Corse a ostacoli

Di cosa parliamo quando parliamo di musica
L’altra sera ho incontrato Ivano Fossati, che non sarà come i R.E.M. che si sciolgono ma a me sapere che smetterà di comporre ha fatto effetto. Ivano Fossati è una persona gentile come ce ne sono poche. Alla fine dell’intervista gli ho chiesto, ma noi come faremo senza le tue canzoni, e lui mi ha buttato lì un sorrisetto un po’ storto e mi ha detto forse più per consolare se stesso, in fondo ne avete 460, potete sempre riascoltare quelle.
A me le cose che finiscono fanno una certa impressione. Detesto le ultime volte: l’ultima lezione del corso pre-parto, l’ultima volta che accompagni tua figlia all’asilo, l’ultima volta che fai l’amore con un uomo che poi lascerai.
Un’altra cosa che mi fa una certa impressione sono i pazzi. Mi attraggono e mi spaventano al tempo stesso. Due giorni fa in treno un tizio obeso seduto di fronte a me continuava a guardarmi, a scuotere il capo e ripetere: “È ottobre, è ottobre, è ottobre”, come se fosse una cosa brutta, un dolore da condividere, una minaccia di cui noi viaggiatori presenti su quel treno dovevamo in qualche modo farci carico.
Ci sono anche i pazzi socialmente accettati, che mi piacciono molto meno. Tipo la mia collega schizoide e bipolare, oppure la maestra-strega che accompagna i bambini dal pulmino della scuola fin dentro l’edificio. Non lo prendono tutti i bambini questo pulmino; solo quelli che i genitori non riescono ad accompagnare. Io ero nel cortile a chiacchierare con una mamma (ho conosciuto una mamma!) e accanto a me avevo appoggiato la bici. Passa la maestra-strega e urla: “Ma roba da matti!”. Lì per lì non ho mica capito che ce l’aveva con me. Poi quella aggiunge: “Bambini, spostatevi che se no la bici vi viene addosso”, come se la bici fosse un mostro grifagno pronto ad animarsi di vita propria e a balzare, schiacciandoli, sugli sventurati pargoli. Faccio una mezza torsione del busto e ci appoggio la mano sopra dicendo “Signora non si preoccupi, sono qui” (a 20 centimetri). Lei, sempre urlando: “Non sa che le bici si lasciano fuori?” e io: “Veramente c’è un cartello che dice ‘bici a mano nel cortile’.” Poi lei è sparita inghiottita dal flusso e io sono rimasta lì, sentendomi comunque un po’ cretina. Penso sempre alla frase che mi dice mia madre: “Chi pecora si fa, il lupo se la mangia”, ma non riesco a non restarci male. Così ho pedalato attraverso il parco canticchiando la canzone di Fossati che dice “la costruzione di un amore spezza le vene delle mani” e ho cercato di concentrarmi sul momento in cui finalmente con la mia amica Francesca andrò a vedere il nuovo film di Sarah Jessica Parker. Poi sono entrata in piscina e ho cercato di affondare definitivamente l’immagine della maestra-strega o di dissolverla nel cloro. Poi ho pedalato ancora un po’ fino al lavoro e adesso sono qui che vi scrivo, ma quella sensazione sgradevole non è ancora svanita.

22 commenti su “Corse a ostacoli

  1. Ma sai che questa sensazione sei riuscita a trasmetterla anche a me? di un torto subito e di non avere avuto l’occasione di spiegarsi, di riprendersi quello che ci hanno tolto… me ne porto dietro qualcuno persino da anni! Come una volta ad un incrocio (avrò avuto la patente da 5/6 anni) con l’auto io sono passata e ho schivato un incidente con uno che arrivava da destra. Abbiamo inchiodato entrambi, non è successo nulla. Lui mi guardava sbavando dalla rabbia e urlava muto (perchè i finestrini erano chiusi) “La destra! La destra!” battendosi energicamente il polso destro appunto. Lì per lì sono rimasta impietrita. Perchè quell’incrocio lo facevo spessissimo ma di solito il semaforo funzionava e quella volta no, e mi chiedevo cosa avessi fatto di sbagliato. In effetti, lui aveva il segnale di dare la precedenza e io no!! Ma ancora ci penso e vorrei reincontrarlo per dirglielo!!! Per Fossati davvero un peccato…… a me piace moltissimo. Certo che 460 canzoni sono tante!!!

  2. Anche a me riempie di tristezza l’ “ultima volta che”..!
    Non me ne ero resa propriamente conto, grazie di averlo spiegato! pensa che al momento mi sta torturando un'”ultima volta” un po’ importante. Ho 3 figli e forse ne vorrei un altro o forse è solo malinconia perché il terzo (forse) sarà l’ultimo.. (non mi capisco ancora!)
    Ciao
    Silvia

  3. Mi è capitata una cosa simile con una vigilessa davanti a scuola pochi giorni fa… avevo un po’ torto e un po’ ragione ma non è tanto questo, ero in buona fede visto quanto la segnaletica sia poco chiara e visto anche che non tutte le mattine la suddetta fa rispettare le regole alla stessa maniera. Volevo spiegare ma il suo atteggiamento di superiorità e mi ha fatta diventare piccolissima… e la cosa non vuole passarmi. Comunque è vero, la sensazione che descrivi è molto “coinvolgente”! :)

    http://sonosolounpodistratta.blogspot.com/

  4. ti lascio un proverbio indiano che mi fa molto ridere ma che trovo molto vero: “se fai la lotta con i maiali tu ti sporchi e basta, e loro si
    divertono”.
    Francy

  5. Non c’è nulla di peggio della sensazione di impotenza che ti resta addosso dopo aver subito un torto e non essere riuscita a fare le tue ragioni… “le avrei dovuto dire…” e invece non l’hai fatto. e ti senti anche un po’ scema.

  6. …mescola il sangue col sudore se te ne rimane… Splendida, adoro fossati.
    La strega invece dove aveva parcheggiato la scopa?;)

  7. Hi Paola, ma quanto mi piace leggerti! L’altra sera è venuta una ragazza in negozio che poi mi ha detto che è una giornalista free lance e allora io li a dirle di te… insomma you’re always on my mind… Ah io detesto gli addii, però un po’mi piace struggermi in quella sensazione agrodolce (il titolo della mia tesi Is.M.E.O. era “il mono-no-aware nella letteratura giapponese, per dire). Anche nelle piccole cose, es. quando decidi che è giunto il momento di buttare una certa maglietta della Cicia e allora pensi “questa è l’ultima volta che la vedo indossare la maglia con i panda” e poi ci sono gli addii travestiti da arrivederci (non lo sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che…) e gli arrivederci travestiti da addii… (pensavo che non ti avrei più rivisto e invece…)

  8. fossati è così. quando dissi al mio caporedattore che non lo avevo mai visto dal vivo, mi disse: ‘devi essere preparata, mica puoi andare lì ad ascoltarlo come fosse un concerto normale. fossati dal vivo è un pugno in pancia’.
    ed io, ovviamente, ho pensato che potevo correre il rischio di andarlo a vedere, salvo poi scoppiare (letteralmente scop-pia-re) in lacrime su ‘di tanto amore’, che non sentivo da una vita.
    fossati mi mancherà tantissimo anche se non l’ho mai avuto.

    d.

  9. Le maestre-streghe sono le peggiori!!!
    Bisogna sempre avere la risposta pronta!

    ps-…io sto ancora aspettando il racconto dell’incontro con CHRIS,nodicoCHRIS MARTIN!!!

    mamma27enne

  10. ah cavolo, chris! e se vi suggerissi di leggerlo su gioia uscito adesso adesso, in edicola alla modica cifra di 1 euro? ci sono anche delle belle foto…

  11. E’ la “sgridata pubblica” e l’aggressività della strega che ti ha turbata. Puoi essere dalla parte della ragione, resta che l’aggressione l’hai subita.
    Io imballata, come al solito. Ieri ti pensavo, in auto, verso le 7. Hai sentito fischiare le orecchie?
    Anche a me ha fatto effetto quando Fossati ha dichiarato “basta”. Ma mi domando: come si fa? Cioè, come faccio io, che sono così a dire: da domani sono colà? L’essere un artista di quella portata non è un mestiere, è uno stato… mah… ci consoleremo ad ascoltare le 460…
    Ciao Paoletta, ho un regalo per il tuo prossimo compleanno 😀

  12. Ciao Paola ti scrivo per informarti che da giovedì 20 ottobre al chiostro del Bramante di Roma c’è l’apemamma.
    che cos’è?
    un appuntamento tutti i GIOVEDi dalle 17 alle 2O per le mamme e i papà che vogliono prendere un aperitivo mentre il loro pargoletto non solo può stare in un ambiente dove venga tollerato ma ha addirittura una stanza deputata al suo intrattenimento!
    una cosa banale in tutta europa ma del tutto assente nella nostra città.
    La DOMENICA invece dalle 16 in poi ci sarà una merenda con un laboratorio-ludoteca che intratterrà i bambini mentre i grandi potranno prendere un te o un aperitivo in caffetteria.
    I bagni del chiostro saranno attrezzati e per i più piccoli ci sarà un parcheggio carrozzine.
    Se vuoi saperne di più clicca mi piace sulla nostra pagina fb “apemamma”.
    GRAZIE

  13. Oddio Paola, di tutto il tuo post bello, pieno e ricco di spunti (e poi la chiacchierata con Fossati, che invidia!) quello che mi rimane è il pazzo del treno!
    Mi è tornato in mente un pazzo che incontrai e fece qualcosa di ancora più strano…
    Camminavo sulla pista ciclabile deserta che costeggia il fiume (piena campagna, non è un posto pericoloso!). Incrocio un tipo che vedendomi mi guarda negli occhi, mi dice minacciosamente Mascara! e si getta a terra a fare le flessioni. Poi ricomincia a camminare in direzione contraria alla mia…

  14. ??? Mascara? Ahahaha! Se parliamo di pazzi, una volta ero in bicicletta con una mia amica al parco e abbiamo incrociato uno completamente nudo che ha cominciato a inseguirci. Naturalmente lo abbiamo seminato ma, alla prima curva, ho preso un albero in pieno.

  15. Ciao Paulita!!!! Paola, anche a me non piacciono le ultime volte, le detesto! mi ci fai malinconicamente pensare (che dolce però, la malinconia!) E’ tutta la vita che mi ripeto la frase di tua nonna, e immaginandoti con la bici e quella cafona, ti mando un abbraccio da pecora (ma le pecore, poi, vanno in paradiso?)

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