Inserimenti. E sogni

La variante Slocovich
Quel che più temevo è infine accaduto. Nella mia già estremamente complessa scacchiera di incastri familiari si è inserita la temuta variante Slocovich, Stefano Slocovich essendo un mio adorabile oltreché, a detta di alcune persone, gnocc intelligente vicino di casa. A esser precisi è il mio vicino più vicino: il suo soggiorno-cucina è situato esattamente dietro il mio letto, dunque diciamo che quando prepara le uova strapazzate e io sto dormendo in genere sogno di essere dal parrucchiere, al lavatesta.
Chissà se mi pensi Quando non sogno di essere dal parrucchiere sogno di tornare piccola. Vorrei che qualcuno si prendesse cura di me, mi portasse in braccio, mi carezzasse la schiena fermandosi appena sopra il coccige per un grattino affettuoso.
Questo purtroppo non accade. Accade invece che di notte, a corrente alternata rispetto ai risvegli della Piccolissima, io abbia sentito ultimamente sinistri rumori provenire da casa Slocovich. Tonfi, misteriosi fruscii, rumori sordi. Come se qualcuno stesse facendo un trasloco, trascinando corpi inanimati o entrambe le cose assieme.
Se non ti addormenti Ho scritto perciò a S.S. alle 6 e 17 di ieri mattina una breve mail che aveva come oggetto «Voglio dormire». Poiché egli è notoriamente una persona squisita mi ha risposto quasi subito spiegandomi che, lavorando nel cinema, gli capita di dover essere sul set nottetempo. E questo già lo sapevo. Però nelle scorse notti insomma, gli dispiace tanto ma gli è successo di dover fare avanti indietro più volte, e certo ha sbagliato a tirare su e giù più volte le rumorose tende a rullo, e certo si era dimenticato che una porta blindata sbattuta alle 3.09 ha un impatto diverso da quello della stessa porta sbattuta all’orario palindromo delle 9.03, e non intendeva essere molesto ma insomma, a ripensarci gli è anche venuto in mente che a un certo punto «il gatto in effetti si è messo a correre e nel correre deve aver rovesciato alcuni sgabelli». Quest’ultima notazione mi ha fatto molto ridere.
E quante pecore conti Alla mia fatica solita si aggiunge insomma la scarsità assoluta di sonno. Anche dando per scontato che S.S. smetta di scagliare gatti contro gli sgabelli, la Piccolissima ha cominciato il nido e di notte pretende di ciucciare ogni ora come se avesse due giorni di vita, mi si dice «per rinsaldare il rapporto con la madre». Se poi anziché allattarla tento di riaddormentarla col ciuccio sbatte le braccia tipo pale di mulino a vento e poi soffia a volume altissimo,  fffff! fffff!, per rendere evidente il suo disappunto.
Chissà se mi cerchi Sto nel frattempo completando l’inserimento più lungo della storia: l’orario della Piccolissima viene prolungato di quindici minuti al giorno, mi si dice «perché il progresso, seppur lento, sia costante e stabile». E così nelle ultime settimane ho trascorso intere giornate a portare e prendere bambini a scuola, giacché, in tre che sono, le loro entrate e uscite avvengono a sei orari diversi.
Se mi vuoi lì vicino In concomitanza con la variante Slocovich è però avvenuta una cosa emozionante. Ricorderete, perché vi ho fracass tenuto informati, che il Pupo durante l’ultimo anno si è svegliato dalle tre alle cinque volte per notte – chiamandoci di continuo e portandoci vicini all’esaurimento – e ha dormito perennemente avvinghiato a sua sorella maggiore. «Ho paura di E.T.» era la sua frase ricorrente. Ed era evidente eccome, che avesse delle preoccupazioni.
Ebbene, dal primo giorno di prima elementare ha cominciato una nuova vita. Mi sono commossa l’altra notte vedendolo sdraiato nel suo letto, l’aria serena, abbandonato e immobile come dev’essere un bambino che dorme, distante mezzo metro dalla Pupa. Da una settimana a questa parte non ci chiama più. «La mia maestra è bravissima», mi ha detto oggi tornato da scuola, e ha sorriso. Allora ho pensato che è proprio vero che le cose, tutte, fanno paura quando sono lontane. Poi ci arrivi vicino e scopri che puoi girarci attorno. O scalarle fino in cima a un passo che è solo il tuo, e finalmente scendere, con sollievo, dall’altra parte.

Soundtrack: Chissà se mi pensi (ma quant’era bella questa canzone?)

40 commenti su “Inserimenti. E sogni

  1. Finalmente sei tornata!cominciavo a preoccuparmi,ho scopero il tuo blog da un mesetto ma oramai mi sembra di conoscervi tutti!!forza paola,vedrai che anche la Piccolissima tra poco troverá il suo equilibrio e tu ritroverai un po’ di meritato sonno!!!con le tue ultime righe vado serena a rimboccare le coperte alla mia piccola di un anno e mi coccolo la panciona(dimora del piccolissimissimo!) 😉 notte e tante buone cose a te!

    1. In genere dorme fortunatamente ma in questo periodo siamo alle prese coi denti..le sta spuntando una “mastichiera”da coccodrillo!!uno dietro all’altro e ultimamente piú che dormire facciamo dei pisolini sulla sedia in camera sua(io sono terrorizzata dal mettere i piccoli nel lettone..piuttosto dormo in piedi come i cavalli..anche se poi ogni mattina maledico tutta questa determinazione notturna!!ma passerá!ci conviene pensare positivo come il jova!! 😉 baci e buonagiornata x domani!

    2. ahahah facevo anche io come te ma al terzo figlio sono crollata! la piccolissima me la prendo spesso nel lettone, sigh. però tu fai bene a resistere soprattutto visto che tra breve ne arriverà un altro…

  2. Paola, con SS e il pupo drive hai vinto l’oscar della pazienza! E della tenacia.
    Vero, l’attesa crea ansia a volontà.
    L’inserimento eterno al nido e’ la moda del momento. Mah.

  3. Bravo Pupo! C’è chi si preoccupa preventivamente e chi invece si preoccupa solo quando entra in un nuovo stato.
    Mio figlio l’anno scorso, dopo l’inizio della scuola , ha bagnato il letto per due settimane più o meno tutte le notti.
    A proposito di insonnia: io ho dormito due settimane sul divano perché il mio vecchio materasso mi aveva fatto venire l’asma che non mi faceva più dormire.
    Non ho preso la melatonina come mi avevi suggerito perché in realtà una volta trasferitami sul divano, riuscivo a dormire benissimo, anche se non vedevo l’ora di tornare a dormire nel mio letto per non sentirmi più un’ospite in casa mia. Ieri è arrivato il materasso nuovo. Finalmente sono tornata a dormire nel mio letto … Mi sono svegliata mille volte, un po’ perché faccio fatica ad abituarmi a materassi e cuscini nuovi, un po’ perché nel cuore della notte è arrivato mio figlio che voleva provare anche lui l’ebbrezza del nuovo materasso…
    Ma la cosa più sorprente e l’unica forse veramente degna di nota di tutta questa spataffiata è che nelle pause tra un risveglio e l’altro ho sognato anch’io che ero dalla parrucchiera!!! 

  4. Ora che il grande è in prima elementare finalmente siamo fuori dal girone infernale dell’inserimento!
    Il piccolo dal canto suo si ribella al terzo anno di asilo nido (Mamma io no picco, io no bebè, io gande: io no asilo, io MARE!). E così ha ripreso a fare pipì dove capita, ma passerà…

  5. Non so che tipo di premio/riconoscimento/plauso devono darti, ma qui da Londra coi tuoi post si attivano i canali lacrimali. In maniera vivace.

  6. A proposito di risvegli notturni, il Sonte è già da un po’ che arriva nel lettone verso le 4, io attendo che un po che si riaddormenti e poi lo porto nel suo lettino, e se va bene dorme fino al mattino dopo; Leone detto il nudista, perché al mare tutti conoscevo la rotondità delle sue chiappette e perché per far pipì e qualsiasi cosa arrivi dall’ombelico in giù deve spogliarsi della parte sotto, togliersi calzoncini, mutande, calze e scarpine e se per la prima settimana di asilo era andato tutto bene ora ha iniziato a farlo anche li, ha preso oramai ad agitarsi tra le 5.31 e 5.34, circa un’ora prima che suoni la mia sveglia, e poi per me non è facile riprendere sonno.
    Per l’attaccamento tetta della piccolissima anche i miei due lo hanno sempre fatto, è vero che sente la tua mancanza e la tetta di notte le da il sollievo che di giorno le manca.
    per i risvegli notturni comunque i bambini lo sentono che siamo nervosi e in questi periodo noi lo siamo parecchio, se prima la causa era solo una ora sono diventate due e non di poca importanza e loro poveri piccoli ne risentono…

    un abbraccio solidale

  7. Uno di questi giorni, giuro, mi apposto alla finestra dell’ufficio per vedere la testolina del pupo durante la ricreazione in cortile. Bello lui!
    (che così poi riusciremo a prenderci il famoso caffè)

    Quanto all’inserimento al nido della Piccolissima, lo scorso anno a me e alle altre trepidanti mamme le educatrici fecero non troppo velatamente capire che l’inserimento serve più per le mamme che per i pupi. E’ così anche al terzo round?

    Un abbraccio, specialmente ai gatti lanciati contro gli sgabelli.

    1. ehi chiara l! dalla prossima settimana i bambini fanno orari più simili (tra loro) e riusciremo a prendere un caffè. quanto all’inserimento: sì, è così anche al terzo round nonostante io desideri lanciare la piccolissima dentro il nido come un gatto contro gli sgabelli.

  8. Adoro questa canzone….
    Noi sul fronte notturno non abbiamo più problemi con i figli – abbi fede, prima o poi succede.

    Velo pietoso, anzi meglio un piumone, sul complicato intreccio di orari tra scuole e allenamenti, tutto moltiplicato per tre.

    Accetto scommesse su quando mi dimenticherò di ritirare qualche figlio in palestra o all’uscita di scuola.
    PS: anche io ho un vicino rumoroso, ma non figo; è solo un rompiballe!!

  9. Conosco uno Slocovich!! Chiedigli se suo papa’ si chiama Piero. Ci cantavo alla chiesa di San Carlo in Corso anni e anni fa. I suoi figli erano per l’appunto molto interessanti.

  10. Ciao Paola, visto che questo è un blog ad uso e consumo per le mamme, stamattina ho letto la tua riflessione finale ad una mamma, la mia, che con gli occhi lucidi sta silenziosamente soffrendo per l’imminente partenza di mio fratello. Io dopo 16 anni di lontananza per scelte di vita, studio e amore 3 anni fa sono tornata a Casa, piena di pensieri nuovi e con la mia nuova famiglia che volevo crescere al meglio sfruttando le mie radici. Oggi mio fratello ritorna, stavolta con moglie e figlio, al nord da dove era tornato dopo l’università. Lui va alla ricerca del “bello” e di una città migliore per la sua famiglia. Per la mia mamma si tratta solo di un figlio che va via un’altra volta e di un nipote che non crescerà in famiglia. La tua immagine della scalata e soprattutto della discesa, l’ha fatta sorridere e magari le ha prefigurato a cosa serviranno gli sforzi dei prossimi giorni.Per questo volevo ringraziarti per la pertinenza involontaria delle tue riflessioni. Un bacio, Valentina didó.

  11. Ciao Paola, sono mesi che ti seguo in silenzio…da quando per caso cercando una soluzione si continui “risvegli notturni” della mia piccola Giorgia (8 mesi appena compiuti) mi sono imbattuta nel tuo sito…sei stata l’antidoto alla depressione post parto latente di una mamma che purtroppo è da sola a crescere una bimba meravigliosa ma difficile…che non dorme MAI è che soffre di reflusso patologico…però un piccolo consiglio forse questa volta posso darlo io a te….con noi ha funzionato! Invece di alzarti tu x allattarla x 2/3 giorni deve andare qualcun’altro come mike delfino o tua mamma…se vai tu sente il tuo odore e vuole ciucciare! Invece così si abitua a non farlo senza troppi problemi, magari con il ciuccio se lo prende…e dopo 4 giorni anche se ti alzi tu non cerca più di mangiarti viva! Con noi ha funzionato…tentar non nuoce…
    Un grazie x le risate e le lacrime che sei riuscita a strapparmi in questi mesi!

    Francy

  12. Avevo provato anche io è funzionava…ovviamente piangeva ma ogni giorno meno e mi sono accorta che dormiva meglio anche lei…poi abbiamo dovuto interrompere per via del reflusso perché piangere sdraiata la fa stare peggio ma questa è un’altra storia…tieni duro!!!lo fai per il suo bene (anche!)

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