Prendersi cura dei ratti e altri buoni propositi

Insomma nemmeno me ne sarei accorta, l’altra notte, che il Pupo svegliato da un incubo si era infilato sotto il piumone tra me e Mike Delfino, se ai 10 o 20 milioni di recettori sulle ciglia delle mie cellule olfattive non si fosse spietatamente agganciato un aspro odore. «Santo cielo, chi mi ha infilato una carogna nel letto?» ho confusamente pensato.

No, non era il mio bambino – che a 7 anni ringraziando il cielo ancora sa di miele – a proiettarmi dritto sull’amigdala quell’intenso olezzo di agnello marinato, ma i suoi inseparabili pupazzi: un grosso ratto chiamato “Ma” e il suo gregario Andreino, minuscola volpe molto simile a quella del Piccolo Principe. Per carità molto graziosi, entrambi, ma anche moltissimo bisognosi di un bagno.

Something ‘bout the way you took my hand  Quando il Pupo era piccolo (più di adesso) bisognava lavarglielo di nascosto, il “Ma”, magari mentre era all’asilo; tuffarglielo in lavatrice, approfittare dell’asciugatrice comune del cohousing dove viviamo perché fosse lindo e asciutto al ritorno: poi era capace anche di annusarlo e di fare la faccia perplessa, perché non puzzava più. Ora questi stratagemmi non sono più necessari ma noi siamo sempre di corsa e ci prendiamo scarsa cura dei ratti, e pure dei loro gregari.

I hurt you the most of all the hurt you ever felt  Riflettendo su questo ho pensato di stilare il classico elenco dei buoni propositi per il nuovo anno. L’avete fatto anche voi? Se sì, mi piacerebbe molto leggerlo. Ecco i miei: dividere meglio il mio tempo, sempre meglio, scomporre i giorni e le ore e ricomporli in molecole e atomi, con ferrea volontà, per non vivere con la sensazione di essere sempre indietro su tutto. E poi: preparare la sera i vestiti, miei e dei Pupi, per il mattino dopo; fare i muffin in casa e darli ai bambini come merenda al posto di biscotti industriali e barrette proteiche; distribuire equamente le coccole, prendere in seria considerazione la richiesta dei miei figli più grandi di aumentarle ancora, “almeno del 30 per cento”. E infine: nuotare e nuotare, fino a scrollarmi di dosso ogni ostinato residuo di ansia. Rimettere in ordine alfabetico i libri che la tata mi ha artisticamente remixato. Last but not least, ripescare dai cestoni di giochi dei bambini il mio pupazzo, quello di quando avevo due anni, che mi aveva regalato mio padre e non vedo in giro da un po’.

 

Soundtrack: Le autrici della canzone legata a questo post sono due ragazze, si fanno chiamare Little Stevies e sono un duo folk-pop originario di Melbourne. La loro canzone mi scalda il cuore, ha un bellissimo titolo (Loving man) e potete ascoltarla qui.

22 commenti su “Prendersi cura dei ratti e altri buoni propositi

  1. Nessun buon proposito per me, ma di certo un lavaggio dei doudou dei bimbi urge anche a casa nostra. Il problema non è infilarli in lavatrice ma sopportare le facce preoccupate dei miei figli quando appendo Agnellino per la coda e Pangua per un orecchio sullo stendino…
    Fossero questi i problemi!

    1. agh ElenaElle, come è possibile che tu NON abbia buoni propositi? ti invidio, vuoi dire che hai raggiunto LA PACE. o è solo rassegnazione?

      1. Si la pace, ma fammi il piacere Paola mia!
        😉
        I buoni propositi mi mettono addosso l’ansia da prestazione, tutto qui!

  2. “dividere meglio il mio tempo, sempre meglio, scomporre i giorni e le ore e ricomporli in molecole e atomi, con ferrea volontà, per non vivere con la sensazione di essere sempre indietro su tutto.” Questo è un proposito che io faccio all’inizio di ogni settimana, ma non è ancora arrivata quella in cui riesco a mantenerlo.
    Colpa mia, senza dubbio.
    Quanto alla toletta dei pupazzi sono molto solidale col Pupo.
    Ancora tremo al ricordo della mattina in cui mi alzai e trovai la mia bambola appesa con due mollette allo stendibiancheria fuori dal balcone del sesto piano a casa dei miei…………………………………………..

  3. Lorenzo ha un coniglio di nome Roger con cui dorme, è una “pezza” morbida con la faccia da coniglio. Ora che sta mettendo i secondi molari (grazie a Dio, che finisca questo supplizio!) lo mastica perennemente e lo imbratta di saliva..l’altra mattina era rigido come un surgelato (Roger, non Lorenzo)..così gli abbiamo comprato un sostituto per poterlo lavare..al momento ci casca (ha un anno e mezzo) ma in futuro chissà…

  4. Popi adorata, la mia lista: “meglio è nemico di bene”, quindi fare e basta, che se aspetto di trovare “pronto” o “adatto” quello che faccio non lo faccio. Nuotare come dici tu. Allo sfinimento cellulare, dove la cellula un istante prima sveniva e dopo invece fluttua. Passare più tempo con le persone che amo. Fissare già ora week end con amici e parenti, e il resto si incastrerà. Non inseguire il tempo, lui sa dove trovarmi. Respirare un sacco meglio, andando a riempire quel diaframma che si chiude a riccio e poi me lo dimentico. Amarmi e amare di più. Innamorarmi, magari.

  5. Allora, dopo anni che mi ripropongo di innamorarmi ma non ci riesco, cambio buon proposito. In realtà non ne ho fatti perché a dicembre ho stravolto un paio di cose della mia vita, dunque mi accontenterei di farcela, e da brava ariete andrò dritta di corna all’obiettivo. Però se proprio devo fare un buon proposito, mi direi “non far mai sentire sole le bimbe”.

  6. Anche il nostro Pippo assorbe tutti gli odori e le sporcizie del tempo: essendo un ippopotamo con cappellino da notte e maglietta estraibile, ogni tanto riusciamo a lavare la maglietta ma per il grosso ci vuole tanto impegno. Potrebbe essere un buon proposito per l’anno nuovo :-)

  7. Mi hai fatto venire in mente le strips di Calvin ed Hobbes… conosci? Io li adoro!
    Esiste ovviamente una serie dedicata a Hobbes nella macchina lavatrice!

    Io ho risolto alla base il problema, ho generato un bimbo refrattario ai doudou, li butta fuori dal lettino. Il fratello invece ha sempre apprezzato il lavaggio del suo Bubu.

    Propositi non ne faccio mai… e non perché mi senta perfetta, anzi, ma perché non mi piace la scansione dell’anno vecchio e dell’anno nuovo… è un passaggio che cerco di non notare. E poi da due anni il 31 dicembre per me rappresenta l’inizio, non la fine, dato che è la data che ha scelto il mio desideratissimo secondogenito per affacciarsi a questo mondo.

    1. che tipo! proprio l’ultimo dell’anno. mi chiedo se sia meglio o peggio (del nascere il primo gennaio)

      ps Calvin e Hobbes sì, certo, li adoro anch’io… e a proposito di lavatrice mi viene in mente anche un’altra cosa di cui presto scriverò.

  8. Proposito nr 1 per l’anno nuovo: trovare un posto fuori e dentro di me dove provare a far pace col cervello.
    nr 2 Visitare Venezia con mio figlio e Parigi con il mio compagno.

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  9. Non sono tipo da buoni propositi ad inizio anno, ma nel 2016 mi sa che dovrò fare di necessità virtù. Il proposito di quest’anno è… Trovarmi un nuovo lavoro, nel senso che la mia vecchia azienda mi ha salutato caramente alla fine del 2015. Chissà che non sia la spinta che mi ci voleva per trasformare l’hobby della scrittura in qualcosa di più serio…

    Quanto al lavaggio dei pupazzetti, quando in casa mia tocca lavare Papo si scatena, ancora oggi all’alba dei quattro anni e mezzo di Trottols, una piccola grande crisi diplomatica: il diavoletto biondo si siede con occhio lacrimevole di fronte al termosifone dove il pupazzetto viene messo ad asciugare d’inverno, e non si schioda se non per necessità fisiologiche impellenti (bere, mangiare, pipì, giocare). Non è servito nemmeno comprare una copia esatta di Papo, immediatamente battezzato Papo Nuovo. La piccola li riconosce (a questo punto devo ipotizzare dall’odore) nonostante siano perfettamente identici.

  10. Per fortuna, la Marghe non ha mai avuto un pupazzo preferito e inseparabile.
    Ultimamente, però, ama andare a dormire abbracciata ad Alice, una di quelle bambole farcite di non so che, che si mettono nel microonde e si scaldano e profumano.
    La domanda a questo punto è: quando Alice sarà bella sporchina (spero non rigida da bava, dovremmo aver superato quella fase), come faccio a lavarla? Quegli affari si possono mettere in lavatrice, o perdono tutto il loro potere scaldante e profumatore?
    No, perché mi sa che costano pure uno sproposito.

    Buoni propositi per l’anno nuovo non ne ho fatti, ma non certo per aver raggiunto la pace.
    Piuttosto, è un navigare a vista che si corregge di atomo di tempo in atomo di tempo (per citarti), quindi anche i buoni propositi sono dei flash.
    Al momento, il mio buon proposito è tornare a casa non troppo tardi, stasera. Se ce la faccio, ne creerò un altro…e così via.

  11. Ciao Paola. cercalo quel pupazzo! il mio primo peluches e’ un coniglio serio serio e spelacchiato che ha visto piu’ lavatrici della sottoscritta e ora e’ stato adottato dalla mia piccola pulce di 5 anni. per me era Bunny. per lei ogni giorno e’ un nome diverso, l’ultimo era mirtillo. i miei buoni propositi sono : andare a fare lunghe passeggiate, magari con mio papa’ che vedo poco. cucinare quelle lasagne al salmone che tanto mi ispirano. . tornare a cucire. ascoltare piu’ spesso la musica alla sera con gli occhi chiusi. Perdere il tempo e annoiarmi come sapevo fare una volta!

    un bacio

    Gioia

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