Il bambino si è dimesso

Fin qui tutto bene, però
Sono giorni di transizione. Quasi fine gennaio, troppo tardi per stilare l’elenco dei buoni propositi per il nuovo anno, comunque per ora me la cavo: vado in piscina, continuo con le lezioni di francese, mi sono pure iscritta a yoga kundalini – un po’ troppo meditativo per i miei gusti, ma presenta l’indubbio vantaggio di essere a 70 metri da casa mia.
La maestra, dal canto suo, è la classica yogi circa-trentacinquenne che a un certo punto della sua vita ha visto la luce, diolabenedica. Vestiti chiari, capelli raccolti in cima alla testa in una crocchia stretta stretta, se li portassi così dopo cinque minuti mi esploderebbe il cervello ma a lei pare non dia nessun fastidio; una volta a lezione abbiamo assunto una posizione tipo candela, e qualcuno che vi giuro non sono io ha fatto una sonora puzzetta, forse lei stessa, a me è venuto da ridere e soprattutto mi sono venute in mente le performance del Pupo, 3 anni, in famiglia anche noto come “lo Sgasatore”; ancor più ho sghignazzato senza farmi vedere quando lei ha cercato di dare una giustificazione teorica alla puzzetta dell’ignoto emettitore e ci ha invitato a “restare nel non-giudizio”, una di quelle frasi nonsense che amano tanto i maestri di yoga.
Quel che invece non mi diverte è la sua tendenza – nella mia esperienza, abbastanza tipica di chi fa questo mestiere – a psicoanalizzare le persone: “Paola, tu stai uccidendo il tuo femminile”, mi ha detto la prima volta che ci siamo incontrate.
(Io): “Prego?”
(Lei) “Cioè, guarda che sei tutta inclinata a destra.”
“In che senso, scusa?”
“Ti ho visto quando sei entrata, tieni la testa e il collo sulla destra. Accade perché stai privilegiando il maschile, il lato razionale, della programmazione, a scapito del femminile: la creatività, la forza dell’immaginazione, ciò che irrompe ed è irrazionale”.
“Nuu, secondo me è perché porto i bambini in braccio sempre sul lato destro. In più stasera prima di venire qui abbiamo fatto come i bulgari del circo, io li sollevavo e me li mettevo sulle spalle e mi sono un po’ incriccata e…”
“Ti assicuro che il tuo maschile si sta mangiando il tuo femminile”.
“E allora gnam. C’avrai ragione tu”.
Pisapia e i pupazzi di neve
I bambini sono molto seccati perché quest’inverno, a Milano, ancora non si è visto un fiocco di neve. Mi ha detto l’altro giorno la Pupa: “Eppure ho letto” (? non si sa dove, ndr) “che Pisapia ha promesso che sabato nevicherà”.
(Io): “Davvero, Pupa?”
“Sì. E se lo dice lui dobbiamo crederci. Che poi, anche Pisapia ha bisogno di rilassarsi. Sai cosa fa Pisapia quando nevica?”
“No, Pupa.”
“Un pupazzo di neve a forma di sindaco. Credo”.
Ecco, a me è quel “credo” finale che mi ha fatto impazzire.
All’asilo del Pupo, nel frattempo
Mike Delfino fa parte della commissione mensa. Va a scuola e periodicamente assaggia quel che mangiano i bimbi, vestito con camice e cappellino, e compila complicati report assieme ad un cospicuo numero di altri genitori. Secondo me in molti vogliono far parte della commissione mensa perché a) poter dire “faccio parte di una commissione” è sempre fico e b) in fondo si mangia gratis e c) la commissione è un luogo privilegiato da cui assistere a scambi costruttivi tipo “i ceci serviti ai bambini avevano la pellicina” (scandalo) o “il pane è insipido ma l’intento è proprio quello di somministrare ai bambini poco sale” e ancora “Pisapia” (sempre lui!) “ha giurato che dall’anno prossimo metterà le teglie in acciaio”.
La commissione mensa fa anche riunioni periodiche con la dirigente scolastica, la quale l’altroieri se n’è uscita con una notizia bomba: il bambino violento della classe del Pupo, quello che scagliava oggetti e rovesciava cibo bollente sui compagni e trasformava le maestre da personcine dolci in donne mediamente isteriche, si è dimesso.
Mi ha colpito la scelta semantica: che la dirigente abbia detto proprio si è dimesso e non si è ritirato. Mi fa effetto parlare di un bambino di 4 anni come dell’amministratore delegato di un’azienda. Mi fa ancora più effetto che se ne sia andato, comunque. Nelle parole della dirigente “la decisione fa seguito a numerosi colloqui tra me e la madre del bambino, a seguito dei quali la madre stessa ha capito di dover investire del tempo di qualità con suo figlio per tentare di migliorare la sua modalità di relazione col mondo”. Che vuol dire, scusate? Che farà questo bambino per i prossimi due anni? Come arriverà alle elementari? Se nessuno si è curato di lui fin qui, è realistico credere che sua madre prenda il diploma Montessori (peraltro in cinese) e diventi di botto la miglior educatrice di suo figlio?
Sono profondamente indecisa. Da un lato il sollievo perché ora la classe del Pupo è un’oasi di pace&amore che neanche i Figli dei Fiori, dall’altro un senso di vago fallimento che non riesco a scrollarmi di dosso. “Non sei contenta?” mi ha chiesto la mamma di un compagno del Pupo. “Con tutto il casino che abbiamo messo in piedi prima di Natale, tutte le perplessità espresse, e i colloqui, e la richiesta di un’insegnante di sostegno… In questo modo la cosa si è risolta molto più in fretta”. “Non so se sono contenta”, ho risposto, ed è vero. Voi che ne pensate?

35 commenti su “Il bambino si è dimesso

  1. Scusa, ma sono stesa a sulla scrivania con le lacrime che non so se sono disperazione o divertimento, mentre penso da una parte ai vostri ceci non spellati, dall’altra alla dirigente dell’asilo inglese dove stiamo disperatamente cercando di fare entrare la Porpi che ci ha detto che il loro era un meno sano e organic. Contemplava fish&Chips, Thai Beef, Chili Chicken e Cheese Maccaroni.

  2. diavolo, come sempre è una questione di punti di vista. comunque qui la gente sta uscendo di testa sull’argomento “food”, cioè la cosa ci sta un po’ prendendo la mano. per dire: credo che nelle scuole milanesi le famiglie possano scegliere tra, tipo, 40 menù diversi a seconda delle convinzioni etiche-religiose-eccetera.

  3. Sono d’accordo con Laura, ma purtroppo come mamma posso capire che tranquillità… :(
    Non sapevo delle comissioni mensa! Da noi non credo che esistano, ci inviano il menu ogni trimestre e basta!

  4. Per il bimbo sicuramente no, anche perchè i problemi per lui sono solo rimandati alle elementari dove non si potrà “dimettere”. Ma davvero hanno usato “dimettere”?
    Per la mensa invece secondo me a volte le mamme sono un po’ troppo esagerate, io alla prima riunione (e l’ultima…) del nido di mia figlia ho sentito una mamma (che di lavoro fa la nutrizionista) dire questa frase:”ma vi rendete conto che i nostri bambini mangiano legumi e patate 3 volte la settimana???” eeeehhh… manco fosse pane e salame o fish&chips come nella scuola londinese di wonder!

  5. proprio così, mela, “dimettere”. “il bimbo si è dimesso”, come se fosse stata una sua iniziativa.
    @murasaki, il punto è che non lo so.
    sulla commissione mensa: sì, confermo, ci sono in giro molti impallinati…

  6. Azz… ora mi sto autoanalizzando e temo che anche io prediligo il lato maschile e pratico! da domani cercherò di flettere a sinistra! 😀

    1. Scusa, non ho scritto ma sottointendevo che condivido la tua perlessità sulla scelta di ritirare un bimbo dalla scuola. Anche la dirigente scolastica avrebbe dovuto trovare un’alternativa insieme alla famiglia…..mah

  7. Secondo me la scuola ha fallito…mettetela come volete, dimissioni, ritiro o altro, ma la scuola, soprattutto se pubblica, doveva fare un lavoro serio con la famiglia, magari segnalando il bambino ai servizi sociali, ma non lasciando che la madre investisse “del tempo di qualità”, che equivale a dire “arrangiati”. Anche noi l’anno scorso avevamo un bambino un po’ problematico (forse dovuto anche al fatto che era arrivato solo per l’ultimo anno, da un’altra materna), ma le nostre sante insegnanti non si sono mai sognate di consigliare di tenerlo a casa. Riferivano spesso alla madre dei comportamenti non corretti, ma ci hanno lavorato, e a fine anno aveva comunque imparato le regole e i comportamenti corretti. penso che pochi mesi non siano sufficienti..
    Per quanto riguarda la mensa…sono andata ad una riunione ed ho assistito a scene ridicole, tipo la solita mamma superbiologica che chiedeva se nel budino che danno ai bambini (circa una volta al mese) c’era anche un tal addensante (che ovviamente ho cancellato dalla mia memoria)…
    Tenete presente che la nostra mensa è veramente ottima, non è biologica ma prediligono verdura e frutta di stagione, piatti tipici, non usano soffritti, panna, fritti..
    Sabina

    1. dal punto di vista educativo, l’abbandono scolastico da parte di quel bambino è una grave perdita. che poi le mamme siano sollevate, è umano..piuttosto, andava affiancato da un’insegnante di sostegno!
      l’idea di affidarlo a “tempo di qualità” con la madre è da incompetenti: tutti sanno che i bambini problematici spesso sono tali proprio perchè è la famiglia ad avere qualcosa da risolvere nelle sue dinamiche.

      @Paola. ma proprio tu, pendere a destra, mi sembra estremamente improbabile!! se l’avesse detto a me mi sarei offesa. Non amo quel tipo di invadenza! pensasse per sè..

    2. Non vorrei fare un commento sgradito ma non ricordo dove ho letto (magari ricordo pure male) che solitamente le mamme tengono i bimbi sul lato sinistro perchè mettono in relazione l’occhio destro, col quale riescono ad avere una miglior visione del bambino, con l’emisfero destro, cioè quello dell’emotività… mentre gli uomini solitamente li portano sul fianco destro…per un periodo mi sono soffermata a vedere questo aspetto ed effettivamente quasi sempre era cosi…per cui forse la tua insegnante yoga non ha tutti i torti… cmq non ci vedo niente di male nel avere una parte predominante maschile…la noto spesso anche in me stessa…e al giorno d’oggi forse è necessaria per rimanere a galla nel mondo del lavoro…
      Trovo vergognoso che a un bambino venga tolta un’occasione cosi importante, come è l’asilo, per imparare a relazionarsi con gli altri…sbaglierà pure ma non è un buon motivo per togliergli la possibilità di imparare e migliorarsi…
      Agatabianca

  8. ma infatti guarda, Sabina, a me è caduta la mascella. Ora vorrei riprendere il discorso anche se questo bambino ormai è chiaro che non tornerà più. Tra l’altro le maestre non hanno detto niente ai bambini – e che possono dire, del resto? E il Pupo spesso mi cita il desaparecido dandosi da solo questa spiegazione: “secondo me ha una grande malattia”. poverino…

  9. Anche in classe di Francesca (3 anni) c’è un bambino difficile che nel gioco alza spesso le mani sugli altri ed è un po’ irruento (forse anche perchè ha 5 anni ma ne dimostra 10). Tutte le mamme erano inviperite e dopo solleciti, riunioni, lettere alla dirigente, mamme che hanno costretto i figli a cambiare classe o addirittura scuola, alla fine hanno ottenuto una insegnante di sostegno, ed ora le cose sono nettamente migliorate (o almeno così dicono, perchè io sinceramente questa situazione così allarmante non la avevo percepita, ma forse sono stata solo fortunata che Francesca non fosse mai stata un bersaglio).
    La cosa però che più mi incuriosito è che mentre tutte le mamme erano inferocite contro il bambino, millantando apocalissi se fosse riamsto nella classe, gli altri bimbi sul punto erano molto neutri.
    Francesca ad esempio mi dice sempre che la maestra è cattiva perchè lo sgrida sempre e gli alza la voce. Sarà che mia figlia è sindacalista per natura, ma mi sono chiesta se l’ansia delle madri poi non influisce troppo negativamente sulla situazione, portando poi a soluzioni estreme come quella del bambino dimesso

  10. Sull’insegnante di yoga hai proprio ragione, anche la mia era così..però un po’troppo invadente con i suoi giudizi..e io sono troppo permalosa e riservata per accettarlo, così ora faccio yoga da sola!:)
    Sul bimbo che si è ritirato, pardon, dimesso, mi è venuta una forte tristezza, nel pensare che si creda che un bambino di 3 anni sono sia recuperabile, e che venga vissuto come un problema da “spostare”..che tristezza..Francesca

  11. Anche secondo me la scuola ha fallito! Scusate, ma che soluzione è togliere il bambino?!? O meglio, alla fine – secondo me – hanno convinto la madre a ritirarlo per non avere problemi con gli altri genitori. Il punto è che così il problema non è risolto affatto, è solamente “spostato” da qualche altra parte. Mi hai fatto molto pensare quando hai detto “cosa farà nei prossimi due anni questo bimbo”… Non so, il mio comincia a settembre e ho mille paure ma anche mille aspettative. In più mi sento rassicurata dalle tue parole: il confronto civile è il modo migliore per approciarsi alle cose e anche tenere d’occhio la situazione come te e Mike è un’ottima cosa! Un abbraccio… Marix
    PS: complimenti scontati, ovviamente!

  12. accidenti. effettivamente non è una soluzione. cercherò di approfondire… ragazzi però che fatica (dico in generale), possibile che non ci sia niente di facile? mi colpisce poi molto la riflessione di Rob: i bambini in effetti sono più “neutri” degli insegnanti/degli adulti, e tendono a volersi bene senza pregiudizi…

    1. Anche io faccio parte della commissione mensa per le ragioni a), b) e c) (che goduria la c!). Nella nostra scuola il dibattito più agguerrito è sulle carote crude servite come contorno almeno una volta alla settimana e lasciate inevitabilmente nei piatti di tutti i bambini, a fine pasto. A dire il vero non ho ancora capito se provengono da coltivazioni di cellulosa, rigorosamente biologica però, o da una segheria ecocompatibile…!

  13. Dopo aver letto tutti i commenti, non posso che trovarmi d’accordo con le blogger che mi hanno preceduto. Il fallimento è della scuola, che non ha saputo indagare, comprendere cosa stava dietro al comportamento di questo bambino e fornirgli un’aiuto adeguato per superare il problema.Ricordo che in prima elementare avevamo un compagno di classe diciamo “difficile”, non riusciva a stare fermo e seduto, alzava le mani, ma per l’insegnante fu più facile convincere la madre a ritirarlo che trovare il modo di seguirlo come avrebbe dovuto. Ricordo la delusione per aver perso un compagno, che nonostante tutto era pure simpatico.

  14. Naturalmente non conosco la storia di questo bambino, certo è che se non si è riusciti a dargli un aiuto all’asilo, o consigliando l’appoggio a una struttura adeguata, come si pensa che miracolosamente questa mamma possa riuscire a cambiare le cose? E’ proprio triste…
    —-
    Invece la prima parte del post proprio tutta da ridere!! dalla maestra di yoga…a Pisapia!

  15. sullo yoga kundalini brrr, io sono stata a una lezione di prova e con tutta la buona fede dei soggetti coinvolti, mi è sembrata un po’ un insulto alla mia intelligenza e anche alla mia curiosità. io pratico meditazione laica in un contesto buddhista che al confronto è molto più limpido, senza fumosità niuage, e veramente utile. ma si sa, queste sono esperienze che coinvolgono un così alto tasso di investimento personale, da rendere difficile dire quale possa essere meglio. era solo per dire, che pure a me la lezione di prova mi ha lasciata tra una voglia di riderci su e una forte irritazione…sulla neve non mi esprimo, mentre capisco la frustrazione del bimbo che ha lasciato la classe. è capitato qualcosa di simile anche a noi e c’è chi appunto come noi, la sente come una piccola sconfitta…
    un bacio grande, comunque, e molto meditato!

  16. Le “oasi di pace e amore” mi lasciano fortemente perplessa. A scuola i nostri figli si incontrano e si scontrano con altri figli e crescono. “Eliminare” un elemento di disturbo giova solo al personale educativo. Quando poi la scelta del bambino di “dimettersi” (fa davvero ridere, dimettersi) è una scelta forzata mi viene da gridare mobbing o emarginazione o tante altre brutte parole che sono ancora più brutte se fanno riferimento ad un bambino. E l’accondiscendenza degli adulti verso questi episodi mi lascia sgomenta. Ma come dico spesso ” il mondo è bello perchè è AvariATo”!

  17. Anche noi abbiamo avuto un caso difficile a scuola gli é stato messo il sostegno e tre volte la settimana lui và ad un centro e una volta alla settimana ci vanno i genitori adesso dopo due anni le cose vanno molto meglio anche se molti dei risultati si sono visti da subito

  18. Che poi gli uomini sarebbero ‘sto campionario di razionalitààà? Mah, questa è tuuuutta da dimostrare!!!
    Che tristezza quel bambino lasciato ancora più solo con una madre che certo non gli fa ben (a 3 anni quale altro motivo può avere se non i genitori per essere così…)

  19. MAh… ste storie mi lasciano perplessa, a maggior ragione quando riguardano bimbi stranieri.Ma l’integrazione non si doveva fare anche attraverso gli immigrati di seconda generazione? e questo bimbo che senso di accoglienza avrà ricavato da tutto ciò?

  20. Anche nella classe del mio Tigro c’è un bambino simile e la cosa che mi fa tristezza è che i genitori anzichè preoccuparsi del perchè lui sia un piccolo teppista, semplicemente lo isolano dagli altri impedendogli di andare a tutte le occasioni che si presentano con i suoi amichetti e la cosa ancora più brutta è che lo portano all’asilo che è sempre il primo ad entrare e sempre l’ultimo ad uscire..io credo che un bambino problematico in questo senso si comporti da piccolo teppista per attirare l’attenzione dei genitori e di chi gli sta accanto…e non credo proprio che isolarlo sia la soluzione migliore…quindi penso che anche io, mi avessero fatto la domanda che hanno fatto a te, avrei dato la stessa medesima risposta. Anche io non saprei se sarei contenta se il bimbo venisse allontanato dalla scuola…

  21. ho letto solo ora questo post, tramite un link sul sito yummymmmy che è di una mia amica. Leggendolo sin dalle prime righe ho riso come una matta. Vorrei farti i complimenti per il tuo modo autoironico di commentare le vicissitudini dolci amare del quotidiano che poi è simile a molti di noi. Un abbraccio

  22. da insegnante, ti dico che la scuola ha sbagliato se ha chiesto/fatto pressioni affinché i genitori ritirassero i bambino.
    però so anche che alcuni genitori, di fronte a certe richieste (insegnante di sostegno, psicologo, ecc…) sono un vero muro di gomma.

    di certo, la scuola, se ritiene, può, anzi, deve (in quanto insegnanti e dirigenti sono pubblici ufficiali) segnalare il caso ai servizi sociali se sospetta violenza, abusi o comunque una situazione di degrado.

  23. Eccomi, il commento di prima doveva andare nell’altro post.
    Ora, ci tenevo a commentare qui però perché davvero non capisco: se la madre del bambino ha capito che doveva bla bla bla… vuol dire che qualcuno nei colloqui la dirigente l’ha convinta. E la dirigente che titolo ha di decidere che per quel bambino la cosa migliore è stare con la madre?

  24. Ciao Paola,i tuoi post esorcizzano molte delle le mie perplessità di mamma grazie alla tua entusiasmante ironia!!
    seguo sempre questo blog…racconti la quotidianità in modo spontaneo e divertente….sei forte!!
    per quanto riguarda l’ex compagno del pupo,la mia bimba più grande (seconda elem) è in classe con un bambino difficile, aggressivo con difficoltà a seguire le lezioni….le maestre hanno, più volte, tentato di parlare con la mamma di un eventuale sostegno ma lei si è sempre rifiutata categoricamente di accettare il problema.
    Parlando con gli insegnanti mi sono resa conto del disagio che vivono nel non poter, a volte, intervenire in modo adeguato,questo non significa che siano giustificate nel gettare la spugna e consigliare “le dimissioni” del bambino ma credo che a volte siano quasi costretti a prendere delle decisioni sgradevoli.
    Un abbraccio.

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