Come vivere in 68 mq in cinque

Giacché nell’esistenza niente o quasi è lineare, un paio di mesi fa abbiamo avuto un piccolissimo incidente, fallendo l’acquisto della nuova casa in cui avremmo voluto andare ad abitare. E così – avendo venduto nel frattempo la nostra, quella in cohousing, in cui abbiamo vissuto per sette anni e di cui ho tanto scritto in passato – ci siamo ritrovati da un giorno all’altro (ok, quasi) per la strada. In fretta e furia abbiamo cercato una soluzione, scoprendo subito che nella nostra zona non-trendy nessuno sa cosa siano gli affitti brevi. No, qui c’è solo gente che mette la casa su Air b’n’b a 100 euro per notte, e non fa sconti. «Ma io avrei bisogno di starci tre mesi», scrivevo. «Perfetto, sono 100 euro per 90 giorni, dunque moltiplicando…». «Ma non fate prezzi forfettari?». «Forfe-che?».

Ma se io avessi previsto tutto questo   Grazie a un’amica abbiamo infine trovato un piccolo trilocale abbordabile proprio di fronte alla scuola del Pupo. Sono 68 metri quadri (commerciali – dunque 63 effettivi, credo): una vera sfida per noi che nella casa precedente avevamo 15mila dischi in vinile e una quantità esagerata di libri. Abbiamo traslocato a fine novembre, un mese esatto dopo la mia operazione al ginocchio – ricostruzione del legamento, ricordate? che avevo polverizzato giocando a rugby. Sono ufficialmente una professionista di eventi improbabili.

Dati cause e pretesto   Se il trasloco è in sé una iattura – a buon diritto in cima alla lista degli eventi più stressanti assieme a lutto e divorzio – il trasloco temporaneo in una casa piccolissima, con un ginocchio appena operato e un garbuglio di figli orribilmente non collaborativi, può diventare una tragedia. Ma in qualche modo siamo riusciti a inscatolare la nostra vita dividendola in cinque: 1. L’indispensabile, nella casina minima 2. Tutto ciò che può stare per qualche mese in un box relativamente asciutto 3. Tutto ciò che deve stare per qualche mese in un box simile a una grotta 4. Tutto ciò che abbiamo donato a un ragazzo della zona, che fa i mercatini (nove macchinate piene) 5. Tutto quel che abbiamo buttato (qualche quintale di roba).

Le attuali conclusioni   Mike Delfino, sia benedetto sempre, è lo Jedi degli inscatolatori. Per mestiere movimenta di continuo mobili e oggetti, maneggia la pistola scocciatrice come un giocoliere i birilli. Fa i “fragili” con arguzia, ha spalle larghe e la schiena di un trasportatore ma non bestemmia. Io perdo tempo a interrogarmi, metto in discussione di continuo la resistenza degli oggetti, mi perdo a leggere i bugiardini dei medicinali scaduti o a disfare collane annodate; lui come un cecchino sceglie in un istante cosa va nel box bagnato e cosa in quello asciutto. Essendo inspiegabilmente sopravvissuta a questo trasloco ho appreso tante cose: la ceramica non teme l’umido. I cd possono sopravvivere. I vinili no. Un certo legno sì. Un altro no. In genere li confondo. Il vetro sì, l’ho capito. La plastica sì. I giochi dei bambini sì e comunque chissene. I vestiti boh, lo scopriremo al disgelo. Certi libri non possono stare nel box umido. Gli altri – quelli che non abbiamo osato buttare subito ma speriamo si rovinino irrimediabilmente nell’arco dell’inverno – possono, anzi devono.

Accetto i crucifige, e così sia  Per organizzare questo trasloco ci abbiamo messo settimane. Il mio ginocchio ha fatto schifo per quasi tutto il tempo. Mi è venuta in mente questa metafora: quando ti si buca una gomma e la sostituisci con il ruotino – non puoi superare gli 80 all’ora e guai a te se entri in autostrada. A un certo punto mi sono distratta e ho sollevato due scatole, subito mi è venuto un versamento (googlatelo se vi va, è una cosa schifosa e dolorosa). Ma ora sto meglio, e ci siamo insediati.

Se son d’umore nero, allora scrivo   Il bello di vivere in 68 metri quadrati (63 effettivi, ricordiamolo) è che è tutto a portata di mano. Letteralmente. Con una disinvolta rotazione del busto puoi accedere in squisita contemporanea agli utensili di cucina e allo scopino del cesso. Peraltro in bagno ci si va solo di profilo, e non sto scherzando: arrivato alla doccia devi girarti di lato e poi, con il passo laterale tipico della salsa, puoi raggiungere il water. Dopo i primi fallimenti diventa un automatismo e, se guardi la vita con lo sguardo tipico dell’ottimista, ti rallegri con te stesso: hai pure imparato a ballare.

Di solito ho da far cose più serie   Con Mike Delfino notavamo che noi ci siamo tanto impegnati per cercare una nuova casa grande e bella (e l’abbiamo pure trovata, è quella in cui dovremmo andare a stare in primavera), ma i bambini adesso adorano questa. «È bellissima», ripetono. I bambini impazziscono per gli spazi piccoli, come sa chiunque ne abbia avuti a tiro (o si ricordi di essere stato bambino): adorano la roulotte, la tenda, uno dei loro giochi preferiti infatti è “la casetta”, in genere costruita con coperte, cuscini dei divani, sotto un tavolo. Ma dove stiamo ora non ce n’è bisogno, “la casetta” è la casetta stessa. Tautologico.

Io solo qui, alle quattro del mattino   La Piccolissima ha il doppio privilegio di dormire con noi. Non so perché, ma la nostra stanza ha l’arredamento tipico delle camerette “a ponte” anni 80. E proprio sotto il ponte abbiamo messo il suo lettino da campeggio. Il nostro letto sta di fronte, cioè in pratica adiacente. Una notte su due lei si sveglia e come fosse mezzogiorno esclama, con voce cristallina: «Voio dormire ton la mamma». Io mi fingo morta, quel bonaccione di Mike Delfino che ne è schiavo, invece, quasi sempre ci casca e finisce che ci troviamo il pangolino sudato in mezzo al letto. E così ultimamente si dorme da dio, un po’ come quando aveva 8 giorni di vita.

Ovvio, il medico dice “sei depresso”   Come si dice, comunque, fin qui tutto bene; mi farà molto piacere se vorrete raccontarmi qualcosa delle vostre case. Per esempio, voi potete avere amici a cena? Perché qui più di un ospite alla volta non ci sta; se la Pupa è a casa di suo padre guadagniamo quei trenta centimetri quadrati di spazio libero e possiamo invitare una coppia di persone magre.

Mi piacerebbe lasciarvi con qualche verità universale ma non mi resta che questa storia minima. Alla materna la Piccolissima  si diverte ed è amata: «È molto popolare» mi hanno detto al colloquio le maestre, felici. «Tutti vogliono darle la mano in fila», hanno aggiunto. Tra bambini di tre anni pare sia una delle massime attestazioni di stima. «Ora però dicci chi la veste al mattino». Subito mi è venuto in mente quando la maestra del nido mi aveva chiesto se Mike Delfino fosse daltonico, per via degli abbinamenti improbabili con cui mandava in giro sua figlia. «Ehm… mio marito», ho risposto. «No, perché, sai… molto spesso viene senza mutande», hanno riso, portandosi entrambe una mano a coprire la bocca in segno di pudore; ché la materna della Piccolissima è, incidentalmente, anche cattolica.

 

Ps: tra le righe che avete appena letto manca una notizia. Quale? Se siete lettori attenti, me ne chiederete conto.

Soundtrack: mi ha fatto molto ridere tenere L’avvelenata di Guccini, canzone che adoro quanto adoro lui, come colonna sonora di questo post. Ho omesso le parti più deliziosamente volgari ma se è tanto tempo che non l’ascoltate, vi prego, “andate e fate”.

 

 

34 commenti su “Come vivere in 68 mq in cinque

  1. È tutto bellissimo. Avendo in un certo senso (bi-)traslocato anche noi (lutti a parte) vuoi dirmi che sono pronto anche per un divorzio? 😉 Comunque ti ricordo che sono dimagrito (lei è magra per definizione). Tranquilla, su ciò che hai omesso terrò il più stretto riserbo. Viva Mike Delfino, peccato per quei poveri libri che sverneranno nella grotta. Un bacio a tutti i bimbi (soprattutto a una <3 )

    1. Scusa Paola, ansia da prestazione 😛
      Hai chiamato Mike Delfino “marito” e ho pensato al matrimonio!
      Allora forse che fine ha fatto Laccio?
      Anna

  2. Io avrei chiesto dove avete messo laccio nei 63 mq calpestabili… Si cmq concordo sui bimbi e gli spazi piccoli. I miei adorano la casa in montagna , monolocale, dove possiamo dormire tutti assieme. Quando ci stiamo 2 settimane d’estate al ritorno trovano che casa nostra sia troppo grande e faccia paura

    1. cavolo mi hai sgamato subito! però allora mantengo un po’ di suspence e per ora non svelo il segreto. anche noi siamo stati in un monolocale, però zeppo di roba e scarso di metratura (credo tipo 18 mq). avevamo veramente esagerato, era una vacanza e dopo una settimana eravamo idrofobi. ps ma casa tua quanto è grande?

      1. La casa vera sono 150mq commerciali (130 calpestabili) il monolocale in montagna credo 45mq ma lì portiamo solo l’essenziale è quindi ci bastano per brevi periodi… In realtà sarebbe divisibile in zona giorno e notte (ma nn è mio, è degli suoceri, e quindi almeno per ora resta così)

  3. si è sposataaaa? wtf?! non mi sembra carino che non ci abbia detto nulla, sigh :p

    post meraviglioso, forse il più bello di tutti i tempi <3

    1. addirittura emy? grazie!
      credo anna abbia dedotto che mi sono sposata dal fatto che ho usato distrattamente l’espressione “mio marito”

  4. I vestiti temono l’umido, te lo dico per esperienza perché ho due armadi che abbiamo posizionato su pareti che, abbiamo scoperto dopo, sono molto umide. Tutto ciò che rimane fermo a lungo negli armadi è a rischio muffa. Comunque per tre mesi potresti cavartela senza danni.

  5. ah che sollievo rileggerti. ho scoperto recentemente che mia cognata è stata una tua compagna di università.
    ma a parte questo inutile dettaglio, il senso di libertà che si prova nel liberarsi del superfluo, che ogni trasloco inevitabilmente porta con se, è qualcosa per cui varrebbe la pena fare un trasloco ogni lustro.
    la casetta coi cuscini del divano è anche il gioco preferito di mio figlio e dei suoi amici. Tra l’altro è anche l’unica cosa che abbia dato un senso all’enorme (e scomodissimo) divano bianco di pelle acquistato in un momento di demenza due anni fa.

  6. Noi viviamo in 43mq commerciali …siamo 2 umani e mezzo (Satana ha 1 anno e qualche spicciolo) e tre gatti (grossi)….però ci sono dei vantaggi, tipo che al mare in casa mobile stavamo perfettamente a nostro agio o ancora che risulta molto facile asciugare i capelli a Satana: nel bagno minuscolo, ovunque cerchi di fuggire, viene inesorabilmente raggiunta dal getto del phon; poi, ti dirò, la cronica mancanza di spazio mi ha forzata a convertirmi all’ e-reader e con somma sorpresa mi piace molto : si legge senza necessità di accendere la luce e si può leggere, a letto, sdraiati sul fianco e muovendo minimamente il mignolo…insomma, sono un ottimista, ma per la cronaca stiamo cercando casa onde evitare di ucciderci a vicenda…

  7. Hem…
    Noi siamo in 4 in un bilocale.
    Con 3 gatte (4 fino a poco fa sigh) e una canetta (2 fino all’anno scorso sigh).

    È importante conoscere bene il gioco del 15 per sopravvivere in una casa così. C’è solo un buco libero per stanza e devi capire come spostare tutti i pezzi per fare in modo di avere sempre tutto a portata di mano dove ti serve.
    Certo questo comporta ad esempio che da ottobre a maggio circa sul divano si trovi stabile anche l’aerosol. O che la finestra del bagno non si possa aprire perché davanti ci si trova lo scapito del cessò (che per terra non può stare causa 15mesenne molto assaggatoee) e la carta igienica.
    Ma si fa.
    Invitiamo persino gli amici. Con figli. Non cibotrsionisti (né gli amici né i figli).

    Sicuro la puliamo in 7 minuti tutta.
    Sicuro se hai dimenticato qualcosa in un’altra stanza… hai solo un’altra stanza dove andare a cercare.

    A volte però mi piacerebbe una casa un pochetto più grande… :)

    1. Anche satana, 15 mesi, punta lo spazzolino del water! Il nostro campeggia sulla lavatrice modello scultura post moderna….a fargli compagnia: il tappo del bidet!

  8. Anch’io voglio sapere di Laccio che è il grande assente di questo post.
    Ora come ora ti invidio un po’ i tuoi 63 mq, che io, il consorte e la cucciola (una femmina di samoiedo, candida come la neve e più rompiscatole di una colonia di gatti in amore) viviamo in una casa che ahimè è diventata enorme, troppo dispendiosa, dispersiva e pure su due piani. Ci metto una vita a pulirla e appena ho finito da una parte devo ricominciare dall’altra. Dimentico le cose in una stanza e devo fare la maratona per andarla a ritrovare. Pensa che per una strana concatenazione di eventi ora ho un cellulare di “quasi” ultima generazione che ha l’applicazione che ti conta i passi, i metri o i chilometri percorsi e i piani di scale che hai salito o disceso. Due settimane fa, un sabato mattina, dalle sette e trenta alle dieci e trenta, senza uscire di casa, ho fatto due chilometri e sette piani di scala……. questa casa sarà la mia morte!!!!!!!!!!

    1. scusate! rieccomi dopo il weekend, consistito essenzialmente in 7 feste prenatalizie dei bambini.
      Laccio è ospitato presso un’amica (santa) di Mike Delfino, che vive nei dintorni di Treviso in una casa circondata da un grande, grande giardino, cosa che il nostro amico – aka il cane che non è un pagliaccio, il cane che non è uno straccio, il cane che ti rompe un braccio – pare apprezzare infinitamente. dunque è al sicuro, non temete!

  9. Quindi niente nozze? Embè, dove l’avresti trovato il tempo? In ogni caso il lapsus la dice lunga 😉 Quanto al mini-appartamento la virata che ti rende accessibili utensili da cucina e scopino in contemporanea mi è valsa una grassa risata! E’ vero, i bimbi amano il piccolo, i miei vivono di casette di cuscini come hai detto. la prossima volta che vogliono rivoluzionarmi il salotto te li mando, magari sono ancora più eccitati 😉

  10. Cara Paola,
    l’anno scorso abbiamo avuto un’avventura molto simile alla vostra. Abbiamo venduto la nostra piccola casetta per acquistarne una nuova dato l’arrivo del mio secondo bambino ma gli acquisti si sono accavallati e abbiamo dovuto affitare per 2 mesi una casa “temporanea” minuscola. Per spiegare a mio figlio allora quattrenne il fatto che la situazione era temporanea l’abbiamo chiamata “la casa delle vacanze”, trasformata subito in “casa delle cacanze”. Se attaccavi il forno a microonde non potevi usare il lavandino perché la presa di corrente era distante e si doveva passare una prolunga sopra al lavandino. Esisteva un’unica luce per l’andito (quindi lo dovevi percorrere al buio prima di andare a letto). La doccia si allagava e aveva un curioso sistema di apertura ad anta per cui, anche se riuscivi a non fare grossi danni, quando aprivi l’anta per uscirne lo allagavi lo stesso. La lavatrice funzionava solo se ti poggiavi gentilmente sul cestello per tenerlo chiuso. La tv prendeva solo rai 2 e rai news 24. Io ho allattato lungamente guardando i filmetti tedeschi improbabili che danno la mattina presto. Per tenere a bada il figlio più grande abbiamo speso un patrimonio in dvd che abbiamo imparato a memoria. La fortuna ha voluto che l’ultimo giorno nella casetta vecchia il mio figlio più grande si sia preso una gastroenterite dirompente, attaccata a ruota a tutta la famiglia. Durante la prima notte di permanenza ho fatto un’iniezione di plasil a mio marito e sono andata a portare il più piccolo al prontosoccorso in cui ci hanno trattenuto per una simpatica permanenza.
    Eppure rimane una delle cose su cui ridiamo di più io e mio marito!

  11. Sarà che ho sempre sofferto di non avere miei spazi quando ero a casa dei miei (55 mq in 4), adesso mi pare di avere una bella casa grande anche se non lo è affatto.
    Tanto che mi chiedo se mi sono separata per la libertà di avere finalmente una camera tutta per me!
    😉

    Suvvia dicci di Laccio! Persino il mio bimbo piccolo me lo rammenta a volte (“mamma è velo che la tua amica si è lotta un blaccio pel colpa del cane che si chiama Laccio?!”)

  12. Ti stimo.
    Noi abbiamo una casa di 60 mq in due (più il cane ma lui è un cane da divano, non fa altro che dormire) + 30 di terrazzo (che dico io? ma fare 80 mq di casa e 10 di balcone pareva brutto?) e ci stiamo stretti 😀

  13. Sono cresciuta in una casa enorme (130 mq più balconi), per i primi 5 mesi dopo il matrimonio siamo stati in una casa di forse 70-80 mq con un bel terrazzo e da 17 anni sto in una di circa 110 senza balconi, con mio figlio e un gatto. Non sopporterei di stare in una casa più piccola. Poco fa ho fatto domanda di cambio casa (sto in affitto, l’ente per cui lavoro è proprietario e periodicamente emette bandi per le sue case): se me l’accettano, andrei in una quasi altrettanto grande e con un giardino enorme. Spero di non pentirmene (è un po’ buia e forse umida, d’estate chissà quante zanzare ci saranno, la situazione parcheggi è drammatica)…
    Odio cucinare e non invito mai nessuno, infatti il mio ex per vedere il figlio è abituato ad autoinvitarsi. Forse col giardino diventerei un po’ più ospitale, chissà!

  14. Devo affrontare un trasloco proprio in questi giorni, è stata una meravigliosa idea quella di decidere di trasferirsi proprio nei giorni vicini al Natale, ma era estate e chi ci pensava a queste cose. I giorni a disposizione stanno per finire e fino ad ora sono riuscita a fare solo UNO scatolone. L’altra notte sono stata perseguitata nel sonno da sogni in cui cercavo cose che non trovavo mai. Tutto questo per dire che ti sono vicina e che, se questo trasloco di solo me stessa mi produce una tale ansia, non oso pensare a quella per trasferire un’intera famiglia in una mini casa!

  15. Noi siamo in 4 in 68 mq circa, e ogni volta che mi lamento della cucina troppo piccola, mi vengono in mente le parole della mia adorata mamma che non c’è più, che diceva che per cucinare in due nella mia cucina occorre il geometra. per prendere le misure.

  16. Casa nostra è detta “regina delle nevi” causa look scandinavo: è grande per gli standard milanesi ma piccola per quelli campagnoli da cui arrivo. Grande da pulire e piccola per ospitare più di 5 amici a cena. La stanza più spaziosa è quella dei bambini: 26mq, una futura doppia camera che per ora è unica, dato che non sappiamo in quanti saremo.
    La adoriamo, seppur incastrata in una corte bruttarella, ma ce la siamo cucita su misura e almeno gli errori li abbiamo fatti noi non subiti.
    La cucina è la nostra astronave, abbiamo una piccola sala giochi con calcetto e simulatore, il bagno in camera da letto e una parete di oltre quattro metri che potrà diventare da arrampicata, se i bimbi vorranno. Ma soprattutto, il piano di sotto è strutturato a 8, si può girare all’infinito tra le stanze oppure costruirci una pista per i trenini favolosa. Avevamo anche cercato di incastrarci uno scivolo per scendere dal piano di sopra ma costava troppo in termini economici e di spazio impiegato. Lo faremo fuori magari, dalla futura casetta sull’albero, il nostro tiglio cinquantenne che ci ha impedito di allargare il soggiorno (mannaggia) ma a cui siamo molto affezionati. Nido 3.0: tanto amore. Per chi volesse il nome di un architetto (ingegnere) fenomenale sono a disposizione!!

    1. Ps: Paola ti servisse spazio per storage asciutto chiedi :)
      Pps: curiosa io di sapere dove andrete!!! Più che dove, come sarà la casa che avete scelto. Scommetto che non sarà “banale”.

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