Indirizzi sbagliati

A volte pensi che. E invece poi
Mi scuso con i lettori per aver rimosso il post precedente – quello sulla scuola del Pupo – ma il tema è delicato, oltre che in continua evoluzione. Stamani una maestra allarmata ha fermato Mike Delfino – noi è da inizio settimana che chiediamo un colloquio – per dirgli che avevano bisogno di parlarci urgentemente. Mi sono scapicollata da loro e ci sono rimasta un’ora. Loro sono sconvolte perché qualche buontempone è andato a spifferare che noi stavamo “indagando” su di loro. Ho risposto che noi siamo sconvolti perché qualcuno è venuto a raccontarci cose non belle su come gestiscono i bambini. All’inizio è stato tutto un ping-pong di “Siamo sconvolte”, “No, noi siamo sconvolti”, poi abbiamo cominciato a parlarci davvero e a capire di più. Non entro qui nei dettagli, mi prendo ancora del tempo, ma in estrema sintesi questa vicenda mi ha ricordato che contestualizzare è importante. Anzi fondamentale.
Per esempio venendo al lavoro, quand’ero già sul tram, mi sono accorta che Mike Delfino mi aveva elegantemente sfilato dal portafoglio il carnet di biglietti, senza avvisarmi. Tempo due fermate e c’erano già i controllori, “Prego: 51 euro e 50 se paga entro 60 giorni”, mi ha detto con un mezzo ghigno uno di loro, al che gli ho risposto: “Prego di che? E io cosa dovrei fare, dirle grazie?”. Be’, lui se n’è rimasto zitto. Questo mi ha consolato, assieme al fatto che sul verbale il tizio ha scritto un indirizzo clamorosamente sbagliato. La parte teenager di me sogna che per questo motivo la multa, a casa, non arrivi mai. La mia parte razionale ripete come un mantra: nella vita ci sono cose molto più gravi, ricordati di contestualizzare.
Una sera, un paio di settimane fa, sono stata anche raggirata su internet da un gruppo di criminali che gestiscono una società chiamata Italia Programmi. Volevo guardare in streaming una puntata di Casalinghe disperate e mi hanno mandato su un sito dove si diceva: scarica Adobe Acrobat Reader gratuitamente per vedere il telefilm. Come una polla ho compilato diligentemente il modulo in cui non si faceva alcun riferimento a denaro, poi ho cominciato ricevere email da questi signori che pretendono di avere da me 8 euro al mese, pagamento in anticipo, per due anni. Ho scoperto che 4.000 persone si sono rivolte all’Aduc per denunciare la truffa e che la Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta. All’inizio ci sono rimasta malissimo, poi ho aperto la fattura con la richiesta di soldi che mi hanno mandato e mi sono messa a ridere. In un impeto di creatività quella sera sul modulo avevo scritto, letteralmente: Paola Maraone, via Sassssaaa 111, 21212 Roma. Mi mandassero pure raccomandate con ingiunzioni di pagamento a quell’indirizzo, e vediamo chi gli risponde.

14 commenti su “Indirizzi sbagliati

  1. Caspiterina! Mi hai ricordato di quella volta, quindicenne, che ho “bigiato” e mi sono beccata la multa. Dura spiegare a mia madre che ci facessi nei pressi del parco a quell’ora!

  2. non sai quante volte mi devo trattenere dal denunciare fatti “poco eleganti” nel mio blog (in realtà qualche volta l’ho anche fatto ma non sono conosciuta quanto te).
    Purtroppo spesso mi trovo a ragionare da avvocato e, siccome conosco e vedo ogni giorno le conseguenze legali che possono derivare da quello che si scrive, sono portata a limitarmi nella stesura dei miei racconti (mio malgrado).
    Insomma, è una maledetta deformazione professionale.

  3. Ciao Paola,la stessa cosa e’ successa anche a me,con lo stesso sito.
    Mi sono vista recapitare una mail con un pagamento anticipato di un anno,dove scrivevano che dato che nei 10 giorni successivi alla mia presunta iscrizione non avevo recessato(si puo’ dire?)avrei dovuto pagare l’abbonamento annuale.
    Ora,a parte che erano passati solo e dico solo 2 giorni dalla presunta iscrizione,ma quando ho tentato di inviare una mail di protesta al suddetto indirizzo da loro menzionato,casualmente l’indirizzo non esisteva.E quindi che famo? mi rivolgo anch’io
    all’Aduc o faccio cadere tutto nel dimenticatoio tanto non paghero’ mai?

  4. @mammatogata, come ti capisco…
    @rosetta, se tu digiti su google “perché non pagare italia programmi” troverai centinaia di risultati. magari leggi per farti un’idea; per farla breve, se non paghi non succede niente perché questi sono stati denunciati da talmente tante persone che non credo proprio possano sperare alcunché. se non vanno in galera è già tanto…

  5. Quando andavo alle superiori mia mamma mi dava i aoldi per l’ sbbibamento del pullman e io li spendevo per comprarmi orecchini o altre cavolate. Ogni tanto il controllore arrivava, io non avevo il biglietto e dicevo di non avere nemmeno i documenti. Quindi davo il nome della mia prof di scienze, un indirizzo a caso e un nmero di telefono a caso.
    Beh, posso dirti? Mi hanno beccata!!! Perché una volta o due ho lasciato, in un momento di mancanza di fantasia, il mo vecchio numero di telefono. Quindi hanno chiamato a casa trovando quello nuovo e mia madre ha dovuto pagare 2/3 multe (le hanno fatto uno “sconto”).
    Non ti dico il putiferio che è successo a casa. Nonostante questo, penso che insegnerò a mio figlio (se mai dovesse vivere a milano) che è giusto pagare biglietti e abbonamenti, ma è anche molto antipatico farlo per l’ atm di milano. In quel caso gli insegnerò che ci sono momenti in cui si può usare la fantasia.

    Ciao :) paola

  6. eh ma l’asilo della pupa è un altro. e anche le maestre sono altre… io un giorno ho beccato dei controllori anche a torino, ero con mike delfino e ci han detto: dai, ve ne facciamo una in due, di multa, così non spendete troppo… (!)

  7. Ricordo ancora, da studentessa squattrinata a Padova, il giorno in cui sono comparsi negli autobus i nuovi cartelli intimidatori: un ometto in impermeabile e cappello, chino sotto un’enorme lente di ingrandimento con un sacco di occhi che lo guardavano..e sotto, il colpo di grazia, c’era scritto: “una piccola vergogna, chi è senza biglietto prima o poi viene scoperto!”…per un bel po’ di tempo ho timbrato il biglietto, poi ci si abitua a tutto :-)
    E comunque la ricordo ancora nitidamente, dopo vent’anni..

  8. Ciao Paola,
    credo che tu abbia fatto bene a togliere il post e che tu e Mike abbiate ragione a voler vederci chiaro sulla faccenda delle maestre. Ti posso assicurare che ci sono genitori molto peggiori. Sono nel CdA dell’asilo del mio criminale, e posso raccontarti questo: l’anno scorso, il presidente ha deciso di fare un investimento e aprire la Sezione Primavera. Ha individuato le aule, ha spostato la classe che c’era in quello spazio in un’altra aula libera (perfettamente, e sottolineo: *perfettamente* a norma) e ha semplicemente detto ai genitori che i figli avevano cambiato aula perché quella in cui erano prima aveva bisogno di parecchi interventi di manutenzione. I genitori non solo hanno mandato lettere di lamentela (all’asilo e all’amministrazione comunale) perché, a loro dire, l’aula nuova era meno luminosa della vecchia, ma hanno pure mandato i Carabinieri a fare una perquisizione perché secondo loro era una sciagura il fatto che la porta antipanico fosse di fianco alla porta della classe anziché all’interno.
    Sinceramente penso che il Presidente avrebbe dovuto dire fin dall’inizio del cambio di destinazione, ma soprattutto credo che molti genitori non abbiano niente da fare che rompere l’anima all’universo!

  9. devo rendere questo blog più evoluto. tipo che posso mettere dei “mi piace” ai commenti che mi entusiasmano, tipo quello di libraia virtuale. oh, non che gli altri non mi piacciano, intendiamoci. ma alcuni in particolare, come questo, contengono piccole grandi verità…

  10. ma com è che io mi sono beccata la multa e al ‘non ho i documenti’ mi hanno risposto ‘poco male, vieni con noi dai carabinieri’. Mi si è gelato il sangue -era ovviamente una bugia.

  11. Scusate, perché dovrebbe essere antipatico pagare un biglietto del tram?

    Indipendentemente dal fatto che sia per l’ATM, o altre sigle a caso (a me piace tantissimo, semplicemente per il nome, l’autolinea “Caronte”. Un giorno ci salirò apposta, noncurante della destinazione, foss’anche la lutulenta palude Stigia).

    Sia chiaro, non sono affatto un integralista. Ho provato ogni trucco a disposizione per riciclare per settimane lo stesso biglietto, ho sperperato i soldi del mensile-studenti pure io. E mi sono preso le mie multe – amen.

    Fate l’abbonamento e non ci pensate più.
    E chi si lamenta del caro-biglietti vada in una qualsiasi delle tanto citate (spesso a sproposito) capitali europee e si paghi una corsa singola su un mezzo qualunque.

    Non vale nemmeno: “E’ un servizio che non mi soddisfa, ritengo mio diritto non pagarlo”: equivale esattamente a dire “Stato del menga, le tasse io non le pago”.

    salut!
    m

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