C’è una felpa per i giorni in cui sono innamorato

Vengo a vivere con te Non so da voi ma a casa nostra ogni mattina succede così: i Pupi si svegliano o vengono svegliati attorno alle 7.30. In qualche modo fanno colazione, in qualche modo si vestono, in qualche modo sono pronti tra le 8 e le 8.06. Mancano solo dettagli tipo lavare i denti o infilarsi la giacca. Poi io mi volto un attimo – un attimo! – e loro entrano in un varco spazio-temporale che li inghiotte. Le cose prendono un’accelerazione improvvisa e di lì seguono una piega impossibile. Così, ogni giorno finiamo con l’uscire alle 8.18, e arriviamo a scuola un secondo prima che la commessa ci chiuda il cancello in faccia – o un secondo dopo. Se vi è capitato, saprete che questo significa passare dal Portone della Vergogna sotto gli occhi di Madri Perfette che osservano compiaciute il vostro ritardo.

Come chicchi di grano, buttati per caso in un campo Nei giorni scorsi ho provato allora a intervistare largamente i Pupi. Come se dovessi condurre uno studio su di loro. «Perché fate tardi, figli miei?» ho chiesto. «Voi tardate e io mi dispero. Ogni volta siete quasi pronti, quasi pronti! Io mi convinco allora che manca un niente, commetto l’errore di lasciarvi per infilarmi le scarpe, torno e vi ritrovo del tutto disorganizzati, disossati, molli e litigiosi, senza che abbiate fatto il minimo progresso, anzi più indietro ancora di come vi ho lasciati». «È colpa di Bau», rispondono loro in coro (Bau sarebbe Mike Delfino, ndr), «che ci ha fatto il latte salato». «Vero. Ma questo è successo solo una volta».

Ci vuole molto allenamento In effetti l’altra mattina, essendo finito il Nesquik, Mike D. ha infilato nel latte dei Pupi un curioso mix di cacao amaro e sale. È stato buffo perché i bambini hanno bevuto la prima sorsata all’unisono: perciò nessuno dei due ha potuto avvisare l’altro. Da questa spassosa tragedia si è salvata solo la Piccolissima (che beve il latte senza cacao). «Un altro problema è che tu, mamma, parli male» mi sgrida il Pupo. «Ci dici fai questo e fai quello, ma non sempre si capisce bene». «Un momento mi dici metti la merenda nello zaino di tuo fratello», gli fa eco la Pupa con le lacrime che già le pungono gli occhi, «un momento dopo mi dici stai attenta che tua sorella non si ammazzi giù dalle scale. Allora io non so cosa devo fare e vado in crisi, mamma». «È vero, mamma, noi bambini possiamo fare solo una cosa alla volta», aggiunge il Pupo. «L’hanno detto anche al tg della scuola».

I ragazzi che si amano si stanno baciando In questa fase della sua vita, a quasi 10 anni, la Pupa è molto sensibile – diciamo pure spietata – rispetto ai temi di verità e bugia. «A scuola non c’è il tg», ha detto, secca. Il Pupo invece ancora vive in una deliziosa dimensione parallela da cui vorrei non uscisse mai. «Invece nella mia classe c’è». «Non è vero. E non è vero neanche che hai baciato dieci compagne, e nemmeno che la maestra vi taglia le unghie in aula». «Invece sì. Le compagne le ho baciate tutte la settimana scorsa, quando ho messo per andare a scuola la tua felpa a fiori, quella che uso solo quando sono innamorato». «E le unghie?» mi intrometto io un po’ a casaccio, sospirando. I miei figli condividono già una discreta quota di segreti di cui io non so nulla. «Quando le abbiamo troppo lunghe la maestra ci fa sedere tutti vicini, ci fa togliere le scarpe e anche le calze e ci dice: fate i bravi, bambini, ora vi sistemo le mani e già che ci sono anche i piedi». Ascoltandolo una parte di me pensa sempre che il Pupo da grande diventerà come Alessander.

Oh no, da soli no, no, no «Siete affidabili quanto le previsioni del tempo a 15 giorni», ringhio ai miei figli. Loro non capiscono il senso della frase ma capiscono che è opportuno offendersi. Del resto è frustrante, come ripeto ogni mattina, dover sempre correre così. So cosa state pensando: «Dovete puntare la sveglia in anticipo, gné gné». Se fosse qui accanto a me la Pupa citerebbe a questo punto una frase di Hotel Transylvania, uno dei suoi cartoon preferiti: «Dovefate partire una ora prima, blah blah blah» (adesso sta insegnando alla Piccolissima a ripetere il blah blah blah finale).

Potremmo essere felici, a volte un poco disperati Il senso di questo post è che sono in cerca di consigli. Il punto è: riusciamo a uscire all’ultimo minuto anche puntando la sveglia una ora prima. Infinite variabili si frappongono tra noi e la soglia di casa. Può darsi per esempio che il cane faccia pipì nell’antibagno, con conseguente formazione di una pozza nella quale entrambi i Pupi mettono i piedi con voluttà. Può essere che io confonda i giorni della ginnastica e del catechismo e metta in mano al Pupo un Vangelo al posto della tuta da aikido. Può essere che qualcuno dei miei figli abbia perduto un lavoretto da portare assolutamente a scuola, o che insista per mostrarmi le 32 pagine di erbario confezionato a Scuola Natura con la classe. La Piccolissima quasi sempre spariglia le carte sbattendo la testa contro qualche cassetto, porta o gradino, procurandosi ferite lacero-contuse davanti alle quali sono sempre incerta: usare arnica o pomata alla penicillina? Altri suoi passatempi sono infilare il braccio fino al gomito tra le fauci di Laccio, come farebbe un veterinario con una mucca che stia per partorire; oppure ingerire all’improvviso oggetti non commestibili (specie i Lego piccoli, capaci di eludere la nostra sorveglianza e di uscire da soli dai cassetti), atti a verificare la mia competenza in materia di disostruzione pediatrica. Se non è lei a fare casino, comunque, ci pensa Mike Delfino: l’altro giorno aveva un muffin al cioccolato in una mano, un fazzoletto di carta appallottolato nell’altra. Indovinate quale dei due ha mandato giù in un sol boccone.

Soundtrack Mentre scrivevo questo post e più in generale nei giorni scorsi ho ascoltato a lungo Luca Carboni. Un paio d’anni fa è uscita una sua raccolta, Fisico&Politico, che contiene anche un inedito scritto con Fabri Fibra. Pregevole, ma le canzoni più belle sono quelle del passato, tipo questa o questa o questa, e la mia, vi assicuro, non è nostalgia.

 

 

 

 

38 commenti su “C’è una felpa per i giorni in cui sono innamorato

  1. Glom. La storia del fazzoletto è… Interessante, direi.
    Comunque anche noi qui subiamo la terribile sorte degli ultimi 10 minuti. Che diventano 15 se per caso sei riuscito ad essere pronto 5 minuti prima. Il pantalone che si sporca, le chiavi della macchina dimenticate a casa, la cacca del bimbo (quest’ultima, un evergreen), la borsa della mamma che cade sulle scale rovesciando il contenuto…
    E così, anche noi si va sempre di corsa, e a volte mi spiace per il bimbo che deve vivere questa condizione di ansia tutte le mattine. Vorrei un’entrata elastica a scuola.

  2. Mia cara, a volte credo non siamo nate per essere madri perfette. Io con slancio fervente ho chiesto un colloquio alle maestre della materna di Thing2 e quindi ho dimenticato giorno e ora e mi hanno schifato più di quanto facciano ogni giorno per ogni motivo. Ieri: signora! (Aria schifata). Il bambino non ha nemmeno un cambio nell’armadietto e ieri è arrivato fradicio fino al gijocchio ma non abbiamo potuto cambiarlo perché non c’era nulla. Io: beh va beh, è sopravvissuto. Maestra: già, è un miracolo che non si sia ammalato! Io: (ma dentro di me) ma perché non te ne vai affanculo?

  3. Troppo ridere. Comunque non ho nessuna soluzione. Se va così, va così e basta. O meglio. Secondo me l’assestamento è annuale o minimo semestrale. Un format che si autoriproduce. Quei dieci incontrollabili minuti li puoi recuperare solo dopo una lunga interruzione (vacanze estive o natale). L’unico colpo di scena può darlo la prole. Cerco di spiegarmi meglio anche qui: mia figlia da una settimana ha deciso che vuole arrivare a scuola alle 8 e 20 e non alle 8 e 40. Quindi va più veloce ma a questo punto sono io la pasticciona: ho sempre un’emergenza che la fa ritardare, non trovo le scarpe, gli occhiali da sole, mi cade il telefono e lei che sbuffa alla porta già pronta.

  4. Anche a casa nostra uguale uguale!!! L’unico metodo che a mio dire funziona è non guardare mai l’orologio e sperare in meglio. Se non guardo l’orologio non vado in panico e soprattutto non trasmetto l’ansia ai bimbi. In qualche modo che rasenta il soprannaturale quando faccio così arriviamo non dico in anticipo ma quasi in orario. E se siamo in ritardo per lo meno mi sono risparmiata il fiatone e un vago senso di colpa..
    Ps che bello leggere i tuoi post!
    Laura

  5. Mi consola molto leggere tutto ciò: io per il momento sono solo a figlia numero 1 e mi sembra che da settembre non ci sia stato un solo giorno in cui il nostro arrivo al nido sia stato puntuale. Che ci si alzi all’alba o alle 9 meno 1 minuto la fine è sempre la stessa: uscita di casa alle 9.31, corsa dall’altra parte della città dove è ubicata la comoda struttura (con la piccola che da dietro urla “mamma, vai più veloce, vai più veloce!!!”), parcheggio random fuori dalle strisce con la muta preghiera che l’ausiliario del traffico abbia trovato la fila al bar, arrivo con il fiatone e 11 kg di pupa in braccio ed entrata trionfale tra le mammePuntuali che già stanno bevendo il caffè con il trucco cementato. Si conclude in gloria con cambio scarpe e spedizione bimba attraverso la porta dell’aula socchiusa sperando che qualcuno si accorga che è entrata. Sono estremamente rincuorata dal fatto che potrei fare lo stesso anche per le scuole dei successivi ordini e gradi. Ti penserò domattina! PS: complimenti per i libri, sono davvero una lettura piacevolissima!

  6. Ahahah, assomiglia al mio post di ieri, però l’hai descritto meglio, e in più ci hai messo dentro Carboni e io aggiungo “Oh no i soldi lo so che non danno la felicità, immagina però come può stare chi non li ha, ah”.

    Penseranno che un brand ci ha pagato per veicolare la campagna “Mai Più in Ritardo con Scossy, l’orologio che dà un pizzichino al polso ogni volta che i Pargoli indugiano”.

  7. I miei ragazzi hanno quasi 6 e quasi 2 anni e la mattina è esattamente la stessa scena, con il grande che si vuol far vestire anziché far da solo e la piccola che mi boicotta mangiando segretamente biscotti che poi regolarmente spatacca su tutti i vestiti puliti che ha addosso. Ma il campione del boicottaggio mattutino resta mio fratello che in uno storico lunedì di più di 30 anni fa, bello pulito e pronto per andare a scuola decise, sotto lo sguardo poco vigile e molto divertito di mio nonno che aveva capito come sarebbe andata a finire, di bere il latte dalla tazza senza usare le mani. Io e mio nonno abbiamo riso molto, mia mamma molto meno. Credo non abbia riso neanche mio fratello perché all’epoca non c’era la tata Lucia e mia mamma il metodo “ogni tanto uno sganassone ve lo arrivo” lo ha sempre usato. Anche se con parsimonia!

  8. Purtroppo, per risolvere questo tipo di inconvenienti, l’unica regola che a mio avviso possa funzionare è “Organizzazione talmente rigida che pure una trave d’acciaio sarebbe più elastica”, al fine di limitare la potenzialità deflagrativa dell’imprevisto. Impossibile azzerare il rischio, ma ridurlo a una soglia di accettabilità sì.
    Quindi: prima di andare a letto si preparano i vestiti per il giorno dopo, lo zaino per la scuola, il sacchetto con le merende e quant’altro; oggetti vari ed eventuali (tipo: il materiale per il lavoretto) si lasciano in bella vista accanto alla porta, così da essere sicuri di vederli prima di uscire (anche un post-it SULLA porta aiuta).
    I genitori devono essere pronti prima dei nani, essendo in due i genitori e in tre i nani hanno la maggioranza loro quindi è più facile che vincano, ma magari prendersi in carico un figlio a testa a turno e lasciare eventualmente la Piccolissima nel box/seggiolone/lettino/dove sta più tranquilla, potrebbe essere d’aiuto ulteriore.
    Se i ragazzini si sporcano prima di uscire o simili, io adotto la tecnica “implora pietà”: lo porto comunque a scuola e cerco la solidarietà della maestra nello spiegarle che quel testone stamattina proprio non ha voluto saperne di farsi pettinare/cambiare la maglietta/mettere un vestito decente.
    Io arrivo a parossismi quali: borsa del pranzo pronta in frigo alle 18 del giorno prima, varie ed eventuali lasciati in macchina la notte prima, a volte colazione con giubbotto addosso.
    Io però ho un solo figlio e nessun cane.

    1. mamma santa, sara, sei una macchina da guerra, lo dico con sincera ammirazione.
      quanto ai vestiti sporchi sono d’accordo, il problema è quando lo sporco viene da deiezioni (canine o umane).
      complimenti per i parossismi, davvero notevoli. sai che io scherzando con mike delfino sono arrivata a dire: potremmo dormire in macchina, già vestiti, magari davanti a scuola.

  9. Cara Paola, hai dimenticato la variabile, ma costante, ‘cacca’ degli ultimi minuti!!!
    L’unica volta in cui tutti si è pronti e, magari, puntuali con porta già chiusa alle spalle, qualcuno esclama: mamma, ma a me scappa la cacca!
    Che si fa??
    Abbiamo anche provato anche a portare avanti tutti gli orologi di casa: peggio!
    Non c’è soluzione….
    Impe

  10. Tu sai che non posso proprio darti consigli su come essere sempre perfettamente puntuali, anche se lo vorrei tanto.
    Io ho una figlia sola, nessun cane, e di fatto la sveglio solo nel fine settimana, perchè dal lunedì al venerdì esco per andare al lavoro prima. Al sabato tutto ok, ma alla domenica, giorno della messa, succede sempre qualcosa. Lei può svegliarsi in un intervallo compreso tra le 7 e le 9.30, ma il risultato è irrimediabilmente lo stesso: arriviamo in ritardo.
    Non so come sia possibile. O meglio, lo so: facciamo colazione, leggiamo un libro, ci laviamo e vestiamo e siamo puntualissime, poi…iniziamo a fare le tempere, a cucinare la salsapariglia (recentissimo must), a cincischiare per casa e zac, perdiamo l’attimo.
    Meno male che a messa non c’è il cancello della vergogna, non credo che riuscirei a sopportarlo.

    Continuo a vedere affinità elettive tra il Pupo e la Marghe. In merito alle baggianate che raccontano, ieri pretendeva di convincermi del fatto che al nido apparecchino la tavola con acqua e vino.

  11. Io una soluzione ce l’ho. Quella volta che siamo arrivati a casa tardissimo e Paolo dormiva già in macchina e l’abbiamo messo a letto vestito…
    E’ arrivato a scuola tutto contento urlando ai quattro venti: “che bello sono andato a letto vestito: è comodissimo!”
    (sorriso di circostanza con le mamme perfette che aspettavano fuori da scuola).
    Ciao ciao
    Marianna

  12. Non posso dare consigli mi sa. Nel periodo in cui il nipote viveva con me e doveva andare a scuola uscivamo anche un’ora prima senza troppi problemi. Il primo giorno non si voleva vestire da solo, nicchiava e faceva storie. Il secondo giorno l’ho messo fuori della porta in mutande con i vesti in braccio. Si è vestito alla velocità del lampo. I giorni successivi sono andati lisci come l’olio. Era vestito, lavato, mangiato e pettinato che pareva un figurino in 15 minuti. Però io sono taaaanto organizzata.
    In altri periodi se nicchiava gli urlavo mutandati, calzettinati, pantalonati, magliettati. Rideva come un pazzo e si vestiva veloce. Però ridevo anche io. E soprattutto io non mi stresso per niente. E non soffro di perfettite e non mi frega niente delle mamme super. Non so per quale magico processo se non ti frega assolutamente niente di arrivare in ritardo arriverai sistematicamente in anticipo.
    L’unico consiglio che so dare è non guardare l’orologio. Tanto se non sei in ritardo è inutile e se sei in ritardo è inutile. Respira. Oooohhhhmmmm.

  13. Io per dieci anni sono rouscita a consegnarne due al prescuola per le 7.45 e timbrare il cartellino alle 8.15 . Ci vuole organizzazione, la sera prima preparavo tutto, i bambini marciavano come soldatini, ma forse é più bello arrivare in ritardo senza farsi troppe ansie….

  14. Paola!! Non ci sono consigli! Non si può uscire in orario perfetto per chi ha “l’ultimo minuto” nel DNA.
    Sto ridendo come una scema: a me succede lo stesso. Finché sono sott’occhio (e fanno tutto da soli eh!), va tutto bene, appena cambio stanza per indossare scarpe e cappotto, torno di là e Tito, che era vestito, è di nuovo in canottiera. “Non mi piaceva la maglietta” dice, nervoso. E la campanella suona. Poco dopo!

  15. Paola, non credo ci siano soluzioni!!
    Ne parlavo proprio ieri con mia cognata che ha anche lei tre figli, mi ha raccontato che una volta è riuscita per sbaglio a mandarne uno a scuola SENZA MUTANDE!!
    😀
    la cosa non mi ha sconvolto manco un po’, aspetto il momento in cui succederà a me.
    baci
    franz

    1. una volta mio padre è uscito di casa senza pantaloni! era già papà, eh! noi eravamo già nati da un pezzo. si era messo scarpe e calzini però. l’ha fermato mia nonna sul pianerottolo.

  16. Senza esagerazioni anche io gioco sempre d’anticipo… Anche se a volte mi domando come sia possibile svegliarsi alle 6.30 e timbrare alle 9, ma tant’è… (con una distanza casa lavoro assolutamente accettabile!).
    Nello specifico: le cose del grande che va a scuola le prepariamo la sera prima, compresa la merenda. Siccome lui entra prestissimo perché da noi l’orario è antelucano (7.55 campanella), si deve uscire alle 7.45 e quindi lo sveglio alle 7 e ha una mezz’ora abbondante per fare colazione e leggersi un fumetto. I vestiti glieli preparo sul letto, ma spesso gli dico: scegli te, purché fai presto. Il grembiule resta appeso insieme alla giacca tutta la settimana.
    Il piccolo non è un problema: è sempre il primo a svegliarsi e va veloce, anche se pasticcione.
    Ma alla fine credo che quello che davvero ci salva è che i miei bimbi fanno la cacca serale: la mattina in bagno ci stanno il tempo di pipì e lavarsi viso e denti, quindi al massimo 2′.

    Insomma ogni famiglia ha le sue strategie. La mia di sopravvivenza è e rimane fare colazione per prima da sola! Poi mentre i pargoli devastano la cucina io mi vesto e sistemo i letti.
    Bon, dico che non avevi mica bisogno di consigli sai: avevi trovato già la soluzione, ovvero dormire in auto davanti a scuola!
    :-)

    Invece mi piacerebbe che una volta tu parlassi di come si gestiscono le giornate di sciopero a scuola: dove mettete i figli?

  17. Le corse della mattina sono un incubo costante. Qui 2 figli maschi e nessun cane, ma il marito al mattino conta come figlio.
    Chiedo consiglio a chi già sia riuscita nell’impresa: come si fa ad educarli a raccogliere pigiami e fazzoletti usati, riporre biscotti & co. nella dispensa, rispristinare il lavandino post barba a uno stato di pulizia accettabile?

    1. santo cielo, mamma al cubo, QUANTA VERITA’ NELLA TUA FRASE “il marito al mattino conta come figlio”. quanto all’educarli io purtroppo NON sono mai riuscita, nonostante come dona flor abbia avuto due mariti

  18. Solo a me capita che proprio la volta che non sento la sveglia e mi alzo dal letto con mezz’ora di ritardo, riesco ad arrivare a scuola con cinque minuti di anticipo? è successo proprio oggi, ed abbiamo anche avuto l’inconveniente della pipì a letto. quindi c’è stata una doccia imprevista da fare prima di colazione. A tal proposito, mamme e soprattutto Paola, secondo voi quand’è che dovrei iniziare a preoccuparmi “seriamente” della pipì a letto? siamo già in seconda elementare e ogni tanto capita ancora. mi sto chiedendo se dovrei interpellare la pediatra oppure aspettare che il problema passi da solo. aggiungo che non mi sembra ci siano particolari problemi emotivi e che comunque mi sembra di essere abbastanza attenta alle esigenze di mio figlio. grazie per il consiglio

    1. si si è masculo il mio Francesco.
      Allora sto tranquilla ancora per un po’. Grazie
      Al massimo ci risentiamo in proposito fra un annetto.
      Che tenero, l’altra mattina al risveglio bagnato, era molto imbarazzato e mi ha detto “no mamma, è che son tutto sudato” :-)

  19. La cacca appena il piede è fuori dalla porta è un must anche qui da noi!
    Ultimamente poi alla scuola materna pare che i bimbi vogliano far bella mostra di tutti i loro averi (che poi lasciano all’ interno dell’ armadietto), quindi se non è la cacca è “aspetta un attimo che scelgo un gioco da portare con me” … e io che urlo “sono già in macchinaaaaaaaa, muovitiiiiiiiiii” … passerà … almeno spero … ma non ci conto troppo …

  20. Ciao è la prima volta che ti leggo….e mi piace molto il tuo blog…purtroppo non ci sono consigli da dare, penso, anche io la mattina ne devo gestire tre e posso metterci la mano sul fuoco che succederà qualcosa per forza….SEMPRE! Anzi posso contare sulle dita di una sola mano le mattine in cui è andato tutto bene e siamo riusciti a stare fuori di case alla 8:05 in tempo per prendere il pulmino…Non so come fanno le mamme perfette, io sicuramente non sono una di quelle….ma piuttosto una mamma svampy (c’è un articolo nel mio blog su tutto quello che mi succede giornalmente….!!!) e sono contenta quando constato che tutto il mondo è paese. Ciao a presto!

  21. dilettanti…io ho il grande alle medie che deve essere fuori di casa max alle 07.35 (sveglia alle 07.20 alle 07.25 vestito si trova a tavola davanti a qualcosa di solido e un frullato che deve ingoiare in 8 minuti, alle 07.33 lavaggio rapido denti+scarpe+giacca) e io lo accompagno alla fermata del tram con i due cani, 2, di 15 anni di cui una sorda e l’altro cieco e rincoglionito da un ictus per cui sembra un cactus putrido e semovente con la convergenza sbagliata a sinistra. In 12 minuti devo tornare a casa dove mi restano ben 17 minuti per svegliare il piccolo colazionarlo, apparecchiarlo, salire sul motorino e spararci come un razzo missile verso la scuola dove il crocchio di madri puntuali ormai controlla semplicemente se lo porto a scuola scalzo e con un nido di vespe in testa o sufficientemente decoroso per entrare in classe. Non mi sono fatta mancare tre gatte per cui se vogliamo parlare di incidenti liquidi o solidi capisci bene che su 5 a rotazione qualcuno che molla qualcosa c’è sempre. Per me funziona come esercizio per tenere sempre bene a mente che io non ho nessun controllo sulle cose. Proprio nessuno :) Un abbraccio, Valeria

  22. …io ti dico solo che a noi gli amici e i famigliari hanno iniziato a dare APPOSTA orari sbagliati per i ritrovi. “Alle 12,30 puntuali a tavola!” E poi si mangia alla una. Non c’é soluzione. E noi siamo solo ad UN Nano, non oso immaginare se dovessimo aumentare… già il fatto che ci arrivino tutti, a scuola, e ognuno alla scuola giusta, mi sembra comunque un traguardo.

  23. Dovrebbero filmarci tutti in quella mezz’ora mattutina, succede di tutto…
    Io preparo i vestiti la serra, le siringhe di fisiologica sono cariche, i bambini li vesto io tipo catena di montaggio, se ci va bene il papà prepara la colazione (ogni tanto colazione al sacco in macchina), ma poi io voglio fare i letti, stendere la lavatrice, piegare le cose stese, il piccolo Pi vuole scegliere un gioco solo uno (no quello è duro non si può portare, no per quello ci vorrebbe un tir, no dai il pupazzo no che si sporca) Pi si lamenta perché la tuta è corta, la felpa è lunga… e poi: mamma SOLO UN SECONDO (detta 15.000 volte al giorno fanno circa 4 ore)… PPPPPPP (grido io) ti sembra di dover osservare cellule di zanzara al microscopio proprio oraaaaaaa….
    Risultato? Sempre al limite e ingresso trionfale dal cancello della vergogna :)

  24. Che bello non essere sole!
    Io credo di aver allattato per 2 anni per risparmiare un anno di colazioni 😂

    Quest’anno sono a casa in maternità e tocca a me portare la grande alla materna… A volte riusciamo a arrivare in ritardo pur essendo praticamente pronte 45 min prima dell’orario di ingresso. Mistero della fede!!

    Io senza il marito preciso sono nel delirio. Quando lui non c’è il ritardo è costante!

    La tecnica vestiti preparati la sera dicono che aiuti, ma qui la ragazza cambia idea ogni 5 minuti e non funziona tanto.

    Ci salva l’estate che toglie 10 minuti di vestizione e capriccio x felpa e giacca .

    L’anno prossimo spero di inventare qualcosa che se no ciao!
    Cmq se hai tragitti in macchina la colazione al sacco è il top. A me è rimasta dai tempi dell’università … Colazione in treno!!
    L’ultimo mese di gravidanza a volte facevo fare a mia figlia colazione sul passeggino …. Nei 200 metr. Che ci separano dall’asilo. Lei era felice effetto picnic.

  25. Guarda, da quando mi hanno diagnosticato l’ADHD io ho svoltato. primo punto me ne sono fatta una ragione, poi abbiamo appeso una lavagna sopra al tavolo di cucina in cui l’unico un minimo organizzato la domenica aggiorna la settimana di tutti. Certo, i figli continuano a non saper dare priorità alle cose random che gli urlo a caso e quindi invece di farne almeno una qualunque si paralizzano per mezz’ora a decidere e poi tanto è colpa mia. Certe volte mi chiedo se mi rinfacceranno che non gli ho ricordato di inspira ed espirare e per colpa mia sono morti soffocati.
    Adesso mi sa che aggiungo una lista di routine del mattino e della sera alla lavagna a cui dovranno fare le crocette una volta eseguito. Vorrei spararmi piuttosto che farla, ma sospetto che migliorerebbe quel paio di cose tipo il dubbio atroce: mi lavo i denti dopo mangiato o dopo essermi messo le scarpe? e nel dubbio non fanno ne l’ uno ne l’ altro.

  26. Sempre più contenta di aver ritrovato te e le tue seguaci! E leggendovi mi sento quasi fortunata se il grande fa la pipì fuori dalla tazza e il piccolo ci gattina sopra, se poi lecca la tavoletta del WC mentre il grande sputa l’acqua mista a dentifricio sullo specchio: sui vestiti non rompono i maraoni più di tanto! 😉 Io sono un’ insegnante precaria perciò capita spesso che non lavori…be’, in quei giorni i ritardatari me li tengo in casa.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *