Alle Maldive coi bambini (cioè coi Pupi)

Sono nei detriti spaziali    Pensavo, come state? Noi come i topi restiamo acquattati nella nostra tanetta, mentre i lavori di ristrutturazione della casa nuova tardano, indovinate un po’, a cominciare. Una settimana, due settimane, quasi tre. L’impresa parte finalmente al fotofinish a due giorni da Pasqua, poche ore prima che Gesù salga sul Golgota. Noi incrociamo le dita e chiniamo il capo, da un lato alla deriva, dall’altro inchiodati tra queste mura temporanee che sembrano eterne.

Sono tra i cercatori d’oro   La sera del venerdì santo il Pupo partecipa con il gruppo di catechismo alla sua prima Via crucis. Il suo ruolo sarebbe “folla” (colpa mia, che non gli ho preparato nessun costume), ma all’ultimo momento riceve un consistente upgrade: il bambino che doveva interpretare Gesù non si presenta. Penso che devi avere un sacco di validissimi motivi per non presentarti alla Via crucis se sei il protagonista, ma la cosa va comunque a nostro vantaggio, perché calano il Pupo in un magnificente abito rosso con profili d’oro, e lui torna a casa circonfuso di luce, biondissimo e transitoriamente pio; lo prendiamo come un segno, Mike Delfino si dice emozionato anche se mi confessa che tra la prima e la seconda stazione si è assentato brevemente per una birra.

Tra i fiori che crescono su ogni abbandono  Mike Delfino, tra l’altro, compie gli anni. E non è un compleanno qualsiasi ma quello che lo traghetta negli “anta”; sogna da una vita un viaggio speciale con tutta la famiglia. Pensiamo subito a mari esotici e pesci giganti, all’inizio sembra un’impresa inaccessibile ma poi troviamo un modo di partire tutti per le Maldive: non si va in un resort, ma ospiti di una guest house in un villaggio di pescatori, per un’ecovacanza.

Sono in cielo dopo che è diluviato  Qui, niente lussi ma le stanze sono ariose e pulite, mangiamo pesce freschissimo, verdure, riso, frutta tropicale sotto un pergolato comunque rovente.  La Piccolissima, tre anni, a due ore dall’arrivo proclama: «La casa nuova» (quella in cui nel frattempo sono partiti i lavori, ndr) «mi piaceva, ma questa è più bella». E i nonni, non li vuoi più vedere? le chiediamo. Lei ci pensa un attimo poi sospira: «I nonni, pazienza», si toglie le scarpe e viaggia a piedi nudi per tutta la settimana.

Sono alla deriva nelle correnti In mare incontriamo mante gigantesche con piccole remore a far loro da bodyguard, tartarughe, delfini, torpedini, una murena minacciosa e l’acquario di Nemo in gran spolvero. Mike Delfino e il Pupo pure uno squalo pinna bianca, «del tutto innocuo per l’uomo», assicura il Pupo, ma io sono contenta di non averlo visto. I bambini giocano a lanciarsi addosso conchiglie e pescetti spiaggiati, a un certo punto il Pupo appoggia il lungo tentacolo di un polpo al collo della Piccolissima; lei all’inizio lo scambia per una collana e si pavoneggia, poi capisce e strilla. I maldiviani sono timidi ma accoglienti, le turiste possono stare in spiaggia in bikini per decisione del consiglio dell’isola, per il resto del tempo meglio sarebbe che si vestissero “modestly”, per non urtare la sensibilità di nessuno.

È un superpotere essere vulnerabili  Alla 48esima ora di vacanza mi viene mal di gola, poi la febbre a 39.3. Tremando sotto le coperte sintetiche del mio letto piango con non troppa discrezione. Mando un WhatsApp alla dottoressa ZiaBubu, pediatra dei bambini. Il fuso è favorevole e lei, dall’altra parte del mondo, mi risponde subito: «Non posso visitarti, dunque antibiotico». Ne ho portati da casa un paio di kg in differenti forme – sciroppo, bustine, pastiglie – e, non sapendo che altro fare, assumo.

Piena di pericoli, strapiena di vita  Il giorno dopo è giorno di gita all’isola deserta, una lingua di sabbia da cartolina in cui veniamo crudelmente abbandon lasciati per qualche ora con un paio di ombrelloni e cospicue riserve d’acqua. Ho la lingua di carta vetrata e un tronco al posto del collo, alterno brividi e sudore mentre Mike D. e i Pupi si trastullano in acqua. Il difficile in questo posto selvaggio e nelle mie condizioni è evitare che la Piccolissima si suicidi contro la barriera corallina o ustionandosi al sole. Incrociamo un gruppetto di ventenni francesi ricchissimi arrivati qui con un motoscafo. Hanno portato con sé la cosa più inutile che possiate immaginare: dei piccoli droni che tentano brevemente di far decollare. Dopo qualche minuto, non riuscendoci, si stufano e se ne vanno.

Sono cotto come un cielo stellato  Cose che ho imparato in questa vacanza: 1. Le stelle all’Equatore sono diverse dalle nostre, come anche l’acqua da bere in bottiglia, che si ottiene da quella dissalata del mare e sa di plastica dolce. 2. L’aria condizionata sparata sul letto è la causa di tutti i mali del mondo. Fa troppo caldo per spegnerla, ma nel delirio della febbre notturna sogno di strappare lo split dal muro, poi decido di dormire per terra dall’altra parte della stanza, ma dopo quattro secondi cambio idea. 3. Alle donne velate vestite di nero dalla testa ai piedi che sudano sotto il sole equatoriale a un metro da te non riesci ad abituarti. Almeno io. 4. Si può andare alle Maldive senza spendere troppo, se eviti i resort. 5. Almeno per una settimana, si può vivere senza alcol. Il quale (tranne che nei resort, terra franca di lussuria e trasgressione) ci è totalmente proibito; per quanto Mike Delfino si dia da fare per un brindisi, il massimo che otteniamo è una birra analcolica il giorno del suo compleanno. La dividiamo con una coppia di ragazzi molto simpatici, vengono dalla provincia di Varese e forse sognavano una settimana tranquilla, ma poi siamo arrivati noi. Con i Pupi.

Vedi, qui era buio, ora è illuminato  La diagnosi a distanza della dottoressa ZiaBubu funziona, guarisco. Gli ultimi giorni passano veloci e lieti, i bambini godono; noi, nei ritagli di tempo, anche. La Piccolissima è molto popolare per via dei capelli a truciolo, gli isolani chiedono foto con lei. Il pirat pilota della barca veloce che ci accompagna nelle nostre gite se ne innamora e le lascia accendere e spegnere il motore più volte in mezzo all’oceano, fin quasi a ingolfarlo.  L’ultimo giorno, seduti sotto al pergolato, vediamo la macchinetta elettrica che ci accompagnerà al porto, già carica di bagagli, schizzare in avanti. Sembra un’auto fantasma perché la Piccolissima è molto bassa, ma a bordo c’è lei, proprio lei da sola: ha girato la chiave nel cruscotto ed è partita sobbalzando. Riesce a fare qualche metro prima che l’elettronica la tradisca. Poi inchioda e scende stizzita. «Non funciona», commenta rauca, e noi tiriamo un provvisorio sospiro di sollievo.

 

Soundtrack: Ho scoperto questo meraviglioso album di Le luci della centrale elettrica. Sembra il nome di una band ma dietro c’è un singolo cantautore, Vasco Brondi. Il titolo del disco è Terra e la canzone che ho ascoltato in loop mentre scrivevo è Qui. Piena di spunti, luci, scintille. Ascoltate, per piacere, e sognate.

 

 

13 commenti su “Alle Maldive coi bambini (cioè coi Pupi)

  1. Quante ore di volo sono? Come si sopravvive tutte quelle ore con i pupi? Sono tentata da voli più lunghi delle 3 ore ma ho sempre il terrore che diventino ingestibili sul lungo periodo, piuttosto allora spezzo il volo.. trucchi?

    1. Il volo dura circa 10 ore. C’è un diretto Meridiana da Milano a Male’. All’andata si parte al sabato sera e si viaggia di notte, i bambini stanno tranquilli perché dormono, gli adulti si accasciano da seduti con la testa ciondoloni. Al ritorno si parte la domenica mattina da là, è un viaggio lungo ma affrontabile. Trucchi: lasciare che le cose vadano a muzzio senza preoccuparsi troppo. Tanti danni non ne possono fare, buttarsi giù dall’aereo nemmeno. La mia strategia: rilassati e respira. La Piccolissima ha passato il tempo a far su e giù dal corridoio e a sedersi in braccio a estranei scelto a caso. In 10 ore ha dormito 36 minuti, ma poi quando arrivi ti dimentichi tutto e comunque ringrazi Dio perché sei arrivato intero.

  2. Fatte anch’io le Maldive low cost a dicembre scorso, a Gulhi. Voi che atollo avete scelto? Noi siamo capitati benissimo, bell’hotel, laguna e reef paradisiache ma… Il resort è il resort! Ti viene da godere al pensiero di aver speso 1/5 di quello che spenderesti nel resort più infimo ma… le mancanze si sentono e le Maldive vere sono nel lusso :) noi ci siamo sentiti un po’ sfigatelli ehehe anche potendomelo permettere però (o ora o mai più, credo!) non avrei mai e poi mai speso le cifre folli dei resort. Sono contraddittoria lo so ma per tutta la durata della vacanza ho avuto quell’amaro in bocca che non so spiegare :)

    1. No, nessun rimpianto per i resort. Personalmente non mi piacciono proprio. Però attenzione, noi non siamo andati in albergo dove forse avremmo provato qualcosa di simile a quanto descrivi, ma in una guest House che sembrava veramente ‘casa’ e dove eravamo a stretto contatto con i nostri ospiti maldiviani. C’era un’atmosfera dolcissima

      1. Anche io Paola confermo la tua esperienza. Sono stata recentemente a Cuba, ho alloggiato in casas particulares, poi giunta sulla costa nord mi sono detta: col mar dei Caraibi forse ci starebbe bene un bel resort.
        Bè, me ne sono andata la mattina dopo, davvero allucinata dall’atmosfera esagerata, sguaiata, fittizia. Ho rimpianto il letto king size, questo lo devo dire.

  3. Coraggiosissimi, sia per la meta lontana sia per la dimora. La piccolissima mi strappa sempre un particolare sorriso, ma tutta la tua descrizione mi rende quasi amabile la vita esotica (io sono tipo da Alta Savoia e Alto Adige, insomma tutto ciò che è piuttosto “alto”). E fortuna che i pupi non hanno ereditato il malanno :) Ciao Paola, ti leggo sempre, siamo in attesa del vostro trasloco. Ps Laccio con chi è rimasto??

    1. Laccio continua la sua trasferta. Era da due ragazze di Treviso che l’hanno adorato, ora si trova a Paderno Dugnano ospite da un’adorata lettrice di questo blog che leggendo un mio post su Facebook si è offerta di tenercelo ancora per questo mese. Comunque sta molto bene (e ha dimostrato un ottimo carattere davvero, in questi mesi)

  4. Brava Paola! I bambini si portano dappertutto. Anch’io ho sperimentato le Maldive low cost in 14 su un barcone girando per una decina di isole. Anch’io non mi sono mai abituata alle donne – poveracce davvero – tutte velate nel posto più surreale per esserlo. Abbiamo incontrato anche giovani studentesse tutte intabarrate che facevano il bagno coi compagni di liceo? università? La follia. Visto anche i negozi di biancheria: ma chi mai dice che “sotto” le islamiche sono un tripudio di Victoria’s Secret? C’erano solo mutandoni e orrende armature che da noi neppure negli anni dieci (del 900). Ho incrociato anche isole discarica ricoperte di plastica e isole favelas con gli schiavi dei resort, simili al peggio Brasile. Insomma, in filigrana le Maldive non sono tutto sabbia, oro e mare trasparente.

  5. E così il tuo compagno è più giovane di te, cara Paola! Mentre tutti si preoccupano dei pupi e della via crucis e del mitico Laccio, io ho notato solo questo!
    😉

  6. Coraggiosissima Paola! Le mie vacanze sono tra Liguria e Val d’Aosta. Sbagliato, lo so, ma loro per ora hanno poche esigenze e se penso allo sbattone tipo viaggio aereo, hotel, giri turistici etc. mi viene male. Rileggerò questo post per farmi un po’ di coraggio.

  7. Che bello rileggerti!! Mi spiace per la sfiga influenzale però dai, è andata comunque bene! La descrizione del Pupo in vesti angeliche mi ha fatto troppo ridere e anche la Piccolissima che decide di guidare (perché è finita bene, naturalmente!). Io col mio di tre anni prenderò l’aereo per la prima volta quest’anno ma ci limitiamo ad andare da Genova a Lamezia con scalo..vado per gradi 😉 C’è da dire che ci saranno anche i miei nipoti di cinque e un anno e mezzo con noi..e insieme fanno un casino..

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