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Non c’è montagna più alta di quella che non scalerò

Non c’è scommessa più persa di quella che non giocherò
Da sabato scorso i Pupi sono al mare, anzi in collina (vedi foto, che però risale all’estate scorsa) con i nonni. Tutte le mattine chiamo mia madre per avere notizie:
“Mamma, hanno chiesto di noi?”
“Macchè. Nix. Nada. Neanche una parola”.
“Dormono? Mangiano? Si divertono?”
“Oggi veramente ha nevicato e sono un po’ meosi, per il resto non hanno un problema al mondo. Tuo figlio non vuole più il pannolino, se lo strappa di dosso infastidito, come fosse un panno imbevuto di cherosene”.
“Mi passeresti la Pupa?”
“Ci provo. Sai che non le piace il telefono, ieri ha attaccato subito. Dai vieni amore, vieni a salutare la mamm…”
Clic.
Mi intenerisce parecchio pensare che i miei figli in qualche modo si fingano già grandi e indipendenti. Mi fa sorridere il fatto che non chiedano di me, che non vogliano nemmeno salutarmi al telefono – anche se poi so che quando torneranno a casa, sabato, mi offriranno inermi il collo morbido perché possa respirarne a lungo le pieghe.
Mi piace pensare al Pupo che si strappa il pannolino e osserva pensoso la neve. E alla Pupa, che per molti versi dice ancora cose “da piccola”: edentico, tricioperatoro, anatuga (lattuga). Io mi guardo bene dal correggerla. E ho un sussulto ogni volta che è lei a farlo da sola, crescendo: ogni volta che un sollecoto diventa solletico, un cincio lascia il posto al cinque, una stella filata si trasforma in filante. Un giorno una mia conoscente mi ha detto: “Sono così contenta che mia figlia sia già grande, che non si metta più le dita nel naso, che abbia preso la patente, che non sia più necessario imboccarla, o prenderla in braccio quando cade e si sbuccia un ginocchio”. Ho pensato: questa signora si è persa dei pezzi per strada. E c’è poco, purtroppo, che si possa fare a riguardo.

26 commenti su “Non c’è montagna più alta di quella che non scalerò

  1. Nonostante mi lamenti spesso per la fatica fisica, per il mio senso di inadeguatezza nel ruolo di madre, per i suoi terribili capricci, sono consapevole che mi mancheranno tutte le attenzioni che posso dedicare alla mia piccola Ciopola.
    So che più di tutto mi mancherà la possibilità di ricoprirla di baci, proprio come faccio adesso oltre naturalmente al profondo senso di reciproca appartenenza.
    Diversamente dalla signora che hai citato, sono certa che questi sono (senza retorica) gli anni più belli e intensi della nostra vita!

  2. io mi lamento quasi tutti i giorni di quanto i bambini mi stancano, di quanto vorrei più tempo per me ecc.ecc, poi però, se penso a quando saranno grandi e non avranno più tutto questo bisogno di me, che non mi si butteranno più addosso stringendomi teneramente come solo loro sanno fare allora mi prende già una malinconia devastante… Anche i miei, quando li lascio dai nonni non chiedono mai di me e la cosa se da un lato mi riempie anche di soddisfazione perchè secondo me vuol dire che sono stata capace di trasmettergli che anche se non sono lì con loro ci sono comunque, da un lato mi mette un po’ di tristezza. Sentirli già un po’indipendenti non è così facile da accettare…

  3. Ciao, io sono un papà, e confermo quello che dici e che dite: cosa c’è di meglio dell’assaporarsi ogni più piccolo biascichio dei pupi e vederli, lenti ma inesorabili come le maree, allontanarsi da noi per poi tornare a cercarci?

  4. Concordo con te.
    Spesso vederli indipendenti mi fa comodo.
    Quando però vedo un progresso e penso che certi momenti non torneranno…mi si annoda lo stomaco.
    Ma c’est la vie!
    Un abbraccico!

  5. mbè,io per un repentino abbandono del pannolino ti regalerei volentieri 6 numeri buoni!
    mormorando con la nonna:”ma se la mamma mi sculazza mi fa meno male.io il pannolino me lo tengo!”

  6. non vediamo l’ora di vederli gattonare, poi camminare, parlare… ma ad ogni piccolo-grande passo avanti non possiamo non rimpiangere un po’ quel che ci lasciamo alle spalle! anche questo è essere mamma 😉

  7. I miei 2 (4 anni + 3 mesi / 2 anni + 2 mesi) continuano ad ammalarsi, di brutto, al punto che la pediatra ci ha suggerito di ritirare momentaneamente in grande dall’asilo (la piccola al nido non va + da 1 pezzo). E tutti li a dirmi: “abbi pazienza, cresceranno”. Ma io non desidero che crescano, desidero godermeli ora, giocare con loro ora, passare più tempo a fare cose e discorsi “infantili”, invece di passare il tempo a ricostituire l’antibiotico, fare il lavaggio nasale, la nuvola di sveglio (aerosol) e rabboccare l’acqua a quella di nanna (l’umidificatore). Io non ho alcuna fretta, proprio no.

  8. ogni commento mi faceva spuntare una lacrimuccia che dovevo però per forza ricacciare giù…spesso è talmente difficile che penso SI’ che vorrei che avesse già la patente…..ma quando saremo a quel punto….non avrò più un milione di piccole cose mi stringono il cuore di felicità e tenerezza!
    Marta

  9. ma sei tenerissima! anche a me piacciono tantissimo quando sbagliano le parole. ieri ho sgamato un ossiuro nel sedere della mia piccola (si può dire senza provocare moti di schifo?), e lei stamattina mi ha ricordato di chiamare la pediatra per i BRUCHI che ha nella pancia. che gran cucciolo.
    quando ho visto la foto qua sopra e ho letto che andavano al mare, ho avuto un guizzo di felicità e mi è venuto il felice sospetto di essermi persa qualcosa, dico nell’incedere del tempo. poi ho guardato fuori e…non mi sono persa nulla, nevica davvero.

  10. prima parte del commento: il titolo e le prime due righe di questo tuo post sono stati motivo di felice riflessione anche per me ultimamente.
    seconda parte del commento: non sai che rabbia a volte mi fa l’idea che invece io devo correre e devo sperare di vederle crescere sempre più in fretta, perché non so quanto tempo avrò e allora ogni momento in cui sono ancora piccole è meraviglioso, ma ogni momento in cui sono più grandi lo è ancora di più, perché stanno crescendo, stanno bene, stanno imparando, saranno sempre più autonome e potranno farcela sempre meglio anche senza di me. scusa se questa seconda parte è un po’ triste…

  11. @wide, no, ci mancherebbe, hai tutte le ragioni per scrivere quel che scrivi – il che a ben pensarci vale per tutte noi, poiché non conosciamo il nostro destino…
    @polly, hai visto che tenerezza? oggi, che manca un giorno al rivederli, sono nella fase del “mi preparo come se stessi per incontrare il mio innamorato”. e in effetti i pupi sono proprio questo: i miei innamorati

  12. Ciao, chi mi conosce mi ha spesso sentito lamentare che mio figlio, tre anni e un po’, non voglia di mangiare se non imboccato.
    “perché non ha quel sano istinto all’autonomia?” mi chiedevo preoccupata e a casa era sempre una lotta per fargli tenere la forchetta con la sua mano e portarla alla bocca.
    all’asilo per mesi non ha toccato cibo. Da una settimana invece, inaspettatamente, ha iniziato a mangiare anche all’asilo, da solo.
    A furia di prediche la goccia ha scavato la roccia, ho pensato, o forse lui ha semplicemente deciso che gli andava così.
    Non so, so solo che ora a casa se fa il pigro a tavola, lo imbocco più volentieri invece che cercare di spronarlo a fare da solo come prima.
    Mi sento sempre il bilico tra la voglia di insegnargli a volare e quella di chiuderlo nel nido delle mie braccia e strapazzarlo di baci . barbara

  13. strapazzalo di baci. e non rompergli le balle col cibo. se vuole mangerà..

    Polly:ma come ha fatto a prendere gli ossiuri?

  14. carissime mi riportate agli esami di zoologia..
    in città se un bambino proprio non grufola nel fango è difficile che prenda i vermi..o no?
    io finora me la son sempre vista solo con gli ascaridi dei gatti. mai più mangiato spaghetti di riso.
    però, MP, più che lo scotch userei gli antielmintici 😉

    oggi sono stata a una festa in via Beroldo e ho visto la mitica pasticceria! a quando?

  15. però, se lo scotch prende i peli…ahiaaaa!!

    hai ragione a non voler tornare al lavoro. vuoi una non-soluzione? fai un altro bambino!! anzi, gemelli, così hai tutti i permessi doppi 😉

    a proposito, dopo 19 mesi di amenorrea da allattamento e un ciclo di 23 giorni, ora sono al 35 e non succede niente.. nessuna attività rischiosa in attivo. sarà mica pre-menopausa? devo dosare l’FSH?

  16. paola, ho bisogno di mettermi in contatto con te per proporti un’iniziativa. forse sono un po’ imbranata (e soprattutto non ho outlook) ma non riesco a trovare la tua mail. come posso fare?

  17. Non si fingono più grandi, è che con i nonni hanno un idillio e tu sei un mero mezzo per crescere, i nonni il vero amore della loro vita! 😀
    Allora ci si vede dopodomani? Ti do cincio baci

  18. … Sigh! Mi hai commosso!!!!
    In effetti vederli crescere in qualche modo mi gratifica e mi riempie di orgoglio ma non posso far a meno di provare un moto di nostalgia ed una fitta al cuore pensando all’attimo prima, all’istante passato, al gradino precedente che è volato via e non posso che conservare scolpito nel mio cuore per sempre…..

  19. Vero, verissimo! hai dato voce (e benissimo) a oensieri che facevo tra me e me in questi giorni vedendo il mio piccolo (13 mesi) e i suoi progressi quotidiani…Per me che son sempre proiettata in avanti é difficile godermi il momento, ma mio figlio, piano piano, me lo sta insegnando!

  20. Eccome se ha perso pezzi per strada… Io l’altro ieri ho rivisto un video di Superboy che blaterava seduto sul riduttore del water. Aveva poco più di due anni e la paffutellagine che soltanto i nani di 24 mesi possono sfoggiare.
    Erano i suo primi deliziosi sproloqui con una vocetta da cartone animato che oggi (che di anni ne ha sette) ovviamente non gli appartiene più.
    Esempio di dialogo surreale:
    “Ale, dove ce l’hai la cellulite amore?”
    “Ce l’ho qui, qui e qui ” (indicando le guance cicciolose e la fronte)
    “Aaaaaaaaah! E cosa ci fa Alessandro con la cellulite?”
    “A pagae callefù” (a pagare il Carrefour)
    E già, perchè a due anni era convinto che i conti al supermarket si pagassero in cellulite. Magari fosse vero, disporrei di risorse economiche illimitate.
    Beh, ci credete voi che a rivedere quel filmato ho pianto? Adesso mio figlio è alto quasi quanto me, e oggi lo sa che se non tiri fuori la carta di credito col piffero che ti porti la spesa a casa. E’ fisiologico, è vero, ma in certe occasioni la malinconia morde. E non mi piace granchè vederlo crescere così in fretta. E se vuole, puoi anche mettersi le dita nel naso. Tanto conosco un mucchio di adulti che si ravanano le narici, soprattutto in coda sul raccordo anulare.
    Bene, anche oggi sono stata particolarmente concisa nel mio commento.Posso essere orgogliosa del donnino che sono :-)

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