Come posso io, non celebrarti vita

Bentornata, me lo dico da sola ma sarò contenta se lo farete anche voi. So che il titolo di questo post potrebbe procurarvi un sottile brivido di piacere ma più probabilmente vi spingerà a dire: «Ancora Jovanotti? Mobbasta veramente, però». Mike Delfino, per esempio, avrà questa reazione. Ma va capito. Oltretutto è anche un po’ geloso.

Perché un 12 luglio caldissimo di una vita fa – avevo 18 anni – ho varcato con un senso di liberazione, per l’ultima volta, la soglia del mio liceo. Era uno di quei giorni tanto caldi che a mettere i piedi sul marciapiede restavano i segni sull’asfalto. Avevo appena dato l’orale della maturità e mi sentivo come ci si sente in quei momenti assieme mistici e terreni (cit.) in cui sei  sincronizzato col mondo e con la vita – e se ci credi pure con Dio. E dunque, come se fosse oggi, io mi ricordo: di aver alzato lo sguardo e averlo visto. Era proprio lì, dove doveva stare in quell’esatto momento, a cavalcioni della sua moto, in testa un casco a stelle e strisce, imbozzolato in una giacca in pelle con le frange (adattissima al clima). Aveva l’aria da pirla, aspettava qualcuno e fissava l’orizzonte senza fretta.

Ho respirato profondo pensando subito che fosse un segno, un premio: perché finalmente avevo dato l’orale della maturità e sputato sangue per tanto tempo sulla letteratura latina, perché l’autunno successivo mi sarei iscritta all’università e sarei entrata in un mondo di giovani adulti militanti e consapevoli e solidali; e poi via, pure perché ero carina. E così, mentre gli astri si allineavano e tutto nell’universo trovava il suo senso, andavo finalmente incontro al destino per cui ero venuta al mondo: fidanzarmi con Jovanotti.

La bocca serve per baciare, parlare, respirare  Che poi, me lo meritavo proprio. Non ero una di quelle fighette voltagabbana che all’inizio l’avevano snobbato. Io l’amavo dai tempi di La mia moto e Gimme five, quando tutti i miei amici lo consideravano un gino. Avevo appena finito di parlare di determinismo cosmico con un ostile prof di Filosofia ed ecco che ora, dall’altissimo, Jesoo mi mandava questo regalo: Jovanotti, con cui peraltro condivideva l’iniziale del nome.

E così ho respirato ancora più profondo e ho mosso, incerta, qualche passo verso di lui. Lenta, titubante. E mentre mi avvicinavo lui ha alzato gli occhi e ha sorriso guardando nella mia direzione. Ricordo di aver pensato: Ma allora è così facile?, e di aver mosso un altro passo. Ho sorriso a mia volta. E poi ho capito [vi prego di visualizzare brevemente la figura di m.] che non guardava me; guardava qualcosa o qualcuno che stava oltre me. Non mi sono nemmeno voltata; non volevo sapere quale biondina con la terza di reggiseno e i capelli lisci e lunghi fino alle chiappe – tra quelle che andavano per la maggiore al liceo all’epoca, e forse anche oggi – avesse scelto di frequentare.

E se il passato non si può cancellare, almeno   Comunque quella sera a una festa ho baciato un altro ragazzo. E per anni ho atteso paziente, pensando che dovesse solo arrivare il mio momento. Ho assistito indifferente all’avvicendarsi di Rosite, ascoltato distratta gli amici che riferivano di averlo visto nel tal locale con Tizia; ho accettato facendo spallucce l’arrivo di Francesca, ripetendomi: quel che comincia non è detto che debba durare. Poi è nata sua figlia Teresa e ho fatto un passo indietro; nel mio universo parallelo, poco dopo, ho conosciuto il papà della Pupa. L’ho sposato, ci ho fatto una figlia, le cose sono andate male. Ma mentre il mio matrimonio naufragava, quello del Jova resisteva alle tempeste. Mi è capitato di chiedermi con un misto di stupore e ammirazione come facessero, quei due, a lottare tanto per proteggere la stessa cosa che a me era scivolata miseramente, e così in fretta, tra le mani. Erano migliori di me? Quelle canzoni-birignao sulle emozioni come il primo giorno e sull’amore romantico erano un totem antisfiga? In buona sostanza, perché ci mettevano tanta tigna, non facevano prima a lasciarsi?

Navigare, navigare – Tutto qui è spettacolare    Poi è arrivato Mike Delfino, e ha spazzato via certi miei antichi parametri sentimentali. Ci siamo innamorati, un minuto dopo è arrivato il Pupo, un secolo dopo la Piccolissima. La cosa buffa è che Mike con Jovanotti ce l’ha sempre avuta un po’, sia prima di conoscermi che (molto di più) dopo aver saputo che ero una sua fan. Oggi quando sente una sua nuova canzone in radio sbuffa, dice «Cos’è ‘sta porcata» (sa benissimo cos’è), e cambia canale. Ha attraversato un periodo di indulgenza ai tempi di Mi fido di te; trovava interessante il concetto per cui «la vertigine non è paura di cadere». Un’altra cosa buffa è che negli anni, invece, il papà della Pupa di Jovanotti è diventato amico, lo intervista sempre per il suo giornale o la tivvù e ne parla benissimo, «Lorenzo quaaaa, Lorenzo làààà, oggi vado da Loreeeenzo».

Ancora un paio di frattaglie: il Pupo è un formidabile ballerino di hip hop e su Oh, vita! fa mirabolanti piroette, il che spinge Mike Delfino a tirare due saracch ad alzare gli occhi al cielo. L’ultima: quando sono molto stanca mi succede di sognarlo, il Jova. Niente di erotico; siamo, tipo, fratelli, ma sono fiera di conoscerlo e di portarmelo appresso. In sogno, mi rende la vita più leggera. Che è poi la stessa cosa che, nella realtà, fanno le sue canzoni [e a voi?]

 

Soundtrack: Come altre volte, mi capita di invaghirmi di canzoni “minori” di Jovanotti. In questo nuovo album c’è Navigare con il suo invito a spingersi in zone inesplorate. Non so voi, ma è esattamente quel che farò io nel nuovo anno che sta per cominciare.

 

 

 

22 commenti su “Come posso io, non celebrarti vita

  1. E il papà della Pupa non può combinare PER CASO un incontro fan-idolo? Suvvia :)

    Mike Delfino però un po’ ha ragione, ops!

    Bentornata cara Paola ❤️ La casa come procede?

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  2. Io lo aaaaaaaamo. E lo odio perché non ho trovato uno come lui.
    Sono andata al suo concerto a San siro incinta di diciannove settimane, felicissima perché avevo letto che proprio quello è il momento in cui i bimbipiccininnellapancia cominciano a sentire, e quale migliore e più benaugurale primo ascolto se non lui?
    Mi accomodo nella fila delle adoranti.

  3. Anche a casa nostra dinamica “iopazzaperLorenzo” e il mio compagno “insopportabilecantantechenonsacantare”. Quando eravamo in fase ricerca nomi del nostro amato pargolo ho ancora davanti la sua espressione di risposta alla mia timida proposta “ma tipo, Lorenzo?”. Si insomma, io sono andata a tutti i suoi concerti da quando ho 8 anni, imbucata alle prove, comprato tutti i cd, libri, magliette. E in tutto ciò lui mi guarda sempre con compassione. Abbiamo già concordato che il 19 maggio lui e il piccolo staranno a casa mentre io mi scatenerò all’arena di Verona. D’altronde mi sarei portata dietro il piccolo, ma ovviamente.. manco l’avessi lasciato piangere da solo nella sua camera, ho ricevuto un sonoro “Ma sei completamente impazzita?”. Detto questo, in auto mi rifaccio e al mio piccolo ometto quando siamo soli ci ascoltiamo i suoi dischi, le giovani leve vanno allevate correttamente.

  4. Che bello leggerti di nuovo!
    Per un periodo Jovanotti aveva casa a Forlì, proprio di fronte a dove abitavo io. Una casetta rosa con il giardino dietro. Dalle mie finestre, a volte, si vedeva il suo letto disfatto. Io ero una ragazzina e quando lo incrociavi era sempre sorridente e gentile…il papà della pupa non credo abbia tutti i torti! ciao Paola…torna presto a scriverci.

  5. Paola!!bentornata!!!finalmente!allora..già ti adoravo prima..ora che so che pure tu sei superfan del jova..sei la numero uno indiscussa!!!non sono ancora riuscita a sentire NAVIGARE ma spero di poterlo fare presto..le sue canzoni “minori”sono quelle che ti sciolgono..io quando sento “Una canzone piccola”per esempio mi commuovo sempre e spero di trovarlo pure io un uomo che, nonostante non sia Lui, mi faccia dimenticare gli antichi parametri sentimentali e un matrimonio andato a rotoli.al suo ultimo concerto che ho visto ero a -4giorni dalla scadenza della nascita della mia primogenita che ora ha 4anni!direi che è ora di tornare!se Mike delfino non ti ci porta e vuoi una compagna per il prof concerto ci vengo io con te!!rigorosamente prato e in prima fila però eh!!da vere teenager innamorate!! :)

  6. Io ero convinta di essere una sua grande fan (tra l’altro ho sempre sostenuto che l’avrei sposato subito), ma credo che tu mi batta alla grande. Credo che lui piaccia a tutti (tranne che a Mike Delfino), uomini e donne, perché è una persona genuina e positiva, per usare un suo termine. Per cui, W Jova! 😊

  7. Io ho preso i biglietti per un suo concerto per portarci tutta la famiglia e mio figlio (10 anni) non ci vuole venire…sgrunt.Ho due mesi di tempo per convincerlo, dopo di che lo dovrò obbligare.
    Canzone minore tra le mie preferite “l’elemento umano”, l’unica che piace (poco) anche a lui perché dice “si pestano merde”
    :-)

  8. Ciao Paola, bentornataaaaaaaaaaa! Mi sei sempre piaciuta moltissimo, adesso che ci hai raccontato della tua passione per Lorenzo: ti adoro!, perché anche io sono una sua fan. Le sue canzoni hanno segnato tante tappe importanti della mia vita e proprio stamattina in auto verso l’ufficio cantavo a squarciagola con la radio in sottofondo “…ma come posso io non celebrarti vita, oh vita oh vita!” canzone che mi ha catturato lentamente e che racchiude ancora una volta l’essenza del pensiero positivo di Lorenzo. Ti aspettiamo presto con i tuoi bei racconti.

  9. Che facciamo? Mi picchiate se io dico che a me il Jova fa rabbrividire? Ussignur, non è musica quella che fa lui, è delirante sciocchezzaio su note a caso. Io sto con Mike Delfino. Però bentornata! E non farci più aspettare tanto che ci manchi, sai?

  10. #iostoconmikedelfino e comunque a me questa ultima del Jova fa cagarissimo. Però Paola manchi tantissimo, please stay!!! Fai presto un altro post!!!

  11. Io sto con Mike Delfino , sorry , se lo conosci di a Jovanotti di fare un giro dal barbiere , ne ha taaaanto bisogno ,
    Comunque bentornata ! Come sta la piccolissima ?

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