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Certe cose non le puoi controllare

Ma proprio questa è la sfida. Questo, alla fine, il senso

scatole, scatole, scatole
colazione di benvenuto (il primo giorno)

Titolo un po’ criptico ma adatto a definire il crocevia esistenziale che attraverso in questo preciso momento. Il trasloco, almeno quello, è fatto. Al nostro arrivo nella nuova sede abbiamo pure trovato una mela di benvenuto su ciascun tavolo (non si segnalano al momento casi di avvelenamento). In questo open space funzionale, ultramoderno, efficiente i colleghi squadernano buone intenzioni.
«Giuro che non accumulo più ciarpame inutile fino a far scomparire la scrivania».

come quando fuori piove

«Siccome qui non c’è la mensa mi porterò da casa deliziosi pranzetti salutisti, verdure cotte condite col limone e tè verde biologico con zenzero». «Vuoi una fetta di panettone col cioccolato?» «Volentieri, grazie».

una mela a testa

«A stare qui mi sento una persona migliore. Mi sento, guarda, più americano».
«Adesso se quella non tace l’ammazzo. Ma che voce ha? Tenetemi perché vado lì e la spengo con una tappata in testa».
«Vuoi fare un corso di yoga in pausa pranzo?» «Piuttosto preferirei prendere a calci un sacco».
«Come c… si caricano le foto su Facebook?». «Non chiedere a me che in queste cose sono una scema mentale». «Alla faccia del giornalismo digitale».
Nel frattempo, a casa Siamo, in questo periodo, senza tata.
(Mike Delfino, nei giorni scorsi): «Dai, proviamo a cavarcela da soli. Chiamiamo semmai qualcuno che ogni tanto venga a dare una pulita».
(Io): «E se i bambini si ammalano?».
«Maddài. Stanno crescendo, questa è un’eventualità sempre più remota».
«Sarà. Sappi che se succede io non posso assentarmi dal lavoro. Mia madre dorme fino alle nove e poi abita dall’altra parte della città. Come intendi gestire le emergenze?»
«…»
Stanotte, alla solita ora indefinita Spunta ondeggiando accanto al mio letto quel trottolino del Pupo: «Mammmaaaaaaah!» (urlando, a un centimetro dal mio orecchio) «Ho gomitaaaaatooooh!».
E in effetti. Tra l’altro la Pupa è in Fase Campeggio, il che implica che gli dorme accanto, su un materassino, imbozzolata in un sacco a pelo. Fortuna ha voluto che l’abbia mancata per una manciata di centimetri. Così lo cambio, pulisco, lo rimetto a nanna e la cosa sembra finire lì; senonché stamattina, appena sveglio, gli è partito un geyser. Poveretto: appena finito, ha sospirato e mi ha detto «Mamma, sono pleoccupato».

effetto Mondrian

Scesa al piano di sotto ho consegnato la bomba a Mike Delfino. «Ma che davvero, lo lasci a me?». «Eh, già», ho risposto scapicollandomi fuori con la Pupa, che nel frattempo faceva melina nel tentativo di restare a casa. «È tuo fratello a star male, non tu». «Sì, ma io voglio tenerlo consolato». Così siamo arrivate tardi e ho dovuto praticamente lanciarla dentro la scuola, facendola passare dall’ingresso dei perdenti (=quelli che arrivano dopo le 8.30, anche se di pochi secondi).
Perplessità diffuse Un paio di ore dopo mi ha chiamato mia mamma, la donna delle emergenze in assenza della tata. «Guarda che Mike mi ha lasciato qui tuo figlio». «Ti ha portato anche un cambio di vestiti?». «Sì, però bagnati. Ora il Pupo poveretto se l’è fatta addosso e lo devo tenere in mutande finché non si asciugano». «Non avrà capito che doveva prenderli dall’armadio, e non dallo stendipanni». «C’è un’altra cosa: ieri sono andata a prenderlo all’asilo e aveva una scarpa blu e l’altra nera. Ho chiesto a Mike Delfino se c’entrasse qualcosa, ma mi ha risposto: “No, deve aver fatto tutto da solo”. Sai com’è, ho i miei dubbi».
La domanda della settimana Ora, non è che voglia assurgere alle vette insuperate dell’Oroscopo di Internazionale, anche perché non so nulla di segni zodiacali. Però mi piace pensare di fornire (e avere da voi) qualche spunto di scambio e riflessione. Perciò la domanda della settimana è: qual è il vostro rapporto con il concetto di controllo? Riuscite a «lasciare andare», a essere fatalisti, ad accettare? O non siete capaci di lasciare nulla al caso? Il vostro approccio cambia a seconda che una cosa sia più o meno importante per voi?

CREDITS: photo by Gloria Ghiara

29 commenti su “Certe cose non le puoi controllare

  1. Sui figli (e i loro malanni soprattutto) non sono assolutamente fatalista: sono ultra-super-coperta-e-controllata, anche perché non abbiamo nessuno a parte noi e quindi la baby sitter rimane anche se i bambini vanno tutti a scuola.
    Comunque un inchino alla tua nonchalance nell’uscire lasciando al marito il pargolo esorcista (e grazie della risata al tuo consorte organizzatissimo ;D!)

  2. Io sono una control freak..ecco, l’ho ammesso..
    La mia giornata è tutto un insieme di programmi scaglionati minuto per minuto..poi inevitabilmente qualcosa va storto e va tutto all’aria..
    A mia discolpa devo dire che sto cercando di smettere…o almeno di mollare un po’le redini..chè è una fatica tenerle sempre!!!

  3. io sono un curioso misto tra control freak (su alcune cose) e fatalista/casinista su altre. assolutamente poco soddisfatta del mio (non) equilibrio fin qui. in generale, non bravissima a godermi la vita.

    1. Ah! Paola sottoscrivo la schizzofrenia e la scarsa capacitã di godersi le cose. Anche se mi impegno tantissimissimo non mollo mai! Salvo poi sbracarmi quando meno me lo spetto!

  4. no ma, è meraviglioso. rido piano che sennò m’accoppano ^_^ aaaaah, le gioie dell’open space, nuovo di pacca, ma pur sempre open space…
    e ora, di chi sarà sto cellulare che frinisce????
    firmato: l’autrice delle foto ma anche quella che prenderebbe a calci il sacco (forse aiuta? a me yoga sembra di farlo tutto il giorno qua dentro, richiede assoluta concentrazione ricordarsi di sussurrare!!! :-D)

  5. E che ti vuoi controllare con due figli piccoli, un lavoro a tempo pieno, una casa e un marito? Lascia proprio perde! La scorsa settimana aveo tre riunioni a lavoro, una cena nel week e mi ero messa in testa di riprendere l’attività sportiva insieme alla dieta. Il piccolo decide di farsi prendere 39 per tre giorni. Mando certificato medico in ufficio, mi barrico in casa con il piccolo che nei monenti senza febbere è un diavolo, mangio la qualunque per il nervoso e faccio venire la mia mma a darmi una mano. Mano del tutto inutile perchè tanto il bambino mi sta appicciccato al collo come un cappio.
    No non si può controllare. Meglio lasciarefare al caso.
    Raffaella

  6. No ma io non posso leggere i tuoi post dall’ufficio perchè sembro un po’ demente!!!(sai una che ride davanti lo schermo….ahahahah) cmq io ho l’armadietto pieno di tachipirina, anti vomito, fermenti lattici e simili, tipo lunedì mattina i miei piccoli si son svegliati con la diarrea ed io con tranquillità li ho imbottiti di fermenti, anti-vomito e li ho cmq portati all’asilo! Mi son sentita un po’ una merdina ma non avevo nessuno e non potevo assentarmi dal lavoro che poi proprio di lunedì che c’è un macello!

    1. eh, questo è un grande tema… perché i bambini malati contagiano altri bambini… i quali poi devono a loro volta assentarsi dall’asilo, mettendo nei casini altre famiglie… un cane che si morde la coda comunque, nel senso che non vedo soluzione (chi non ha aiuti e al lavoro deve andarci per forza, come fa?)

  7. Fate come me: chiudete la porta dell’ufficio così mentre leggete i post e ridacchiate come matte sole davanti al pc nessuno vi vede!! ma…se lavorate in uno open space (sfiga terribile), datevi una posa e fate finta di leggere un articolo del giornale mattutino che reca una bella notizia! ahahah!
    Io ho portato da mia madre metà casa così nn ho problemi col cambio vestiti/pannolini/biberon/giochi/medicine. Ho tutto a doppio (povera me!) ma se qualche volta chiedo a Papà Orso di vestirlo state sicure che nn imbrocca mai la stagione del momento!
    Un abbraccio a tutte,
    Marinella

  8. Io tento disperatamente di tenere tutto sotto controllo, ma di solito basta un attimo di distrazione e va tutto a rotoli, quindi tutta la mia organizzazione va a farsi benedire… vorrei essere per il controllo, ma alla fine sono una irrimediabile fatalista, che incrocia le dite sperando che tutto vada bene!

  9. Io pago fior di quattrini da anni alla mia psicoterapeuta proprio per imparare a DELEGARE e non controllare più nulla, quindi cara Paola vedi bene da che parte mi batte il cuore…
    Ormai sono brava e i pupi sono sempre sopravvissuti alle modalità educative paterne, che prevedono pantaloni corti in ogni stagione e pasta al ragù a 9 mesi (giuro!).
    …e vissero felici e contenti…

    1. e brava Elena. non so, per quel che mi riguarda la situazione è un po’ strana (forse l’ho già scritto sopra) perché ci sono aspetti della vita in cui sono assolutamente fatalista e improvvisatrice e altri, che sono però i più importanti, in cui non riesco a «lasciar andare»…

  10. E’ quello che sto tentando di fare, di essere più organizzata nelle cose, ma non ho sempre ottimi risultati. Sono una mamma un po’ free, anche con mio figlio. Mio marito nn alza un dito, ne x cambiare il bambino ne per tutto il resto, anzi lui contribuisce al disordine. Lavoro, casa, bimbo, marito…le nonne tengono il pupo tutto il giorno, e porto cambi avanti e indietro ogni gg!! E se sbaglio maglietta la suocerina mette il dito nella piaga e va a comprargli quello che lei ritiene più adatto x il bambino!!

    1. eh cara Elena so che questo è un tuo cavallo di battaglia… anche mio, del resto, ma come vedi queste situazioni sono molto più diffuse di quanto ci augureremmo.

  11. obbligata a riflettere sul concetto del controllo, devo ammettere che di mio vorrei poter controllare tutto e tutti (amici compresi) ma ricorro spesso al fatalismo,spesso preventivo, per mascherare la mia inadeguatezza…la sfida sarebbe non tanto riconoscere i miei limiti, che son ben noti ahimé,quanto accettarli.in quanto al senso,di cui sopra,non saprei…boh..cos’ho detto? :-)
    barbara

  12. Il fato, alias sfiga, quando vuole può sovvertire anche le organizzazioni più ferree. L’importante è tenere botta, non mollare mai e ripiegare sul piano B, poi sul C e a seguire sul D, E, F, G, ecc. ecc.

  13. Mi hai fatto ancora una volta piegare dalla risate…maledetti Open Space….Comunque la veritò è che per tenere tutto sotto controllo bisognerebbe avere il dono della preveggenza…e noi uomini di sicuro non ce l’abbiamo visto che tendiamo a vivere alla giornata: il resto lo farò domani è il nostro motto!

  14. Paola, dear, che bella quella tua foto su Gioia (quella dell’abbraccio a Mike Delfino)…
    A parte questo fuori tema, parto subito con ammettere che io VORREI CONTROLLARE TUTTO!!!!!!!!!! hihihihih Figlia di due pazzi senza alcun controllo, fin da piccola ho imparato a vivere nel mio mondo fatto di regole, schemi, priorità e impegni precisi.
    Unico neo: sono indecisa e cambio idea spesso.
    Questo mix ha dato vita ad una donna spesso in preda all’ansia, parecchie volte arrabbiata con chi rema contro i suoi programmi e decisamente invidiosa delle donne fataliste a cui, alla fine, in fondo, va tutto bene. Forse perché sono più serene e più capaci di godersi la vita. Ci sto lavorando, ci provo, ma pare che i famosi programmi inseriti nel subconscio da piccoli (quelli che secondo la biologia figlia della fisica quantistica sono più potenti dei geni), siano davvero così potentissimi come dicono. Insomma, un gran casino. Sappi che ho consegnato un foglio excel al mio compagno con tutti gli appuntamenti, attività, compiti della settimana (comprensivo dei compiti delle nonne). E’ un mio tentativo di equilibrare il carico dei pesi della gestione famigliare. Ovviamente è stato un fallimento. Alla prima influenza del Benji è saltato tutto prima di cominciare.
    Per non farmi mancare nulla, da quando è nato il benji sono diventata pure ipocondriaca e quindi cerco il “controllo” anche attraverso esami medici (che mi stressano come una pazza). Non so lasciare le cose al caso, mi sembra un atto di mancanza di amore e di responsabilità(e qui torna la jane bambina). Mi devo occupare e preoccupare di ogni cosa fino allo sfinimento (una volta ho avuto una crisi di nervi con pianti a singhiozzo perché non riuscivo a trovare il tempo per impacchettare i regali di Natale come avrei voluto. Ovviamente è a casa mia che tutta la famiglia si ritrova per il pranzo di Natale). Poi ovviamente crollo.
    Ho anche delle qualità. Giuro!

    Mamma jane

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