Come fare addormentare un bambino

You look like gold to me E così l’ho provato anch’io, finalmente, Il coniglio che voleva addormentarsi: un nuovo modo di far addormentare i bambini, il bestseller di Carl-Johan Forsséen Ehrlin, classe 1978, un’infanzia anonima nel paesino di Huskvarna, in Svezia. Laddove per superare i lunghi e bui inverni gli altri bambini facevano binge-watching degli Adamson (il cartoon nazionale che, sostengono in molti, Matt Groening plagiò per dare alla luce i Simpson) lui fin da ragazzino si sfinì di libri e audiocassette sullo sviluppo personale: per poi diventare, da grande, scienziato comportamentale e tutor motivazionale per dirigenti d’azienda. Un giorno per caso in pochi minuti fece cadere addormentata la madre – seduta in auto accanto a lui – solo parlandole.

You make me wanna sing Un uomo così o è orribilmente noioso oppure è un genio – sospetto entrambe le cose, ma per esserne certi bisognerebbe chiedere alla sua donna, che nei ringraziamenti è citata come la sua «fantastica moglie, Linda Ehrlin, da sempre sostegno e ispirazione». Dopo aver reso disponibile gratis, sul suo sito, la storia monocorde e melensa del coniglio Camillo – insulso leporide che una sera voleva dormire, ma proprio non ci riusciva – nel tempo si accorse che la gente scaricava l’ebook, lo leggeva e gli mandava pure messaggi incoraggianti: «Il mio bambino di quattro anni, con l’Adhd, ci metteva tre ore ad addormentarsi, ora grazie al tuo libro solo la metà». Quel che si dice fare la differenza.

With all the joy you bring Prima di avere figli non avevo alcuna esperienza di addormentamento di bambini, pensavo che bastasse poggiarli nella culla e dargli un bacino per consegnarli al mondo dei sogni. I Pupi ci hanno messo pochissimo a insegnarmi che le cose non vanno proprio così, e soprattutto che ogni bambino è diverso. La Pupa a 10 anni si addormenta anche in piedi, come i cavalli, in 30 secondi; il Pupo va ogni volta letteralmente abbattuto e anche quando credi di avercela fatta  e cerchi di sgusciare fuori dal suo letto e dalla stanza lui rialza la testa, ti afferra la caviglia come nei film horror e poi ringhia: «Coccooohle. Ancora due coccoooohle».

Like the rays down from the sun Ieri sera allora ho sperato che Il coniglio che voleva addormentarsi potesse essere La Soluzione, la pallottola magica che ci avrebbe finalmente liberato da assurde e sfinenti trattative serali per addormentare nostro figlio. Ho provato. E ho capito questo: il libro è l’equivalente di una seduta ipnotica, con regole precise da seguire – voce sommessa, sbadigli nei punti chiave, ripetere qua e là il nome del bambino per farlo sentire coinvolto – ed espliciti riferimenti al training autogeno che già avevo usato coi miei figli (la Pupa l’aveva ribattezzato “trenino autocico”).

I’ve been fooled before «Vedo che sei stanco, [nome], e che adesso ti stai davvero addormentando», bisogna ripetere di quando in quando. «Rilassa i piedi, [nome]. Rilassa le gambe, [nome]. Rilassa le braccia, [nome]». Il Pupo e la Pupa dormono vicini, lei è andata ko all’inizio di pagina 2. Lui invece è rimasto sveglio fino all’ultima riga, nel dubbio gli ho letto pure «Questo volume è stato stampato presso ELCOGRAF S.p.A., via Mondadori 15, Verona», forse la parte più avvincente del libro. Giudizio provvisorio: il coniglio che spopola è una vera sòla, perché deve esserlo. È così noioso che una delle avvertenze all’inizio è «Non leggete mai a voce alta questo libro in presenza di persone alla guida di un’auto».

Now I know the difference from gold and brass Ho dimenticato di specificare che come in tutte le favole a lieto fine un editore a un certo punto ha notato il successo della storia di Carl-Johan, gliene ha comprato i diritti, li ha venduti in tutto il mondo, e il resto è storia. L’ebook gratuito è sparito dal sito, e l’autore si giustifica dicendo che «Non tutti ci sanno fare con internet, trovo sia un’opportunità fantastica poter acquistare Il coniglio che voleva addormentarsi in libreria».

And I’m down on bending knees Ho letto decine di recensioni in rete. Molti ringraziano Carl-Johan, altri lo insultano pesantemente e chiedono indietro i soldi del libro. Altri si lamentano per la scarsa qualità della traduzione in italiano senza capire che le frasi sono costruite – e ripetute – apposta in modo non letterario, per massimizzare l’effetto soporifero. Dopo averlo provato mi sale la curiosità di sapere se l’avete fatto anche voi o se magari, al di là del libro, avete tecniche infallibili per fare addormentare in fretta i vostri figli – nel caso funzionassero, sono disposta a pagarle il doppio del prezzo di copertina di questo libro, cioè 28,80 euro. Lo scrivo in grassetto perché Carl-Johan fa largo uso del grassetto per sottolineare le frasi importanti.

I’ve made mistakes in the past Mi piacerebbe a questo punto raccontarvi di cosa parla il libro, ma non me lo ricordo. È troppo noioso. Se soffrite d’insonnia, provatelo su di voi: funziona. A tratti mi sono addormentata, però per senso del dovere materno continuavo a leggere nel sonno, anche perché il Pupo è stato attentissimo fino all’ultima riga, correggendomi quando non effettuavo le sostituzioni giuste. «Mamma, perché mi chiami “[nome]”?», mi dava di gomito, costringendomi ad aprire gli occhi e a scrutarlo con un’oncia di odio. Verrà il giorno in cui anche tu desidererai dormire, figliolo, più di ogni altra cosa. E quel giorno, esattamente quel giorno, io mi sdraierò accanto a te, ti stringerò implacabile e ti sbaverò addosso. «Coccooohle. Ancora due coccoooohle».

 

 

Soundtrack: Questa canzone di Ben Harper, dall’album Fight for your mind, ha appena compiuto 20 anni, si intitola Gold to me e ha una linea melodica molto semplice che ne sottolinea la bellezza essenziale. L’ascolto da quand’ero ragazza e ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto molto, prima o poi, incontrare qualcuno che mi dicesse questa cosa: Per me sei oro, e non doveva trattarsi per forza di un fidanzato.

41 commenti su “Come fare addormentare un bambino

  1. Incredibile Paola! Anche io ieri sera ho provato a leggere questo libro a mio figlio! Era scioccato dal fatto che il libro parlasse di lui “mamma deve smettere di dirmi cosa fare!!!” e la storia lo annoiava tanto che dopo ho dovuto leggergli agli due libri più raccontargli vari aneddoti di vita vissuta,cioè ci ho messo più del solito per addormentarlo (due ore)ho notato che i bimbi attivi come il mio più cerchi di rilassarli con tecniche di rilassamento più si agitano e cercano di opporsi al sonno;non so cosa fare nemmeno io,oggi su facebook mi è stata consigliata la bottiglia della calma montessoriana (non so cosa sia).
    Dopo questo papiro posso dirti che anche su di me il libro,come tutte le tecniche di rilassamento, funziona alla grande!
    Ti leggo sempre,mi piaci un sacco!
    Alice

    1. Alice, doppiamente incredibile perché stasera dai miei vicini ho visto la bottiglia della calma montessoriana! come è possibile che abbiamo queste vite parallele? mi sono molto riconosciuta nella descrizione di tuo figlio, anche il mio voleva conoscere tutti i dettagli del libro e insomma è finita che ci abbiamo messo anche più del solito. forse dobbiamo riprovare? secondo me la prossima volta che minaccio di leggerglielo si mette a piangere. è veramente noiosissimo

      1. Io ieri ero tentata di riportarlo in libreria con lo scontrino,peccato avessi tolto la striscia di carta!mio figlio non vuole più saperne,ha tanti libri molto più interessanti dice;poi “mamma puoi cambiare voce?e fare tutte le vocine e le esclamazioni diverse come fai di solito?” Insomma per lui un libro è come uno spettacolo teatrale.in ogni caso non so più cosa fare,stasera riprovo con la melatonina (ma una diversa dalle mille che ho gia’ provato)amen!

        1. Ciao, al netto di altri consigli – ché non servono a un ciufolo e chissà quanti ne avrai già provati – volevo solo dirti che se con la melatonina noi abbiamo avuto qualche beneficio (nostro figlio di punto in bianco da aprile ha cominciato a svegliarsi la notte, sempre più spesso fino ad arrivare a una volta ogni ora, oltre naturalmente impiegarci molto per addormentarsi), la vera magia l’abbiamo ottenuta con melatonina+triptofano, che è la versione Plus di una nota marca di gocce di melatonina.
          Si addormenta più in fretta, e anche se si sveglia (una, massimo due volte per notte) comunque è sereno e si riaddormenta facilmente, molto spesso anche nel suo lettino senza venire da noi.
          Magari prova a chiedere al tuo pediatra.

  2. Io l’unica tecnica che trovo efficace è lo stremo. Se sono sfiniti di stanchezza e non hanno riposato durante il giorno, si addormentano subito. In caso contrario no. ^_^

    1. ma perché Silvia ad alcuni toccano in sorte bambini facili da addormentare, e ad altri no? ora per esempio: si è addormentato prima Mike Delfino del Pupo, e chi lo rivede più (quello grande)?

      1. Paola, sono le grandi domande della vita (di genitore). Perchè a qualcuno tocca in sorte un figlio che non mangia? Perchè a qualcuno tocca in sorte un figlio che si ammala sempre? e potrei continuare…
        la realtà è che i bambini, essendo delle persone e non dei mobili ikea, non hanno il manuale di istruzioni (nonostante quello che l’editoria odierna vuole farci credere, onde vendere più copie di questo o quel manualetto). E sono tutti diversi. E’ il bello (e anche il brutto ogni tanto) dell’essere mamme e papà…

  3. Mah, sinceramente non so. Io ho sempre adottato un sistema diverso per addormentare sia mio nipote che la sua sorellina. A nanna, nel letto, leggiamo una storia breve, che duri circa 10 minuti. Poi si posa il libro, io dico «Adesso dormite (oppure dormi, se uno solo)» e mi metto a leggere un libro per conto mio. Nessuna possibilità di scelta, si dorme e punto. Dormono in 10 secondi netti. Però magari non essendo la mamma scateno meno conflitti.

    1. oppure hanno un ottimo carattere entrambi. mia nonna quand’ero piccolo raccontava che per far dormire un bambino bisogna “passarlo sul gas”, ma non ho mai approfondito

  4. Anche io ho fatto molta fatica con la grande, che fino all’anno scorso (4 anni) voleva che io mi sdraiassi con lei (dopo aver letto almeno due storie) e rimanessi li fin che non crollava, peccato che pero’ fino alla fine era tutto un “mamma, ti dico una cosa” e un rigirarsi nel letto da mal di mare. Cioe’ non crollava finche’ io ero li’.
    Peccato poi che c’era anche la piccola, nella stessa stanza, a reclamarmi.
    Per un periodo di lei si e’ occupato il papa’ (la grande non vuole altri che me), poi mi sembrava un po’ esagerato che per due bambini ci volessero due genitori; e se c’era il terzo? Ho detto basta.
    Mi sono detta che l’errore sta nel pensare che i bambini vadano, appunto, addormentati, come se noi fossimo parte attiva del loro passaggio al sonno. Invece devono riuscirci da soli.
    Per alcuni e’ piu’ facile, per altri meno, e a volte tocca sentirli un po’ piangere. Non e’ facile neanche questo, ma credo che i “no” a volte servano.
    Non e’ solo che ero stufa di passare la mia serata a far dormire le mie figlie, e’ che proprio penso che sia meglio per loro, per la loro autonomia. Magari sbaglio.
    Passo del tempo con loro prima della buonanotte, leggo una o due storie, poi ci sono i pupazzi da distribuire, l’acqua da bere, svariati baci e abbracci, ma poi ci si tira dietro la porta e si dorme. Non funziona sempre, spesso mi richiamano una o due volte, ma poi basta. E sono serene.
    Non so, forse e’ solo fortuna, molto dipende dall’eta’, purtroppo non ci sono metodi, solo il proprio istinto.
    PS: il libro del coniglio mi stenderebbe a pagina due, non ci provo nemmeno!

  5. Il mio piccolo e’ come il Pupo, ogni volta dormire e’ un’avventura e ringrazio il cielo che a quattro anni finalmente non deve piu’ fare il sonnellino pomeridiano: almeno un addormentamento al giorno me lo sono tolto dalle fatiche materne. Ultimamente ho preso “i racconti delle fate” di Carlo Collodi e devo dire che mi hanno dato grande soddisfazione: le fiabe sono lunghe ma normalmente la mia gioia non riesce mai a sentire il finale :-)

  6. Anche a me è toccato in sorte uno di quei bambini che ci mette un secolo per addormentarsi.
    Oltretutto è anche un bambino che non mangia le verdure; così dopo che ho passato tutta la cena a cercare di fargli mangiare queste benedette verdure, a volte incavolandomi e altre inventandomi mille favolette per convicerlo , tocca a me il più delle volte metterlo a letto , leggergli un libro e poi spesso aspettare vicino a lui che si addormenti a seconda di quanto è calmo o agitato quella sera.
    Devo dire che da quando sa leggere spesso facciamo che una pagina la leggo io e l’altra lui, così immancabilmente nel tempo che lui ci mette a leggere la sua pagina io sono già svenuta dal sonno.
    Perché io a differenza di mio figlio mi addormenterei benissimo e prestissimo.
    Quando era piccolo, avevo tentato senza successo la tecnica del libro “fate la nanna”. Siccome me ne vergogno ancora, non ne ho più voluto sapere di manuali sull’addormentamento, e infatti questo coniglio Camillo mi era sfuggito fino a che tu Paola non ne hai parlato. Sei come sempre fonte di nuove scoperte per me , quindi forse potrei dirti io che you look like gold to me : in effetti sei una preziosa fonte di informazioni e non solo. Ricordo che quando ho scoperto il libro erounabravamamma per me è stato un grandissimo conforto perché vivevo un momento di isolamento dovuto alla maternità.ma questo forse l’ho già detto. Per tornare alle difficoltà ad addormentarsi , da un tot di tempo mio figlio , che a breve compirà 8 anni, fa molta più fatica del solito perché ha una fottutissima paura che gli alieni vengano e se lo portino via dopo avergli iniettato nel braccio un misterioso siero verde. Conosco molto bene la repentina presa da film horror che mi serra il braccio quando sto per andarmene dal suo letto. Ho detestato per un po’ il compagno di classe che gli ha fatto vedere un filmato sugli alieni ma poi parlando con alcuni insegnanti steineriani ho scoperto che in realtà verso l’inizio del nono anno di età , è ricorrente in quasi tutti i bambini la paura di qualcosa, per alcuni possono essere gli alieni, per altri i ladri in casa , per altri ancora l’improvvisa mancanza dei genitori.
    lo chiamano l’anno del Rubicone. Il nome è evocativo: così come per Cesare l’attraversamento del Rubicone segnò la fine dell’antica Repubblica, il nono anno di vita segna per il bambino la fine del mondo incantato delle fiabe, l’anno in cui prende coscienza del proprio Io e il senso di solitudine che prova gli fa paura. E’ pensando a questo che la sera resto più volentieri accanto a lui fino a che non lo vedo scivolare sereno nel mondo dei sogni e guardando i suoi occhi chiusi mi sciolgo in dolcezza . scusa la lungaggine. spero di non aver sbagliato punteggiatura , ortografia e quant’altro. nel caso, fa niente :-)

    1. grazie barbara per il tuo bellissimo commento. mi hai commosso. e sono sicura che anche tu, per il tuo dolce pauroso coraggioso figlio (che mi sembra proprio uguale al Pupo, salvo il fatto che lui adora le verdure) sembri proprio oro.

      1. Paola per restare in tema “fine del mondo delle fiabe” si potrebbe parlare di quella fase in cui i bambini iniziano a fare i trabocchetti per scoprire se è vero o no che Babbo Natale non esiste? dopo la ruota panoramica di Mirabilandia, si sono aggiunte alla lista una serie di richieste che nemmeno se accendo un mutuo trentennale riuscirei ad evadere, ma la cosa buffa è che ad ogni richiesta segue uno sguardo sbieco come se stesse testando la mia reazione. tu come hai affrontato la cosa, se l’hai già affrontata?

        1. Questa te la devo proprio raccontare.
          Alice (ai tempi sei anni) e la sua compagna Laura si interrogavano sull’esistenza o meno di Babbo Natale.
          Pensa che ti ripensa architettarono la seguente strategia. Rivolgere a Babbo Natale una domanda alla quale solo lui potesse rispondere. E verificare se la risposta data a Sara e quella data a Laura collimavano (in caso contrario erano stati i genitori ad inventarsi la risposta). Lasciare la domanda scritta su un foglietto in un posto dove Babbo Natale potesse trovarlo. Nel nostro caso, in mancanza di camino, Alice lasciò dei foglietti incollati sul balcone.
          Naturalmente nessuno si accorse dei foglietti fino a primavera. Ma ci misi anni per capire cosa diavolo volevano dire quei “Babbo Natale come si chiamano le tue renne?” . E naturalmente fu Alice a spiegarmelo, molti anni dopo.
          Ho trovato il sistema geniale. Metodo sperimentale allo stato puro.
          Sarebbe fantastico se anche noi adulti lo applicassimo prima di credere alle favole che qualcuno ci racconta.
          Marianna

          1. Grazie Marianna! E brave Alice e Laura!! Mi chiedo dopo quanto tempo abbiano smesso di aspettare la risposta di Babbo Natale :-)
            Quando io ero piccola mi dicevano che a portare i doni era Gesù Bambino.
            Devi sapere però che per me Gesù Bambino era quella statua di gesso che vedevo tutti gli anni portata in processione in braccio alla Madonna, in uno sperduto paesino della Calabria in cui andavo a fare le vacanze. Ora, immaginarmi la statua della Madonna con in braccio Gesù , con tutto il baldacchino, che mi entrava in camera di notte, portata da chissà chi, mi inquietava non poco. In fondo scoprire che era solo una favola per me è stato un sollievo :-)

  7. Col primogenito è filato tutto così liscio da quasi subito che mi gloriavo di essere un’ottima madre: non ha problemi ad addormentarsi! Si addormenta ovunque! Dorme ogni notte 11 ore filate!
    Poi è arrivato il fratello. Lì ho capito che non ero io una brava madre, ma una madre fortunata di un bambino calmo e che ama molto dormire. Il piccolo mi sfinisce per tutto il giorno, ma alla fine per addormentarsi non va malaccio, anche se la storia dev’essere piena di tensione e di voci e la sceglie lui e poi anche lui come il tuo Pupo mi chiama quando credo che ormai sia crollato… Mamma ti devo dire una cosa! E io salgo le scale per la centesima volta (e c’è chi paga per fare step!) e lui mi dice: Buonanotte!

  8. Ultimamente per far addormentare Margherita (dopo aver letto la storia, fatto i salti sul letto e chissà che altro) le devo raccontare la storia della regina Clarion (Disney fairies) che passeggiando per i prati della radura incantata pesta con le sue scarpine (che cambiano colore ogni sera) una cacca. Il suo innamorato se ne accorge e cerca di pulirle le scarpe, con il risultato che si sporca i pantaloni e devono andare a casa di corsa. Appena arrivano inizia un temporale, solo, che al posto delle gocce d’acqua, dal cielo piovono cacche.
    L’inizio della storia è la rielaborazione di una cosa successa a lei, il resto lo abbiamo costruito con il passare delle sere. Capisco che non sia una tecnica particolarmente raffinata, ma lei ride di gusto, si rasserena e tende a non fare più capricci.

    Viste le premesse, temo che il coniglio con noi non funzionerebbe gran che…

      1. Cerco di farla durare al massimo un quarto d’ora, ma anche lì va a fortuna.
        Lo scopo è farla ridere al punto da farle dimenticare di dirmi, con voce flebile “mamma…ma io non vorrei che voi andiate a lavorare domani, sono tanto triste” (lascio la forma verbale come la usa lei), cosa che fa andare me a letto con il magone.
        Sopravvivenza allo stato puro!

  9. Cara Paola, non ho consigli per l’abbattimento del minore. Sabato scorso io ho puntato su Rosaspina. Quando lei si punge il dito e cade addormentata, e con lei tutto il reame, io ho iniziato ad abbassare il tono gradualmente e sempre di più fino ad arrivare ad un lieve sussurro. Così insieme a Rosaspina, il re, la regina, il cuoco che stava dando un ceffone al garzone, i cavalli, i cani, i gatti e le mosche attaccate al muro, si è addormentato in maniera estremamente poetica anche il pargolo. Era molto stanco, va detto, pertanto non penso potrebbe funzionare per il tuo pupo, anche perchè mica gli puoi proporre la stessa favola tutte le sere. . però devo ammettere che è stato bello vederlo abbandonarsi così al sonno.. e dirgli al mattino successivo che la magia della fata aveva funzionato veramente!
    Ti saluto e ti auguro che sta storia del sonno si vada facilitando, io quando fatico nell’addormentamento del bambino, posso arrivare all’isteria.
    bea.

  10. Mi dispiace non ho suggerimenti i miei tre figli hanno schifosamente dormito per almeno 8 ore dal primo giorno di vita saltando pure le poppate!!!!!!ma sono un caso raro me ne rendo conto ……………..

  11. Figlio 1 è insonne da sempre, io schianto accanto a un figlio a caso, lui poi mi sveglia dopo mezz’ora di sonno profondo e vado in giro per casa come una belva feroce e idrofoba fino alle 3 di notte. Da un po’ lo psichiatra gli ha prescritto la melatonina e pare un po’ aiuti. Non che funzioni, aiuta. Inutile fare della letteratura o della filosofia, le droghe pesanti ci vogliono o non arriva alla maggiore età perché potrei strangolarlo io nel sonno (il mio) la prossima volta che mi sveglia alle 2 per dirmi che ancora non ha chiuso occhio.

  12. io sono 6 anni che non dormo perchè i miei bambini ENTRAMBI non ne vogliono sapere. oddio si addormentano eh, dopo una rigorosa procedura pipì- denti- libro – mamma/papà sdraiati con loro per almeno 15 minuti.
    poi però nelle nostre notti c’è vita.
    verso le 3, puntuale come la morte, arriva il piccolo nel lettone perchè lui ha paura del buio, vuole dormire con la LUCE accesa, possibilmente il SOLE, non bastano lucine, lampadine, lampade con luce soffusa, no, quelle fanno ancora più paura. e visto che di notte il sole non c’è, non gli rimane che la mamma da scalciare fino al mattino quando dorme beato dopo averci fatto cadere tutti giù dal letto.
    ma nella notte anche la sorella grande non risparmia. di solito arriva l’urlo arrrabbbiatttissssimo, ad orari irregolari, MMMAAMMMMAAAA, che qualche volta mi verrà l’infarto, dato che sono una che dorme come un sasso. e un giorno sì e un giorno no è un brutto sogno o ha sete (che quando ha sete la strozzerei, c’era bisogno di arrabbiarsi tanto?).
    insomma, oltre a essere invecchiata di 90 anni in sei, che se continuo così mi scambiano per la nonna di mia mamma, ho fallito miseramente col sonno dei miei figli.
    ho fallito su tutta la linea.

    1. ma poveretti! se la situazione è come la descrivi mi sento male per voi. avete provato con la melatonina? io sì, a tratti, e fa il suo dovere… è vero che non risolve, come dice mammasterdam, ma aiuta

  13. Dunque faccio outing: io il barattolo dell calma l ho fatto. Primo perchè è tutto glitterato w con tre femmine il glitter pacchiano possibilmente fucsia, è in mio pane quotidiano (io che amavo il beige e l’écru) secondo percje la maestra della mia grande dice che va un po’ calmata in certi momenti (bah) . C’è da dire che tutti gli aulico post di facebook non dicevano che ogni sacrosanto barattolo perde. Dunque ho casa piena di macchie di quel liquido brillantoso. Ti dirai, cara Paola, allora hai desistito? Ebbene no, ho comprato uno di quei barattoli plastico si pièni ️di mashmallows e dopo averlo riempito di tutto l’occorrente l’ho sigillato con la colla a caldo! Evvai non perdeva più! Bene, alla prima occasione eccoti il barattolo! Ma…non aveva previsto la montessori che la mia seconda (dicembre 2013 come la tua credo) l’avrebbe rubato alla sorella e buona buona in un angolino avrebbe scollato con il santo ditino tutta la colla per aprirlo e trionfalmente versare tutto il conenuto, glitter compreso sul divano e sulla culla (vuota) della mia terza. Calma a chi signora montessori????? Paola mia consolati, quando meno te lo aspetti il pupo cambierà abitudine e dormirà da solo. A mio fratello mia mamma regaló una torcia a pile e lui sotto le coperte faceva finta di avere un mondo tutto suo e piano piano si addormentava. Io che dormivo affianco lo trovavo alquanto inquietante ma funzionava. La mia prima dorme secca alle sette e mezza otto… La seconda si addormenta e (come vedi dall ora ) si sveglia urlando a più riprese, la terza fa la neonata di un mese e mezzo (giustamente). In bocca al lupo e tanti baci al pupo

  14. sono due anni che cerchiamo un figlio disperatamete (mese prossimo inseminazione aiutooo) ma le vostre esperienze mi devastano! come accidenti faremo noi due che alle 21:15 siamo già schiantati nel letto?
    (a nostra discolpa la sveglia suona alle 6).
    però da quel poco che leggo, non sarà proprio il concetto di sdraiarsi con loro che è sbagliato? perchè un figlio dovrebbe lasciarsi andare al sonno se può avere finalmente mamma tutta per se dopo che magari non l’ha vista tutta il giorno?
    cmq porto esperienza di una collega che non ha dormito per 4 anni. è arrivata anche ai sonniferi. inutili.
    Altra collega adottava metodo tedesco. figlio nel letto alle otto. solo in camera. pianti inascoltati.
    crudele ma efficace, bisogna avere però una casa adatta e pochi vicini di casa…io nel mio bilocale in condominio sarà dura!
    auguri a tutte!

    1. scusa io capisco il tuo punto di vista. molto bene. diciamo che ci credevo anche io, fino a che non sono diventanta mamma. se il “metodo tedesco” ha funzionato, che poi è il metodo “fate la nanna”, piuttosto avversato ultimamente, è solo per purro c… ehm fortuna. Se si ha un figlio che dorme da subito da solo o si abitua ad un certo metodo non è perchè sei più brava ma perchè hai fortuna. Sicuramente a voi andrà meglio dai, e poi se lo cercate così tanto alle varie magagne un po’ ci si adegua e passano anche i giorni assonnati. Buona fortuna! :) Anna

  15. Io ..con in braccio il duenne che non ne vuole sapere di addormentarsi senza staccarsi da me sono sconvolta che ancora devi sdraiarti con il tuo bimbo….vuol dire che non vedrò mai la luce???????

  16. e la Piccolissima, Paola? Se tu devi addormentare il Pupo, dove la metti? Io ho due bimbi e con mio marito ce li spartiamo alla sera, e anche nelle alzate notturne, che non mancano soprattutto con il maschietto …però quando sono da sola e’ dura! Mi piacerebbe tanto avere un terzo figlio ma la cosa che più mi preoccupa è proprio il sonno … Siamo entrambi medici e al lavoro ultimamente facciamo molta fatica , con tutta la stanchezza che stiamo accumulando !! Grazie paola per il tuo blog e per il tuo libro!! L’ho letto con la prima figlia e riletto con il secondo e ogni volta mi ha riempito di buon umore e di voglia di fare la mamma. Ed è un regalo che faccio sempre a tutte le mie amiche!

  17. Paola e voi tutte devo fare un aggiornamento! Da questa settimana ho ricominciato con la melatonina data all ora di cena e funziona alla grande.Solo voi potete immaginare la mia gioia!
    Mi è stato consigliato di cenare prestissimo (noi alle 7dopo la cena del 7mesenne)e di conseguenza andare a letto molto prima(prima delle 9)anche se per noi è spesso un problema,tornando il padre spesso dopo le9;omunque così facendo alle 9e30crolla di sonno.forse ho sempre sbagliato a dargli la melatonina poco prima di dormire.questa settimana mi sono sentita un altra persona con tutta la serata a disposizione! Baci

  18. Ciao Paola, è la prima volta che ti scrivo, ti ho scoperto da pochi giorni. Anche io ho un bimbo (il secondo) nato a dicembre 2013, arrivato insperatamente dopo una lunghissima ricerca, durata ben 4 anni.
    Comunque… il maggiore ha 8 anni e il suo addormentamento è sempre stato molto laborioso e lungo, ma quando si addormenta poi tira mattina. Se invece è lasciato solo prima che abbia raggiunto il giusto grado di cottura, ce lo troviamo in camera nostra nel cuore della notte. Lui non vuole restare da solo e non sono ancora riuscita a trovare un’argomentazione valida del perché io e il padre dormiamo in compagnia e lui deve stare per i fatti propri (suo fratello dorme nella nostra stanza, per ora). In passato gli leggevo io (e quanti bei libri ci siamo letti insieme!!) oppure il papà inventava storie bellissime (avere la sua fantasia), ora però lui sa leggere e legge da solo (il massimo della libidine è – quando il fratellino è crollato presto – mettermi vicina a lui e leggere anche io). Quando è ora di spegnere la luce ci sdraiamo a fianco (o io o il padre), un po’ di coccole e dolci parole, a volte parliamo di cose importanti che durante il giorno non abbiamo sistemato, dubbi suoi, chiarimenti se abbiamo avuto una discussione, oppure confidenze, o qualche risata… poi gli dico che è ora di dormire, resto vicino a lui qualche minuto, quando lo vedo abbastanza rilassato lo saluto con i baci della buonanotte. È un bel momento per me questo, anche se spesso tra una cosa e l’altra ora che i figli dormono la serata è bella che finita.
    Il problema in tutto ciò è che il piccino dorme in un’altra stanza e anche lui vuole il suo rito… fino a fine giugno si addormentava al seno, poi grazie al cielo abbiamo smesso con l’allattamento e da principio si addormentava velocemente, due coccole, giù nel lettino, un po’ di dondolamento e via, si addormentava da solo. Ora la procedura suddetta si è allungata, non so cosa sia successo, un po’ i malanni stagionali che ci hanno costretti a nottate diverse, un po’ che ha ripreso il nido e mi cerca di più…fatto sta che addormentarli entrambi sta diventando trooooooppo lunga (a volte sono col grande e il piccolo che sembrava dormisse mi chiama). Vorrei essere più celere in questi rituali, ma vedo che rispettando quelli fanno la tirata fina a mattina entrambi… e dato he il piccolo fa la notte intera da soli due mesi, ora come ora lo trovo un compromesso accettabile. A breve li metteremo in cameretta insieme, sperosperospero che in questo modo si trovi un rituale valido per entrambi e che la compagnia reciproca li aiuti… spero!!!!!!!

    P.S. ti invidio moltissimo Michael Stipe che ti ha accarezzato il pancione!

  19. Credo sia uno dei post più divertenti (per chi legge) che tu abbia mai scritto su questo blog! Grazie!!! E mi servirà a sapere cos rispondere quando mi chiederete : “zia Giaina vuoi mettere a letto tu il Pupo??”. Bisous e courage!!

  20. E io che dopo aver letto il post precedente della piccolissima che si addormentava da sola nel suo lettino mi ero sentita cosi inadeguata!
    Il mio piccolissimo (19 mesi) si addormenta ancora al seno.
    Con la sorella il punto do svolta è stato smettere il riposino.
    Se si stanca fisicamente poi crolla.
    E passare da un’ora e mezza a quindici minuti è stato veramente meraviglioso!!!!

    Pero ha dovuto essere abbastanza grande da gestire la stanchezza. Sotto i due/tre anni senza pisolo poi era isterica in capriccio continuo x tutto il pomeriggio e la sera.

    Consigli zero. Mi spiace

  21. Ciao Paola, il mio bimbo è simile a molti dei vostri … pensa che per non andare a dormire piuttosto inizia a correre intorno al tavolo in sala per almeno mezz’ ora di fila. Sarà che ha molta energia da scaricare? Sarà che vuole stare sveglio insieme a noi, che lavoriamo e quando torniamo a casa quindi per lui è una gioia immensa? Sarà perché è così e basta?
    … mentre lo aspettavo, io che sono una pigrona, mi immaginavo le lunghe pennichelle pomeridiane fatte insieme a lui nei week-end. Bene, ti dico solo che lo avevamo soprannominato MEZZ’ ORETTA fin dai primi giorni di vita! Mezz’ ora di pennichella in tutto il santo giorno.
    Dopo i tre anni ha cominciato ad andare meglio, ma non troppo.
    Ora ne ha 5 e la pennichella pomeridiana è ormai (per me) solo un miraggio lontanissimo e praticamente dimenticato … e nonostante non si addormenti ad un orario decente, tutti i giorni, e dico tutti, sabati, domeniche e festività comprese, ha la forza di svegliarsi all’ alba e di ricominciare la giornata come nulla fosse. Mentre io mi trascino fuori dal letto ancora confusa ed assonnata.
    Ah, ma gliel’ ho giurata … la prima volta che uscirà con i suoi amici per andare a ballare e tornerà a casa appena farà giorno, io sarò lì. E la mia vendetta, una volta che si spalmerà nel letto, finalmente esausto, sarà compiuta … Bhuuuuaaahaaaaa!!

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