I bambini crescono

Quando sarai grande Ho avuto proprio oggi il privilegio raro di lavare il Pupo, sei anni e mezzo, nella vasca da bagno. Ormai da mesi non vuole farsi vedere nudo – certo, non ha problemi con le sue sorelle, occasionalmente si mostra a suo padre, ma mai a me – e si comporta come mi aspettavo avrebbe fatto da adolescente, cambiandosi chiuso in camera, sottraendosi agli abbracci troppo prolungati, voltando la testa dall’altra parte e offrendomi la nuca, o la fronte, quando voglio baciarlo. Succede anche a voi? Lui accetta che lo coccoli ma solo al buio, la sera prima di addormentarsi, quando l’oscurità fa lo sgambetto al pudore e permette a se stesso, per qualche minuto, di tornare a essere piccolo.

Ti svegli e c’è un mondo intero Questa sera invece era stanco, aveva le difese abbassate, immerso nella schiuma della vasca mi ha permesso di toccarlo. Così gli ho percorso con le mani la spina dorsale, gli ho massaggiato il collo, le spalle, ho carezzato piano il contorno dei nei che gli costellano la schiena, gli ho strofinato i capelli resistendo alla tentazione di affondarci il naso. Mi ha lasciato fare però a un certo punto è tornato vigile, mi ha detto mamma, lasciami, io avrei voluto rispondergli ma come, figliolo, ho appena cominciato, poi però ho fatto un passo indietro. L’ho lasciato.

Devi leggere tutti i libri che puoi La Pupa intanto a dieci anni cresce a suo modo a vista d’occhio; mescola, proprio come è giusto che sia, dolcezza e malgarbo, è immersa in un mondo di romanzi e fumetti, quando comincia qualcosa lo porta con sé ovunque – legge a letto, in bagno, in auto, a quanto pare con l’unico scopo di farsi venire il mal di testa e poi lamentarsi. Le dice il Pupo, che la vorrebbe con sé a giocare: «A leggere tutti quei libri ti ammalerai, a leggere troppo viene una malattia», oggi l’ho sentita rispondergli con aria definitiva: «Se una storia ti appassiona non ti ammala, ti guarisce». Lui subito le ha tirato un pugno, si sono strappati i capelli, li ho sgridati. Sono faticosi. Si scusano. «Siamo bruschi kaminoani, mamma», mi ripetono citando Guerre stellari. Dopo cinque minuti ricominciano.

Saprai perché Allora lo guardo dormire e penso, dimmi quando è stato esattamente, figlio, che ho smesso di conoscere ogni centimetro di te. Segnatamente mi chiedo quando ho smesso di frequentare con assiduità il confine tra la pelle del tuo collo e l’attaccatura della tua peluria bionda che sapeva di bambino, quando ho dimenticato la curvatura esatta delle tue vertebre cervicali, la circonferenza dei tuoi polsi, l’incavo dei tuoi gomiti. Quand’è arrivato il momento in cui le tue falangi da cicciotte si sono fatte lunghe, quando le gambe da storte ti si sono messe dritte, soprattutto com’è successo che la tua lingua fosse la sera prima buffa – e la mattina dopo, all’improvviso, affilata.

La fortuna di un amore, come lo so che può cambiare Nel vedermelo in braccio appena nato, qualcuno mi aveva promesso che sarebbe stato per sempre mio, perché così fanno i maschi, ti restano a lungo invischiati tra il seno e le gonne, dicono che crescendo nel distribuire schiaffi al mondo preservino tutta la dolcezza per la mamma. Non so per voi, ma per me le cose sono andate diversamente e mi accorgo che tornare indietro è impossibile, ed è semmai la mia Piccolissima, svoltata con grazia la boa dell’anno e mezzo, a farmi il piacere di dipendere, di appendersi, restarmi attaccata, permettermi di serbare ancora intatto nelle narici il suo odore, mentre quello del Pupo fatico a evocarlo e mi dispero. Salvo incontrarlo ogni tanto per caso e trasalire piacevolmente, colpita da qualcosa che all’inizio non riesco a mettere a fuoco, proprio come quando giri l’angolo di una strada e a sorpresa ti trovi in un posto incantevole che davvero, davvero, non ti aspettavi.

Soundtrack: Scrivendo questo post ho ascoltato, e ascoltato, e ascoltato ancora Quando sarai grande e La costruzione di un amore. Quest’ultima la trovo bellissima perché mi fa sempre essere un po’ triste e un po’ felice. Come mi dice la Pupa: sia triste sia felice, entrambe le cose assieme, senza rinunciare per un istante nemmeno a una delle due.

35 commenti su “I bambini crescono

    1. Ciao Paola!
      Ecco, leggere che non sono l’unica che fa fatica nei conti col tempo… mi conforta, anche se non risolve l’impotenza… Il mio grande ha l’età del tuo, e in più ha sempre preferito il papà: vedendolo schivo mi son detta “capisci che tuo figlio è cresciuto quando gli dai un bacio e lui si asciuga subito dopo” :-( Intanto anche la mia donnina cambia: trovo che tra i 4 e i 5 anni ci sia un salto pazzesco… http://www.pensierirotondi.com/una-piccola-donna-o-quasi/ Un bacio!!!

  1. Mi ritrovo in tante cose che scrivi Paola, anche se il mio grande (che ha l’età del tuo) si fa ancora coccolare e non ha problemi a mostrarsi nudo. Ma il momento più bello per me è la sera quando tutti e tre sdraiati sul letto posso finalmente stringergli la mano mentre racconto la storia della buonanotte. Il fratellino è girato dall’altra parte e per fortuna non vede. La gelosia tra i due e il loro contendersi le mie attenzioni è sfinente.
    E poi nel crescere ci sono dolcezze nuove, come vedere insieme E.T. e piangere di commozione nello stesso istante. Oppure ricevere suoi biglietti, tutti uguali: Mamma è molto bella!

    1. effettivamente mamma è molto bella… quanto a E.T, sai che mio figlio ne è stato terrorizzato per mesi? anche a me invece era sembrato, quand’ero bambina, commovente

  2. Tre figli maschi, tre caratteri differenti, tre fisicità che non s’azzeccano proprio.
    Il giorno in cui, nel chiamarli ho detto ‘ ragazzi ‘ e non più ‘bambini’ ecco….lì ho capito che sì, stanno diventando veramente grandi.
    E io ho l’immenso privilegio di poterli guardare mentre crescono.
    Se prima, per baciarli, mi dovevo chinare quasi fino a terra, adesso la mia schiena sta molto più dritta.
    Tra un pò mi sà che dovrò guardare all’insù alzandomi sulle punte.
    Tutto questo è meraviglioso, non trovi????

  3. voce fuori campo … dopo la lettura segue caragnata pazzesca …

    che brutto quando le coccole di sempre diventano all’improvviso inopportune e oltre che delusa ti senti un po’ scema ma devi abbozzare un sorriso e far finta di niente…

  4. Ho un bimbo ancora piccolo che ancora mi si perde tra gonna e seno…e in qualche modo tra poche ore ne metterò al mondo un altro. Non ho la lacrima facile: DI PIÙ!!! insomma il tuo post mi ha proprio commosso… come deve essere dura quando crescono…
    GRAZIE GRAZIE per l’ inconsapevole sostegno e soprattutto il buon che mi dà il tuo buonumore

  5. Ma vale anche tra papà e figlia? Perchè se è così significa che ho solo due anni e mezzo di coccole davanti a me, non i cinque/sei/sette/otto che mi aspettavo… AAARGH! Stasera doppia razione di bacetti al diavoletto biondo!

  6. Urca come hai reso bene questa sofferenza.
    Sembra parli di un amante perduto Paola, e non posso fare a meno di immaginare come reagiro’ quando sarà il mio turno.
    Questa sera annusero’ il mio bimbo un po’ di piu’.
    Bellissimo post!

    1. c’è in effetti, franz, molto di carnale, nel senso di viscerale e materico, nell’amore tra una madre e un figlio (o una figlia), specie considerando da dove i figli stessi provengono, o no?

      1. ma quanto hai ragione! è un po’ come avere un fidanzato che ti ama più di ogni altra cosa, sapendo che però prima o poi ti molla… anche se “resterete amici”!

  7. È da un po’ che mi ronzano nel cuore emozioni simili e mi sono un po’ commossa leggendo il post. Li guardo crescere, lei 2 appena compiuti, lui 6 da compiere tra poche settimane, e mi chiedo dove sono finiti quei cuccioli piccolissimi che erano. È un po’ mi mancano. Ma per fortuna sono ancora entrambi molto coccoloni e anche il mio duro quasi seienne ama accoccolarsi vicino a me e farsi sbaciucchiare. E io sbaciucchio a tutta manetta finchè non mi danno l’alt!

  8. Ma insomma io vengo a leggerti perché sicura che mi farai sorridere… e invece m hai fatto piangere!!! Co’ sto caldo non si fa! Avrai la mia disidratazione sulla coscienza 😛

  9. Mi sono davvero commossa, la mia piccola ne ha 4 e mezzo di anni, come piace sempre precisare a lei quando glielo chiedono… e’ sempre stata allergica alle coccole ma ora invece ha avuto un evoluzione e cerca sempre un contatto e una conferma… come si fosse accorta che sta crescendo. Questa mattina e’ voluta entrare nel seggiolino del carrello e a fatica, con non pochi avvertimenti da parte della mia cervicale un po’ infiammata, le ho detto ridendo: ” mamma mia Stella ormai sei gigante” e lei “mamma no, sono sempre io, sono ancora piccola” e mi ha fatto tenerezza… un bacione

  10. no no ti prego Paola, si può de-leggere qualcosa?
    non voglio sapere, non sono pronta, lasciatemi impreparata!
    come quando papà mi faceva fare le capriole sul lettone, lanciandomi per i piedi e facendomi rotolare… ero già lunga lunga, atterravo con la testa tra le gambe, le braccia disarticolate, sghignazzando sguaiatamente. poi, al momento di smettere, in un baleno ero lì ad ululare il mio disappunto come una forsennata, come se mi avessero scannato la bambola più bella, e lui intristito ogni volta mi ammoniva con un dito alzato “basta, ultima volta! se poi piangi così che senso ha?”
    il mio papà si sbagliava: gioia e dolore non si compensano esattamente, è un +1 e -1 che non fa mai zero.. soffrire per la fine di una gioia è una grazia preziosa, molto più desiderabile di non aver gioito mai.
    ma davvero sarebbe meglio che durasse per sempre?

    1. cara lia, non saprei per certo, ma probabilmente no, non sarebbe meglio che durasse per sempre perché le cose per essere intense e struggenti a quanto pare a un certo punto devono finire.
      e sì, hai ragione tu, e ha ragione anche la pupa, sulla gioia e dolore e tristezza e felicità – tutto assieme

  11. i miei figli sono ormai adulti ed io nonna; li ho avuti molto giovane, sono diventata nonna a 53 anni.
    I miei figli sono degli adulti meravigliosi – cuore di mamma vale sempre!_ ed è bello parlarsi, raccontarsi, concedersi una cena assieme in qualche trattoria del centro storico, incontrarsi per un aperitivo.
    E’ bello condividere le loro vite, perchè me ne fanno partecipe.
    Ma ci sono dei momenti, che arrivano tra capo e collo all’improvviso, in cui darei una parte di me per riprovare la sensazione delle loro manine cicciottelle strette nelle mie, per rivivere gli abbracci e le coccoline prima di dormire, quando Giulia voleva i grattini nella schiena e Tommaso mi diceva sei la più bella del mondo – e nessun uomo lo può dire con tanto amore – e Silvia mi abbracciava dicendomi ” come mi piace abbracciarti così forte”.E’ così. Le cose vanno sempre così. La meraviglia di tutto ciò che accade e che c’è da scoprire, la nostalgia dentro, magari in un angolo nascosto, di ciò che è stato.
    Emanuela

    1. cara emanuela, non sai come ti invidio per avere avuto i figli così giovane ed esser diventata nonna tanto presto. alla prossima vita vorrei farlo anch’io.

  12. No dai… Così presto?
    Non per deprimerti ma il mio piccolo ne ha quasi 13 e non ha problemi a farsi vedere nudo (da noi) col resto del mondo nemmeno a torso nudo però :-)
    E anche le femmine, che sono molto molto più grandi, che io ricordi hanno iniziato verso i 12 /11 anni ad avere pudore. Ma, se posso chiedere, voi adulti vi fate vedere nudi da loro?

  13. No, no e no. Non è detto. Il mio bambinone quindicenne si fa ancora baciare con garbo, carezzare con dignità, coccolare se siamo soli. Mi chiede grattini sulla schiena dicendo che gli prudono le punture di meduse e aggiunge sorridendo che è una scusa e in verità gli piace e basta.
    Se non ci sono i suoi amici accetta senza parere di camminare mano nella mano, mi guarda ancora cercando il pensiero condiviso, il capirci al volo, il gioco alle spalle di qualcun altro. Ogni tanto si ricorda di quando era bambino, si rifugia nel mio letto per confidenze e racconti, per farmi ascoltare la sua musica che non capisco ma sorrido, per leggermi un passo del libro che sta leggendo e poi mi dice quasi quasi dormo qua. Si spalma sul muro e dorme nel mio letto, con l’odore di lui che è a metà fra uomo e bimbo.
    Io sono discreta, capisco e non esagero, ma il bello è che è possibile ancora carezzargli la peluria bionda sul viso e sorridergli e vederlo sorridere di rimando. Penso sempre che magari è l’ultima volta, ma mi sorprende sempre offrendomene un’altra e un’altra ancora. Com’è bello e come fa bene al cuore.

    1. che bella cosa questa che hai scritto sulle ultime volte che poi non sono le ultime. un po’ come quando l’estate sta finendo e non ti aspetti più una bella giornata, e poi arriva

  14. Leggendoti e leggendo mi sn ovviamente commossa. Cioè ho proprio pianto. E mi sento anche una grande egoista, mio figlio di 4 anni mi dice che sn bellissima che vorrà stare sempre con me è molto fisico cerca sempre il contatto e io spesso sbuffo…chiedo libertà…ecc eppure adesso che lo vedo crescere giorno dopo giorno, anche nei discorsi, mi sembra che mi sto perdendo q.sa arroccata da sempre nel desiderio di vederlo grande e autonomo e lui…sgamandomi mo dice:”io non voglio diventare grande! “E a me parte la paranoia di non dargli gli strumenti adatti x essere felice di crescere. Si lo so mi devo fare curare da uno bravo. Paola grazie x le risate che mi sn fatta con il tuo ultimo libro! Anna

  15. Quando, nei momenti peggiori, sogno il momento in cui crescerà e riavrò la libertà…più tardi penso a come sarà triste non poterlo più spupazzare, stringere, sentirlo tutto mio, lui e le sue ciccette da bimbo poco più che neonato..credo mi sentirò proprio così, come hai descritto magistralmente nel post.

  16. L’altro giorno il mio piccolo (quattro anni e mezzo) mi ha riempita di baci dappertutto appena tornata dal lavoro, che ero tutta sudata e non proprio profumatissima. Poi si vuole lavare da solo e gli da fastidio se lo aiuto… come si fa a trovare le giuste distanze nei giusti momenti?

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