Non ti invito al mio compreanno

Aggiornamenti dal fronte, scusandomi per il silenzio: io finalmente a fine giugno mi sono laureata; sto scrivendo un libro che uscirà all’inizio di ottobre e che un po’ somiglia a Ero una brava mamma prima di avere figli, spero siate molto curiosi di leggerlo; siamo coi Pupi in vacanza per due settimane; la Piccolissima cresce voracemen velocemente, al punto che presto dovrò cambiarle soprannome. Forse Sfacciatissima potrebbe andare bene.

Per trovare il suo posto nel mondo, da terzogenita, pensa con tutta evidenza di dover sgomitare un po’, nonostante possa contare su una schiera di schiavi pronti a soddisfare ogni suo desiderio. In prima linea c’è mio padre che spesso l’accompagna in auto al mare: se per esempio gli dice «Nonno, ho sete» lui accosta ogni volta con l’auto, per farla bere con agio dalla borraccetta, senza che una sola goccia le si versi sul mento.

Nonostante la sua abnegazione e lo spirito di sacrificio egli non è immune dai feroci e imprevedibili castighi della Piccolissima. Su tutti noi pende una costante minaccia: non essere invitati al suo compreanno. Sospetto che venga chiamato così perché nel cuore della Sfacciatissima alberga una convinzione, peraltro supportata dai fatti: il compreanno è quando le si comprano tanti regali.

Tutti possiamo essere disinvitati dal compreanno, e per motivi banali. Se per esempio sbagliamo il finale di una storia, o se in un gioco non rispettiamo il turno, o, naturalmente, se la prendiamo in giro. Oggi la Pupa è stata disinvitata perché, mi ha spiegato, «le ha dato troppi baci, e le davano fastidio». La sua minaccia cala come una scure: «Non ti invito al mio compreanno». Seguono costernazione della vittima di turno, un rosario di scuse, la preghiera di essere invitati di nuovo. Per noi essere esclusi dal compreanno della Piccolissima è come perdere il ballo delle debuttanti, il matrimonio di Harry e Meghan, la pace tra le due Coree. Peraltro l’evento è avvolto da un alone di mistero: nessuno sa davvero cosa succederà quel giorno, quanti saranno gli invitati, dove si terrà la festa.

L’apoteosi del disinvito è l’annullamento della festa. Quando proprio la esasperiamo con le nostre esager garbate prese in giro, la Piccolissima alza la mano destra a mo’ di “stop” e urla: «Semaforo rosso! Semaforo rosso! Festa annullata». La mattina dopo, ribaltone: se n’è dimenticata e possiamo ricominciare da capo. Per noi l’invito al compleanno è come un biglietto per la lotteria ufficiale della carta verde (quella grazie alla quale, se estratto a sorte, ottieni la cittadinanza americana) e non ci rinunceremmo per nulla al mondo.

Se provi a chiedere alla Piccolissima «Ma quand’è il tuo compreanno?» lei ci pensa un po’, si gratta la testa in un modo buffissimo, poi rotea gli occhi, apre le mani sconfitta e risponde: «Non lo so». Ma non glielo domandiamo spesso, perché abbiamo paura che si innervosisca e ci disinviti di nuovo. Quando invece è in buona, fa l’elenco degli invitati: a parte i suoi familiari ci sono Sofia e Alice, le sue amiche del cuore, e una cospicua serie di pupazzi tra cui la Barbie Sirena che il nonno le ha comprato su eBay (mio padre è diventato uno specialista di giochi acquistati online e ora sta cercando di decidere se farsi inviare un costume da Elsa di Frozen dalla Cina). Purtroppo in realtà la Barbie Sirena si è misteriosamente persa in casa, tra la miriade di giocattoli dei Pupi, e non potrà essere presente alla festa a meno di miracoli – ma guai a farlo notare alla Piccolissima; pena, tremenda pena, quel che ormai avete ben capito.

A questo punto mi garberebbe sapere se, come noi, potete vantarvi di essere stati disinvitati a una festa importante. In tutto ciò il compreanno della Piccolissima è a dicembre e da qui ad allora ogni cosa è illuminata – ogni cosa è possibile.

10 commenti su “Non ti invito al mio compreanno

    1. guarda, puoi venire invitata e disinvitata anche 100 volte. mandami una fotina e la mostro alla Piccolissima, poi ti faccio sapere cosa dice (e disdice)

  1. Libro??? Ho letto libro??? Deo gratia avró anche tempo di leggerlo!!!
    È una bella tradizione da onorare, con la Cilla leggero erounabravamamma, e ora.. porta bene, grazie!

    Anche qui compLiamo tre anni a dicembre! La “L” è una “r” non ancora pronunciata, ma il senso è proprio quello dell’acquisto.
    La massima minaccia per ora perpetrata dall’alto dei due anni e mezzo è la classica “mamma blutta cattiva” accompagnato da “sono allabbiata!”.
    Cilla pane burro e marmellata ancora per un po’..

    Disinvitata a feste no, ma ad eventi aziendali sì, a causa della panza. Non sarei evidentemente andata, peró la questione dell’esclusione di principio non è stata digerita con facilità, mi è rimasta una pinta di bile da smaltire.. sgrunt

  2. Ah, qui tra libri, compreanni, inviti e disinviti c’è tanto da divertirsi!
    Non vedo l’ora di leggere il libro, con Ero una brava mamma mi sono divertita e non sai quanto mi ha aiutata ad affrontare la mia mammitudine con allegria e sorrisi aperti… :)
    Ti mando la fotina anch’io? 😉

  3. Il mio preferisce cancellarmi dalla lista dei suoi amici…ma dura poco e presto arriva il “mamma, ti adoro!” ed è lì che io mi squaglio come un gelato al sole!

  4. Auguri, per laurea e libro! Lo comprerò 😃 Ma quanti anni ha la tua Sfacciatissima? Troppo forte! Qui la massima minaccia è non ci gioco più con te (un sollievo, tra l’altro)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *