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Misteriosi pallini rossi che nascono tra i capelli

Girls in peacetime want to dance
L’altra mattina – una mattina di metà settimana – ho portato i Ratti maggiori a sciare. («Mamma, smettila di chiamarci Ratti» – mi sembra di sentire la voce della Pupa che si lamenta. «Allora vi chiamerò “adorabili fringuelli”». «Mi piace!» dice il Pupo, ma questo non c’entra nulla con Facebook).
C’eravamo abbastanza amati Il Pupo era già salito sugli sci a Natale. Ma per la Pupa, 9 anni, era una prima volta assoluta. Così ho coinvolto nell’impresa e invitato anche suo padre – l’uomo con cui un tempo sono stata sposata. Avendo uno spirito sportivo egli ha mostrato di divertirsi parecchio, nonostante per tutto il giorno io gli abbia canticchiato en amitié «Vecchio scarpone, quanto tempo è passato» osservando le sue calzature, più adatte alla Ritirata di Russia che a un’innocua gitarella a un’ora da Milano.
Poi siamo volati su dei campi di grano rettangolari Avevamo – io, Mike Delfino e il padre della Pupa – concertato preventivamente il seguente piano: a) non dire niente ai Pupi; b) uscire di casa (io – Mike Delfino è rimasto a casa con la Piccolissima) con loro alle otto del mattino come per andare a scuola, avendo nottetempo svuotato i loro zaini dai libri e avendoli riempiti di materiale da sci; c) passare a prendere il padre della Pupa, e con lui involarci per la montagna. Naturalmente qualcosa è andato storto, per esempio: i bambini hanno cercato di mettere o prendere delle matite negli zaini, Mike Delfino li ha subito rimproverati – se l’avessero fatto, avrebbero scoperto la nostra cospirazione – e minacciati di botte; i bambini si sono offesi e hanno minacciato di uscire senza salutarlo; Mike Delfino li ha pregati di fare subito pace, loro hanno accettato perché fondamentalmente sono dei buoni.
È una giornata fredda e luminosa «Perché andiamo a prendere papà?» mi ha chiesto la Pupa. Io, con voce severa: «Perché la tua maestra, figlia mia, ci ha convocato entrambi per un colloquio. Hai combinato qualcosa?». Lei, innocente: «No. Sono stata bravissima. Forse vuole parlarvi di alcuni progetti» (!). Raccattato il padre della Pupa, pochi minuti dopo, abbiamo imboccato la superstrada. «Mamma, ma non è di qui che si va a scuola». «Zitti, bambini, è una scorciatoia. Fatemi un piacere piuttosto: controllate negli zaini se vi ho messo la merenda, ché altrimenti dobbiamo passare a prenderla dal panettiere». Il Pupo, stupito: «Ma… qui c’è una tuta da sci! Una termica! Un collo di pile! Un’intera tavoletta di cioccolato con le nocciole! Degli stivali! Delle calzemaglie! » (Il Pupo è convinto che si dica così, le calzemaglie, al plurale). La Pupa: «Anche da me! Anche da me!».
Possano questi lampi illuminare la fine Sono rimasti per qualche secondo in silenzio, così emozionati e increduli da non trovare il coraggio di fare due più due. Poi il Pupo è esploso: «Ci portano a sciare!». 

E arriverà un ciclone e forse ci lascerà stare I bambini hanno avuto per tutto il giorno la faccia della felicità, l’emozione nella voce, un sorriso chiaro e sentimentale. Sono cialtroni ma molto romantici, in fondo. Hanno adorato i loro maestri dai nomi buffi: Lello, Zanna. Sono caduti spesso e poi si sono rialzati. Hanno preso la seggiovia, sono saliti, sono scesi. Hanno avuto coraggio. Li abbiamo a lungo fotografati. È stato tutto perfetto – solo,  a pranzo la Pupa ha commesso il tragico errore di ordinare non polenta e salsiccia come noialtri, ma pasta al pesto. Si può ordinare pasta al pesto a 1800 metri, e aspettarsi che sia buona? Ci credete se vi dico che il rifugio dove abbiamo mangiato si chiamava, ma è stato un caso, Ratti?
C’era un rumore in lontananza, ma eri tu  Tornando a casa i bambini mi hanno comunicato che avevo vinto il titolo di «Miglior mamma del mondo». «Se partecipassi a un concorso con le dieci madri più brave del mondo arriveresti prima». «Dopo questa giornata ti promettiamo che non litigheremo mai più, che ti ascolteremo sempre e apparecchieremo la tavola senza che dobbiate obbligarci voi a farlo». La mattina dopo, a scuola, la maestra della Pupa era commossa. «Idea geniale. Piango dalla gioia», mi ha scritto via sms. Invece il Pupo è tornato a casa un po’ così. «Hai mostrato alla maestra la giustificazione sul diario?». «Sì, ma lei mi ha detto che non si va a sciare di mercoledì» (Era il suo primo giorno di assenza da scuola in tutto l’anno, nda) (Della serie: come smorzare gli entusiasmi) (Ma noi, comunque, ci torneremo).
Ragazzina piccolina La cosa più buffa del 2015 fin qui: per una serie di equivoci la Pupa si è convinta che suo fratello generi pallini rossi dalla testa. Il Pupo ha indossato felpe e maglioni rossi per diversi giorni di fila, dopo Natale, e lei, standogli vicino, gli ha scovato tra i capelli alcuni minuscoli batuffoli di lana. È successo una, due, poi tre volte. La quarta e la quinta, i pallini di lana ce li ho messi io. E anche la sesta. Adesso mi sono creata una piccola scorta di pallini rubati a un maglione e gliene piazzo uno qua e uno là ogni tanto, quando mi ricordo; poi faccio in modo che la Pupa lo noti. Anche il Pupo, di riflesso, si è convinto di essere un produttore di pallini. «Credo che mi nascano sotto i ricci», ha spiegato serio. Adoro questo fatto che a 6 anni un bambino ritenga possibile un simile fenomeno. Ma anche a 9, se è una patata come la Pupa. Ogni volta che ci penso rido (sto ridendo anche adesso. Spero anche voi).

Soundtrack: Ascoltate su Spotify, per piacere, Costellazioni (autori: Luci della centrale elettrica). È stato la mia colonna sonora per quasi tutto questo post. Poi però verso la fine ho ascoltato A Dean Martin e altre belle canzoni di Fabio Concato, tra cui Ciao, Ninìn. Un uomo dall’umorismo sottile che avevo dimenticato, ma poi per fortuna è arrivato il mio collega Sergio Labuz a ricordarmi che esiste. Il sottotitolo del post invece è quello dell’ultimo album dei Belle and Sebastian. Un gruppo che ho adorato, ma di recente hanno fatto una virata dance che mi lascia perplessa.

49 commenti su “Misteriosi pallini rossi che nascono tra i capelli

  1. Tutti i bambini meriterebbero giornate speciali da trascorrere con i loro genitori…qualunque giorno della settimana! Una sorpresa cosi’ va premiata!!! Brava Paola!

  2. Bellissimo!!! Un’idea fantastica la sciata a sorpresa, brava Paola.

    Per tutto il tempo in cui ho letto dei pallini rossi, non ho potuto fare a meno di pensare a mio marito che, da quando lo conosco (>15 anni), ha la cotonina nell’ombelico.

    Abbiamo analizzato il fenomeno da tutti i punti di vista – lui dice che la “produce” (si, ne è convinto) solo nei mesi invernali, il che indica che serve a tenere caldo all’ombelico.

    Io credo venga dalle mutande, ma come fa a salire fino a li?! Oppure dalla canottiera??
    Mistero. :-)

    franz

    1. giusto. bene. però poi vi sgamavano, scommetto, perché a) voi tornavate abbronzati e b) in classe raccontavate delle sciate. o no?
      comunque non vorrei costringere il pupo a mentire…

    2. hai pienamente ragione sul fatto di mentire!
      infatti ricordo che mia mamma si lamentava del fatto che le maestre non fossero d’accordo sulle vacanze fatte in costanza di lezioni, ma lei diceva “e che ci posso fare se è l’unica settimana di ferie all’anno che si fa vostro padre?!”. In effetti mi hai fatto smuovere ricordi misti tra angoscia e senso di colpa per le vacanze!
      bene. ottimo Paola!
      scherzi a parte, fai bene a dir la verità, se poi non saranno d’accordo…è un loro problema.

  3. i miei non si ammalano mai (forse perché limonano con due cani, dividono la ciotola coi gatti e non vengono pettinati dalla nascita) quindi le assenze sono programmate. Hanno diritto anche loro a saltare la scuola e dato che non lo fanno per stare a letto con la febbre bisogna pure trovare qualcosa da fare. In inverno sciate infrasettimanali e in estate lago a manetta. In quarta elementare al grande ho anche fatto saltare 8 gg di scuola per portarmelo in USA da mia sorella, attaccandoci le vacanze di Pasqua ci siamo sparati due settimane di libidine massima: New York a primavera regala bei momenti. Le sue maestre in effetti ci hanno sempre considerati border line ma secondo me tutto dipende da dove tracci la riga. Un saluto, Valeria

    1. eh, anche i miei sono sempre in piedi come i birilli. ora comunque alla consegna delle pagelle andrò a mettere in chiaro con la maestra che episodi simili succederanno ancora…

  4. Noi viviamo in attesa spasmodica di una nevicata: in barba a tutte le previsioni, qui rimaniamo sempre all’asciutto. La prole protesta, ma l’unica cosa che possiamo fare è: organizzarci per le vacanze di carnevale e andare a sciare. Il papà ha già organizzato il grosso, io devo solo occuparmi di cose come vestiti, cibo, lettino, gestione del piccolo…speriamo comunque in belle giornate bianche e “rilassanti”!
    A presto, Flavia

  5. Che bella idea la gita a sciare a sorpresa!!Ho riso e pianto dalla tenerezza leggendoti!Bravissimi!
    Ps. il favoloso mistero della pallina di lana nell’ombelico imperversa anche da noi, Franz. Ci dedicheranno una puntata di Voyager prima o poi!

  6. Quando ero alle elementari, terza o quarta direi, uscivo ogni giorno alle 16. Un giorno mia mamma mi venne a prendere subito dopo pranzo, dicendo alla maestra che doveva portarmi dal dentista (non che fossi felice, ma saltavo pur sempre un pezzo di scuola..). Quando arrivammo alla macchina, invece, trovai che ci aspettavano i mie fratelli ed un’amica della mamma: era un pomergggio autunnale soleggiato e colorato ed eravamo diretti, in realtà, a raccoglliere castagne con annessa merenda nel prato. Non esagero quando dico che questo è uno dei ricordi più belli della mia infanzia. I Pupi, ovvio, non manterranno tutte le promesse che ti hanno fatto sull’onda dell’entusiasmo, ma mai si dimenticheranno questa giornata fuori dall’ordinario insieme a te. L.

    1. bello. grazie per questo dolce ricordo. comunque io adoro le sorprese e finché campo continuerò a farne a chi mi sta attorno. per me ne vorrei di più (di quante ne riceva attualmente) ma nella vita tutto non si può avere. diciamo che conto soprattutto sui miei figli quando cresceranno…

  7. Brava Paola, anche io adoro le sorprese e cerco di farne il più spesso possibile, soprattutto ai bambini, che ricambiano a modo loro, per es. incartandomi uno dei loro giocattoli :”Mamma, ho una sorpresa per te!”. Ti confesso che, letto il titolo del post, temevo parlassi di una strana malattia esantematica, o di quelle “nuove” stranezze tipo maniboccapiedi o simili. Ho riso tantissimo all’idea dei Pupi che ci credono davvero, ed anche io ho pensato alla Cotonella del consorte. Noi abbiamo notato un incremento di batuffolo nei mesi invernali, lana misto peli, sicchè deriva quasi sicuramente dalla lanetta della maglia della salute (cotone fuori, lana dentro) che sua madre gli compra pensando lo preservi da qualsiasi infreddatura, che lei chiama pleurite per antonomasia. D’estate infatti non ce n’è traccia, perchè porta solo la maglietta…

  8. mio fratello dice sempre: “ne ha salvati più la maglia della salute che la vaccinazione antipolio”. Mike Delfino però è un Uomo Vero e mai la metterebbe.

  9. Ricordo che un giorno, andavo alle elementari, i miei erano venuti a prendermi a scuola per partire per la montagna. Mia mamma era salita in classe (premetto: scuola Montessori molto piccola, così forse ha più senso) con addosso la tuta da sci. Io mi ero sentita fichissima e i miei compagni mi avevano invidiata tanto.

    Ciò detto: se il prossimo mercoledì sciistico mi faccio trovare davanti alla suola dei pupi, mi portate?
    Di mio, posso fingermi produttrice di pallini rossi – che come sai, i ricci qui non mancano.

  10. che meraviglia! mi hai fatto ricordare che mio fratello da piccolo aveva i pallini verdi dei piedi, ossia dei calzini, e i miei genitori ridevano tantissimo :-)

  11. meraviglia, Paule, commossa, divertita, poichè conosco i tuoi bellissimi ratti e immagino la loro stupefatta sorpresa, e ti sono ancora una volta grata per questo regalo che dona sorriso e leggerezza alla mia giornata.

  12. awwwwww che gioia, le sorprese !!!
    devo ricordarmi di farne di più.
    e le maestre… si attacchino. se i genitori lavorano, è perchè lavorano troppo. se si prendono un giorno di pausa, è perchè screanzati strappano i loro virgulti alla giusta educazione. maestra acidella: vàciapàiratt – tanto per stare in tema.

    PS: da noi il cotone ombelicale è 4 stagioni, in abbinamento alla maglietta. credo che sia figlio di una combinazione tra frizione dei peli contro il tessuto e ombelico cavo, che raccoglie la produzione.

    1. Le maestre non possono lasciare la scuola nemmeno per un giorno, non possono prendere ferie o permessi per andare a sciare di mercoledì, pensateci..a voi non girerebbero le balle? Ma forse è meglio, tanto con lo stipendio che hanno non potrebbero nemmeno permettersela, una giornata sugli sci!

    2. Ma che discorso è? Siccome io non posso, devo essere gelosa di chi puo’ prendersi le vacanze infrasettimanali? I maestri (e parlo con cognizione di causa, visto che i miei genitori lo sono entrambi) hanno tanti altri vantaggi, la possibilità di stare insieme ai loro figli molto piu’ tempo, le vacanze estive.. Il lavoro perfetto non esiste ma “farsi girare le balle” perchè io non posso andare a sciare di mercoledi e gli altri si, mi pare un discorso da prima elementare!! (per rimanere in tema!)

    3. le maestre hanno figli e ai loro bambini non possono offire blitz montanari o altro, prova a vederla così e capirai cosa intendo

    4. Si, però la domenica li portano in giro al ristorante, al centro commerciale, o a sciare e quelli che lavorano anche la domenica cosa dovrebbero dire?

    5. ti ripeto che io e i miei due fratelli siamo cresciuti con due genitori maestri e, se non abbiamo potuto approfittare di blitz montanari, ci siamo goduti ogni anno due mesi di mamma e papà, e un genitore sempre a casa dalle 4 del pomeriggio. Ora che sono mamma anche io so che è stato un regalo preziosissimo! Quindi ben venga se gli altri genitori, che dovranno fare altre rinunce, compensino con vacanze improvvisate e fuori programma, se possono!!

    6. ma infatti, che discorso bizzarro che fai, @lavoriincorso. santo cielo, se avessi per esempio 23 giorni di ferie a natale, una settimana a pasqua, tutti i ponti che dio manda in terra e TUTTA l’estate a disposizione non avrei bisogno d’altro, credo…

  13. Anche io faccio qualche piccola sorpresa ai miei bimbi: domenica li abbiamo portati al cinema senza avvisarli prima ed è stato bellissimo!
    Forse perché a noi adulti si trasmette tutto il loro entusiasmo…
    E poi ogni tanto fare di un giorno di scuola un giorno speciale è segno di grande libertà mentale!

  14. Bellissima idea ma da figlia grande di gentiori divorziati non posso che complimentarmi con gli adulti per la serenità che trasmettete a tutti i figli, indipendentemente da chi siano stati generati. Mio padre dopo la separazione ha letteralmente calpestato le sue figlie. Perciò mi si apre il cuore a sapervi cosi. Bravi! Gi

  15. che spettacolo e splendida idea!!! e poi in settimana ti godi il sereno, la montagna, e poi la sorpresa per la Pupa e il Pupo! siete davvero stati bravi…

    anche noi lo scorso anno siamo andati a “bobbare” appena sopra Lecco, forse vicino a dove sei stata tu, che coscendo i posti potrebbe essere i Piani di Bobbio perfetto per i principianti e davvero vicino! Prima che io esploda o meglio che la mia pancia diventi enorme, ci prenderemo un giorno in settimana e andremo anche noi!!!
    buona settimana Ilaria

  16. Vorrei che i tuoi post non finiscano mai, li adoro e adoro un po’ anche te!!
    Mio marito si é appena svegliato chiedendomi perché rido (qui é mezzanotte) colpa tua e dei pallini rossi!!

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