6 grandi verità sulla mia famiglia

Se vi state chiedendo “perché proprio 6?”, ebbene il tentativo era quello di scrivere un post in stile BuzzFeed, che va tanto di moda. Oggi se hai un blog non basta più che tu scriva bene e sia divertente, no, devi anche essere social e usare il Seo. Se non usi il Seo sei perduto. Probabilmente io sono perduta comunque e voi non avete ancora avuto cuore di dirmelo. Lo ammetto, sento la mancanza di quel passato (non lontano) in cui su internet tutto ci sembrava, o forse era, nuovo e interessante, leggevamo anziché condividere, e un commento contava ben più di uno share (in questo blog in realtà i commenti sono ancora tanti, cosa che trovo deliziosa). Non volevo scrivere un post nostalgico ma solo spiegarvi il perché del titolo 6 grandi verità sulla mia famiglia. Che poi quando si parla di famiglie ci sono alcuni temi caldi – l’educazione al sonno, i capricci, i castighi, il rapporto con il cibo – e dietro ogni angolo c’è qualcuno pronto a dirti come dovresti fare. Io a quelli così, quelli che tentano di spiegarti come stare al mondo, vorrei proporre di venire a vivere con noi per qualche giorno anziché giudicare da fuori. Comunque qui faccio un po’ di coming out – e se vorrete ricambiare con i vostri aneddoti personali, come sempre, ve ne sarò grata.

  1. Da noi non si fanno i capricci per andare a scuola. Ok, questo è quasi sempre vero. Come è vero, purtroppo, che una mia conoscente (diciamo quasi amica) è in crisi nera perché il suo unico figlio, di 8 anni, da settimane si rifiuta di frequentare le lezioni. Se anche lei lo convince a uscire lui le si pianta davanti fisso in mezzo al marciapiede. Pesa già 40 chili e lei non ha la forza di trascinarlo né di spingerlo, dunque tornano indietro. Lei per tutto il giorno resta intrappolata in casa, non può lavorare (è una freelance), ovviamente soffre molto della situazione e come è ovvio non sopporta più suo figlio. Ecco, proprio l’altra mattina il Pupo dal divano ha abbozzato una frase tipo «Stamattina non mi muovo» e io pensando alla mia amica gli ho detto queste esatte parole: «Da noi non si fanno i capricci per andare a scuola». Non so perché ma mi ha creduto, mi ha guardato stupito e ha infilato la giacca e la porta di casa. Resta che la mia amica non sa come risolvere il suo problema.
  2. Da noi il pasto è un bel momento in cui mangiamo tutti assieme, seduti a tavola. Ahah! Questa è una gigantesca vaccat una verità solo parziale. I più attenti di voi ricorderanno che il Pupo a scuola è stato soprannominato “pistone” dalle maestre perché continua ad alzarsi (del resto ho saputo che in Finlandia fino ai 7 anni i bambini a scuola non fanno che giocare, dicono che sia un bene). Ebbene, il meccanismo “pistone” da noi si ripropone anche al momento dei pasti, con un’alternanza quasi perfetta di Pupo, Pupa e Piccolissima. Sgridati a turno, dicono di dover fare cose urgentissime, tipo aggiungere una molletta alla trappola per mostri che era quasi pronta, o controllare che i semini piantati nel cotone idrofilo stiano finalmente germinando; oppure, quando hanno finito le scuse, sostengono di dover fare la cacca.
  3. Non si fanno storie per dormire. Ni. La Pupa, 10 anni, all’ora della nanna è un tronchetto della felicità: si irrigidisce e sviene lieta sul materasso. Il Pupo, 7, ha bisogno di starle appiccicato oppure non prende sonno. La Piccolissima, 2 anni, è un cinema, si rotola ovunque, da mesi non vuole più dormire nel lettino con le sbarre (che mi sta lì in mezzo alle scatole e serve solo a spaccarsi le dita dei piedi al buio, nella notte); no, pretende di stare in un letto da una piazza e mezzo (ex letto degli ospiti) in cui il suo corpo piccolissimo scompare, si addormenta ogni sera dopo snervanti trattative, in genere cantandosi da sola, al buio, “tanti auguri a te”. L’altro giorno le ho chiesto perché tutte quelle scene e perché piangesse tanto, lei mi ha guardato serafica e mi ha detto: «È bello, piangere» (forse ha ragione). La situazione si complica per via della presenza del bambino Nathan, 8 mesi, dall’altra parte del muro, è il figlio dei nostri vicini; io per dormire ormai uso i tappi di cera marchio Calmor (i migliori) e non lo sento, invece Mike Delfino una notte sì e una notte no si alza per andare a cullarlo; prima di ricordarsi che non viviamo assieme ha già attraversato tutta la casa.
  4. Non si urla. Abbastanza vero. Ho letto che urlare con un bambino è quanto mai controproducente perché l’urlo colpisce la di lui corteccia cerebrale in uno specifico punto che non genera comprensione e ascolto ma solo una risposta di paura e/o aggressività. Dunque cerco di evitarlo, anche perché mi viene una vocetta stridula che io stessa trovo insopportabile, ma a volte proprio non ce la faccio. L’ultima cosa che ho urlato, rivolta al Pupo, è stata l’altra sera «Guarda che ti frullo i Rollinz nel Bimby a velocità 7». E anche in questo caso, inspiegabilmente, mi ha ascoltato.
  5. Gli incarichi sono equamente distribuiti. Tasto dolente, qui abbiamo ancora un po’ di strada da fare. Per quanto Mike Delfino si impegni molto sospetto per esempio che abbia scarsa plasticità ai neuroni motori, ovvero quelli che nella quotidianità permettono a un normale arto superiore (destro o sinistro) di sollevare il coperchio del cesto prima di buttarci dentro la biancheria sporca, e non di spargerla ovunque a terra nel sottoscala (scuse utilizzate: «Era buio» oppure «C’era sopra un sacchetto»). Inoltre Mike Delfino è l’unico essere umano di mia conoscenza che riesce a sbagliare il risotto anche col già citato Bimby (giuro che questo non è un post sponsorizzato).
  6. Non si litiga, non ci si insulta. Per quanto io ricordi di aver avuto con i miei fratelli un elevatissimo tasso di conflittualità poi siamo cresciuti, ci vogliamo molto bene e ci frequentiamo con profitto. Certo che anche i Pupi non scherzano. Il vero incendiario è il Pupo, che dice della Piccolissima: «È un sacco di patate», «È inutile», «È tonta», «La odio», «Perché l’avete messa al mondo?». Poi però ne è molto geloso e diventa protettivo se la percepisce in pericolo, tipo se un altro bambino estraneo alla famiglia passa di lì e le tira una tappata in testa. Sempre il Pupo una sera ha detto alla Pupa «Crepa, carogna» ed è stato poi in castigo per due giorni nonostante provasse a giustificarsi e anche la Pupa per una volta lo difendesse: «Mamma, noi ce lo diciamo per scherzare, l’abbiamo letto in un libro di fumetti che hai tradotto tu dal francese». Lì per lì non gli ho creduto ma qualche giorno dopo ho controllato, era proprio vero e mi sono sentita un po’ in colpa.

 

33 commenti su “6 grandi verità sulla mia famiglia

      1. ahah! adesso vi dico anche il libro così se vi va potete procurarvelo (è proprio divertente in effetti): La mia piccola pulce, di Nathalie Jomard. È un libro a vignette che parla di una giovane donna che diventa mamma… ehm, ehm.

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  1. I commenti al tuo blog sono la parte centrale del blog, me li leggo sempre con piacere.

    mike delfino che si sveglia per cullare il bambino ♡

  2. Il mio punto preferito è il 3 !!! che ridere che fanno!
    Qui Bomber (nuovo soprannome della C) dal compimento dei trenta giorni ha deciso che lei si addormenta alle h.19 con due modalità: 1. al seno, ma solo se ha fame, sennò urla in faccia alla poppa 2. da sola nella culla col ciuccio, quello trasparente, non quello verde, prego. Magari dura, magari no, però intanto son due mesi che andiamo avanti così e ogni sera grido al miracolo.
    Ho il fermo sospetto che sia grazie al fatto che in un “certo” libro ho letto che creare una routine per la nanna è buona cosa. Io che mi ricordo quasi parola per parola che il bagnetto lasciava il Pupo così molle e disossato che bastava una rapida poppata a farlo scivolare nel sonno, aspettavo che cadesse il cordone solo per inizializzare la triade bagno+pigiamino+tetta. Poi con la mia creatura in realtà funziona diversamente, però il risultato è comunque nanna quasi garantita.
    Paola, ancora una volta grazie, per questo ma anche per tante altre cose. Chissà come ho preso appunti mentali delle tue parole, si vede che ne avevo bisogno perchè si sono piantati lì nella testa e hanno attecchito, e ora li sto tirando fuori uno ad uno man mano che mi si presenta l’occasione per usarli. E’ un po’ come averti nel taschino in versione consulente, è curioso, un po’ da Favoloso mondo di Amelie.
    Anzi appena raggiungo lo scatolone Libri-2 scavo fuori Erounabravamamma e lo ri-ri-..-leggo finalmente da un altro punto di vista. Se un giorno ti farà piacere sapere quali dei passaggi del libro mi sono stati più cari/più veritieri, te lo dirò :)

    By the way, non ho idea di cosa siano BuzzFeed e i Seo, ma se servono per rendere il tuo blog tipo gli altri che mi danno sui nervi, allora lasciali proprio perdere, che non sei perduta, ma anzi l’unica che si salva. Amen.

    1. PS: poveri i genitori del bimbo Nathan, loro non possono nemmeno usare i tappi.. solidarietà. ma solo il padre di mia figlia non la sente nemmeno se abbatte i muri a urlate??

      1. Eh oh, son sincera!!
        Ora stop ai complimenti sennò diventa troppo troppo :)
        Se vuoi ti dico che Straziami mi è risuonato dentro leggermente di meno, toh, così compensiamo!

        Davvero i commentatori del blog sono fenomenali. Tanta stima per tutti.

  3. Ehm, io ancora non ho capito cosa sia sto SEO…fatto sta che il tuo blog è figo lo stesso e mi piace un sacco leggerti! Tutti ne hanno da dire una..io sono ormai nella fase dei capricci urlanti per strada se cerco di impedirgli di buttarsi in mezzo al traffico (19 mesi e cammina come si deve solo da 2)..puntualmente c’è qualcuno che ha da dire la sua..e vabbe..e mio nipote ancora non si rassegna del tutto alla nascita di sua sorella e chiede di riportarla dal dottore…mentre suo cugino è cattivo perché gli porta via la nonna..chissà se arriverà al “crepa carogna” 😉

  4. Paola, che coincidenza, da alcuni mesi ho buzzfeed su feedly. È uno tra i primi siti grossi il cui traffico da facebook ha superati il traffico da google, ed ero curiosa di capire cosa scrivessero. Be, sono mesi che leggo i titoli, mai una volta che io abbia aperto il sito, sarà che non ho tempo per le scempiaggini. Invece te ti leggo sempre e sono le 6.45 del mattino.
    Baci.

  5. Ricordo di aver pensato, quando i miei figli erano piccoli, che con mamme che avessero meno di tre figli non avevo nemmeno voglia di parlare..
    P.S.: il tuo libro (Straziami…)non è solo gradevole, è delizioso!

  6. Seo? Buzzfeed? anche io sono completamente fuori. sig sig…
    comunque la storia dei rollinz mi ha fatto morire dal ridere. proverò ad usarla anche se poi non avendo il bimbi risulterò poco credibile….

  7. Paola cara, non mi metto a commentare i tuoi sei punti, che vivo dall’interno nella mia famiglia. MI limito a dire che sempre, sempre, sempre vorrei si evitassero giudizi dall’esterno. Mai stagliarsi al di sopra delle situazioni che non si conoscono. Mai farsi un’idea troppo idilliaca della famiglia.
    Per dire quanto condivido l’idea che chi non ha figli spesso e volentieri è bene che taccia e niente più (anche perché non ha esperienza della fatica fisica e mentale di essere genitore 24 ore su 24 per lunghi anni, della mancanza cronica di sonno, delle frustrazioni che si accompagnano alle gioie).
    Detto questo io direi: nella mia famiglia a cena giochiamo con le parole.
    Assecondando una predilezione del mio figlio grande (7 anni) ceniamo spesso raccontandoci cose buffe, cambiando le parole, inventando il nostro lessico familiare. Niente lega di più che un vocabolario privato solo nostro. Ed è così che F è chiamato Godzilla quando fa disastri, Quaquà quando imitiamo la cuginetta, Gnagna quando fa il piccoletto. Ed è così che J è tante cose insieme: Il corsaro nero, Giacchettino, Il bimbo nordico e così via.
    E anche io non mi sottraggo… Mamma pasticciona è una delle tante versioni di me.

  8. La cosa dei Rollinz e del Bimby la riuso sicuramente!
    Una verità sulla mia famiglia: ognuno dorme nella propria camera. Però devo dire che mia figlia ama molto dormire nel suo letto, tanto da non volerlo condividere con nessuno, neanche mamma e papà….

  9. Vorrei aggiungere qualcosa al punto 5 riguardo ai panni sporchi. Io ho due cesti per i panni sporchi, uno blu e uno bianco; a logica in quello blu ci vanno i panni scuri, in quello bianco i panni chiari, facile no? Così anch’io faccio veloce quando seleziono per fare le lavatrici. A mio marito il concetto non è ancora chiaro: trovo le sue cose e quelle dei bimbi quando li spoglia lui sempre nel cesto sbagliato. So che queste non sono le cose importanti nella vita, però mi fanno innervosire parecchio!

  10. I rollinz non si frullano, si mettono sotto una pressa che va poi azionata lentamente, per prolungare il supplizio e dare loro la falsa speranza che se smettono subito la pressa si fermerà in tempo. Comunque non state messi male. E Mike Delfino è molto tenero, visto che cullerebbe qualsiasi infante che gli capita a tiro. Perdonalo, se non ha buona mira. I più credono ancora che la cesta magica, oltre che svuotarsi, si riempia anche da sé. Un bacio a tutta la gang

  11. Cara Paola, ora mi sento meno sola (faccina sconsolata)…
    uno dei miei è “sono tutti perfetti i filgi degli altri”…
    i miei sono altamente distorti, il Sonte (6 anni e mezzo) che sarebbe il maggiore dorme appena tocca il letto, ma al buoi si strafoga di caramelle lasciando le carte dietro al letto e sotto il materasso, il mezzano Eon (4 anni fatti a novembre) è quasi sempre fuori controllo e se per caso dorme di pomeriggio dopo l’asilo, appena sveglio mangia qualsiasi cosa e poi a cena non vuole mangiare niente, per poi rubare arrampicato sui mobili della cucina appena finita la cena qualsiasi cosa sia commestibile; mentre la piccola Luly Giuggiola (10 mesi) viene baciata e sbausciata e trasportata ovunque per casa dai fratelli maggiori, poi Eon con profondo affetto e amore la sculaccia e la prende a calci, ma lei con i suoi grandi occhi scuri continua ad amarli e adorarli come solo un bambino può fare. In tutto ciò tento di non urlare, di pensare lasciamo che i bambini facciano un po’ i bambini e tento di non farli correre troppo, per evitare che i vicini pensionati e senza nipoti salgano a lamenstarsi dandoci dei “gran maleducati” perchè i bambini appunto fanno i bambini…

  12. Cara Paola, essendo io lettrice e commentatrice del blog da ben sei anni, quando ho letto “coming out” ho pensato “ma ‘sto blog è meglio di qualunque serie tv” (io peraltro non ne guardo nemmeno una) e mi son preparata al gossip come un gatto affamato che pregusta il pasto al suono della scatola dei croccantini.
    Avendoci tu abituato coming out ben diversi (Mr Eric Clapton, you know? ) ci sono rimasta un po’ male a leggere che si tratta “solo” di vita quotidiana… hahaha…io adoro questo blog e leggo sempre tutti i commenti . Triste sarà quel giorno che deciderai di non scrivere più qui.
    sul punto 1. anche io quando voglio fissare una regola nella testa di mio figlio faccio leva sul senso di appartenenza , e ho notato che (per ora) funziona tantissimo , del tipo “nella nostra famiglia siamo tutti educati e non diciamo le parolacce” . povero quel bimbo figlio della tua amica che a scuola non ci vuol più andare…mi immagino che gliene abbiamo fatta una grossa.

  13. Vabbè ma Mike delfini è fantastico…come hanno detto tutte. Mio marito non sente Ema quando urla (ha quasi 5 anni…e lo fa se ha incubi e febbre), l’altra notte ha dormito in camera con lui perché diceva che in camera ns aveva troppo caldo…nel cuore della notte sento quelli piccolo che mi chiama (con la febbre! !!!) E mi chiede di venire nel lettone “perché papà russa troppo”…era da mezz’ora che lo chiamava x dirgli che stava male e che lui russava! Ma niente. Quindi proverò i tuoi tappi mi sa.
    Ps. Cm stai messa a virus? No perché qui io non vedo la luce. Sob. Anna

  14. 6 grandi verità sulla famiglia Vett. (la mia).
    1) L’orario della nanna è sempre lo stesso (in genere alle 21.00) e prevede la collaudata trinità storia da leggere /lavaggi vari/letto. Si può sgarrare con l’orario eventualmente il sabato sera ma i lavaggi e la storia ci sono sempre.
    2) In casa Vett. si assaggia TUTTO quello che c’è nel piatto, ma non si è obbligati a finire il pasto: un trucchetto per favorire l’assaggio è la cosidetta “monoporzione” ossia una quantità talmente irrisoria di (ad. esempio) verza, da essere definita “lo sputino”.
    3) Sempre in casa VETT. quando si torna a casa da qualsivoglia loco ci si tolgono le scarpe e ci si lava le mani. Al compleanno di mio figlio, 15 bambini e altrettante madri si sono portati da casa i calzetti antiscivolo. Si, penso di essermi guadagnata l’appellativo di “psicopatica” ma a mia discolpa posso dire che eravamo in novembre e pioveva.
    4) La domenica mattina chi si alza per primo aspetta che si sveglino i due che si alzano dopo e intanto gioca da solo (recente conquista).
    5) In casa Vett. quando si richiede una coccola si viene esauditi sempre.
    6) Infine, in casa Vett. ognuno può esprimere i propri pensieri e può anche appendere i diesegni alle pareti.

    Paola ti leggo sempre, complimenti per il blog ma soprattutto per la famiglia!

    1. Quanti soldi vuoi per esportare la regola 4?
      Ti offro anche un rene :-)
      In questa casa la regola auto proclamata dai figli è : in settimana fatica a svegliarsi alle 7:45/8:00. Nel weekend si salta sul letto alle 7:30 (o anche le sette)

      1. ahaha 😀 Vanessa, per mantenere la regola 4 in vita sarei disposta a rimuovere tutte le altre!
        Scherzi a parte, nostro figlio è un mattiniero da sempre, pensa che intorno ai 2 anni si svegliava alle 5.30. Noi alle 9 di mattina eravamo già esausti.
        L’anno scorso ha iniziato la scuola materna ma comunque si svegliava alle 7… quest’anno va un pò meglio, nel senso che tira fino alle 7.30, e allora siccome nel lettone non ci viene perché vuole direttamente giocare gli abbiamo proposto di giocare da solo. Certo, non è che ci alziamo alle 10, ma anche rimanere a poltrire una mezz’oretta, tre quarti d’ora ci va benissimo!

  15. Anche il Pupo da piccolo si alzava sempre alle 6.11 oppure alle 6.18. Adesso con la Piccolissima siamo riprecipitati all’indietro… A 2 anni lei non riesce mica a giocare da sola. Devo dire che si sveglia verso le 8 perciò non va così male.

  16. Ecco, ora mi sento una madre degenere : secondo figlio, 7 mesi e mezzo, e si sveglia dalle 7 alle 10 volte per notte. Il fatto che voi abbiate figlio che dormono mi fa sentire così. L’ho già detto degenere? Scusate, ma non sono in grado di intendere e volere…

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