Bambini, case, matrimoni al sud

Sciscio, sciscio, sbava la Piccolissima, 21 mesi e i denti ancora in formazione ridotta, rivolta al vecchio Cicciobello che ha insistito per portare con sé da Treviso. Il Cicciobello è quello nero della zia sorella di Mike Delfino, all’epoca si chiamava Cicciobello Angelo Negro e nessuno ci trovava niente di strano.

They say home is the place where your heart is Sono stata a Vietri sul mare durante il weekend, al matrimonio del mio migliore amico (proprio come il titolo di un film – ma a differenza che nel film io non sono mai stata innamorata di lui). Mike Delfino aveva annunciato preventivamente che se fosse rimasto a Milano da solo con i tre bambini e il cane si sarebbe suicidato, e così venerdì sera ha preso Baracca (il cane) e Burattini (la triade composta dagli infanti) e li ha portati da sua madre. Peraltro vorrei dire pubblicamente che ho più volte proposto di cambiare il nome della bestia da Laccio in Baracca, ma nessuno ha mai preso sul serio quel che dicevo.

And I’m trying my best to be tough Una volta una lettrice del blog mi ha scritto una mail chiedendomi un consiglio, poi ci siamo sentite al telefono e lei era molto stupita: «Ti immaginavo con una voce più forte, stentorea, invece hai questo vocino». In effetti nell’arco della vita me l’hanno già fatto notare diverse volte, e un giorno che sono andata ospite da Rosario Pellecchia a 105 poi gli ascoltatori chiamavano in radio per chiedergli se poteva ospitare ancora quella che parlava come un personaggio Disney. Forse è per colpa del vocino che non mi danno retta quando propongo di cambiare il nome al cane, ho pensato.

In my heart I belong in a house by the sea Ad ogni modo la madre di Mike Delfino – che leggerà questo post come fa sempre e poi, facendo confusione, mi chiamerà per dirmi «Ho letto il tuo nuovo blog, bello» – risiede in una sorta di paradiso terrestre, grandissima casa circondata da ancor più grande e meraviglioso giardino proprio nella marca trevigiana, e ogni volta che vanno a trovarla è come se i bambini si espandessero, come se all’istante riprendessero tutto il posto che nel mondo gli spetta, perché questo fanno i bambini e gli umani in genere, sanno stare rannicchiati in una valigia se occorre, ma poi appena è possibile amano allargarsi e veleggiare.

They say home is a place where you’re needed Questo accade quando si è Treviso: si veleggia, le naturali impuntature si fanno rarefatte, i capricci diventano indistinti borbottìi, come quando porti all’orecchio una conchiglia e la persona che hai vicino ti chiede se senti il mare, tu rispondi di sì ma non sei sicura che sia proprio vero, forse è solo suggestione. Ed ecco che la stessa cosa accade ai Pupi quando sono lì, accennano microscopici litigi che vengono subito riassorbiti nell’atmosfera; persino i due Inconciliabili – e cioè il Pupo e la Piccolissima – mettono in piedi uno straccio di rapporto, Laccio-Baracca smette di abbaiare e corre felice in giardino per tutto il tempo come un goffo suppostone impazzito.

They say home is a place you can choose to be Insomma abbiamo passato il weekend separati, io per conto mio nell’ultimo sole del sud e loro tutti assieme a est, e molti durante la festa di matrimonio mi chiedevano «Sei qui da sola, non ti mancano i bambini?» e io pensavo beh, un po’, solo un po’, e non riuscivo a sentirmi davvero triste perché sapevo che di lì a poco li avrei rivisti, proprio come quando finisce un flirt estivo e permetti a te stessa di disperarti per qualche ora, non di più, perché presto conoscerai un altro ragazzo capace di farti battere forte il cuore.
And I’ve decided to carry home inside me Alle nozze non ci sono stati incidenti di rilievo a parte quel che il prete ha detto agli sposi: «Il matrimonio si trasforma presto in noia ma voi dovete resistere, semmai mettere un freno al vostro delirio di onnipotenza e restare nella relazione costi quel che costi, perché la vostra unione è benedetta da Dio, non come quella di chi va semplicemente in comune a mettere due firme», ma per fortuna loro erano frastornati dall’emozione e, non avendolo ascoltato, sospetto che riusciranno a essere felici.
Poi alla festa, di sera, un tizio vedendo che stavo strofinandomi il collo mi ha detto: «Ti faccio io un bel massaggino decontratturante» e io gli ho risposto: «No, il massaggino no», pensando a tutte le volte che in vita mia qualcuno, in simili occasioni, sperando di ottenere qualcosa in cambio mi ha sfasciato la schiena. Ma lui, come tutti gli altri prima di lui, non mi ha sentito – la musica era alta, il vocino, vai a capire – e mi ha in effetti fatto male, e anche vagamente irritato. Poi ho pensato che questo è il prezzo da pagare quando vai da sola a un matrimonio, e ho pensato anche che in fondo non era grave – l’1% di me si è pure sentito lusingato. Sono tornata a casa ieri sera sfinita dai festeggiamenti e dal Frecciarossa, acciaccata e felice di rivedere Mike Delfino, i Pupi e l’irriverente, assertiva Piccolissima che non vuole più separarsi da Cicciobello Angelo Negro, Sciscio, sciscio, che puzza di muffa e di cantina, e meriterebbe un bagno in candeggina se questo non fosse tanto orribilmente politically uncorrect.
Soundtrack: Di rado mi sono emozionata come ascoltando questa canzone, House by the sea, con le sue verità facili e quel pizzico di melanconica poesia nordica che mi ha fatto desiderare di abitarci davvero, su una spiaggia spazzata dal vento, in una casetta tutta bianca, a guardare i gabbiani e sentirmi un po’ triste e un po’ felice. Assieme, come direbbe la Pupa.

 

34 commenti su “Bambini, case, matrimoni al sud

  1. Lascio questo mio commento sperando di non avere ulteriori commenti di rimbrotto ecc… perchè veramente credo di non essere bigotta ma solo una credente (e praticante), sì credo che costi quel che costi bisogna rimanere nel rapporto, anche al di la della noia, non farei il distinguo del sacerdote in merito a chi firma solo in comune o a chi si sposa in chiesa, no no! Non riesco a spiegarmi lo so, ma ci credo, credo che scegliersi ogni giorno sia una delle cose più difficili. Soprattutto adesso. Ho vissuto un momento difficile con mio marito per noia, abitudine, bambino piccolo, genitori malati: non è stato facile ma siamo rimasti e ci siamo riscoperti, non è ancora facile e non pretendo che la mia esperienza sia valida per tutti, veramente Paola non fraintendermi! Faccio un lavoro particolare e spesso vedo giovani coppie (ma anche no) che mollano al primo momento difficile, al primo momento noioso, quando le farfalle nello stomaco sono un po’ meno sentite e questo mi ha sempre fatto pensare. e cmq io mi riferisco ad ogni relazione, non ne faccio un distinguo. credimi.

    P.s. come va con gli ennemila virus della piccolissima? il mio piccoletto al secondo anno di materna dopo il primo disastroso ( e quasi un anno di nido che vabbè), dopo 4 giorni era già pieno di ogni mociodi bendiddddio con mio sommo gaudio. (sto iniziando a perdere le speranze). Anna

  2. ciao Anna, non ti rimbrotto ma non sono d’accordo – ma forse sono io a non essermi spiegata. non credo che si debba rimanere in un rapporto costi quel che costi, dunque non posso concordare con le parole del prete (i cui toni erano tra l’altro abbastanza insopportabili e, sì, bigotti). dall’altro lato capisco e dò valore a quel che dici tu: si può e si deve riscoprirsi ogni giorno nonostante le difficoltà. se appena le condizioni lo permettono, naturalmente; ci sono casi in cui questo non accade, come è capitato a me, che mi sono infatti separata dal papà della Pupa ormai molti anni fa.

    quanto ai virus: dopo 4 giorni di nido piccolissima a casa per una settimana. quindi TI CAPISCO PERFETTAMENTE (io le speranze le ho già perse). ciao cara

  3. Nemmeno io penso che si debba rimanere insieme costi quel che costi. Invece parlando di preti, al matrimonio di una cara amica mi misi a piangere in maniera inconsolabile perche’ il prete se ne usci’ dicendo: per fortuna che ci sono ancora giovani che si sposano. adesso si sposano solo i gay. e non capisco nemmeno perche’. Ero talmente inconsolabile che marito comincio’ a preoccuparsi (la trovai una frase cattiva, meschina, omofoba, e falsa).
    Le farfalle prima o poi si digeriscono, e’ vero. ma certe volte quello che si rompe si rompe e basta. a mio parere ovviamente.

  4. accidenti ma nessuno disse niente a quel prete, neanche dopo la cerimonia? a me nel tempo si è abbassata tantissimo la soglia di tolleranza. penso che forse sarei uscita dalla chiesa… certo poi invece magari non lo fai per non rovinare la festa a quelli che in quel momento si stanno sposando… beh poi io quando mi sono sposata (in chiesa) avevo don Gino Rigoldi a officiare, insomma tutt’altro tipo di sacerdote.

    1. Scusa Paola specifico che il mio a tutti i costi non si riferisce a situazioni difficili, particolarmente dure, ma si riferisce all’andare al di là della noia. Punto. Veramente c’è chi si arrende al primo momento di stanchezza. Solo un’ultima cosa conosco preti che veramente sn l’apoteosi del non prete ma x mia immensa fortuna ne conosco altrettanti e forse di più che mi hanno aiutata a crescere e a diventare ciò che sn con pregi e difetti cm si dice) solo che questi non fanno notizia purtroppo. Grazie per la tua risposta più o meno credo che sm sulla stessa lunghezza di pensiero. Ah… da ieri ho mal di gola fottuto pure io! Anna

  5. Ciao Paola,
    Il mio cicciobello, di nome Pallino, era (è) tutto nero. L’ho lasciato a disposizione delle bimbe a casa dei miei ma me lo bistrattato troppo….mi dispiace tanto, per me è come un figlio!:-)
    Un aneddoto sul bambolotto: nel lontano 1986 con la mia famiglia feci un lungo viaggio in aereo, per andare a trovare i miei parenti lontani. Avevo 9 anni e in braccio portavo il mio Pallino. Io ero bionda come una tedesca e Pallino nero. Sul primo aereo preso incontrammo una famiglia di colore. La bambina, nera, aveva in braccio un cicciobello biondo!

    1. che bellissima madeleine! invece io non ho amato nessun cicciobello in particolare ma mio padre di ritorno da un viaggio quando avevo due anni mi regalò un peluche di Snoopy che io chiamai Lassie Bimba, con riferimento a “Torna a casa Lassie”, anche se in realtà per anni ho pensato si scrivesse Lessibimba. mia madre le ha rifoderato le orecchie decine di volte e mio padre l’ha ricucito altrettante, e ce l’ho ancora sul letto (anche se non lo tengo più stretto per addormentarmi)

    2. Ej det lyder da mega lækkert! Ö Min er kun pÃ¥ 49kvm, men det passer ogsÃ¥ lige perfekt til mig Der er bare ikke rigtig plads til alle mine ting, sÃ¥ jeg har stadig 3 kasser der ikke er pakket helt ud XD … Ser forfærdeligt ud… men ved simpelthen ikke hvor jeg skal gøre af det.

    3. Congratulations on a job well done. Not only is TX experiencing rolling blackouts my city now has mandatory water restrictions – no showers, no washing clothes and dishes.VA:F [1.9.21_1169](from 0 votes)

  6. Mi è capitato ad agosto di stare 15 giorni da sola a casa: era la prima volta che stavo lontana dai bimbi così a lungo e me li sono francamente goduti. Ho lavorato un sacco, ma sono anche molto uscita, ho dormito poco ma in orari strani, ho cenato una sera alle 7 e la sera dopo alle 9, ho guardato svariati film, ho telefonato parlando a voce alta alle 10 di sera, ecc.
    Tipicamente tutti quelli che mi incontravano mi chiedevano: non ti mancano i bimbi?
    Ecco no, non mi mancavano. Sapevo che stavano bene e sapevo che io avevo bisogno di staccare da loro. E soprattutto sapevo che quei 15 giorni mi sarebbero dovuto bastare per molti mesi.
    Ora siamo di nuovo io e i bimbi: il magico trio. E ogni volta che mi esasperano penso che almeno quei 15 giorni non li ho passati a piangere…
    😉
    (Poi è anche vero che ho ricominciato a dormire bene e sognare tanto solo quando li ho riavuti a casa con me)

  7. Sono in tripudio sapendo che il mio Cicciobello nero è con la piccolissima!!!! La candeggina no, magari però un bagnetto prolungato nell’acqua calda del bagno ci sta! Bisous bisous

  8. Ciao Paola,è da qualche mese che ti seguo “in silenzio” ma adesso sento il bisogno di intervenire anche io. Purtroppo ho avuto sabato scorso un’esperienza simile alla tua al matrimonio di mio fratello: premetto che lui ha 26 anni e sua moglie 23 e si sono voluti sposare in chiesa e così presto senza “incidenti”(vedi gravidanze improvvise) ma con coscienza e volontà. Ad un certo punto il prete si è scagliato contro chi si sposa in comune perché a suo dire non ha la volontà di far durare il matrimonio tutta la vita visto che l’unico indissolubile è quello davanti a Dio….non sai la mia faccia visto che convivo da 8 anni senza essere sposata e ho due figli non battezzati. ..E io non potevo nemmeno scappare dalla chiesa visto che ero la testimone! !! Comunque quanta ipocrisia in queste parole. .sai quante coppie sposate e religiose conosco che stanno insieme solo per l’apparenza e poi in realtà hanno una vita parallela! E questo non è certo il modo di attrarre i giovani visto che dopo i numerosi rimbrotti del prete molti degli amici di mio fratello se la sono data a gambe (loro che potevano!!!!). La coppia la fa l’impegno quotidiano e la volontà e la gioia di stare assieme, io anche se non sono sposata ne’in chiesa ne’ in comune non mi sento per questo meno legata al mio lui.

  9. Nel mio piccolo e umile mondo che contiene tutte le persone sposate che conosco me compresa, tutti quelli che hanno “messo due firme” (sempre me compresa che sono assieme a mio marito da 23 anni sposata da 10) sono ancora uniti e tutti quelli che sono stati benedetti da Dio si sono separati o vorrebbero farlo e non lo fanno per i figli… mmmhhh chissà cosa ci mettono in quell’acqua benedetta!!

  10. Ah, che lusso! Un intero we senza i bambini!
    Io ho avuto il coraggio di passare un’intera giornata senza bambini, affidandoli totalmente alle cure del padre, solo ora, che hanno 2 e 4 anni. Sono rientrata a casa in punta di piedi e li ho trovati tutti e tre felici, sereni e sorridenti. Quando ho annunciato che, visto che erano così felici senza di me, avrei ripetuto l’esperimento più spesso hanno pianto tutti e tre.. le interpreto come un lacrime di gioia?

    1. NOOOO non ho la voce (nasale) di arisa. è un vocino. non una cosa insopportabile (o così mi pare) (chi mi conosce mi conforti)

      1. A me sembrava che avesse il suo senso così. Un delicato nonsense di punteggiatura alla Pasolini, di minuscole ermetiche e di contenuti tanto ballerini da essere (forse?) profondi. Non so, del tipo “chi vespa mangia le mele”…

        1. sì, forse hai ragione. se posso dire, ha anche un che di futurista, di “uccidiamo il chiaro di luna” per intenderci. però sai com’è, ero curiosa di leggere altro.

  11. Ecco, a me questa ipocrisia delle parole mi ha sempre dato molto fastidio. Anche io ricordo che quando ero bambina si poteva dire negro, intendendo persona di colore e nessuno si scandalizzava. Poi siccome per gli americani nigger è un insulto abbiamo cominciato a dire nero (che per me è un colore) e anzi a pensarci bene i neri per lo più sono marroni. Poi a quanto pare nero non va più bene e si dice persona di colore che son sempre tre parole per non dirne una.
    Allo stesso modo mi lascia perplessa tutta questa difficoltà ad esprimere una malattia con un giro di parole. Non udente per non dire sordo, non vedente per non dire cieco (ma l’unione italiana ciechi non ha mica cambiato nome) e assurde acrobazie tipo diversamente abile per esprimere altri concetti.
    Come se sordo cieco e negro fossero insulti (e anche spazzìno perché si deve dire operatore ecologico). Mi pare che sia esattamente il contrario. Sei tu che non hai il coraggio di usare una parola che dai a quella parola una connotazione negativa.
    Se sono ebrea e sento che una persona mi chiede se sono di “origine ebraica” o “israelita” capisco che quella persona non vuole usare il termine ebreo perchè teme di offendermi. Quindi quella persona ritiene che ebreo sia un insulto. È questo sì che mi offende.

    Sul prete passerei. Semplicemente ritengo che se due ragazzi si sposano quel giorno sono felici pensano di amarsi e l’augurio di tutti e il solo pensiero quel giorno deve essere che davvero continuino ad amarsi e siano felici e quindi tanti auguri.
    Certo che magari va tutto a rotoli ma a quel punto non saranno certo le parole di un sermone ascoltato (?) cinque anni prima a cambiare il corso degli eventi.
    È come se andando a trovare una puerpera uno invece di dire: “che bella bambina assomiglia tanto al papà”, le dicesse: “se un giorno diventerà una drogata e vi svuoterà il cuore e il portafoglio cercate di trovare la forza di perdonarla perché diventare genitori è un mestiere difficile e speriamo che il Signore vi dia il coraggio per superare questa difficile prova” Ma anche no grazie! (magari associando a questa esclamazione anche un opportuno gesto scaramantico).
    Sempre un piacere leggerti
    Marianna

    1. ahah grazie marianna per il bellissimo commento. hai ragione al 100% su tutta la questione dei giri di parole (e anche sulla seconda questione, quella del prete, ca va sans dir)

  12. Quando mi sono sposata io il frate celebrante, che mi conosce da una vita, si è un po’ emozionato, durante la predica ha detto qualche sciocchezza qua e là e condotto il tutto in modo che il 50% degli invitati è uscito di chiesa convinto che fossi incinta. E’ stato parecchio divertente :)

    Quanto alla voce non proprio da baritono, giallosai come sono messa. Se vuoi, facciamo un duo…

  13. martedì sera ero alla presentazione del libro di Chiara di Machedavvero e posso confermare che hai una “vocina” buffa e molto simpatica… che neanche io mi aspettavo :-) … è stata davvero una bella sorpresa trovarti lì e vederti per la prima volta di persona e non solo attraverso il tuo blog che seguo da tempo…
    Quanto al we free-children, sono reduce di un bellissimo we a San Vito lo Capo al festival del couscous trascorso con 12 amiche: abbiamo lasciato a casa mariti, fidanzati, pseudo-fidanzati, bimbi, bimbe, pets &co e ci siamo concesse un intenso we da single all’insegna del cibo (ottimo e abbondante), camminate, turismo culturale e serate relax… insomma un “salto nel passato” che ogni tanto serve..
    sicuramente al ritorno è stata un’emozione ancora più forte riabbracciare MiTo, il mio bimbo di 2 anni !
    Quanto invece alle prediche di certi preti (ai matrimoni danno il meglio di sé): no comment! penso di aver sviluppato una vera e propria allergia fisica… mi vien da grattarmi ovunque… :-)
    colgo l’occasione per farti i complimenti per il tuo blog, è sempre davvero bello leggerti!

    1. ma dannazione perché non sei venuta a salutarmi! grazie per avermi scritto qui comunque… su san vito lo capo e il weekend con le amiche NON COMMENTO

  14. Ciao Paola, è un vero piacere conoscere te e il tuo blog. E’ la prima volta che leggo un tuo post e ti ringrazio perché sei riuscita a farmi sorridere in un momento di malinconia … A presto!

  15. Paoletta! Sono io, sono io (o magari chissà quante altre?) che ti ho detto “vocina”, ma in parte è invidia, tu che dici che non ti fai valere. Io ferisco anche quando bisbiglio. La mia voce non dà giustizia alla mia dolcezza, sensibilità, garbo (???) e gentilezza d’animo :-) Quella del prete… be’, spero avesse la voce debole, lui, debole davvero, perché le sue parole di forza non ne hanno avuta: certo non quella che lui – ingenuamente – credeva di trasmettere ai neosposi. Un bacione!

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