Graditi ospiti (l’olandese calante)

Vola veloce su di noi La scorsa settimana con la rapacità di un falco è calato su di noi Leander – ribattezzato dai Pupi Alessander – succhiandosi per cinque giorni di fila le nostre vite, e questo spiega ampiamente il perché del mio silenzio prolungato qui sul blog. L’equivalente olandese di Chuck Norris è il collega di Mike Delfino, di cui vi ho già parlato in questo post, e ogni volta che viene in Italia ci investe di inverosimili aneddoti. Forse ricorderete che mi ha raccontato di aver schiaffeggiato un suo collaboratore, però da seduto, essendo l’altro alto 1.90 e lui solo 1.80. Ebbene, di recente gli ha «sospeso lo stipendio»: un temporaneo inasprimento delle misure «radicale ma necessario», mi ha spiegato, avvenuto senza che il disgraziato, ancora terrorizzato dagli schiaffi, facesse una piega. D’altronde il solo fatto di lavorare con Alessander è un privilegio e un onore – così come frequentarlo e, per noi, ospitarlo e tenercelo in casa.

Forse non immagini, ma non è difficile comprendere Alessander, come nei Corinzi, ha il dono delle lingue, perciò passa con disinvoltura dall’olandese all’inglese, al tedesco. Non parla italiano solo perché non ne sente «la necessità» e soprattutto non vuole «metterci in imbarazzo», ma se volesse potrebbe benissimo: la sua mente è una spugna, quando studiava gli bastava «guardare le pagine» per apprendere perfettamente le lezioni. Pur possendo una sterminata proprietà di linguaggio, ogni volta che lo incontriamo si fissa su un tormentone diverso: la volta scorsa era «Send me an invoice» («Spediscimi una fattura»), stavolta invece «Kick ass» (qualcosa di simile a «calcio nel sedere»). Questi tormentoni non hanno senso se non nella sua testa; poiché li trova molto divertenti li pronuncia spessissimo e noi tutti, bambini compresi, dobbiamo ridere e possibilmente ripeterli dopo di lui.

Forse si nasconde in mezzo agli alberi Da giovane, per diletto, Alessander faceva il venditore ed era «il migliore d’Europa». Quando gli ho chiesto se non stesse esagerando ha ridimensionato: «il migliore dell’Europa centrale e settentrionale». Cavalcava disinvolto i diversi settori merceologici, passando dall’uno all’altro ogni volta che si annoiava, e riusciva a vendere qualunque cosa, a chiunque. Una volta sola, a Berlino, non ebbe fortuna e in una ditta di cui voleva incontrare l’amministratore delegato fu costretto a fare anticamera per un giorno intero, senza che nessuno lo ricevesse. La sera stessa ordinò in pasticceria una torta su cui fece scrivere: «Congratulazioni: lei è l’unica persona che non abbia voluto incontrarmi», e la fece recapitare all’amministratore delegato assieme a un suo biglietto da visita. Il giorno dopo grazie a questo colpo di genio fu ricevuto e piazzò la commessa più colossale di tutta la storia del marketing d’Europa (centrale e settentrionale).

Ti abbandoni, liberi le mani In buona sostanza, secondo Alessander, volere è potere, e chi non ottiene i risultati che desidera è solo perché non s’impegna. Grazie ai suoi successi Alessander è ricchissimo ma è anche campione di understatement e viaggia senza denari in tasca. Perciò bisogna comprargli tutto, come ai Reali d’Inghilterra o come ai bambini: l’acqua minerale, le cicche, il succo di frutta, l’ultima volta ha chiesto alla Pupa se aveva moneta. E dire che in Olanda ha anche una casa editrice, in cui prima dell’infarto lavorava di notte. Ora gli basta «guardarla da lontano», anche perché la struttura si è molto snellita e ora conta «circa due dipendenti». Sta pensando di chiuderla e mi ha chiesto un parere: gli utili dell’ultimo anno sono stati di un milione e quattrocentomila euro soltanto, non è più sicuro che ne valga la pena.

Non ti piace stare sveglio Alessander si è fatto da sé, non deve nulla a nessuno e al suo matrimonio, previsto per luglio, non inviterà nemmeno i fratelli che quand’era piccolo gli davano il tormento e che si sono in generale mostrati degli ingrati. Alessander è un genio del Lego e se solo avesse voluto avrebbe potuto «progettare costruzioni per il colosso danese». Poiché non ha voluto ha dato il tormento al Pupo costruendogli accrocchi improbabili e impossibili da smontare. Quando il Pupo si sposerà ha già annunciato che non vuole Alessander al suo matrimonio. Peccato, perché se un tempo, prima dell’infarto, Alessander era iperattivo e dormiva tre ore per notte – il resto del tempo lo passava in casa editrice, vedi sopra – adesso tutto sommato dove lo metti sta, e se resta seduto più a lungo di tre minuti tende ad addormentarsi; nella giornata di sabato l’abbiamo visto appisolarsi almeno cinque volte. Lui li chiama «power naps», sonnellini rinvigorenti, e dice che gli servono «per testare poltrone e divani» che vende assieme a Mike Delfino e anche per schiarirsi le idee: in realtà quando dorme lui non sogna, ma pensa ed elabora nuove strategie di successo.

Dicono che non tornerà Alessander ha voluto fermarsi fino a domenica mattina, anziché rientrare a casa il sabato, perché il biglietto aereo costava 100 euro in meno: del resto, come zio Paperone ci ha insegnato, i grandi imperi si costruiscono sui nichelini. La gemma della settimana è stata quando, al terzo giorno di permanenza, Alessander ha chiesto a Mike Delfino se «per caso a Milano ci sono negozi che vendono mutande», perché aveva dimenticato di portarsele da casa e indossava gli stessi slip da 72 ore. Sospetto che se gliel’avessimo chiesto ci avrebbe spiegato che il suo corpo è autopulente. Per tagliar corto Mike gli ha allungato qualche paio di boxer puliti, mentre i suoi sono finiti in lavatrice e per due giorni li abbiamo avuti stesi sopra le nostre teste, in soppalco, ad asciugare e a ricordarci la supremazia olandese.

Soundtrack: proprio ieri a Radio 2 Social club mi hanno intervistato sul mio libro (la puntata era registrata e va in onda il 21) e ho avuto il piacere di incontrare tra gli ospiti Enrico Ruggeri, che conosco da tempo e ho rivisto volentieri. Questa sua canzone, Peter Pan, mi sembrava non so come particolarmente adatta al post. Senza contare che è bellissima. Ve la ricordavate?

19 commenti su “Graditi ospiti (l’olandese calante)

  1. Come il Pupo, trovo l’olandese volante vagamente orribile. Non lo vorrei al mio matrimonio e manco per un minuto a casa mia. I bambini, si sa, hanno un fiuto sottile. Ma il sospetto non ti viene che ogni cosa che dice sia una palla atomica e che in realtà sia uno spiantato povero in canna, morto di fame e anche un pochino cattivo?

    1. ahah sì, dice un sacco di palle. impossibile però non volerlo in casa! ricordiamo che è il collega di mike delfino. dunque, cattivo non direi… e neanche povero! diciamo che alessander è come una tassa, bisogna pagarla. ma io cerco, scrivendone, di esorcizzarlo divertendomi anche un po’

  2. Ce la ricordavamo, bellissima sì, la canzone!

    Aspettavamo con ansia il ritorno di Alessander, Paola: forse, tu, un po’ meno…

  3. Dal momento che, non si sa bene come e soprattutto perchè, da un annetto a questa parte mi tocca di fare la simil-commerciale, mi abbevero alla fonte del sapere di Alessander come un viaggiatore nel deserto. La dritta della torta vale da sola il prezzo del biglietto.
    Chissà se a quell’appuntamento si è presentato con le mutande fresche di bucato?

  4. Paola se tu non ci fossi e soprattutto se non ci fosse Alessander la mia vita sarebbe così monotona…
    (detto da una che da qualche settimana ha un casino piccolo piccolo da risolvere eh!)
    Non conoscevo la canzone ma ho pensato anche io a Peter Pan sulla frase “volere è potere” o qualcosa del genere…

    1. infatti alessander forse non da tutti è stato capito, ma vedo che tu lo apprezzi cara elenaelle. ma l’hai poi sentita la canzone?

  5. Ma certo che me la ricordo!!!
    Penso sia stato il primo cd che mi sono comprata con le mie lire….quindi, l’altro ieri…..
    Uffff!! Un mese ai 40!!
    Cosa direbbe Alessander???

    1. alessander direbbe che la vita comincia a 40 anni e che comunque lui a quell’età aveva cuore e polmoni di un 20enne (poi l’infarto è stato un piccolissimo accidente della sorte). io comunque ci sono entrata nei 40, da due anni, non si sta poi così male anzi. i 39 per me erano peggio.

  6. Proporrei ad Alessander di candidarsi per le prossime politiche in Italia. Io lo voterei perché credo nei supereroi, e se comunque dovesse fallire , in Italia non se ne accorgerebbe nessuno…MA NON FALLIRà!
    Si la canzone di Ruggeri la ricordo, ma Polvere mi piace di più

  7. La Sig.ra CINZIA Milani la ha salvata della disonestà dei poveri africani assetati di denaro accordandomi un credito di 45.000 euro su una durata di 5 anni affinché il mio sognati diventino realtà. Prego a tutti coloro che hanno potuto usufruire di questi servizi, di volere ritornare testimoniarne per permettere all’altra gente nella necessità, di potere trovare anche un ricorso affidabile. Vi lascio il suo indirizzo professionale: milanicinzia1975@libero.it

    1. Effettivamente… cara Cinzia, sono assetata anch’io di un ricorso affidabile. Vorrei che il mio sognato (un sogno di cognato?) diventi realtà.

      1. attenzione lucia, è un “sognati”, non un “sognato”. adesso scrivo subito a questa cinzia milani, anzi milanicinzia.

  8. La notizia mi sembra il suo matrimonio… Ma davvero ha trovato una che se lo sposa? Mi fa ridere un sacco, però (leggere i tuoi racconti: se fosse piazzato sui calli miei penso che riderei meno).. Complimenti per la resistenza, penso che uno così in giro per casa stroncherebbe il sistema nervoso di un rinoceronte!

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