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Frrancia, Frrancia, Frrancia (ancora sullo scambio casa)

Là, dove vive la Gente Segreta
In quest’ultimo tratto di pigra estate, una manciata di giorni prima di tornare al lavoro, combatto a fronti alterni con il sonno e l’insonnia. Reduce da una vacanza nella Loira traggo una provvisoria conclusione: forse non sarei in grado, come sogno da tempo, di abitare in una casetta indipendente con un giardino tutto mio. Perché ogni volta che laggiù, circondata dai boschi, mi svegliavo di notte, con diabolica precisione tra le 2 e le 2.30, per far pipì – si sa che le donne incinte, eccetera – cominciavo a immaginarmi mostri e ladri acquattati in un angolo buio, pronti ad attaccarci.

Queste sono balle.
Cadute di stile Ciò detto: il nostro quinto scambio casa è andato molto bene. I loiresi sono persone a modo, civili, affabili. In cambio della nostra casa-cantiere milanese (ancora non ho finito di capire cosa ci vengano a fare, i turisti stranieri, d’estate nella mia città) ci hanno offerto una graziosa villotta nascosta nel verde. A parte i mobili di casa, con tutta evidenza scelti grazie al metodo Braille, e i regali di benvenuto – una discutibile bottiglia di bianco frizzantino che in Italia avremmo definito pumante e un fiasco di rosso prodotto attorno al 1812 – per il resto esperienza indimenticabile. 
Ragionevoli dubbi Quando sei in vacanza e passi tante ore con i tuoi figli hai occasione di accorgerti che stanno diventando grandi: le loro domande cambiano, si fanno più complesse e articolate, le riflessioni profonde, sempre più sofisticate. Tipo:
(Ovunque) «Perché i francesi, che hanno inventato il bidet, poi a casa non ce l’hanno?». 
(Durante una gita in campagna, immersi nella quiete e nel silenzio) «Dove vive la Gente Segreta?». 
(Durante una gita in campagna/2) «Mi sa che siamo finiti in un dicolo cieco, non credi?».
(Al museo di Storia Naturale) «Mai visto tanti animali impanati tutti assieme, e tu?».
(In vari luoghi) «Posso fale un lutto e una puzzetta contempolaneamente?».
Nuove passioni Come è, come non è, la Loira è piena di castelli. I castelli sono pieni di fossati, i fossati sono pieni di carpe. Il Pupo, 4 anni e mezzo, le ha osservate a lungo prima di annunciare ufficialmente che avrebbe voluto imparare a pescare. Durante la vacanza ha guardato una ventina di coinvolgenti tutorial intitolati «Trota a lago», «La pesca con la granata finisce male», «Catture sul Tevere», «L’esca giusta per il salmerino», «Vertical jigging, spinning e traina». 
Bilanci Danni procurati da noi ai francesi: 1. rotte due (su quattro) fibbiette di plastica per sigillare il coperchio della Jacuzzi in giardino. D’altro canto oggi come oggi possedere una Jacuzzi è da sboroni, e qualcuno provi a contraddirmi in questa sede se ha il coraggio. 2. Bevuta (e non rimpiazzata) molta Perrier, con gran godimento di papille mie e della Pupa (i maschi di casa non apprezzano l’acqua frizzante).
Danni procurati dai francesi a noi: 1. schiantato uno stendibiancheria, a proposito del quale ci hannno lasciato un enigmatico biglietto con scritto «It’s very sick». 2. Stranamente esaurita una luce al neon sotto i pensili della cucina 3. Dispersa la vaschetta riponi-formaggio che stava dentro al frigorifero. 4. Trovate tracce di origine organica non meglio definita sulle mie lenzuola di lusso (quelle in raso color porpora che mi regalò 15 anni fa il mio coinquilino). In compenso ci hanno lasciato in omaggio una frusta elettrica nuova di pacca, che effettivamente in casa mancava. 
Il mistero delle cose E la pesca? Vi chiederete forse, se avete letto attentamente fin qua. Ebbene, tornati a Milano e prima di scendere in Liguria ci siamo procurati il necessaire: uno starter kit con canna+amo a 5,90 euro, più un retino telescopico con secchiello a due vani separati tipo “explore”, antiestetiche ciabatte di gomma antiscivolo. Il Pupo, in assenza di suo padre che sta facendo un trasloco di lavoro, mi costringe ad acrobazie di svariate ore sugli scogli. «Guarda quella, è incinta. È pazza», è il commento più frequente (e più gentile) che mi sento rivolgere. Del resto mia madre e mio padre si rifiutano di supportarmi in alcun modo. Il massimo del sostegno per loro è pronunciare le frasi: «Digli di scendere», «Digli che si fa male», «Digli che andiamo a casa». Di pesci non ne abbiamo visto mezzo, finora, ma il Pupo ha imparato a pescare i granchi con le mani (inutile perciò anche il retino), a staccare le patelle dagli scogli prendendole a sassate, a fissare minaccioso i pomodori marini sperando che, preda del terrore, gli si consegnino spontaneamente.
E ora, la madre di tutte le domande Mentre il Pupo si allena a pronunciare la “erre”, piazzandosi davanti allo specchio e scandendo «Frrancia, Frrancia, Frrancia», io ripenso alle mie estati infantili. La mia madeleine: ore interminabili passate a costruire castelli di sabbia, a scavare buche e tunnel, a giocare con le biglie di plastica. I miei figli disdegnano questo tipo di attività: piuttosto giocano – però senza palette né rastrelli – con i sassolini in riva al mare, e poi fanno il bagno, si tirano la sabbia, si tirano la sabbia, si tirano la sabbia. Del resto, nel capanno del Lido che frequentiamo giacciono intoccati, dimenticati, sacchi pieni di giochi per bambini. Possibile che siano passati di moda? Gli under 10 che conoscete ne fanno uso? Ho pensato che magari dipende anche dalla latitudine. Noi per dire al mare andiamo a Marinella di Carrara, diciamo per capirci all’inizio della Versilia, quella povera però.

11 commenti su “Frrancia, Frrancia, Frrancia (ancora sullo scambio casa)

  1. Per ora il nano va pazzo per palette e secchiello e pure per l’annaffiatoio…..per il resto, quella dello scambio casa mi pare una idea geniale!!! Usi un sito apposta? Se puoi, dammi qualche info anche via mail ( mammaintoga@gmail.com)…grazie!
    P.s. Voglio anche io gli animali impanati…sono sicura che mi avrebbero meno impressione di quelli imbalsamati!!!

  2. La mia madeleine invece è identica a quella che avrà il tuo pupo, dal momento che ho passato la mia infanzia a pescare granchi con le mani (e favolli se sai cosa sono), staccare patelle col coltellino, pescare qualche sarago con la canna da pesca, prendere gli scheletri di riccio tuffandomi con la maschera. Siamo sempre andati a fare il bagno agli scogli, fin dai 4 anni o giù di lì e infatto ho cominciato quest’anno a portarci il mio grande che fortunatamente ha imparato bene a camminare senza paura.
    Quando ero molto incinta di lui (che è nato di luglio) continuavo a scendere gli scogli per arrivare all’acqua e i commenti si sprecavano, ma se sai come fare non è per niente pericoloso.
    Per il resto i giochi classici sono molto apprezzati purché ci sia l’acqua di mezzo: innaffiatoi e secchielli e quando partecipiamo noi adulti facciamo enormi castelli con il fossato che arriva al mare…
    Infine sulla pRonuncia fRancese del tuo pupo, digli che sono oRgogliosa di lui, e tu sai peRché!
    :-)

  3. io al mare vado ai lidi ferraresi con la pupa di 4 anni e mezzo…
    più che altro gioca nel parco giochi del bagno (scivoli casette e quant’altro) ma quando arriva all’ombrellone…tira la sabbia tira la sabbia e tira la sabbia!!

  4. I miei vanno pazzi per salvagente, acqua, acqua, e ancora acqua. Ogni tanto usano la barchetta in acqua :) c’è da dire che siamo in Sardegna 😉 un paio di volte gli ho visto usare paletta e rastrello tipo arma con cui combattere.
    Quella degli animali impanati è fantastica!!

  5. mi ha sempre incuriosito lo scambio casa… ma non so se sarei in grado perchè io sono un pò (molto) gelosa della mie cose…. :p cioè un conto è prestarle a chi conosco… un conto è a estranei… però l’idea mi ispira… hai un post in cui racconti meglio come funziona lo scambio casa????

  6. Come prima cosa complimenti e tantissimi augurissimi per l’Attesa (con la A volutamente maiuscola)!! COme seconda cosa, perdona la mia latitanza (evito di dilungarmi sui perchè…), la tua domanda mi piace a volentieri rispondo dicendo che Cecilia (pochi giorni di differenza dal Pupo) e Giovanni (1 anno in meno della Pupa), giocano ancora tanto con giochi da spiaggia: secchielli, ruspe, formine (sì, pure loro), palette, cani gommosi ecc. ecc. in riva al mare e sotto l’ombrellone, in Liguria (siamo a Levanto, ora) e anche in Grecia (dove siamo stati fino al 19/08) però il momento preferito è quello del bagno in mare (con braccioli e tubo). Un abbraccio. Giulia

  7. i miei li costruiscono eccome i castelli di sabbia! abbiamo anche una bella dotazione di giochi, questa estate abbiamo anche incontrato sulla spiaggia di Peschici un artista della scultura con la sabbia e il Sonte mi costringeva a rifare in piccolo le sue sculture, nel frattempo Leone andava a “farsi addottare” da qualsiasi famiglia possedesse dei giochi da spiaggia, e li poi si piazzava indisturbato sotto il loro ombrellone facendo amicizia con la nuova famiglia, questo ci ha permesso di conoscere una bella famiglia mamma italiana, padre belga di orginine marocchina e le loro belle bambine di 4 anni e di quasi due anni. Se il Sonte costruiva castelli, Leone il mio piccolino li distruggeva con qualsiasi cosa in suo possesso, ed era diventato un culture dello zumba fiteness in spiaggia, praticamente l’attrazione del bagno dove eravamo!

    il Sonte ora che parla ha preso la Erre tipica della zona di Parma e Fidenza, tante parole le proncierà ancora male, ma la sua è una Erre fantastica!!! mentre Leone di esprime ancora a DAAAAA, e BAAAAAA.

  8. i miei hanno 6 e 10 anni e giocano con la sabbia come non mai!!! cambiamo sempre posto ogni estate e questo agosto eravamo sull’isola di korcula in croazia, una delle poche isole con spiagge di sabbia. adorano l’atlantico però con quelle spiagge di sabbia lunghe chilometri!!!

  9. Avevo scritto metri e metri di commento in cui dicevo che era la prima volta che scrivevo, che però ti leggo da tanto (e mi hai dato una grossa mano, con il tuo libro, nei primi mesi della mia pupa), che con la propria pancia a seguito una mamma fa quel che vuole (ma tanto comunque la fai la sbagli), che la faccenda delle lenzuola mi inquieta un po’.
    Poi, puf, tutto sparito. Mmmmmmhhhh.

    In sintesi: la mia pupa con la sabbia, le formine e tutto il resto dell’arsenale da spiaggia ha giocato un sacco. Però ha 14 mesi, magari in futuro non ne vorrà sapere…tu promettimi di scrivere ancora per tanto, tanto tempo e io a mia volta ti prometto che ti aggiornerò.

  10. Intanto ciao, sono passata di qua seguendo scie di blog come la pista di sassolini di Pollicino…questo resoconto mi ha fatto comprendere che lo scambio di casa resta uno dei miei sogni proibiti! Io ho tre bimbe che sognano spiagge di sabbia Riccione-style e che invece devono sempre accontentarsi di scogli e sassolini. Ma costruire castelli di sabbia resta il loro passatempo preferito (oltre a osservare i pesci sott’acqua e avvistare cuccioli di balena).

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