Fallimenti prenatalizi

We were born sick Nei giorni già densi che precedono le festività il precario menage maraonide è funestato da continue ricadute della Piccolissima, la quale nel mese di dicembre ha frequentato il nido per un totale di sei giorni, uno in più di quel che ci permetterebbe di usufruire della quota scontata del 50% causa malattia. La graziosa cialtrona passa dunque con disinvoltura da un malanno all’altro. «Possiamo a questo punto ragionevolmente sostenere che mia figlia è cagionevole, doc?» ho chiesto stamani alle 8.07 al pediatra. «In effetti», mi ha risposto lui con voce cavernosa (come ho già scritto, nutro il forte sospetto che risponda dal cesso alle chiamate dei genitori preoccupati).
Every sunday’s getting more bleak Nell’inverno del nostro malcontento la Piccolissima si è svegliata ieri mattina con la febbre a 39 e un muco appiccicoso che le aveva – scusate il dettaglio – cancellato i lineamenti del volto. Da mesi in famiglia noi adulti si esce solo alternati, dovendo uno dei due restare a casa a badare alla figliola colante. I ratti maggiori non se ne curano ma continuano imperterriti nelle loro attività di disturbo della quiete.
I’ll tell you my sins Incapaci di comprendere con esattezza di quali peccati siamo chiamati a rispondere, teniamo botta come possiamo. Gli incastri vita-lavoro si fanno via via più complessi. Io perdo progressivamente il senno anche grazie alle chat di mamme su Whatsapp, donde provengono notizie contrastanti sulle feste scolastiche e i compiti da eseguire. Nel casino ho ciccato l’orario della festa del Pupo: per la prima volta nella nostra carriera da genitori io e Mike Delfino siamo arrivati in ritardo alla recita natalizia.
Only then I am human Quindici minuti ci sono stati fatali. Siamo arrivati ultimi, quando i bambini di tutte le prime erano già sciamati dalla palestra in cui avevano intrecciato canti melodiosi fino in classe, dove avevano cominciato ad azzannare fette di pandoro e addobbi. «Mamma», la frase che non avrei mai voluto sentire, «Non siete venuti alla recita», mi ha detto il mio cucciolo-miele vestito da angioletto. Quaranta paia di occhi si sono posati su di noi.
And she’s buying a stairway to Heaven Per consolarmi la rappresentante di classe mi ha intasato lo smartphone di improbabili video in cui il Pupo è un puntino sfuocato. «Tuo figlio se lo ricorderà per tutta la vita», mi ha detto un’altra mamma. Il giorno dopo mi ha chiamato un’amica, infuriata con l’ex marito. «Paola, so che non ci crederai. Quel colpevole idiota mi ha fatto tardare alla festa di Natale della scuola. Mi ha detto un’ora per l’altra, sono arrivata ed era già tutto finito. Una cosa, ti giuro, da vigliacchi. La bambina stava malissimo. Non mi sono mai sentita così miserabile». «Neanch’io», le ho risposto, e non sapevo cos’altro aggiungere.
Gonna put my pink dress on Nei momenti di difficoltà il maraonide si distingue per la sua capacità di reagire. Anche se questa volta persino mia madre, in genere indulgente e comprensiva, mi ha blandamente insultato per la mia inettitudine, mi sono sforzata di fingere che nulla fosse successo e il giorno dopo mi sono presentata alla recita della Pupa con inutile anticipo e un velo di rossetto sulle labbra. Per risarcimento ho fatto prelevare il Pupo dalla sua classe e ci ho portato pure lui. «Facciamo che vale come fosse la mia?» mi ha chiesto. «Paola, grazie al cielo oggi ce l’hai fatta», mi ha salutato la maestra di matematica. «Abbiamo saputo che ieri hai sbagliato orario». Quel che si dice una fama meritata.
One day baby we’ll be old Ora ditemi per piacere che almeno una volta è successo anche a voi. Se non questo, almeno qualcosa di simile. Svelatemi qualcosa che io possa un giorno raccontare ai miei figli per riderne con loro.
And think of all the stories we could have told Sono tuttavia fortunata perché laddove un altro uomo mi avrebbe crocifisso, Mike Delfino ha incassato signorilmente e mi ha detestato in silenzio per un paio di minuti al massimo. I ratti maggiori hanno altrettanto fortunatamente ereditato il mio senso dell’umorismo: sono bambini spiritosi, abituati a drammatizzare solo eventi vacui e inessenziali. Non posso proprio lamentarmi di loro, se non per un dettaglio che ho inquadrato solo di recente: da una certa ora in poi, si deteriorano. Diciamo che dalle 19 perdono tono, vanno fuori controllo. Diventano insopportabili mucillagini, si fanno miagolanti e meosi (questo è un aggettivo che abbiamo inventato in famiglia, penso renda l’idea). Mentre scrivo questo post, al piano di sopra dorme il sonno dei giusti il Pelloni, primogenito della mia carissima Pellona, un santo di sei anni e mezzo insospettabilmente diventato amico del Pupo. Stasera io e Mike Delfino li guardavamo giocare e mentre lui infilava una serie di «Sì, certo», «Grazie mille», «Volentieri», «D’accordo», abbiamo pensato di aver sbagliato qualcosa nell’educare i nostri figli. Il punto è che non abbiamo mica capito cosa.

Soundtrack: Take me to church
Stairway to heaven
4th and vine
One day/Reckoning song

36 commenti su “Fallimenti prenatalizi

  1. Ciao di solito i tuoi post mi fanno sbellicare. oggi mi è rimasta un po di malinconia. tanta solidarietà perché deve essere orribile sentirsi in colpa! ma non esagerare… non ci credo proprio che se lo ricorderà a vita! un abbraccio. sei fortissima !!

  2. eheh io una volta ho “ciccato” il primo giorno di scuola! mio figlio è andato il giorno dopo perché ero arciconvinta che si cominciasse di martedì e non di lunedì (non mi chiedete come mai). che ne dici?

  3. Quando ero in terza elementare, mia mamma arrivò in ritardo alla recita di natale. Credo che non avrò pianto tanto come il giorno, la maestra che mi consolava e tranquillizzava e i miei compagnetti che mi prendevano per mano. E’ uno dei ricordi più belli della mia infanzia, ho ancora viva in me l’immagine di mia mamma che arrivò tutta affannata, mi chiese scusa e poi mi abbracciò forte forte. La causa del ritardo? Mia sorellina a casa sempre malata, mio padre il giorno era stato trattenuto in ufficio dal direttore e non poteva uscire prima nonostante avesse chiesto un permesso.
    Sono queste le cose che fanno famiglia!
    Martina

  4. I miei genitori non sono mai venuti alle mie feste a scuola perché non potevano, venivano i miei nonni; invece mia mamma è andata a tutte le feste di mia sorella perché quando è nata lei ha smesso di lavorare. Me lo ricordo ma sono comunque sopravvissuta.

  5. Se può consolarti Paola io mi faccio vedere così poco al nido del mio piccolo che più di una volta la tata di turno all’uscita mi ha chiesto: scusi lei chi sarebbe?
    La mamma…
    :-(

  6. Innanzitutto grazie per il tuo precedente post, che sento un po anche mio, visto che la mia seconda ha fatto un anno oggi…quindi auguri per la tua anche se in ritardo.

    Secondo, carissima Paola, la vita dei pupi sarà piena di altre cose da ricordare, e questo sarà solo un simpatico aneddoto familiare, vedo in ospedale la gente combattere ogni giorno con i sensi di colpa: se avessi, se non avessi, perché ho… I sensi di colpa ci ammazzano! Stai serena perché ogni sbaglio fatto in buona fede non è grave, e più tu sei serena più lo saranno loro: hai centoeunomila recite davanti a te, questa é la meglio riuscita perché non te la scorderai mai. Mi piaci un sacco, buona notte

  7. ok ora verrò crocifissa, ma ci sono studi scientifici che lo dimostrano giuro, elimina il latte alla piccolissima per migliorarne la salute.
    è provato che infiamma le mucose!
    sostituire con succo di frutta la mattina nn sarà una tragedia…già che ci sei anche lo zucchero sarebbe una buona idea eliminare…

    1. no no non ti crocifiggo! il latte e i latticini sono mucolitici (tant’è che van bene per fluidificare la tosse). la piccolissima però ne beve veramente pochissimo, come coccola serale prima della nanna, oltre al mio che ancora le dò nella speranza di proteggerla da qualche malanno… e formaggio quasi nulla, e nemmeno zucchero!

  8. In quarta elementare mia mamma è arrivata a recita finita , ha sbagliato l’orario . Ho guardato la porta per tutto il tempo della recita … Me lo ricordo ancora ma siamo tutti sopravvissuti senza troppi buchi nell’anima ! Sabri

  9. No, nojn mi è mai successo perché non ho figli. E non è mai successo nemmeno ai miei perché 1) in orario scolastico lavoravano e dunque risolvevano il problema non venendo affatto 2) ai miei tempi preistorici le recite erano un po’ meno, anche perché si partiva, credo, dall’idea che al limite i genitori potevano anche averci un po’ da lavorare, a volte. E io non voglio dire che i miei genitori fossero perfetti, ma il fatto che non venissero a quelle (poche) recite NON mi ha mai traumatizzata, al contrario di svariate altre cose che hanno fatto.
    Mi sembra di capire che puoi già contentarti che non ti abbiano crocefissa all’entrata della scuola.
    Coraggio, col tempo (forse) dimenticheranno. Intendo gli adulti, non i tuoi figli (che dubito assai ti serbino rancore).
    Già che siamo in tema, auguri di buon Natale ^__^

    1. ma infatti murasaki anche io mi chiedo: perché tutte queste recite? c’era pure quella dell’asilo nido ma essendo la piccolissima sempre malata l’abbiamo scampata :-). auguri!

  10. Io pagherò lo psicologo a mio figlio grande per tutta la vita, credo. Mai e dico mai arrivata n orario a prelevare il ragazzo all’uscita della scuola materna. Non so cosa succeda tra le 15 e le 15,30 ma a me si accartoccia il tempo a da super anticipo arrivo in super ritardo. Immancabilmente.
    La recita l’ho scampata, non ci è proprio voluto andare lui.

  11. In quinta elementare, alla recita di carnevale si faceva il circo. Mia madre, che era anche la mia maestra, si è dimenticata a casa la cassetta con la musica per il balletto, ovviamente se n’e accorta a spettacolo iniziato. Mi ha mollata con il microfono in mano a presentare i numeri mentre lei è corsa a casa a prenderla! Avevo 10 anni /:

  12. Cara, io e il maritozzo abbiamo fatto ben di peggio.

    Così, en passant, ti annuncio che il 2 dicembre è nato il criminale2. Intervento programmato, arriviamo in ospedale, mi preparano e in un batter d’occhio mi mandano in sala: perfetto, ci diciamo, così riusciamo ad andare a prendere il pupoMajor all’uscita di mezzogiorno e lo portiamo a conoscere il fratello.
    Senonché in reparto c’è un bordello infinito e mi fanno entrare in camera che sono le due passate, quindi niente prelievo del pupo grande.
    Beh… ci siamo dimenticati di chiedere a mia madre di andare a prenderlo e lui si è trovato, per la prima volta in vita sua, sballottato al post-scuola con la maestra vecchietta che non sopporta.

    Già lo vedo, tra vent’anni, lungo disteso su un lettino da psicanalista, che dice “dal giorno in cui è nato mio fratello i miei genitori si sono dimenticati di me!”

    Ehm….

  13. latte che infiamma le mucose???? mah….
    comunque visto che è appena passato Natale un piccolo sfogo: vi confesso che non ne posso più di tutte le mie amiche che pubblicano/mandano le foto dei loro piccolissimi vestiti da babbo natale!! io non ho mai sentito il bisogno di farlo!! ho dei problemi??? ditemi che non sono sola !! ��

  14. Paola ma gli altri tuoi figli il primo anno di nido non si sn mai ammalati? No perché qui l’anno scorso è stato un delirio! E la pediatra sentenziava semplicemente: “è la comunità”. Anna

  15. Si ma infatti non mi sembra strano… sarebbe strano che non si ammalasse. Purtroppo almeno i miei al nido era un continuo. Infatti per la terza ho deciso do lasciare perdere, al massimo l’anno prossimo la porterò qualche ora al baby parking la mattina. Ma pagare la retta del nido per poi averla sempre a casa malata non mi va più.

  16. finalmene un dì mia cognata mi affidò il compito super-desiderato di andare a prendere la mia nipotina Prima a scuola.. solo che io ero incinta alle primissime settimane e avevo sonnissimissimo (per sorvolare altre preoccupazioni che occupavano evidentemente anche i pochi neuroni restati funzionanti). Nel pieno del sonno squilla il cellulare ed era lei indignata “non era mai successo…” etc etc non voglio ricordarmelo il resto degli improperi…
    ho pianto per una giornata intera

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