Non riesco più neanche a ridere

Dev’essere così. Per forza
Lo scopo di questo post, a carattere squisitamente scientifico, è scoprire se notate differenze nell’atteggiamento di maschi e femmine quando si tratta di salute.
La Pupa, a 7 anni, ormai è proprio in gamba: se non sta bene ha imparato a languire nel suo letto con garbo e discrezione, in armonioso silenzio, anche di notte. La mattina dopo, semmai, fa un rapido resumé: «Mamma, ho avuto la malattia. Sentivo tutto caldo e tutto freddo e poi un gran dolore fino in fondo alle ossa. Mi si è gonfiata la gola, ho starnutito, ho bevuto un po’ d’acqua in bagno e già che c’ero ho fatto anche la pipì. Ora sono un po’ stanchina, posso stare a casa oggi?»
Il Pupo, più piccolo e soprattutto maschio, è un disastro. Secondo i suoi parametri un raffreddore equivale a una glaciazione, un mal di pancia come minimo alla deriva dei continenti. Di notte, se appena non si sente bene, esprime stentoreo proclami a intervalli regolari.
Più o meno l’ultima volta è andata così
Ore 2.15: «Caccùno (qualcuno, ndr) deve venile! Ci ho un ploblema!»
(Io, barcollando fuori dalla mia stanza al buio, a tentoni, con i tappi di cera che indosso invano «per non sentire» ancora infilati nelle orecchie, e andando a sbattere vi giuro fortissimo contro la parete di fronte): «Porcocane, adesso chi ha messo qui questo muro?»
(Lui, come se non mi vedesse da 40 giorni) «Mamma? Mamma! Sei tu! Vieni, ci ho un ploblema!»
«Cosa c’è, amorino mio bello? Dillo alla mamma, tesoro amoroso».
«Ci ho mal di pancia! Devo fale la cacca!»
«Adesso, amorino? Sono le 2.15, è notte, sei proprio sicuro?»
(Segue la seduta al gabinetto più lunga della storia)

Ore 3.20, circa sei secondi dopo che mi ero riaddormentata: «Papà! Mamma! Dovete venile! Ci ho la tosse!»
(Mike Delfino, che dormendo prono aveva nel frattempo sbavato tutto il cuscino e ora ha una striscia di saliva a lato del volto e sulla tempia sinistra): «Aaaagggrr. Arrivo».
(Io, dopo cinque minuti, visto che i lamenti del Pupo non cessano ma anzi sembrano in aumento, raggiungendoli): «Ma scusate, qual è il problema?»
(Mike Delfino): «Dice che vuole lo sciroppo. Sai se in questa casa per caso abbiamo dello sciroppo?»

Ore 4.40: «Caccùno deve venile! Ci ho un ploblema! Ci ho la tosse!»
(Io, a Mike Delfino): «Stavolta non ci vado. Sparami, se ci vado. Che diventi pure rauco a furia di tossire, domani devo andare a Napoli in giornata, adesso ho bisogno dormire mezz’ora altrimenti non sto in piedi. Valuta tu se raggiungerlo».
(Mike Delfino, voltandosi dall’altra parte, un nanosecondo prima di ricominciare a russare): «Aaaagggrr».
In effetti la mattina dopo Il Pupo era diventato rauco a furia di tossire e aveva gli occhi gonfi tipo batrace. Strofinandosi la faccia, ci ha sgridato severo:
«Dov’elano i miei genitoli mentle io piangevo?».
In seguito, durante una sessione di solletico, nel tentativo di farci sentire in colpa:
«Sto così male che non liesco più neanche a lidele (ridere, ndr)».

La domanda è: i vostri piccoli uomini, quando non stanno bene, si comportano come i loro papà? E le femmine, che fanno? Siate generosi, vi prego, nei contributi. Mi piacerebbe capire, se possibile, dove sbagliamo.

47 commenti su “Non riesco più neanche a ridere

  1. a parte che io invece non ho ancora smesso di lidele… sì è proprio così… se LUI ha anche solo una puntina di malditesta casca il mondo casca la terra tutti giù x terra… io invece.. vabbè cosa te lo dico a fare siamo femmine e loro maschi… baci *.*

  2. Mio figlio 5 anni proprio ieri per qualche colpo di tosse è spuntato in cucina con l’aerosol e della tachipirina lamentandosi di stare malissimo!Ti do ragione i miei quanto stanno male si lamentano proprio come suo padre che per 37 di febbre si sta 5 giorni a casa!Ma siamo sicuri che il pupo non vada a dire in giro che i suoi genitori lo hanno lasciato piangere tutta la notte? troppo divertente!

  3. Mio marito con un sospetto di 37.2 di febbre si è steso sul divano semi-agonizzante, e quando la sospetta febbre è diventata, a seguito di accurata doppia misurazione, una sicura NON-febbre, ha continuato a fare il cinema finchè io non l’ho curato. Con un sonoro ma vai a stendere! :) poi dice che sono crudele…

  4. Paola, questo è un post che tira su davvero. E’ che ho pensato subito alla volta in cui così stremata a furia di alzate notturne, al buio, col pupo in braccio, ho sbagliato direzione uscendo dalla stanza e sono finita addosso alla scarpiera. Ricordo ancora il Tuuuuuuuun! E il male terribile, oltre a sentirmi una scema totale.
    Vivono con me il mio compagno (traggeeeeeeeedia) che appena ha qualsiasi micropatologia è ko e si lamenta, e si piange addosso per la sfortuna di essersi beccato la cazzata di turno, e io vorrei essere proprio altrove quando lui si riduce in quello stato pietoso in mood “agnello alla vigilia di Pasqua”, senza contare il fatto che poi si ostina a non voler vedere il medico, ed il nostro figlioletto tre-enne che salvo febbroni che lo stendono e in quel caso mi si incolla addosso aderendo cm per cm a me, per ora non è troppo lagna. Ma rimane pur sempre un maschio, e quindi non ripongo troppissima fiducia sul fatto che si mantenga tale.
    Un abbraccio,
    bea

  5. si…confermo…è insito nei geni x e y…noi siamo predisposte a sopportare……il topo è una lagna…anche quando cade e sbuccia un poco vuole il cerotto ed il disinfettante……i produttori di cerotti sopravvivono grazie a noi….

  6. Il mio bambino piccolo, di 11 mesi, non ha mai fatto (fortunatamente) grandi malattie. Ma se per caso ha un po’ di raffreddore e gli faccio un lavaggio nasale urla come se lo stessi scuoiando. Di solito, quando capisce che è il momento del lavaggio nasale comincia a piangere prima, in modo preventivo.
    Il mio bambino grande, alla soglia dei 39 anni, per ogni minimo malessere fa scenate degne del miglior commediante napoletano. Se per caso non sto bene io e decido di comunicarglielo, lui in 5 minuti si fa venire un malessere peggiore che lo obbliga ad immediata immobilità a letto.

  7. Premessa
    Massima solidarietà a Mike e a tutti quelli che dormono proni. Lo sbavo è frutto del sonno dei giusti.

    In merito all’argomento, a casa nostra io e Little Miss Sunshine ci pieghiamo al male solo intorno ai 39. Poche storie e molta autosufficienza. La mamma sopra i 37 comincia ad avere le visioni…

  8. premetto che ho solo una bimba che quando sta male si trascina in giro per casa ma di smettere di giocare non se ne parla.il marito,bhè il marito,qui si che ci sarebbe di cui parlare…io con tutti i dolori del mondo continuo ad andare a lavorare,stare con la bimba,fare i lavori di casa…lui torna la sera,stramazzante sul divano e fa “ho male a una spalla!”

    francy

  9. Mia sorella 11enne è una vera lagna quando sta appena appena poco bene (ho mal di gola, NON RIESCO A RESPIRARE!! ho la nausea, NON VOGLIO VOMITARE, ho male alla schiena, NON RIESCO A STARE SDRAIATA, e via di proclami di questo genere). In compenso mio fratello ormai 20enne ricordo che da piccolo si lanciava addirittura per terra tenendosi stretto la pancia e urlando

  10. Mi sento di spezzare una lancia a favore dei maschi (almeno quelli di casa mia!).

    Mio marito si mette a letto – lamentandosi un po’ – solo se sta davvero male male: tipo quando ebbe l’enterocolite acuta o quando si ruppe i legamenti!

    Il nostro seienne se sta male si mette tranquillo sulla poltrona e per lo più sta lì. Addirittura quest’estate, durante un’escursione in montagna per bambini, aveva bevuto dell’acqua troppo fredda e durante il tragitto ha vomitato e si è pulito con il fazzoletto senza dire nulla alle guide. Al suo ritorno ha dichiarato: Mamma prima ho vomitato, ma non preoccuparti, ora sto bene!!

    La treenne invece (per una minima sbucciatura), sempre questa estate, ha camminato zoppa esibendosi in continue e teatrali lamentele per due giorni…

  11. Ciao, io ho due maschietti e un marito. A parte il piccolo, che ha 1 anno, ancora non ho ben capito la sua soglia del dolore!! Il grande 3 anni e mezzo. per non andare a scuola stamattina si è fatto venire il vomito, svegliando tutti oltre ai nonni che i vicini.
    Tutti mi hanno detto che sono una mamma sciagurata visto che l’ho ripulito e poi via all’asilo!!
    Il mio maschietto + grande (38 anni)tutte le sere quando torna a casa dal lavoro, cominciano le lamentele (tipo quelle di un duo comico)ora mi sfugge il nome. che male qua che fatica la, sono stanchissimo al lavoro è un casino!! ecc. IO : non posso dire nulla sveglia sulle 5.30 max 5.45 preparo pranzo e cena, poi si svegliano a rate tutti fino alle 8. Spedisco tutti, vado in ufficio, torno organizzo i pasti, poi ufficio di nuovo, cena, soddisfo qualche richiesta dei bimbi. poi svengo nel letto alle 23.00. IO NON FACCIO NULLA!!! MA SIAMO DONNE!!

  12. ahaaha che lidele, come siamo tutte nella stessa barca!!!!
    non c’è niente da fare gli uomini che crescendo si aggravano diventano piagnucoloni e iper-ipocondriaci!
    ha proprio ragione Claudia tupperwareperamore, a noi forse è concesso lamentarci ma alemno per me, non si può crollare alle 11! pare sia troppo presto!
    Speriamo che Gemma non prenda chine strane, per ora non fa lagne o commedie greche quando sta poco bene.
    ma il padre…..
    e poi la cosa clamorosa e che è mai possibile che non riesca mai a trovare le aspirine o altri medicamenti???

    1. È proprio così! A te è toccata la bavetta sul cuscino, a me un tipo che andrebbe a letto all’una passata e per il quale è assurdo avere sonno prima!!!

    2. No no Paola, urge chiarimento. Il papà di Gemma è presente, consapevole e condivide fatiche e responsabilità. Assolutamente non mi immaginare crocifissa sull’altare domestico (avevo un tipo così una volta e mai più, scherzi?!).

  13. :) E’ ploplio velo!
    Mr Mandarino (3 anni e 3 mesi) proprio ieri sera aveva un po’ di raucedine…il risultato era che si sforzava di tossire, ha preteso, in ordine, acqua fresca, lo sciroppo al lampone e poi si è lamentato (non mi ha curato: ho ancora tosse ehè-ehè), il cuscino della mamma, due storielle supplementari e me al suo capezzale più a lungo del solito. “Dove vai? -mi ha chiesto mentre mi alzavo- Io ho la tosse ehè-ehè”
    “Tesoro, sì hai un po’ di tosse, niente di grave: cerca di dormire così passa presto”
    “Buonanotte, ma stai vicino però”

    :)

    Per fortuna ha dormito… è da qualche sera che con l’inizio della materna gli orari sono sballati e ci chiama per fare la sua cacchina santa la notte.
    Ma la cosa più bella sono i graffi se capitano, anche quasi invisibili, su mani/braccia/gambe.
    Diventano subito motivo di conversazione e racconto a tutti, si fa mettere il cerotto con vera soddisfazione, per poi lamentarsi “come mi fa male!!” e dondolarsi….
    Ma dove ha imparato???

  14. Ma sai Paola che questo post e qualche commento un po’ mi fanno arrabbiare? Ma siamo ancora a questo? A dire che noi donne siamo più resistenti e che i maschi invece sono lagnosi?
    Ma non è che li educhiamo noi così?

    Anche io ero la superdonna che si alzava ogni notte al buio a soccorrere il pupo di turno. Ma non ho più voglia di essere l’eroina di casa. Nessuno peraltro me l’ha mai chiesto… Quando c’è bisogno interveniamo io o il marito, senza croci e senza medaglie…
    Scusa se sono un po’ OT, è che la femminista che è in me ribolle!

    1. ciao ElenaE, sono d’accordo con te, alcuni commenti mi sembrano un po’ eccessivi… ho fatto giustappunto una domanda, più in alto, a Cristina.
      poi in generale credo che le donne siano più resistenti dal punto di vista biologico. per quel che riguarda me in particolare, invece, Mike Delfino è dotato di buonissima volontà: è che proprio costituzionalmente è difficile, per lui, sentire i richiami notturni di suo figlio.
      per finire: come mai il mio pupo maschio è più lagnoso della mia pupa femmina? questo non lo so, perché li educo allo stesso modo. e non mi sveglio certo alle 5.30 per preparare pranzo e cena per tutti…

    2. Paola, alla tua domanda non so rispondere (perché il tuo pupo è più lagnoso della sorella, essendo che sono stati educati allo stesso identico modo).
      Io ho solo maschi per casa quindi non posso fare paragoni, ma sugli adulti (mariti) mi pronuncio: se alcuni di loro possono permettersi di essere più lamentoni e stanchi da non poter manco apparecchiare la tavola non è che la responsabilità è anche di chi fa le cose al posto loro? Non sarà un masochismo al femminile che permea tutta la nostra cultura?
      Sarà che sono immersa in saggi femministi illuminanti (La mistica della femminilità della Friedan per esempio) ma davvero questo atteggiamento delle donne che si sacrificano perché si sa, tocca sempre a loro, ecco, io donna non lo tollero più!

    3. guarda sono con te al 100 per cento! diciamo che ho passato una parte della mia vita accanto a un uomo, per usare un eufemismo, pigro. e ora non accetterei più di avere accanto un compagno che non desideri condividere con me fatiche e responsabilità… purtroppo, come dici tu, la cultura dominante va in un’altra direzione. pensa solo alle percentuali di cui ogni tanto leggiamo sui giornali: tipo se il maschio medio italiano dedica alle attività domestiche e alla famiglia una media di 20 minuti al giorno, nel Nord Europa invece si passa a 2 ore… (sto andando a memoria, non ricordo il dato esatto)

  15. Io devo fare autocritica per prima perchè la febbre mi stende completamente, però devo dire che mi viene di rado. Delle figlie: una stesa con 37 l’altra gioca tranquilla come se niente fosse anche con 39. Il figlio: poca sopportazione della febbre ma non troppo lamentoso. Marito: discretamente lamentoso, ma facilmente accontentabile. Genetico? Educazione? Secondo me molto è innato e caratteriale.

  16. Leggendo il post e i commenti mi viene in mente quella volta in cui il marito arrivò a casa dal lavoro alle 17,30: io stavo stirando con il ragù sul fuoco dopo essere andata in ufficio 7 ore ed essere passata a prendere la figlia a scuola. Entra in casa, si siede sul divano ed esclama “sono stanco morto, non posso riuscire a fare nient’altro!”: sarei stata pienamente d’accordo anch’io, se avessi potuto!!!
    Morale: penso anch’io sia genetico, 13 ore di pronto soccorso perchè era caduto, aveva sbattuto e gli stava venendo un infarto!
    La figlia femmina 17 anni non ha mai pianto, neanche con le ginocchia scorticate a sangue!
    Genetica…
    Un sorriso
    Anna

  17. Ciao Paola!!! Sorry, very sorry non commento più come una volta, troppe cose da fare, troppo di tutto…
    Il mio Nanni quasi 6enne è parecchio lamentoso, ma oggettivamente si è ammalato più spesso della sorellina Cecilia quasi 4enne e di patologie differenti quindi il paragone è difficile. Domani gli togliamo (be’ non noi personalmente) tonsille et adonoidi, poi ti racconto il livello di lamentele. Mi toccherà pure di bivaccare su una poltrona la prossima notte… (Niguarda)… cmq be’ io faccio molte più cose da malata che mio marito da sano, non è retorica, voglio dire a volte pare che giunto a casa prema il bottone OFF.

  18. Eh no, non sbagliamo, secondo me è la natura dell’universo maschile e femminile che già si manifesta nei bambini nelle diverse reazioni alla “malattia”….

  19. Sinceramente non credo dipenda solo dal maschio o femmina. Nel senso che effettivamente i maschi sono in genere più lamentosi, ma generalizzare è sbagliato. Il mio nipotino a 8 anni correndo nel giardino dell’asilo è caduto e si è rotto un braccio. È scoppiato in lacrime, per 5 minuti, quindi è andato in ospedale ed è finito fasciato stretto come un salame, con solo la mano che usciva fuori dalla fasciatura. Oh, il braccio rotto era il sinistro e il bimbo è mancino. Sono arrivata a casa un paio d’ore dopo. Il bimbo era sul divano tranquillo che giocava con il Nintendo. Domando: Saba tesoro ti fa male? Così così zia. Hai pianto cucciolo? Un pochino. A quel momento ti ha fatto male? Zia, non potevo respirare dal dolore! Acci, cucciolo, ma se hai voglia di piangere ti consolo io. No zia, è inutile piangere, mica mi passa il male. Per tutto il mese in cui è stato bello che ingessato, tutto il busto eh! Non si è lamentato mai.
    Qualunque cosa abbia, febbre, colera, peste bubbonica, non piange, non si lamenta, sorride tranquillo e al massimo dice mi fa un po’ male anche se ha le placche grandi come il deserto del Sahara.
    Secondo me dipende dai genitori, se si lagnano o no.
    Laperfezionestanca

  20. Mamma mia che ridere leggendo questo post! Non riuscivo a frenare la risata pensando alla situazione! Io ho solo un bimbo maschietto che, al contrario, non si lamenta mai. Cade, si sbuccia a sangue, ha la febbre alta…tutto come se nn fosse accaduto nulla; mia nipote invece di 7 anni “frigna” anche se la spingono 😉 Dipende dal carattere credo visto che qui i ruoli si sono invertiti. Un abbraccio, Marinella

  21. Non so se è questione genetica, credo, più sbrigativamente, che ognuno è fatto a modo suo :)
    Detto questo, anche a casa mia il maschio è lamentoso e ipocondriaco, ma ha avuto una storia familiare che non aiuta.
    Certo che è fastidioso: l’anno scorso ci siamo beccate l’influenza (io, la pupa e la nonna) e mentre io passavo i pomeriggi rantolante nel letto con la febbre a 39 senza nemmeno riuscire a raggiungere la tachipirina e pensando intensamente al parto (per dire come ero “schienata”), lui arrivava a casa e mi diceva ogni 10 minuti: toccami la fronte. Sono caldo?
    Ovviamente non aveva niente, solo una gran paura di venire contagiato…

  22. piccolo aggiornamento: stanotte il pupo si è svegliato di nuovo CINQUE volte e urlava cose come: «Mi batte folte il cuole!» (neanche 4 anni, già tachicardico) e poi: «Datemi della tachipilina!»

  23. Ho 2 maschi…..anche il gatto è maschio! Fai te. Pure lui quando sputa la palla di pelo sembra una catastrofe nucleare!
    Comunque no, non so come sono le bimbe, ma i miei 2 topini sono differenti. Il grande (8) anni, per un po’ di tosse va in crisi e “non è che hai una medicina da darmi, mamma?”, dopo 10 minuti”ho ancora la tosse” “……”. Il piccolo (4) non si lamenta mai : 40 di febbre, mogio mogio, piatto sul divano “Amore come ti senti?” “cosi cosi”. Febbre a 38,5 “cucciolo, come stai?” ” Bene mamma” “…..”
    Del marito non ne parliamo.

  24. Credo che il sesso non c’entri molto,e io ne sono la prova!Sopporto pochissimo il dolore, e mi devo sforzare di non lamentarmi continuamente e di non fare la lagnosa, perchè poi mi sto sulle palle da sola.
    Il mio lui ha una resistenza di ferro:anche se ha 39 di febbre e gli chiedi “Stai male?” ti risponde “Un pochino”; se è stanco morto dopo 12 ore di lavoro la risposta è sempre quella: “Sei stanco?” “un pochino!”^-^
    Riguardo al discorso “femminista” di cui sopra credo che noi donne spesso ce lo creiamo quel ruolo da vittima, senza che nessuno, tanto meno i nostri compagni, ce lo chiedono.
    Personalmente se una sera torno dal lavoro stanca, non sto bene, e non ho voglia di fare una mazza, non faccio una mazza!Le cose veramente indispensabili da fare non sono poi moltissime!

  25. bhè dopo due anni in un ospedale pediatrico certi sintomi mi fanno paurissima, poi strabuzzo gli occhi e mi rendo conto che esiste il magico mondo fatato dove i bimbi
    ( non ospedalizzati ) annunciano sintomi lievi a caccia di carezze, e finalmente prendo fiato anch’ io, contenta di essere tornata nel mondo reale dove non esistono più gli agoni lunghi e i cerottoni, le mototrexate sono sostituite da meravigliose bambinate !
    che meraviglia i bambini, piccoli don chisciotte delle loro vite !

  26. il “cuaccuno deve venile” mi ricorda qualcuno…il mio piccolo despota di 3 anni anche solo per la tosse immaginaria per ottenere la “minucina” (è “kalumax addicted”, il disgustoso sciroppo a base di nonsocosa di lumaca!)apostrofa ogni essere vivente dell’abitazione (noi, pesciolino e cagnolina) con un acuto stridulo “QUACCUNO MI AUTI SONO PICCOLO”e poi una serie infinita di finti colpetti di tosse, di febbre e tanto tanto male qui, che non si capisce mai dove sia il qui!!!per il resto per fortuna non ha mai avuto nulla e dunque le sue performance sono riservate al “momento cacca”, sempre evento da segnalare. Il suo talento teatrale degno delle più memorabili tragedie greche affonda forse le sue radici nel sangue paterno…il prode genitori infatti ad ogni raffreddore passa l’intera notte a lamentarsi, agonizzare, gemere ed esclamare, tra un rantolo e l’altro, “stavolta muoio”, ad ogni partita di calcetto (ah, il calcetto!) per la settimana successiva si trascina, a tratti zoppica, scuote la testa e borbotta frasi sconnesse… per fortuna siamo noi a partorire…

  27. Il mio piccinino ha undici mesi ed é ancoea un po prest per fare paragoni, ma il mese scorso mi ha attaccato un virus malefico con mal di gola, raffreddore etc.etc. Io sono andata a lavorare, mi sino occupata del piccinino tutto come al solito. Quando il virus é passato a mio marito, lui é statoa casa dal lavoro, dicendomi poi, “non so proprio come hai datto ad andare a lavorare” :)

  28. Non so se le differenza siano biologiche o culturali ma, femminismo o non femminismo, le differenze ci sono. Generalizzando, ovviamente. Poi chiaro, le eccezioni ci saranno.
    Sulla tolleranza del dolore, penso sia più biologico che culturale. Il Benji ha una soglia così bassa che scaviamo una buca per toccarla. L’ho capito un giorno (anni fa ehheheh) in cui per un graffio invisibile ha urlato alla Mario Merola per una buona mezz’ora. Il mio compagno si ammala raramente, ma quando accade rimane a letto immobile, quasi in trance finché il terribile male non è completamente passato. Inutile dire che quando io mi ammalo (più spesso devo ammettere), a parte non andare al lavoro quando ho la febbre sopra i 38, non cambia nulla nella gestione della casa/figlio.
    Rispetto ai lavori domestici, Fabio è bravissimo ma comunque non è mai al 50% la suddivisione del carico. Primo perché io devo comunque organizzare le cose, secondo, secondo? secondo non lo so. Va comunque a finire sempre che io faccio di più. Forse perché io mi accorgo di quello che c’è da fare e lui no. Non so. Ma non è una questione biologica. Ne sono certa. Fabio è capace di corerre per 30 km (vedi maratona di lugano) e di dormire 4 ore se il giorno dopo deve fare qualcosa che gli interessa. Direi che è una questione di “priorità”. Per me è importante non vivere nel caos totale e un livello minimo di ordine e di pulizia. Per Fabio evidentemente è sì importante ma molto meno dell’andare a giocare a tennis.
    Forse perché è comunque abituato che qualcuno le cose le fa, ma anche davvero perché gli importa meno.
    Comunque, non mi lamento anzi devo dire che sono super fortunata anche se, come dice una mia amica cinico/saggia: la fortuna degli uomini è che basta che giri un attimo la testa e subito trovi un fidanzato/marito/compagno peggio del tuo. eheheheheh Mamma Jane

    1. Non so Mamma Jane, ma il tuo finale non mi convince mica tanto sai: Io non mi lamento.
      Beh, secondo me implicitamente ti lamenti. E fai pure bene se anche ammalata devi provvedere tu a casa e figli…

    1. eh ci mancherebbe che non lo facessi! comunque è vero… è una questione di priorità. uomini e donne, ancora in molti casi, tendono a metterle in scala in modo diverso.

  29. Per ora in famiglia l’unico che appena raggiunge i 37.2 si fionda sul divano ed incomincia a guaire, è mio marito: “fammi una spremuta ti prego…ho bisogno di vitamina c”
    “Portami il termomentro, non ce la faccio ad alzarmi”
    “Chiama il mio collega, digli che sto tremando dalla febbre, ho le convulsioni (37.2 ripeto) domani non vado al lavoro”.
    “passami il telecomando, anzi no, cambiami tu i canali, sono tanto debole che non riesco a pigiare i tasti”.
    Tutto questo va avanti per circa 48 ore, con me indecisa se piantare o no una tempiata ad uno spigolo appuntito nella speranza di svenire…
    I figli per il momento sia i maschietti che le femminucce sono bravi, vivono la febbre, o saltellando o vegetando sul divano, ma senza lamentarsi.

  30. il Benza fa 39 anni fra due mesi.
    se senti un flebile uuuh… aiutooo… coff coff… sono malaaatooo provenire dalla camera da letto, ecco, è lui. pensa che è un lamento talmente frequente che l’abbiamo messo anche come dopo il bip in segreteria telefonica.

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