Avvistamento cetacei

New life

E allora, come si dice, benvenuti nella mia nuova casa. Non voglio soffermarmi sullo stress da trasloco (anzi, questa tecnicamente si chiama migrazione). Sappiate che, anche se virtuale, c’è. Mi sono fatta aiutare, ma è con un misto di ansia e stupore che comincio a scrivere questo nuovo post. Dovrei cambiare tono ora che sono di qua? Funzionerà tutto? Andrà online? E, soprattutto: vi piace?

Complicating, circulating Molte cose sono accadute nelle ultime due settimane. Martedì scorso ho dato un esame all’università, il primo della mia nuova (seconda) vita. Qualche giorno prima ero in biblioteca a prepararlo, vestita da sexy studentessa per non sembrare troppo fuori contesto. Come si vesta una sexy studentessa è presto detto: jeans, maglietta, scarpe da ginnastica e poi, pezzo forte, la felpa turchese con cerniera arancione, antivento e antifreddo, che mi ha regalato mio fratello a Natale. Se vi state chiedendo cos’abbia di sexy questo look, la risposta è «niente», però mi sento molto giovane nel chiamarlo così.

Mentre studiavo, verso le 14.47, ho ricevuto una telefonata dall’editore Corbaccio: «Ciao, stasera dobbiamo presentare il libro dell’autore Giuseppe Marotta, l’hai intervistato qualche mese fa, ricordi? Veramente doveva presentarlo Piero Colaprico ma per via dei drammatici fatti di oggi è rimasto bloccato in Tribunale. Perciò non ti offendere se ti proponiamo di fare da tappabuchi. Puoi venire tu a parlarne? È alla libreria XXX, alle 18». La richiesta mi è parsa così assurda che anziché dire no subito mi sono consultata con Mike Delfino e con mia madre – «Non puoi lasciarlo lì da solo», hanno risposto entrambi, senza neanche conoscerlo – e poi ho richiamato l’editore Corbaccio: «Siete pazzi e disperati ma vi dico lo stesso di sì. Però mi prendete come sono. Sapete sto studiando, devo ottimizzare, non riesco a passare da casa». E così senza preavviso, tre ore dopo, ero seduta a un tavolo della libreria XXX a presentare un libro al posto di Piero Colaprico, vestita, ricordiamolo, da sexy studentessa.

And the road just leads to nowhere La presentazione è andata bene, l’esame non so ancora (era scritto), però studiando ho imparato la definizione di resilienza: la capacità di resistere alle difficoltà e superare i cambiamenti. Così quella sera tornando a casa dalla libreria in taxi, tritatissima, riflettevo: «Resilienza, resilienza… ce l’ho», come direbbe un bambino osservando le sue carte dei Gormiti. «Se ho fatto questo posso fare tutto». Ed è stato proprio con spirito resiliente che sabato scorso, in una pausa dallo studio, ho trascinato Mike Delfino, Pupo e Pupa alla scoperta del Santuario dei Cetacei, in barca, al largo di Portofino. Un’escursione bellissima organizzata da Pecora Verde nell’ambito di un’operazione chiamata #MareSottosopra (sappiate che uso Twitter così poco e così male che per trovare questo simbolo, #, sulla tastiera ci ho messo 20 minuti).

Esperienza interessante ancorché ai limiti del vomito – del resto le barche sono fatte per ondeggiare – con biologi marini super-competenti a spiegarci tutta la teoria di balenottere, capodogli, calamari giganti e delfini; peccato che dal vivo non ne abbiamo visto mezzo.

Ma il Mar Mediterraneo è un mare, appunto, e non un acquario, e gli animali non sono per contratto obbligati a mostrarsi. Gli organizzatori erano così mortificati che ci hanno invitato a partecipare gratis a una seconda escursione – non so se accetteremo: «L’anno scorso abbiamo organizzato una cinquantina di uscite, ci sarà capitato al massimo tre volte in tutto di non avvistare nessun animale». La nostra, naturalmente, era la quarta.

Operating, generating Grazie al cielo avevamo quel giorno lasciato dai nonni la Piccolissima, che conoscendola si sarebbe come minimo lasciata travolgere dai marosi.

La Piccolissima raggiunge vette di comicità intrinseca e involontaria a mio avviso inarrivabili. Ciò è legato anzitutto al suo modo di camminare: muove correttamente un braccio (il destro) piegando il gomito e facendolo oscillare come viene naturale a chiunque di noi; ma l’altro, il sinistro, lo tiene dritto, teso verso il basso, il pugno chiuso, come se avesse un arto offeso o fosse lì lì per menare qualcuno. Quindi il solo fatto di vederla arrivare da lontano – caracollante e per metà rigida, per metà fluida – è uno spasso che ti spinge a ridere, ogni volta. E lei vede che tu ridi. E ride. E tu ridi. E lei ride.

La Piccolissima è il mio circolo della fortuna e della felicità.

 

Soundtrack Questa canzone, New life, mi piace molto per il suo andamento circolare e ipnotico, e la associo volentieri (a partire dal titolo) al cambiamento. Ascoltarla è rigenerante e consolatorio, in fondo un po’ come essere in barca ma senza la complicazione della nausea. Incita all’azione ma non mette ansia. Prendetevi il lusso di guardare anche il video: i Depeche Mode fanno tenerezza per quanto sono ragazzini.

27 commenti su “Avvistamento cetacei

  1. Non ci posso credere!!!
    Indovina? Il blog di Vicky ora è finalmente pensierirotondi.com !
    Per il restyling del prodotto (chiamiamolo così) purtroppo manca ancora un po’, ma ho proprio cambiato il dominio ieri!
    Ma io e te, quanto a parti (di tutti i tipi) siamo proprio sincronizzate.
    Ti aspetto, Baci
    Maddalena

  2. Hai trasferito tutti tutti i post? Giusto per sapere se posso eliminare il vecchio indirizzo e tenere solo questo.

  3. Bella la nuova casa! Eh si’, cetacei a parte, tu sei un campione di resilienza! Grande la Piccolissima, una Maraons in miniatura! Baci Paola

  4. ciao Paola, bello anche il nuovo sito ma… volevo avvisarti, giusto per non creare traumi infantili in famiglia, che hai dimenticato nella tua pagina di presentazione di nominare l’altra tua figlia, la pupa!!! :)

    1. oh santo cielo dev’essere successo qualcosa. non hai idea di tutte le cose che sto sistemando via via! CHE ROBA GRAZIE mille per avermi avvisato

      1. ma ti pare… con tutte le cose che fai sinceramente non so come riesci a ricordarti di avere anche un compagno… ma soprattutto… cosa riesci a preparare per cena??? :)

  5. Ci ho messo mezz’ora per capire come fare a lasciare un commento. E nel frattempo mi sono dimenticata che cosa avevo pensato di scrivere…quindi facciamo che per ora ti scrivo un “ben ritrovata” a caratteri cubitali, il resto mi verrà in mente (magari al Garden!)

      1. Ma no, di fatto è molto semplice, ma l’altra notte la Marghe aveva vomitato nel letto…ieri i neuroni facevano quel che potevano!

  6. Mi Piace! Bellissima anche la copertina ! Sulla resilienza una volta una psicopedagogista che stimo molto disse che non possiamo insegnarla ai nostri figli se non attraverso il nostro esempio. Genitori resilienti avranno figli resilienti. I tuoi figli saranno certamente resilientissimi!!

  7. L’immagine in header mi ricorda qualcosa, il blog di una mamma, giornalista dell’Unità, il cui bambino neonato, ha avuto un cancro all’intestino. Possibile?

    1. wow che memoria fotografica! sì, sono immagini tratte dal bellissimo sito di deviantart.com

      (poi via via sistemerò tutto, anche i crediti mancanti e altre millecinquecento cose che ancora mi mancano)
      vedo che il blog della giornalista che tu dici non è più attivo (l’ultimo post è del 2011) dunque non starei nemmeno a cambiare l’immagine del mio, che ne pensi?

      1. No, infatti, non mi pare il caso di cambiare e poi è un’immagine molto bella e la terrei fossi in te. Grazie per la memoria fotografica!

      2. Vedo che in realtà gli ultimi post sono del 2013, e che Einaudi ne ha pure tratto un libro con in copertina proprio la stessa immagine..

  8. Brava Paola! Una nuova “casa”, una nuova “seconda” vita, ti sei messa a studiare!!! Ammirazione assoluta sei veramente resiliente.
    Ti penserò in questa fase in cui anch’io desidero rinnovarmi ma non ho ancora trovato la giusta onda da cavalcare… ma la vedo all’orizzonte :)

  9. Dall’alto dei miei 34 anni-ormai-35, alle prese con la mia prima esperienza universitaria, con due figlie e un lavoro part time, provo sentimenti contrastanti.

    Vorrei vestirmi da sexy studentessa e mescolarmi senza dare dare nell’occhio (sentendomi gggiovane dentro), mentre altre volte mi sento così diversa, e vorrei che si notasse, che se ho le borse sotto gli occhi è perché ho famiglia, e le mie occhiaie certificano la mia motivazione a studiare (potrei passare le serate a stirare davanti a Le Iene, anziché addormentarmi sui codici). Come se poi facessi fatica solo io a preparare gli esami (onestamente ho una vita piuttosto piena, ma potrebbe andarmi peggio; lavorare 40 e più ore la settimana, per esempio, o essere pendolare, invece che andare a lavoro in bici).
    Ma poi i miei colleghi di università a me non m’hanno mai cagato, per cui tutto questo è abbastanza inutile.

  10. Aaaaaaaaaaaahhh! Ti ho ritrovata!!!!! Ci ho messo due mesi ma ce l’ho fatta! Iniziavo a preoccuparmi e dopo aver digitato il tuo nome su google ho visto la novità! Che bello, ho ancora gli arretrati da leggere!

  11. Paola!!! Ben ritrovata !! Ero rimasta ferma con vecchio sito ed ero preoccupatissima!! :) ora ho app letto te e della tua super famiglia, mi sono fatta la solita risatona con la tua descrizione della camminata della piccolissima e ora col sorriso, vado a baciare i miei pupi e filo a letto! Un abbraccio

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