Felicità è un cucciolo caldo

Tanti auguri a te   «Mam-ma», sillaba, scandisce, prega, canta mia figlia guardandomi con intenzione, ogni volta che mi rivede dopo una separazione durata più a lungo di qualche minuto. La bambina che io chiamo Piccolissima oggi compie due anni e arriverà il giorno in cui cambierà nome. Ci sarà un giorno in cui, come sua sorella maggiore, comincerà a rispondermi a scatti, un rancore immotivato nella voce, frustrata per le tracce, ai suoi occhi inspiegabili, di una nuova sé stessa sul corpo. Verrà il giorno in cui varcherò la soglia di casa e lei, concentrata su un libro o un giornalino, nemmeno si preoccuperà di alzare la testa. Se sarò abbastanza pronta e veloce da guardarle le labbra, potrò a volte leggere il suo “ciao” bofonchiato.

Tanti auguri a te   Molto simile peraltro al “ciao” distratto che sfugge a noi adulti quando rientriamo a casa a sera, e scalciamo le scarpe in un angolo senza guardarci in faccia, pesanti per la fatica del giorno, anche quando giuriamo di amarci a vicenda – ma questa è un’altra storia. Quel che conta davvero è che oggi, invece, la bambina che ancora possiamo chiamare Piccolissima  distribuisce generosa affetto e baci umidi, reclama coccole, contatto, carezze, canzoni (un sacco di parole belle iniziano con la “c”, ci avete fatto caso? Del resto anche cose pessime come “crudeltà” e “coltelli”). Le sue preferite sono Tanti auguri (abbreviata nel poetico eburi), La danza del serpente (per brevità pente), e I tre porcellini, chiamata semplicemente emè perché «Il più piccolo dei tre un bel giorno disse ahimè».

La più piccola dei tre   E insomma l’altro giorno la Piccolissima ha detto proprio così: emè. E suo nonno aka mio padre, l’uomo che per lavoro se ne stava lontano da casa per settimane e che riusciva a essere lontano anche quando a casa ci tornava, uomo dall’eloquio compatto per usare un eufemismo (risponde «Ah» a tutto: «Papà, mi sposo». «Ah». «Divorzio». «Ah». «Aspetto un figlio». «Ah»), il Maraone sornione nascosto dietro i baffi da gatto e lo sguardo imperscrutabile; ecco, quell’uomo lì, proprio lui, l’archetipica dannazione di ogni figlia, è scattato in avanti come un soldatino e le ha detto: «Ma io non me la ricordo a memoria». Lei allora ha ridetto: emè, e poi ha aspettato, zitta. E lui ha imbastito un mezzo sorriso e ha fatto una cosa che proprio non mi aspettavo e che sapevano solo loro due, ha tirato fuori il portafoglio e ne ha estratto un foglio piegato in quattro su cui c’era il testo dei Tre porcellini, tre strofe stampate da un sito e una aggiunta a mano da lui, e ha cominciato a cantarla, prima esitante poi più sicuro, e siccome non gli venivano le note alte alla fine di ogni strofa la virava verso il basso, senza stonare però, e lei lo guardava compiaciuta, con intenzione, proprio come guarda me.

22 commenti su “Felicità è un cucciolo caldo

  1. Paola, tanti augurissimi alla tua Piccolissima, noi abbiamo festeggiato domenica i “dule” anni del nostro Patato (quando la gente gli chiede come si chiama, lui risponde sempre così!).
    A presto, Flavia

  2. Dunque è così: i bambini compiono miracoli, perfino far parlare un pezzo di legno (scusa il paragone “à la Pinocchio”, però leggendo mi è venuta proprio in mente questa immagine).
    E ti spiace non essere stata tu bambina a compiere il miracolo, a suo tempo?
    Con simpatia e tanto affetto. Sei un vero piacere in forma di blog
    Maria Barbara impicciona (e scusa bis, se ho oltrepassato il limite della lecita curiosità )

    1. certo che mi dispiace, o forse l’avevo compiuto da piccola, ma poi, superata una certa età, non sono più stata in grado. ti incuriosirà ancor di più, forse, sapere che mio padre è un grandissimo collezionista di Pinocchio.

      1. Ci avevo preso, allora in qualche modo!!!
        Comunque anche mio padre era un misto di sobrietà rigore e timidezza, il tutto non se frutto di temperamento o di educazione. Però conserviamo delle foto di lui giovane e teneramente orgoglioso con mia sorella piccolissima in braccio.
        MB

  3. Tanti auguri piccolissima! Anche mio nonno con noi nipoti era molto diverso di come era stato con i figli..lo percepivo sempre un po ‘ burbero ma si commuoveva per ogni minima cosa e ci coccolava a modo suo..mio padre ne era sconvolto 😉

  4. Auguri alla Piccolissima. I nipoti riescono a fare miracoli con i nonni che erano stati genitori tutti d’un pezzo. Mia mamma, rigidissima con noi figlie bambine, sembrava quasi la fotocopia della signorina Rottermaier, con mio figlio ha dato prova di essere in grado di fare cose che voi umani……… l’ho sorpresa una sera al piano di sopra a “gattoni” sul pavimento, con il pargolo a cavalluccio sulla schiena, che le aveva passato una cintura sotto le braccia e la usava a mo’ di redini e la incitava come se veramente fosse stato un cavallo…….. il viso di mio figlio due mesi fa è stata l’ultima cosa che ha visto.

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  5. Mio papà fa cose, con Margherita, che con me non ha mai fatto. Non per mancanza di amore, quello era più che evidente, ma per una sorta di pudore che con lei non ha.
    E pensa che all’inizio ne ero quasi gelosa! Poi con il passare dei giorni e delle settimane ho capito che non era affetto e attenzione che sottraeva a me, ma amore tutto nuovo, che di riflesso dedicava anche a me.
    E sì, anche mio papà a un certo punto è stato sorpreso a cantare per sua nipote (mia mamma rideva sotto i baffi – è piuttosto stonato – ma si è guardata bene dal farsi vedere, mica di farlo indispettire).

    Auguri, piccolissima. E tanti emè, per tutto il tempo in cui ti piaceranno.

  6. Che dire…sempre meravigliosa. Anche su mio padre i nipoti fanno miracoli, da padre padrone a nonno tenerone, che come commenta Chiara, di riflesso pare voler recuperare le carenze di un rapporto passato. Auguri alla piccolissima <3

  7. Però il un “rancore immotivato nella voce” della Pupa apre nuovi capitoli delle Maraonidi, è un giro di boa che sconvolge gli equilibri e che presagisce nuovi scenari dell’essere madre…questa cosa non mi riguarda ancora, ma già mi fa drizzare le antenne…

  8. Anche se seguo il tuo blog da anni, perchè mi piace molto il tuo modo di scrivere, ho aspettato di essere incinta del mio primo bimbo per leggere il libro che da il nome al blog. E devo ringraziarti moltissimo perchè mi ha fatto molto riflettere, commuovere, e soprattutto ridere! Mi fa effetto, avendo appena finito di leggere dei primi anni della Pupa, leggere che la Piccolissima compie 2 anni..di già!!
    Tantissimi auguri allora!

  9. I nonni, aka i nostri papà, sono quelli che ci stupiranno di più, investiti da questo nuovo ruolo, con meno responsabilità e più segreti complici.
    Mio papà sta facendo lo stesso con i miei figli, fa e dice cose inaspettate. E a volte colgo nei suoi occhi una gioia, una commozione, un amore, un trasporto che forse io non ho mai colto da figlia. Non perché non ci fosse, ma perché lo celava.
    Lo stesso ricordo di mio nonno, a me erano concesse cose che mai aveva concesso ai suoi figli. E tutto quello che vedo in mio padre, mi ricorda tanto mio nonno. E siccome il ricordo è talmente bello e struggente, lascio che vivano questo loro momento al meglio, senza interferire (anche se a volte è dura, eh, soprattutto al quarto cioccolatino..)
    :-)

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