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Back to school?

Ancora una volta, ho fallito

Piccoli stagisti operosi.

Mi sono appena ricordata che, quando lavoravo a Mtv, gli stagisti venivano chiamati “intern” – non che questo cambiasse qualcosa rispetto alle paghe da fame e agli orari lunghissimi. I Pupi, 4 e 8 anni, quest’estate li ho messi a lavorare nelle cave di marmo di Carrara. Compenso molto basso ma almeno rientriamo dei costi vivi di mantenimento; in più, purché non superasse una certa dimensione, potevano portarsi a casa la sera un pezzettino di marmo ciascuno, da utilizzare per giocare a “campana” o al “mondo” (il marmo sbriciolato funziona anche come gessetto, cfr. il naso della Pupa in foto).
La sindrome settembrina è parente stretta dell’umor nero È ciò che scrive la mia arguta collega Ilaria Solari su Gioia, il giornale per cui lavoro. Il pezzo in realtà lo leggerete la prossima settimana, ma posso darvi qualche spunto in anteprima: «Il mio lunedì è il tunnel lungo 340 giorni, al netto delle ferie, tutto in salita, che si prepara a inghiottirmi al ritorno delle vacanze». In effetti manca pochissimo alla riapertura delle scuole e al «castello di carte degli impegni sportivi, sociali, con lo strascico di passaggi, lavaggi, levatacce mattutine e corse a perdifiato».
Addio alle vacanze, dunque E, a quanto pare, ai loro privilegi: «Niente più kimono da tirare a lucido, borsoni fetenti, accappatoi fradici. E soprattutto: niente più calcio nel weekend». Mentre leggevo queste righe sono stata colta da un misto di inadeguatezza e sincero stupore. Perché, mi sono chiesta – e vi chiedo – certe cose, a me, non vengono nemmeno in mente? Non sarei mai riuscita a scrivere un articolo come quello della mia amica. Cioè: come tutte le mamme (e un discreto numero di papà) i bambini io li accompagno in piscina e dal pediatra, li iscrivo a danza, giocodanza, giocoleria e pianoforte, organizzo gli incastri su chi li porta e chi li va a prendere, ma…

I primi successi

Faccio quello che a voi non viene concesso (cit.) «Ogni cosa che accade mi piace», cantava Morgan. Parlandone con una collega, ho capito che tendo ad attraversare la vita con inconsapevolezza. «È perché non ti fai stressare, tu», mi ha detto lei (non ho capito se era un complimento). Tipo, quelle che la mia amica chiama «estenuanti transazioni in libreria» e descrive come un inferno, per me sono piacevoli passeggiate tra scaffali pieni di romanzi. Non temo nemmeno «dell’arsenale di cancelleria, da consegnare il primo giorno sull’unghia». Anzi, mi sono appena resa conto di aver fallito nuovamente il classico Appuntamento di Ogni Estate: prenotare entro fine luglio i libri scolastici (in questo caso, della Pupa). Ma voi ve lo ricordate sempre? Se sì, che trucchi usate?
Non mi piace la musica drammatica, preferisco il vento
So già che la cartolaia mi sgriderà, proprio come l’anno scorso:
«Signooora, ma cooome ha fatto a dimenticarsi».
«Non lo so proprio. Mi scusi».
«Adeeesso è un problema, come facciamo?».
(Io, annuendo lievemente come quei peluche che alcuni anni fa si piazzavano sulle cappelliere delle auto): «Eh».
(Lei, scuotendo la testa con vigore) «Eeeh, cooosa? Signooora, se tutti facessero come lei qui andremmo a rotoli».
«Non so cosa dirle se non che mi dispiace moltissimo».
«Guardi, siccome per caso avevo l’elenco con il numero degli alunni di ogni classe, li avevo già presi del numero giusto. Tenga, ecco i suoi. Mi raccomando, l’anno prossimo si ricordi».
Effettuato lo scontro si riparano i danni Nel frattempo, domani Mike Delfino andrà al mare a recuperare i gattini, cioè i Pupi. Nell’arco dell’intera estate, il Pupo è riuscito a prendere solo un pesce lungo circa un centimetro e mezzo, grazie al mio aiuto, col retino: lo vedete nella foto sopra. Il suo intento era liberarlo dopo averlo mostrato agli amici della spiaggia. Sono andata a prendere un caffè e al ritorno l’ho trovato esanime sul fondo del secchiello. «Pupo, ma com’è possibile? Un attimo fa stava benissimo».
«Prima l’ho preso per mostlarlo a un bambino, e forse l’ho abbracciato un po’ troppo forte».

Tranquilli passatempi

Giochi senza frontiere Micro-bilancio dell’estate fin qui: i Pupi, in vacanza assieme, hanno litigato tutti i giorni, più volte al giorno. Gli unici momenti di quiet durante il sonno (anzi, il Pupo che è diventato molto pauroso tendeva a dormire sopra sua sorella, abbracciandola come quel disgraziato di un pesce). Il Pupo ha sviluppato se possibile un carattere ancora più deciso che in passato, e se gli girano i cinque minuti dice frasi minacciose, tipo: «Mamma, te la pagherò».
«Cosa vuol dire “te la pagherò”? Intendi “Me la pagherai?”»
«No, è come dico io. Te la pagherò con tutti i miei soldi. Così impari». Gli unici verso cui mostra grande rispetto (sconfinante in timore reverenziale) sono i maschi over 10, tipo il figlio di un mio amico che si chiama Lucas Pavel, dal Pupo ribattezzato “Luca Spaven”. Peccato che dopo cinque minuti questi bambini più grandi, come è fisiologico, lo mandino a stendere.

15 commenti su “Back to school?

  1. Sui nomi storpiati… il mio grande ha continuato finora a chiamare il suo compagno della materna Luido e se osavo dirgli che in realtà il suo nome era Guido mi correggeva!

  2. Come mi ricuora sapere che non solo i miei in vacanza hanno litigato e se le sono dati di santa ragione tutti i giorni più volte al giorno! salvo poi abbracciarsi e baciarsi dopo 5 secondi come se nulla fosse…

  3. Che bel carattere che hai Paola! E’ un dono.
    Io sono come la tua collega invece ehehehe il mio compagno mi chiama “joie de vivre”, però settembre mi piace e ogni volta penso che tutto sarà diverso, migliore… Felice settembre e alla tua family. Mamma Jane

  4. oddio, i libri di testo, neppure io li ho ordinati e mi beccherò la sgridata d’ordinanza. stessa cosa successa x quelli delle vacanze. con la scusa che tanto non si devono fare subito che il nano è stanco, mi sono ridotta a metà luglio. mi risuona ancora in testa la voce del cartolaio:”signora,mi raccomando, li venga a ritirare però, che ci vuole una settimana almeno dopo l’ordine e poi io vado in ferie!”

  5. Quest’anno è il primo anno di scuola per Lory. Sulla prenotazione dei libri mi sono salvata in corner grazie a una conoscente che mi ha gentilmente informata che i libri di testo andavano prenotati. Avevo anche capito che per ritirarli occorreva attendere che le maestre ti dessero delle “cedoline” da riportare in libreria. Invece ieri ho coperto che li avevano ritirati già tutti e che le cedoline le devi solo portare a far timbrare!!! Fortuna che le maestre hanno detto che per i primi giorni i libri non servono!!! Mi sono sentita per metà mamma snaturata e per metà deficiente a non sapere cose che sapevano tutti!!! Va be’ piano piano mi inserirò anche io nel misterioso mondo della scuola!

  6. Io ho 2 figlie con 12 anni di differenza. Una 21, una 9. Figlie di vite diverse. In 12 anni succedono tante cose.. Per la prima sono stata una madre organizzatissima, una wondermamma. Mai dimenticato un appuntamento, un impegno, di prenotare i libri, di ricoprirli a tarda sera (un lavoro perfetto imparato da mio padre tanti anni fa). Attività agonistica (nuoto compreso che IO ODIO perché l’entrare negli spogliatoi della piscina con 35°C e umidità al 100% mi fa stramazzare subito). Compleanni, uscite.. non eravamo mai ferme. Con la seconda sarà sta l’età, sarà stato che qualcosa in me gridava AIUTOOOO FERMATI…. sono scesa al livello di “mammachefaquellochepuò”. Così quest’anno il libro delle vacanze alla fine ho dovuto ordinarlo su internet ad agosto e, visto che mi sono svegliata ai primi di settembre, per i testi… ce ne manca ancora uno. Credo che le cose importanti siano altre, siano ad un livello più profondo di un “cronometro” o di una lista delle cose da fare. Difficile da trasmettere in poche righe, ma so che esiste un modo più “umano” appunto, che però contempla diversi e necessari “errori/ritardi/disguidi”.

  7. P.s….oggi la libraia mi ha mandato a dire dal padre di un compagno di classe di Lory che i libri sono arrivati e devo passare a ritirali…mi sa che sono rimasti solo i nostri…intanto oggi in mezzo al diario c’erano le famose cedoline…

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