Forse sono tornata

Non passa giorno senza che io pensi al blog e dica a me stessa che forse dovrei chiuderlo – perché da troppo non scrivo. Ma perché da troppo non scrivo? Il tempo (che manca sempre) è uno dei motivi ma non l’unico; mancava anche prima, eppure lo trovavo.

All around me are familiar faces   In effetti se guardo la mia vita vedo un videogioco a livelli crescenti di complessità. Per esempio nelle ultime settimane a) è naufragato l’acquisto della casa in cui avremmo dovuto traslocare a dicembre; b) abbiamo dovuto cercare un appartamento temporaneo in affitto per tamponare l’emergenza; c) abbiamo dovuto trovare una sistemazione per Laccio, che nella casina temporanea non ci sta; d) mi hanno operato al ginocchio. Era un intervento programmato da tempo, la ricostruzione del legamento crociato anteriore che avevo polverizzato giocando a rugby (ne parlo diffusamente qui) ma il fatto che fosse programmato non l’ha reso più semplice – e adesso la mia gamba sinistra ha la mobilità di quella di una mummia.

Worn out places, worn out faces   Comunque all’Ospedale Galeazzi, già in pronto soccorso a giugno, il dottore che mi ha proposto l’intervento mi ha rassicurato: «Primo, diamoci del tu perché siamo coetanei. Secondo, sappi che qui ricostruiamo le ginocchia dei calciatori di serie A, della nazionale di sci, dei campioni di rugby. Praticamente questa è una fabbrica di ginocchia, non avresti potuto finire in un posto migliore. In più» mi ha detto col tono dell’imbonitore, «ti propongo non il vecchio, obsoleto, negletto autotrapianto, ma l’innovativo, fichissimo allograft. Riesce meglio, i tempi di recupero sono minori e avrai meno dolore. L’allograft è il futuro. L’allograft è cool». «Perfetto. Sono d’accordo». «Mi corre però l’obbligo di spiegarti cos’è l’allograft». «Dal nome sembra un tessuto di sintesi». «Sbagliato. È un, ehm, trapianto da cadavere». «Ma perché me l’hai detto?» ho rabbrividito, «Non l’avrei googlato». «Beh, dovrò comunque farti firmare i moduli del consenso, prima o poi l’avresti scoperto. Comunque stai tranquilla, non è mica un cadavere che raccattiamo dalla strada». «Ah. E io che pensavo…»

Il doc poi ha aggiunto: «Prendilo come un dono». E così ho fatto, preparandomi per i quattro mesi successivi, fino alla settimana scorsa, ad accogliere questo pezzetto di tessuto che non era mio, ma nel tempo lo diventerà. L’intervento è andato bene, io ho dormito (sedata) tutto il tempo, solo a un certo punto ho sentito il doc che esclamava: «Allora, me lo volete dare questo legamento oppure no?» e mi sono assopita di nuovo.

And I find it kind of funny   Al Galeazzi la cosa buffa è che sono stata ricoverata in ortopedia pediatrica, perché questa è la specialità del mio doc. Perciò la mia compagna di stanza era una bambina trapanese bellissima, undicenne proprio come la Pupa, ma con i capelli ricci proprio come la Piccolissima, un curioso innesto delle mie due figlie, però sua mamma è campionessa di cus cus al pesce e io no. Osservandola in quei due giorni ho pensato che i Pupi siano veramente molto lamentosi, oppure lei molto coraggiosa, non so dire. Forse, semplicemente, è vero che nei momenti difficili i bambini tirano fuori il meglio di sé.

And I find it kind of sad   Sfogliando distratta Facebook vedo che l’ultima moda è il caffè defecato, chicchi su cui qualche animale ha depositato le sue deiezioni. Ho visto che è venduto a sei euro a tazza ma non ho avuto la pazienza di leggere fino in fondo come è prodotto. Nessuno ha la pazienza di leggere queste cose fino in fondo su Facebook, credo. Vedo invece che tutti ormai usano gli hashtag, per qualsiasi cosa, ma chi davvero ne abusa sono certe mamme che passano il tempo a postare foto delle sopracciglia o dei polpacci dei pargoli (per la privacy) e a scriverci a fianco hashtag tipo #vitamia, #tossepussavia o #wowcheruttino, alternato a qualche #lovemyjob per non dare tragicamente l’impressione di essere casalinghe disperate. Un altro trend è quello di postare i propri selfie dopo il parto: mi ha detto una conoscente, ostetrica, che c’è chi per farlo si trucca mentre le cuciono l’episiotomia. Ecco, questa smania social ultimamente mi dà moltissima noia, e mi è capitato di chiedermi quale sia il mio posto qui. Certo è una delle ragioni per cui – lo metto bene a fuoco ora, alla fine di questo sconclusionato post – sono rimasta tanto a lungo senza scrivere. E poi, chissà.

 

Soundtrack: C’è questa canzone bellissima che sono sicura già conoscete, la fecero la prima volta i Tears for Fears nel 1982. Si intitola Mad world e la sua versione più nota è quella di Gary Jules, con un video spettacolare che tra l’altro dev’essere costato niente.

 

 

59 commenti su “Forse sono tornata

    1. Stavo cercando informazioni perché devo scrivere un articolo sulla Svezia, mi sono imbattuta per caso in questo blog che è notevole già dal titolo !. Mi sono divertita molto a leggerlo, vuoi chiudere proprio ora che ho iniziato a divertirmi? . Ciao e grazie.
      Eleonora

  1. Paoletta.
    Cara.
    Ascolta.
    Mi sono arruolata tra le tue lettrici fisse con tanto di sottoscrizione alla newsletter proprio dopo il tuo scorso post. E adesso mi vorresti chiudere il blog? Quanto alle ginocchia, alla casa, ai casini, mi sfugge un rapido ‘porcavacca’, perché in effetti sei alquanto imbottigliata nel traffico personale. Ma due parole qua e là… lo sai, noi le aspettiamo volentieri. Un bacio!

    1. beh che dire, mi commuovete. scrivere su un blog è strano, spesso hai la sensazione di farlo “nel nulla”, e i feedback sono importanti, l’unica forma di retribuzione che abbia un senso e che davvero conti. grazie per queste vostre parole di incoraggiamento!

  2. Capisco tutto tutto tutto.
    Vorrei fornirti in ulteriore strumento per valutare uno degli hashtag che hai indicato. Poi trai tu le tue conclusioni…
    #lovemyjob il 90% delle volte oramai lo scrivono mamme che hanno scelto di mettersi in un sistema piramidale a vendere integratori costosissimi per convincere altre persone a dimagrire ma soprattutto per convincere altre donne/mamme come loro a finire nel loro “team” (=Sotto di loro) nel sistema piramidale di cui sopra…

    Psicomotricità come sta la piccolissima? ♡

  3. Ti prego non chiudere il blog. La notte, quando i miei bambini per motivi vari e fantasiosissimi non mi lasciano dormire, leggerti mi dà quel conforto necessario per credere che ci sia una luce in fondo al tunnel. Un pensiero forte per tutto quello che stai attraversando

  4. cara signora paola, vorrei solo esprimere il mio dispiacere in caso di chiusura del blog, la seguo da tempo e lei come altri tre blog che seguo quasi quotidianamente siete diventati di “famiglia”, e non è curiosità ma affetto quello per cui la seguo e per affetto meglio qualche cartolina ogni tanto che il silenzio… nel frattempo comunque auguri per le vicissitudini fisiche e famigliari e grazie ancora per condividerle con noi

  5. non chiudere il blog,non farlo per favore.
    ogni sera,prima di vedere le mie minchiate in streaming,apro la tua pagina e fiduciosa leggo veloce il titolo per vedere se hai scritto del nuovo,e quando accade,sebbene raramente,è come quelle sere in cui oltre alla cena hai il dolcetto.
    sono sicura che tantissime donne mamme working class, e non , siano deliziate dal tuo acume, e dalla tua capacità di essere profonda senza perdere leggerezza.
    con stima Elisa working mama di 1 quasi 2

  6. Paola, no, non chiudere il blog. Sei profonda e divertente e, come altre hanno già scritto, ci fai sentire meno sole. Poi i consigli musicali sono sempre superlativi. Auguri x tutto, non mollare. Ma, scusa… Un nuovo trasloco? Dopo così poco?

  7. Il tuo Blog mi ha fatto molta compagnia negli ultimi anni e mi ha regalato delle autentiche perle musicali, leggerti è sempre piacevole e stasera il tuo nuovo post mi è sembrato un regalo per la mia prima notte di guardia dopo la maternità. Posso solo immaginare il delirio di questo periodo, ovviamente non devi chiedere il permesso ai tuoi lettori ma saranno tutti molto tristi se deciderai di lasciare questa casetta virtuale… intanto un abbraccio e buona ripresa (perché ci si riprende sempre, anche dall’allograft!)

  8. Oh tesoro… il crociato. Non smettere di scrivere il blog per favore, anche se scrivi poco, restaci, continua a pensare la tua vita e a raccontarla “per canzoni” è confortante per tutte. Io ho interrotto il mio poco dopo la separazione e sono uscita da una piccola favola buffa che mi rendeva la vita davvero dolce. Non sono più riuscita a rientrarci…

  9. Il tuo posto qui è intoccabile! Tu fai sorridere noi mamme(incasinate e mo) , ci consoli, ci fai ridere, ci sollevi il morale e ci fai riflettere. Siamo lontane, non ci conosciamo, ma ci avvicinano i tuoi racconti, perché alla fine sono la vita quotidiana di una donna fortissima, piena di vita, di energia e con un modo di affrontare la vita, gli ostacoli e le gioie in maniera eccezionale. Parlo dal un punto di vista totalmente egoista.. Io senza il tuo blog sarei decisamente piu triste! Perciò non ci abbandonare paolaaaa!! Coraggio, sei supeeeer!!! Buona giornata e buon tutto bellezza!

  10. Quando è nata la mia prima figlia nel maggio 2009, il mio compagno mi ha regalato il tuo libro.
    Io fino al giorno prima del parto, come tutte le mamme credo, ero una persona diversa, ho lavorato come se non fossi incinta fino alla mattina del giorno in cui poi di sera ho partorito, non mi ero preparata, nemmeno mentalmente allo sconvolgimento che mia figlia avrebbe portato nella mia vita, agli ormoni, l’allattamento, la stanchezza cronica, gli addormentamenti impossibili…
    Il tuo libro mi ha fatto tanta, tanta, tanta e tanta compagnia. Senza esagerare potrei dire che mi ha salvata dalla depressione post partum.
    Da li ho scoperto il tuo blog, che mi sono letta, dapprima tutto d’un fiato e poi, aspettando di volta in volta i tuoi nuovi post.
    Per me il senso del tuo blog è l’essere un’ancora di salvezza intelligente, lieve, ironica, utile e piacevole per tutte le mamme disperate come me che hanno bisogno di condividere per non soccombere.
    Io facebook non ce l’ho, sono troppo vecchia, ma sono sicura che il tuo blog è una cosa preziosa, completamente diversa.
    v@le

  11. Se chiudi tu chiudo anche io.
    Lo so è dura avere il blog, ad un certo punto diventa ridondante, autoreferenziale, impegnativo, antipatico proprio come quella fetta di social che ci segue. Però c’è tanta bella gente, come quelle persone che hanno scritto prima di me, che si divertono, che si confrontano, che si emozionano leggendo quello che scrivi per cui vale la pena continuare ad essere legati a loro. In fondo ti sei operato un legamento affinché tu continui ad esserlo anche con le persone. Legaci Popi, legaci ancora a te!

  12. Ciao Paola!
    Bellissima canzone! L’ho sempre adorata! E visto che si tratta della prima canzone del tuo blog che riconosco subito, oggi non posso fare a meno di scriverti. :)
    Io adoro il modo in cui tu scrivi, le parole che scegli e come le metti insieme, a come riesci a stravolgere le mie aspettative man mano che leggo, facendomi ridere forte e pensare alle cose in modo diverso, così che la vita diventa leggera leggera.
    Vedrai, andrà tutto bene!
    Un saluto da una gelida Brema (quella dei musicanti, che poi a Brema non ci sono mai arrivati, ma erano felici lo stesso)
    Sabrina

  13. Paola sono combattuta. Non so se devi chiudere o no. Ti direi di no perché leggerti qui è spassoso ma capisco cosa intendi. È il fatto che una con doti multitasking come te stia dicendo che non ce la fa, induce a riflettere. Non esiste nessuna che sa fare più cosa contemporaneamente come te. Ti ho sempre ammirata e stavo per chiederti da chi ti rifornisci nei momenti più duri. Ma poi… sono tua amica e collega, lavoriamo a 10 metri e ho saputo qui che ti sei operata al ginocchio (io e Sara ci chiedevamo dove fossi infatti) e non sapevo nulla della casa in affitto. Urge il ritorno al telefono (che sto per alzare) e a una sana chiacchiera davanti al un bicchiere di rosso (non virtuale)

    1. in effetti se conoscessi qualcuno che vende roba buona, quasi quasi… (però durante l’operazione mi hanno drogato abbastanza)

  14. Ciao Paola, io sono forse una lettrice anomala. Seguo il tuo blog dal lontano 2011, quando ero ancora all’università. Da allora ogni qualche giorno passo di qui per vedere se c’è qualche novità e a volte, mi rileggo pure i miei post preferiti. Non ho (ancora) figli e in genere non commento. Perchè, ti chiederai, ti seguo? Perchè c’è qualcosa nella maniera in cui scrivi, nella tua ironia, che va in risonanza dentro di me e mi fa sorridere e mi fa riflettere, anche su temi a cui, un po’ per la vita quotidiana che ho, non penserei molto. Senza contare che (lo so, fa un po’ strano dirlo) mi sono affezionata a te, alla tua bella famiglia e alle tue avventure. Quindi questo sconclusionato commento non è per dirti “ti prego non chiudere il blog”, perchè è un tuo sacrosanto diritto se non te la senti più, ma per dirti che quello che hai fatto finora è davvero meraviglioso, che hai creato un angolino di web dove si fanno pensieri garbati, ilari e solo a volte un po’ tristi, ma belli comunque. E ci sono tante persone che apprezzano questo angolino (anche quelle troppo timide per commentare), e che saranno felici di leggere qualsiasi cosa vorrai scrive qui. Un abbraccio grande e tanti auguri di pronta guarigione per il ginocchio!

  15. Ci sono blog e blog. Come ci sono pagine social e pagine social. E questo è un bel blog, non scritto da una semplice blogger, il che ne fa la differenza. Diciamo che con tutti questi bombardamenti provenienti dalla rete, tocca fare una scrematura.

  16. il senso del tuo blog? se non altro, salvarci almeno ogni tanto da #vitamia, #tossepussavia, #wowcheruttino, #lovemyjob e compagnia cantante.

    seriamente, ti seguo da anni, mi sentirei come se avessi perso un’amica (che magari sento poco, ma di cui mi fa piacere avere notizie ogni tanto)

  17. Paola, non so se questo malsano pensiero ti venga dal pezzettino di cadavere che ti hanno impiantato.
    Però.
    Se chiudi qui, alle neomamme rimarrà solo da leggere “Il linguaggio segreto dei neonati”. E si deprimeranno, pensando di essere delle mamme orribili che non sanno capire il loro bambino.
    E quando queste mamme, in qualche modo, si saranno riprede dallo shock dei primi mesi, non potranno venire qui a leggere quello che succede alla vostra famiglia e pensare che in effetti siamo fatti tutti uguali, e rasserenarsi.
    E io, messa a letto Marghe, non potrò leggere dei pezzi particolarmente divertenti del tuo blog a Ruggero e lui non potrà ridacchiare per un sacco di tempo. E che cosa gli racconterò quando, così dal nulla, mi chiederà “E Rocco? Sta bene?”.
    Insomma, io lo so che esiste sempre il Garden, ma qui lasceresti orde di orfani inconsolabili.

    1. ahahahahah, grazie. è molto interessante la teoria del pezzettino di cadavere. magari lentamente cambierò personalità.

  18. Che dire che non abbiano già detto prima di me qua sopra??????? che mi dispiacerebbe non leggerti più????? Che mi sono affezionata ai tuoi racconti, ma soprattutto al tuo modo di raccontare (che non c’è niente da fare, ma la professionalità si coglie in ogni parola, in ogni sfumatura)????? Sarebbe banale. Ecco io non sono più una mamma alle prese con pannolini, problemi scolastici, in lotta con il tempo per riuscire a fare tutto (oddio, però mica è vera questa cosa, non corro più perchè ho perso lo sprint, però …..) diciamo che io sarei più vicina ai problemi di una nonna, anche se mio figlio (quello sciagurato) manco ci pensa a darmi quest’ultima soddisfazione, però quello che leggo nei tuoi post è come un dejavu della vita che ho fatto non tanti anni anni fa, anche se mi sembra che sia passato un secolo. Ufffff… sto diventando logorroica. Prendi questo commento come la summa di tutti quelli che non ho fatto, però i tuoi post li leggo tutti, e quando ho un attimo di tempo mi leggo quelli più vecchi. Insomma, in sintesi (e direi che è anche ora ) per favore non chiudere!!!!!!!

  19. Comunque nemmeno io ho figli e ti leggo sempre perché penso che tutte le cose che scrivi mi potrebbero servire allora leggo e ne faccio tesoro. Per piacere non chiudere.

  20. …paolaaaaa…no no no. Mi unisco al coro del “non chiudere il blog. Ti prego ti prego ti prego. So che sono ritardataria…ma sono l’ultima voce del coro ma ci credo. Tu nn sai quanto attendo i tuoi post. Mi consolano, mi divertono, mi stimolano riflessioni e pensieri (a volte anche un “e che cazz, povera paola”), mi rendono consapevole che mal comune mezzo gaudio, ma la sfiga ci vede benissimo un po per tutti e spesso rompe anche un po troppo. E tu sai esprimere benissimo la vita quotidiana..l’essere mamma, donna che lavora e che fa qualcosa per se e anche se nn fa tutto perfettamente, chissene…nn potrei farne a meno. Sei energetica e piacevole come il cioccolato. Quindi no, nn puoi metterci a dieta…sai che tristezza senza???

  21. Mi fai ridere e non posso più fare a meno di sapere come sta la tua combriccola. Spersa pure era brava e simpatica seppur sboccata ci manca diglielo.
    Tu rimani per favore :-)

  22. Paola, ti confido che le tue parole, i tuoi libri…sono state un prezioso aiuto nei momenti del post parto e di quella maledetta depressione che mi aveva colto. Nel tempo mi hai aiutato a comprendere l’importanza di essere donna e non solo madre. Ti chiedo veramente di rimanere, anche una volta al mese leggerti è così liberatorio…non voglio essere una lecchina ma veramente si un appuntamento a cui farei fatica a rinunciare. i pupi, la piccolissima, tu Mike, siete così belli proprio perché normali. Ti abbraccio, qualunque sia la tua scelta.
    Anna
    p.s. come procede la piccolissima?

  23. mi commuovo a leggere i commenti e mi ci ritrovo in quasi tutti.
    mi viene da dire che forse se ci mettessimo lo stesso calore ad ogni post forse gli stimoli per scrivere alla nostra blogger preferita arriverebbero più spesso :-)

  24. Ciao Paola, ho 28 anni, anni luce lontana dall’avere un figlio, ti leggo sempre e non commento mai, ma questa volta mi sembra d’obbligo.. il tuo blog mi fa MORIRE! Se lo chiudessi sarebbe molto triste. Ricordo ancora le lacrime agli occhi quando ho letto il post sulla vacanza a Barcellona, mi faceva male la pancia.

    Tu e le mamme social-idiote siete come il giorno e la notte. Usate lo stesso mezzo ma il risultato è fortunatamente opposto!!

    #staiserena 😉

  25. Ti prego resta! Leggerti mi fa bene! Siamo anche compagne di sventura nelle vicende immobiliari! Casa venduta, dovremo lasciarla a giugno, e non c’è ombra di nuova casa all’orizzonte. E siamo in 5 anche noi (per tacer del gatto). Resta solo per dirmi che ce la si fa, perché io al momento sono parecchio atterrita.

  26. Ciao faccio anche io quella che ti legge da un sacco di tempo e non ha mai commentato, e adesso commenta eccome!
    Di tutte le letture che ho visto letto sentito che mi sono state consigliate sei l’unica in cui mi ritrovo davvero. In generale sono una tranquilla, ma su questo blog non transigo, divento un’estremista. Ho il tuo blog sempre aperto sul telefono, perchè spesso mi viene da leggerti. Ho bisogno ogni tanto di sapere che non sono del tutto spannata e che va bene essere esausta ogni tanto, ed è bello sapere che si condividono un sacco di cose. Io sono mamma di Godzilla (femmina, 1 anno e mezzo di potere distruttivo e simpatia estrema) e del Biondo (maschio, tre anni e mezzo, biondo con gli occhioni castani -noi siamo mori da generazioni- creatura delicata e fragile, una sensibilità pazzesca). E mi hai accompagnato sempre dalla prima gravidanza, e come me chissà quante altre, pensa che forte, pensa in quante vite sei entrata. Prima che ti roviniamo facendo il blog delle mamme che leggono il tuo blog, meglio che lo tieni aperto e che ogni tanto scrivi. Che non ti venga in mente di smettere perchè sei occupata tutto il tempo a cucinare biscottini e confezionare calzini all’uncinetto (detto con il massimo rispetto per chi riesce effettivamente a farle queste cose!) e non riesci più a stare dietro al blog. Quindi, a presto!

  27. Paola, il blog è solo una parte di te. Molti ti conoscono solo qui, io ho la fortuna di averti anche incontrata in alcune occasioni e la cosa più bella è aver trovato un continuo tra il mondo virtuale e quello reale. Non sei diversa da come scrivi. Ne’ lo sono le persone accanto a te che tu ci racconti con dolce e raffinata ironia.

  28. Anni fa lessi che in alcuni Paesi asiatici apprezzano il caffè fatto con i chicchi mangiati ed “espulsi” da alcune scimmie. Sarà la stessa cosa?
    Paradossi italici: tu in camera con i bambini, un compagno di mia figlia (prima elementare) ricoverato in ortopedia con gli adulti. Tra l’altro pare che la vista di politraumatizzati e amputati l’abbia parecchio scosso.
    Last but not least, volevo perorare la causa “non chiudere il blog” ma vedo che altri l’hanno già fatto anche meglio di me per cui mi sento un po’ inutile.

  29. condivido l’irritazione per la smania social. Oscillo sempre tra il desiderio di esserci di più ed esserci di meno. Ma tu non chiudere il blog, eh? Spero che le cose e le case si sistemino…anche per Laccio poveraccio :-)
    Anche io leggendoti ho pensato al caffè dei chicchi mangiati e defecati da una scimmia, pare il più costoso al mondo…ci credo, pensa essere tra coloro addetti a raccoglierli frugando nella cacca! #lovemyjob indeed

    1. Ti prego, resisti e ogni tanto pubblica qualcosa. Anche a me hai fatto compagnia nelle mmotti in bianco, quelle più dure, quelle dei due/tre anni che son quelle meno “pubblicizzate”. In fondo che un neonato non dorma ce lo si può aspettare, nonostante i linguaggi segreti facciano pensare il contrario… ma è il dopo che è duro. Quando riprendi a lavorare e scopri di aver risposto a mail che non hanno lasciato traccia nella tua memoria lesa dalla carenza di sonno (questo quando va bene; quando va male sei li che brancoli nel buio quando il tuo capo ti dice “facendo seguito alla riunione di settimana scorsa “).
      Per cui ti prego, resta e resta aperta. Sei uno spazio leggero ma profondo, sempre pieno di nuovi spunti e di consigli musicali fantastici. Per cui se appena puoi… delizia i ns neuroni stanchi.
      Un abbraccio
      Vanessa

  30. Strano il mondo virtuale. Si iniziano a seguire dei blog, si crea un profilo face …si ha l’impressione di stringere amicizie… si discute su argomenti più o meno importanti… a volte si incontrano persone con le quali ci si sente maggiormente in sintonia…
    La sera al termine di una lunga estenuante giornata, durante la quale si ha l’impressione si essere un criceto che corre su una giostrina, ci si mette a letto impazienti di condividere riflessioni con persone con le quali si è creata una sintonia e ….
    SBAMMMM porte chiuse in faccia! Blog che chiudono (Spersa…), altri che vengono contrassegnati come privati (Kikki, Povna …) altri che diventano quasi siti pubblicitari…
    Non si può descrivere la delusione che si prova e la sensazione di essere scartati come una scarpa vecchia…

  31. Mi unisco ai commenti che precedono il mio per chiederti di cuore di non chiudere questo blog. Proprio per la superficialità e la banalità che si annidiano in questo tempo social, questo tuo spazio e’ una perla rara e autentica. Rimani qui e lotta con noi! E per noi!

  32. Io sono restia ai commenti, per timidezza. MA quando vedo il mail che annuncia un post tuo corro. vediamo tutti che i post sono più rari ma… scrivere non è un obbligo, anche quando ti viene così bene. mi hai salvata in un periodo nero nero, le notti in bianco tanti anni fa, mi ha salvata con tante risate, e con i commenti dei tuoi lettori, non ero sola! Non capitava solo a me! Quindi grazie e spero tanto di rileggerti ancora. un abbraccio

  33. Arrivo qua per caso e credo che farò un giro bello lungo :)
    Il caffè defecato non l’ho fortunatamente mai sentito nominare, io al massimo bevo il caffè macchiato amaro, però ecco, il “trapianto di cadavere” mi avrebbe impressionata!

  34. E’ vero non chiudere il blog, mi dispiacerebbe tantissimo!!!!
    Anch’io sono tornata, era da tanto che non ti leggevo, ma ritrovarti è stato come sempre di enorme conforto!
    Ho dovuto lasciare un lavoro prestigioso in una società di consulenza multinazionale, ma l’ho fatto per loro, la cosa più importante, i miei “pupi”, che anche se cresciuti (13 e 8 anni), a causa della mia assenza prolungata da casa (rientravo tra le 20 e le 21 uscendo alle 7 del mattino), hanno cominciato a dare i numeri …
    Ovvero il grande, dolcissimo e soprannominato il bambino più buono d’Italia, è caduto in un adolescenza profonda, da film horror … Un giorno avete un figlio buono e il giorno dopo è un’altro ragazzo ..
    La pupa, 8 anni, animo sensibile da pianista, ha cominciato invece a chiedere coccole alle maestre, e ad approfittarne … (furba la pupa …) e nel caso di rifiuto avveniva la trasformazione in Linda Blair dell’esorcista ….
    Così ho chiesto alla società di consulenza multinazionale di poter ridurre/modificare l’orario di lavoro, fermo restando il tempo pieno, ma la risposta è stata negativa, con sonoro richiamo verbale “perche nell’azienda nessuno si era mai preso la libertà di fare certe richieste ….” Così sono andata via.
    Un mio collega mi ha detto che ne dovevo essere felice, mi avevano richiamato perchè ero brava (nel caso non lo fossi stato avrebbero sparato i fuochi d’artificio dopo la mia decisione … ) Sarà ….
    Tornando ai pupi volevo solo precisare che non è che li lasciavo soli …. tra papà, baby sitter e accompagnatori vari, pensavo bastasse la prefetta organizzazione per superare la mia assenza. E invece no … ci vuole la mamma, e anche la mamma non finisce mai di imparare, perchè come dico spesso, i bambini nascono senza libretto delle istruzioni.
    Un bacio e grazie.

  35. Paola quello che penso lo sai già da altri commenti. Ti prego non mollare, se lo fai tu mollo anche io, probabilmente. Daje!!!
    Sempre disponibile per un caffè!

  36. Beh, arrivo buona ultima e sarò assai banale, ma era giusto per farti sapere che mi dispiacerebbe tantissimo non leggerti più.
    Non commento molto, ma questa volta dovevo proprio.

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