Buoni propositi (o occasioni sprecate)

Cadono le bombe sopra i tetti
Non hai un risotto da seguire perché non si attacchi alla pentola, un articolo di giornale da leggere, o addirittura un libro – visto che è con quello in mano, che ami farti vedere in giro?
Non potresti più proficuamente dedicarti al cambio di stagione, giacché l’autunno, è evidente, ci si insinua tra le lenzuola e negli armadi e anche i più coriacei tra noi hanno dovuto arrendersi alle calze e alle scarpe chiuse?
Esplodono le granate nelle case
Che ne diresti, in alternativa, di iscriverti a un corso? Ma stavolta devi andarci per davvero, eh. Non come quella volta che hai pagato in anticipo per tutto l’anno e poi, delle dodici lezioni di cucina creativa, ne hai frequentate solo due (o tre).
Potresti senza troppo sforzo osare l’orto sul terrazzo: su internet ci sono un sacco di tutorial che spiegano come fare. Se invece la pigrizia avesse la meglio su di te, ricordati che a due isolati da casa organizzano un bel cineforum. Al bar dell’angolo troverai i volantini. Non costa neanche tanto, e in programmazione ci sono i film dell’anno scorso, quelli che hai perso perché la mamma era malata/ti è nato un figlio/hai fatto troppi straordinari al lavoro.
Tutte le nostre paure e debolezze le butteremo via
Senza contare quel che ti è rimasto indietro. Settimane fa hai giurato che avresti mandato al tuo amico una lettera vera, di carta, proprio come si faceva una volta, ma non hai ancora trovato una mezz’ora libera per scriverla.
Avevi anche promesso a tua sorella, ricordi? che l’avresti aiutata a cambiare il box doccia. È una faticaccia ma, almeno, quando vai a trovarla ti prepara una crostata da sballo. Ci mette un po’ troppo burro ma che diavolo: la mangi così di rado che certo non ti ucciderà.
Potresti imparare a nuotare. O a sciare. Potresti passare un weekend al mare e goderti la luce morbida del tramonto di metà pomeriggio. È arrivato il momento di ritinteggiare la cucina. Di mettere a posto la bicicletta. Di prendere le lenzuola nuove per il letto, allegre e colorate proprio come le sognavi. Di fare il pane a mano/di comprare il pane, per sfizio, per una volta, nel negozio più buono e più caro del quartiere.
Aspetteremo una nuova stagione 
Tra l’altro, te lo devo proprio chiedere: su cosa stai vigilando esattamente? Quale micro-porzione di mondo temi vada in pezzi, se tu non sarai lì a montare la tua silenziosa guardia, come un cane fedele? Ti dò una notizia: non c’è proprio niente da guardare. Nessuno cambierà idea grazie al tuo contributo. Ci sono invece, piuttosto, tantissime cose che rimandi da tempo. Troppo tempo. È una vergogna, ti ripeti di continuo, ma in concreto non fai nulla per cambiare la situazione. Consiglio mio: perché non te le scrivi su un foglio queste cose e poi, a cominciare dalla prima, non provi a realizzarle?
Vai a correre. Vai a teatro. Regalati un giro di shopping. Non perdere l’inaugurazione di quella mostra. Impara a produrre la birra artigianale. Cara sentinella in piedi, non ci credo che non hai nient’altro da fare. La vita è breve. Il tempo non si ferma. Se proprio te ne stai lì con le mani in mano, prova a guardare questo video. Ma soprattutto: non costringere tuo figlio/tuo nipote a seguirti, quando partecipi alle tue inutili veglie silenziose. È solo un bambino. Hai mai pensato che potrebbe essere omosessuale? Non glielo auguro, eh. Poveretto. Con una madre, un padre, uno zio, un nonno come te, quanta fatica farebbe.

Soundtrack: Estate #1107

26 commenti su “Buoni propositi (o occasioni sprecate)

  1. La mia libertà finisce dove inizia quella del mio prossimo. L’ho imparato alle elementari.
    Tutto il resto è libertinaggio. Incluso quello mascherato da “difesa dei diritti”…soprattutto se nessun diritto è messo in discussione, tranne quelli che non ci sono ancora (ahimè!)

  2. E io che mi stavo rincuorando…pensavo: “siamo tutte sulla stessa barca”… e invece no, parlavi di quelle/i lì. Ok…però dopo aver scritto i buoni propositi su un foglio bisogna anche leggerli? 😋

  3. Basterebbe un buon proposito alla volta senza farsi venire l’ansia della lista. Portare a termine uno e poi pensare al secondo.

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