiando “così è la vita”, altri che non c’è niente davvero che non vada ma tu sei “in carogna” e allora vedi tutto nero. Questioni di punti di vista, certo certo. Poi ci sono però anche le giornate in cui va tutto storto e tu sei stortissima. Però poi ci sono i pranzi con le amiche e la Maura Posca. E tutto torna a sorridere… bisou

  6. L’immagine della Piccolissima accoccolata su di te e’ commovente! :-) E non sei affatto un mostro, che infatti poi stava bene…Grazie per questo nuovo post, lo stavo aspettando!
    PS: ‘Groeliana’ e’ il Massimo e il Pupo e’ un genio!

  7. forza Paola forza!!
    con un atteggiamento un po’ Pollyannico, ti fornisco qualche spunto per sorridere delle sfighe e/o reinterpretarle.
    1. viaggio di nozze, san francisco. non c’è la cabrio che abbiamo ordinato. furia, ira, veleno. alla fine però meno maaaaale, ci saremmo brasati il coppino col sole settembrino della california. e, by the way, la macchina sostitutiva era ganzissima. sfiga talvolta porta a maggior fortuna.
    2. stamattina: nebbiazza e freddolino orribilino. november feeling in anticipo. due ore dopo: splendida giornata di sole coccoloso, ancora più apprezzata considerato l’inizio della giornata. sfiga porta a maggior apprezzamento delle condizioni più favorevoli che seguono.

    per altre variazioni sul tema, sentire mia mamma, cintura nera della filosofia del “ma alla fine meglio così”.

    cosa avrei fatto alla vista del cappuccino? avrei acquisito il diritto automatico di pranzare con un ENORME gelato, con panna, cannella e biscottino, per la sacra legge dell’auto-compensazione della disdetta. in altri termini: sfiga – tiè, ciapa.

    qui panciona cresce, e mi rendo conto che “erounabravamamma” contiene cospiscue dosi di verità. tipo quella del rimbambimento gravidico causa migliori neuroni immolati a causa superiore (celo), quella degli stupidi odiosi commenti sulla pancia (celo), quella della mamma sciroccata che parla solo di figli (celo, e non è ancora nato, ma notandolo cerco di contrastare giuro) etc etc. da dicembre validerò volentieri anche i capitoli post partum.
    ancora una volta quindi grazie, mi hai aiutata a veleggiare attraverso questi mesi con saldo piglio autoironico.

    poi magari ti scrivo per un consiglio su una lettura.
    baci

  8. La cosa che più mi piace alla fine delle mie frenetiche e assurde giornate in cui corro come una trottola da una parte all’altra è quando finalmente la casa è silenziosa e i bimbi dormono e io vado a guardarli, come fai tu.
    L’altra cosa meravigliosa è avere il piccolo la mattina nel letto con me: non ha il permesso di dormire nel mio letto ma se si sveglia troppo presto può venire da me ed è la cosa più tenera che esista sentirlo accucciato a cercare il mio calore e carezzargli piano i piedi come piace a lui.

    Quanto al vomito io ho fatto di peggio… quando il mio primogenito aveva circa 18 mesi l’ho sentito lamentarsi di notte ma non sono andata a vedere perché era in una fase che si svegliava ma si riaddormentava da solo. L’ho scoperto sporco di vomito che dormiva beato solo il giorno dopo.
    Il tempo di una lavata ed era al nido… ma non siamo madri degeneri per questo.

  9. Anche il mio piccolo di 18 mesi ha iniziato ad addormentarsi arrampicato sulla mia pancia…e lo trovo dolcissimo!! Spero questo momento non passi troppo presto!
    Io però non sono brava come te e aspetto che si sia addormentato per farlo dolcemente scivolare sul lettino ed uscire dalla stanza. In compenso oggi sono riuscita a fargli dire “SI” dopo i quotidiani “NO” :-)

  10. Cara Paola, i tuoi post mi fanno sempre pensare ed emozionare.
    Scusa se vado fuori argomento..
    Sto avendo una discussione con mio fratello e sua moglie (infermiera!) sui vaccini infantili, loro contro, io pro, e allora mi sono ricordata di quel post che hai scritto sui vaccini alla Piccolissima, e gliel’ho inviato, con l’indicazione dell’autore e tutto, naturalmente.
    Non so se gli farà cambiare idea, ma io non mi so spiegare bene, e tu invece hai come al solito il dono della sintesi e di saper toccare le corde giuste.
    Buona giornata e ciao a tutti i tuoi bellissimi :- )

  11. La tua Piccolissima è molto simile alla mia piccola, che ora ha quattro anni e ha un gran bisogno di contatto. Lei si addormenta con la sua manina infilata nella mia scollatura, alla ricerca di un neo in rilievo che ho vicino all’ascella, e pian piano si rilassa e scivola nel sonno. Una tenerezza che schianta il cuore

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